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03 settembre 2011

Tra Alba e Tramonto – 67° puntata

Caro Lettore,
rieccomi davanti alla tastiera a scrivere forse l'ultimo post di questa avventura in giro per lo stivale e non. Sono passati molti giorni da quando ho iniziato questa mia nuova avventura, e forse sono anche un po' cambiato. Ora mi si presentano nuove sfide, più personali ed a dirla tutta ogni tanto ho un po' paura, ma se non affronti le tue paure ti perdi molto se non troppo della vita.
Torniamo a noi. Questo è l'ultimo post relativo al soggiorno nelle Langhe. Eh sì ho lasciato residence, ufficio e la monotona vita del paese per tornare nella grande città. Mi occuperò delle stesse cose ma dall'ufficio della società per cui lavoro. Ovviamente ci saranno delle fugaci scappate ad Alba, ma saranno cose piccole.
Ho lasciato passare queste due settimane di simil ferie, per metabolizzare la cosa. Non è cosi facile come pensavo tornare a casa, quando ci manchi da cosi tanto tempo. Ora devo riabituarmi a Milano ed a viverci, ma è una cosa che ho voluto, che ho chiesto e desiderato ed ora... un saluto alla valigia che mi è stata compagna fedele in queste settimane di trasferte ed un arrivederci perchè non si sa mai cosa c'è dietro la porta del domani.
Un abbraccio a tutti i lettori e curiosi che hanno seguito la rubrica o ci sono finiti per caso, ora nuovi progetti e sogni bussano per entrare in questo blog.
… all'inseguimento del sole … che sorgerà anche domani, solo un po' più in qua.




14 agosto 2011

Tra Alba e Tramonto - 66° puntata

Caro Lettore,
ormai la notte di questa domenica d’Agosto ha già oltrepassato la porta e tra poco dovrà lasciare il posto ad un lunedì di Ferragosto lavorativo, per me.
Ma di questo forse ne parlerò nel prossimo post, per ora provo a ripensare ai giorni passati, fatti di riunioni per conteggiare quanti non sono ancora andati in ferie o per mostrare l’abbronzatura. Io sono tra quelli che le ferie le vede ancora da lontana, e che per una strana forma di ringraziamento, quando ha chiesto un paio di giorni per andare ad un corso, ha ricevuto come risposta, va bene ma ti giochi una settimana di ferie, quella di Ferragosto. Ecco come passerò il giorno di ferie per antonomasia, ma lasciamo stare.
Lascerei stare anche la settimana trascorsa, perché non degna di nessuna gloria. Un’altra settimana da mettere impilata con quelle che le hanno precedute.
Di questo post vorrei invece raccontare la scelta del pezzo musicale che volevo associare. Sono passato da Tengo la camisa negra di Juanes, passando da The Neverending Story di Limahl, senza dimenticare, Vamos a la Playa dei Righeira, Delusa di Vasco, Vaffanculo di Marco Masini, Blu Moon di Vecchioni, Alexanderplatz di Battiato, Canzoni con il naso lungo di Cristiano De Andrè, Sotto questo sole di Baccini/Ladri di Bicicletta. Non proprio una gran fantasia ma ogni canzone ha un riferimento su un avvenimento della settimana. Ora che la rileggo sembra la scaletta di Bimboremix. Ed allora perché non mettere sul piatto di questo giradischi virtuale la stessa canzone che è uscita dalla radio mentre venivo per l’ennesima volta ad Alba.



...all'inseguimento del sole...


07 agosto 2011

Tra Alba e Tramonto – 65° puntata

Caro Lettore,
la quasi totalità dei post di questa rubrica sono stati scritti pensando al passato, e rileggendoli spesso molti si assomigliavano, erano quasi la copia carbone di giorni che li avevano preceduti.
Ora vorrei provare ad essere più sibillino o solo a regalarmi un po' di sogno...
Vediamo di cominciare in stile anni '80, un pezzo storico che viene inserito di solito tra fine ed inizio, e poi vediamo cosa succederà



Chi sa se come DJ avrei avuto un futuro...
… all'inseguimento del sole ...

31 luglio 2011

Tra Alba e Tramonto - 64° puntata

Caro Lettore,
questo post mi costa fatica perché settimana appena trascorsa non salverei molto. Per caso qualcuno conosce una buona ricicleria dove buttare le cose brutte? Magari con la speranza che qualcuno sia capace di tirarne fuori qualcosa di buono?
Anche il mondo al di fuori di questa bolla, dove mi sento sempre più imprigionato, non mi sembra messo molto meglio. Forse bisognerebbe proprio fermarlo questo mondo e scendere. Magari lui avrebbe una possibilità di sopravvivere.
Cerco di scrivere e mi distraggo, controllo la posta, guardo la televisione, navigo un po’ in internet e via così…
Ora ti lascio e vado a cercare i pezzi della mia vita che il vento delle situazioni ha sparso in giro.



