15 agosto 2009

Katowice - 2° puntata

Ed ecco un’altra puntata dalla Polonia. E sì caro lettore, un’altra, ma non preoccuparti sarà breve come i giorni di lavoro.
Partiamo con il dire che questa seconda puntata in Katowice inizia domenica sera. Colto dalla stanchezza e dal troppo sole preso nei due giorni del rompete le righe, e forse dal bisogno di parlare un po’ d’italiano con qualcuno, mi aggrego alla comitiva del capo che tra le altre cose ha deciso che questo è il suo turno di scegliere il ristorante.
Sorpresa sorpresa il capo ci porta a mangiare magiaro. Si vede proprio che la cucina polacca non ha sfondato nel cuore di nessuno dei trasferisti.
Siamo rimasti in quattro, quattro colleghi davanti ad un piatto di gulasch con una cameriera che fa sembrare il piatto più buono, anche se non parla una parola di inglese ed il menù è solo in polacco. Ci abbiamo messo venti minuti solo per ordinare il vino (che resti tra noi abbiamo rischiato che ci portasse 4 lattine di red bull con non so cos’altro). Il piatto è buono, forse anche perché tutti abbiamo fatto delle belle sfacchinate in giro a fare i turisti. La fame ci porta a scegliere anche il dolce, ma su questo stendo un velo da C.S.I. .
Le battute si sprecano, ed essendo tutti uomini, la maggior parte sono donate alla cameriera tanto che uscendo ci guardiamo alle spalle non tanto per rimirar ancora la cameriera ma per la paura che il marito cuoco ci insegua.
Lunedì mattina è uguale anche qui in Polonia. La sveglia sembra una punizione. Colazione e poi in ufficio.
Ci sono poche cose da fare, o almeno è questo quello che pensavo all’inizio, ma poi il mio capo, alleatosi con i due esterni, decide che io possa fare almeno una trentina di cose in contemporanea. Io ci provo spinto dall’idea che da martedì sarò in ferie. Il tutto è reso più difficile dal fatto che la cena della sera prima balla dentro di me e non solo. Anche gli altri iniziano a subire le difficoltà della digestione.
Il capo mi sottopone un problema di pagamento. Io la risposta gliela avevo già data, ma lui mi ripete la questione ed io gli ripeto la risposta. Lui non si fida e mi chiede di chiamare le mie ex utenti polacche per avere la loro versione. Io chiamo e loro, in inglese, ripetono quello che ho detto io. Non basta. Mi chiede di scrivere una mail perché non è convinto. Scrivo. La risposta è la stessa. Il capo inizia a pensare che io posa avere ragione, ma non è ancora completamente convinto. Scrive lui una mail ad utente che parla italiano. La risposta è la stessa che io gli ho dato tempo fa ormai. No comment sui miei pensieri di testate da donare agli astanti.
Lunedì volge al termine, sistemo l’ultimo punto aperto con il cantante dei Village People e con il sosia punk di Massimo Lopez ed ho finito. Ultima cena di gruppo in un locale, scelto dal capo, che cucina piatti italiani. Grazie al suo senso dell’orientamento, con la cartina in mano ci perdiamo. A dire il vero i due esterni gli avranno ripetuto un bel po’ di volte che stava sbagliando strada, ma lui ciccia. Per fortuna che ci viene in aiuto il Massimo Lopez punk. Troviamo il ristorante e si cena. Ormai l’aria delle vacanze ha avvolto il team e le battute si fanno a circolo. Incredibile anche il capo mi sembra simpatico (grazie Żywiec).
La mattina del martedì il sole ha lasciato la città, ed il tempo torna ad essere quello che ricordavo. Pioggia e freddo.
I due fidanzatini che dividono il viaggio a Cracovia con me, oltre ad essere in ritardo, fanno anche il cinema alla reception, ma per fortuna la ragazza della hall ha una calma ascetica.
Finalmente partiamo, se non fosse per il paesaggio e per i cartelli stradali scritti in polacco sembrerebbe di essere sulla Salerno - Reggio Calabria per il traffico ed il numero di cantieri.
All’aeroporto sbaglio il parcheggio e vengo dileggiato dal duo pugliese, ma me ne frego. Ancora pochi minuti e saremo in albergo.
Nella hall dell’albergo ci salutiamo ed hanno inizio le mie vacanze.





Nella prossima puntata si parlerà di… o forse sarebbe meglio dire si parlerà in…