…all’inseguimento del sole…

24 luglio 2011

Tra Alba e Tramonto - 63° puntata

Caro Lettore,
perdona il ritardo nel postare il racconto legato alla settimana appena trascorsa, ma ho avuto ospiti e non ho avuto tempo. Uno di questi ospiti è anche un assiduo lettore di questo blog e forse anche il responsabile della sua nascita… diciamola tutta, sotto suo suggerimento ormai poco più di 5 anni fa ho aperto questo blog. All’epoca il fine di questo spazio era quello di dare sfogo alla mia vena creativa, come viene riportato anche nel mio profilo. Ed è stato così per molto tempo, fino a quando il peso di questa vita scandita dal numero di camice in un armadio ha preso il sopravvento. In uno scambio di battute con questo storico lettore, noto anche come il Genio, ha sottolineato come questo spazio sia appiattito su un solo argomento:” LE MIE LAMENTELE LAVORATIVE”.
Per questo mi scuso, ma come ha potuto vedere anche lui, l’ambiente è leggermente alienante, almeno per me. Eppure ci sono colleghi che pensano che questo sia il miglior posto del mondo. E dal parlare con loro ho forse capito uno dei motivi del mio disagio nel vivere qui.
Ecco caro Lettore, vediamo cosa ne pensi:
Quando sono a Milano mi lamento di quanto sia caotica, mentre chi viene da Roma, che che ne dica, si trova bene. Io a Torino non mi trovavo poi così male, era come Milano ma più piccola. Più a misura di uomo. Ora le persone di Torino si trovano bene qui ad Alba perché è più a loro misura. Ed ecco l’illuminazione: l’ordine di grandezza della città. Se si scende di un solo ordine di grandezza alla fine ci si adatta facilmente, mentre se si scende di due o più ordini di grandezza ecco le difficoltà.
Mi spiace non aver provato un’esperienza significativa in una città di un ordine di grandezza maggiore di Milano. Due settimane ad Istanbul, non hanno un peso rilevante
.”
Sicuramente questo non è il solo motivo, ma è una costante che torna spesso parlando con altre persone che hanno esperienze lavorative simili alla mia. Ovviamente con meno FASCINO.
Oltre a queste grandi riflessioni c’è stata anche la vita lavorativa che mi ha impegnato, e la scorsa settimana è stata ricca di annunci.
Il primo è quello di un collega che finirà la sua avventura ad Alba dopo due anni e mezzo. Il primo ad essere dispiaciuto di andarsene. Solitamente le persone che lasciano Alba lo fanno di loro spontanea volontà e ne sono generalmente felici, mentre lui viene spostato per esigenze aziendali e la cosa gli dispiace molto.
Secondo annuncio, arrivato con più di due ore e mezzo di ritardo sull’orario stabilito, che significa che ho addirittura fatto in tempo a fare la spesa ed iniziare i preparativi per la cena: sono stato promosso con sufficiente. Questo mi viene annunciato con una breve telefonata. Le motivazione ed i commenti sono rimandati a Settembre.
Terzo annuncio. Ecco questo più che un annuncio è stata una rilevazione, quasi mistica, che ha colto il capo del team: “Tu stai seguendo già tante cose”. Peccato che questo non abbia impedito che me ne venissero affidate altre che erano incarico ad altri e che aspettano risposta da mesi.
Quarto annuncio. Questo più che un annuncio è stata una domanda fatto dal capo al quadrato, cioè il capo del capo mentre si discuteva della situazione si un ex colonia inglese: “Hai il passaporto?”
Un brivido mi ha percorso la schiena. In questo caso è stata una fortuna che non avessi il passaporto e non potessi fare i vaccini necessari, oltre ad altri piccoli particolari come il visto d’ingresso nel paese.
Queste ormai sono cose passate, come la mia seconda giornata di reperibilità che mi ha visto intervenire su una problematica sollevata da un utente. Al mio chiedere maggiori spiegazioni ricevo una risposta che mi fa capire che il dialogo con questa categoria di utente può avvenire solo ad un livello di comunicazione più vicino a quello macchina. Per fortuna che interviene il responsabile dell’amministrazione locale, che dopo un velato insulto rivolto all’utente, gli dice che il sistema funziona benissimo e sicuramente è lui a sbagliare. Applausi per lui. Intanto il collega che si trova in quelle terre si lamenta che non seguono il piano discusso ad inizia settimana, ma che anzi fanno altro. In questo caso il mio è un supporto morale.
Per fortuna arrivano gli amici e l’ora di fine reperibilità pure. Spengo tutto ed inizio a vivere la vita, ma quella vera.



… all’inseguimento del sole …

16 luglio 2011

Tra Alba e Tramonto – 62° puntata

Caro Lettore, siamo arrivati di settimana in settimana sino a metà Luglio. Qualcuno a quest’ora aveva già trovato l’amore, mentre io ho trovato il primo giorno di reperibilità volontaria.
Volontaria nel senso che è stata la responsabile del progetto a volerlo, non certo io. Mi trovo così di sabato mattina ad aspettare una telefonata che spero non arrivi mai ed a ripensare agli eventi trascorsi.
La partenza di domenica sera, dove mantenendo una velocità media id 100 chilometri all’ora sono riuscito ad evitare la perturbazione proveniente dalle Alpi all’altezza di Alessandria Est.
Questa trascorsa è stata la prima settimana a ranghi ridotti. Le prime persone in ferie, le prime due persone fuori dal team. La bordata è stata abbastanza dura, ed ad essere sincero ho anche vacillato ma non sono caduto. Ad un certo punto mi sono sentito come il Generale Caster a Little Big Horn circondato da bande di utonti provenienti da India, Turchia, Belgio, Australia, Italia, Spagna e Russia. Un giro del mondo in 80 ticket. Alcune richieste sono legittime, altre pure fantasie dell’utente ed io dietro a loro a cercare di farli tornare con i piedi per terra. Per rendere tutto più allegro sono state predisposte delle riunioni il cui orario di inizio è stato anticipato di un ora dandone annuncio 5 minuti primi. Oppure riunioni a cui la mia presenza era del tutto inutile, tanto che un utente ha chiesto come mai fossi lì. Per completezza del racconto bisogna dire che questa riunione è stata indetta per parlare di un problema noto dal Dicembre 2009, per cui la responsabile dell’altro gruppo non ha mai fatto nulla, anzi ha fatto da cono di bottiglia per non dire altro.
In mezzo a tutto questo delirio mi tocca beccare anche una telefonata in cui vengo accusato di non dare la giusta priorità alle cose, peccato che tutto abbia scadenza a ieri e dovesse essere fatto entro la settimana precedente ed a me è stato assegnato solo da lunedì. Sono lì lì per sbottare. Sento che mi sta partendo un: GUARDA APPENA FINISCO DI PETTINARE LA BARBIE PRINCIPESSA LO FACCIO, MAGARI PRIMA PERO’ MI TOLGO LA RAMAZZA CHE HO INSERITO NEL RETTO E CHE USO PER RAMAZZARE IN GIRO.
Mi ci vogliono dieci respiri per non dare di matto, mentre vengo richiamato più volte per partecipare all’ennesima riunione.
Quasi dimenticavo, ovviamente in mezzo a questo delirio non ho potuto partecipare ad una riunione aziendale, mentre per un ‘altra che doveva essere urgentissima altrimenti si bloccava tutta la produzione è stata risolta con: ABBIAMO INIZIATO IL TURNO DI FERIE, QUINDI OGNI ATTIVITA’ E’ RIMANDATA A SETTEMBRE. Alla faccia dell’urgenza ed alle mie ore buttate per fare l’analisi del programma da presentare.
L’evento mondano che è consistito in apericena nel centro di Alba, che ha iniziato i martedì in musica. La serata è stata piacevole peccato che il locale scelto è davvero pessimo. Il servizio è da dimenticare; i piatti, quando ci sono, non sono all’altezza della cifra scritta a fianco nel menù. Se vi capitasse di passare da Alba, e vi trovate in piazza dell’Accademia, e vi dovesse venir fame, non fermatevi e proseguite dritto.
La musica di questi aperitivi è quella fatta da quattro simil dj sparsi nelle vie del centro. Il primo che vedo sembra avere un collare sanitario. E da come tiene la testa inclinata deve proprio servirgli.
Mi ci vogliono 2 minuti ed una riduzione della distanza per capire che non è un collare ma una cuffia.
Il secondo ha un look simil punk che si scontra con l’abbigliamento elegante delle persone sedute ai tavolini accanto a lui. Anche la musica che mette non è proprio adatta al look. Lo guardo in faccio è leggo, va beh l’importante è che mi paghino.
Il terzo deve avere problemi di sudorazione o similari perché gli hanno messo due enormi candele alla citronella accanto che fanno sembrare la postazione un altare pagano, mentre la persona più vicina si trova a 5 metri.
In tutto questa confusione sono venuti in soccorso gli amici che mi hanno distratto facendomi pensare ad altro, a cose più importanti e vere.
Grazie mille.



…all’inseguimento del sole…

09 luglio 2011

Tra Alba e Tramonto – 61° puntata

Caro Lettore,
eccomi qui a raccontarti la mia prima settimana da unico rappresentante della mia società nelle terre delle Langhe. Lo Sweet Team si è dimezzato. È ora di diventare grande e di vedere se sono davvero diventato autonomo.
Per evitare lo shock da separazione, e per fare alcuni test lunedì si lavora dalla sede di Milano.
Mi fa un po' effetto tornare, anzi iniziare a lavorare nella nuova sede. È passato ormai un anno da quando la mia società si è trasferita nella nuova sede, ma per vari motivi io sono stato qui sempre e solo di passaggio. Mi fa un po' specie vedere tante facce nuove, nuove dinamiche e vecchi modi. Siamo anche nel periodo delle valutazioni e quindi si affilano coltelli e si sfornano dolci.
Io cerco di rimanere concentrato su quello che ho da fare e non farmi distrarre dal viavai e dalle parole. L'altra metà dello Sweet team arriva con calma e viene rapita dall'Orco.
A pranzo mi tocca sentire la storia dell'Orco e dei suoi problemi, ma devo imparare a superare anche questo se voglio avere una possibilità di tornare a lavorare nella città che fu degli Sforza.
Il pomeriggio scorre ed io penso di averla svangata quando arriva la solita bomba. Dovrei imparare a non rispondere ai messaggi che arrivano dopo le 18. portano sempre brutte notizie. In questo caso si parla di 2 settimane di reperibilità continuata, dalle 6:30 del mattino a fine lavoro.
Ovviamente nessuno tiene conto del fatto che io avrei anche una vita al di fuori dell'ufficio.
Possibilità di contrattazione: ZERO.
Faccio presente che ci sono alcune difficoltà di tipo tecnico ed organizzativo, ma tutti minimizzano.
Ammetto che la mia collega mi irrita quando dopo che le faccio notare che dovrei dare il mio numero personale di cellulare agli utenti indiani e non solo lei minimizza. Peccato che lei non abbia dato mai il suo numero privato a nessuno, neanche a me e quando glielo faccio notare cambia discorso.
È proprio vero che siam tutti gay con il culo degli altri!!!
Caro lettore scusa lo sfogo.
Martedì rassegnato me ne torno ad Alba cercando di non pensare alle mille questioni che farà l'Orco con le sue tasche a chiocciola, al fatto che mi toccherà spostarmi con il pc al seguito, che mi rovinerò il sonno pensando di non riuscire a sentire il telefono suonare.
La capa non si fa trovare, così cerco di concentrarmi sul lavoro da fare, al nuovo passaggio di consegna, alle mille banane che già avevo, tanto che pensavo di aprire un negozio monomarca:LA BANANA SHOP!!
La capa passa da una riunione all'altra e quando ormai e sera mi chiama dicendomi che è riuscita a scambiare le domeniche di reperibilità con un sabato in più e nessuna telefonata prima del normale orario d'ufficio. Sarà che avevo detto che avremmo dovuto fatturare 7 giorni di lavoro in più.
Ora mi tocca solo convincere un altro mostro mitologico, un Gallo cedrone con le tasche cucite ad aprirmi la commessa su cui caricare le ore di lavoro.
Arriviamo così di nuovo a sera con tutti che pressano per l'evento mondano. Prima che arrivassi io sembra che non avessero mai fatto nulla che non fosse lavorare.
L'evento è legato all'uscita di un'altra risorsa dal gruppo. Quindi prendi il regalo, pensa al biglietto, manda gl inviti, suggerisci il regalo anche agli altri gruppi, che non sanno cosa regalare.
Mi trovo così a lavorare di notte per fare tutto questo.
Mercoledì sera dopo cena, crollo.
Giovedì ormai sono rassegnato. Pressione da tutte le parti. L'orco mi fa assegnare un cellulare aziendale con la promessa di non telefonare mai e di riportarlo appena finita la reperibilità tediandomi con il fatto che sono costi no preventivati e via dicendo.
L'utente poi mi fa sbottare. C'è un attività da fare, e conoscendolo gli dico di fare prima dei test per verificare la procedura altrimenti io non sbloccherò nulla in produzione.
L'utente mi assicura che ha fatto i test e che tutto va bene.
Verifico che ha fatto una sola registrazione, prendo i dati e scrivo nuova procedura.
Ora dobbiamo rifarla in produzione. Solito casino organizzativo e via dicendo, ma sono tranquillo. Hanno fatto i test.
Squilla il telefono. Abbiamo un problema, non riusciamo a registrare il 4° documento.
Come 4° documento, voi dovevate registrarne solo 1, come da test. L'utente eh veramente, noi.. sbotto. Non si lavora così. Se vi dico che ci sono da fare dei test un motivo ci sarà e ve l'ho anche spiegato. Cerco di capire dov'è il problema e mi scontro con una super patata bollente che a confronto Cicciolina era una suora. Avverto l'utente che la cosa non si può fare subito perchè occorrono modifiche al sistema di una certa importanza.
Intanto oltre ai turchi, ho a seguire i voli pindarici dei Russi, con le loro domande di cui conoscono la risposta, oppure che non centrano nulla con il problema che hanno.
Gli indiani, che da neofiti del sistema hanno ancora tutta l'ingenuità dei neoutenti e fanno una marea di cavolate.
Arriviamo all'evento mondano. Una bella cena in un agriturismo sulle colline con una bella vista su vigneti e piccole valli. La serata è gradevole e la vista riconcilia con il mondo.
Venerdì, e qualcuno deve ancora riprendersi dalla serata. Ricevo telefonata dall'IT manager che non capisce il perchè dei problemi avuti, ed io gli ripeto che non hanno seguito le indicazioni fornite.
Mi richiama per un altro problema, la cui soluzione era già stata fornita.
Io gli ripeto tutto da capo, sottolineando che hanno sbagliato a fare una registrazione di logistica, quindi che dovevano chiamare un altro gruppo. Lui tergiversa. Ok,glli dico, verifico, ma se è come dico io.... verifico, ed è come dico io.
Rispondo. Per fortuna che l'IT turco è abbastanza educato ed intelligente da scusarsi. Arrivo a fine giornata con un'altra consegna di banane.
Torno a casa, anzi no, vado a trovare degli amici che devono darmi il famoso cellulare e che mi raccontano varie storie lavorative. Alla fine tutto il lavoro è uguale.



...all'inseguimento del sole...

03 luglio 2011

Tra Alba e Tramonto – 60° puntata


Caro Lettore, anche tu in fuga dalla calura ed in cerca di un po' di fresco? Eh già, è arrivata l'estate, con tutto il suo calore... tranquillo caro Lettore, non voglio scrivere di questo, lascio che siano ben altri a scrivere e parlare di questo per riempire tempo e pagine, io voglio parlare di altro.
Quella appena trascorsa è una settimana dalla doppia valenza.
Come avrai letto dal titolo, è trascorsa anche la 60esima settimana, quindi questo progetto, per ora ha pareggiato il primo progetto che mi ha visto lavorare nella Prima Capitale del bel paese ed in terra Polacca. Lo so che ai più non dirà nulla, ma per me è uno strano traguardo. Una specie di momento storico da immortalare perchè da quel momento tutto cambierà.
Da qui con un piccolo saltino si arriva al secondo “momento” importante relativo alla settimana appena trascorsa, infatti da lunedì prossimo lo SWEET TEAM si ridurrà ad una sola persona, a me!
La mia collega, nonché capa, dopo più di due anni e mezzo lascia la fabbrica di cioccolato con tutti i suoi Oompa-Loompa e torna a Milano.
Da domani perciò si comincia una nuova avventura. Sarò responsabile di me stesso e dovrò riferire al grande Orco, un'altra volta, però ora sono molto più tranquillo, perchè ho le spalle più larghe dell'anno scorso e per un po' avrò anche i chilometri dalla mia parte. Quelli che vanno percorsi per andare dalla capitale economica a quella del tartufo e l'orco ha famiglia e vacanze da organizzare.
Di salto in salto, come nel gioco della Campana, arriviamo alla casella dell'evento mondano. Grande festa per salutare la partenza della collega. Ovviamente l'organizzazione è ricaduta tutta su di me: cerca il regalo, scrivi il biglietto, stampa il biglietto, ristampa il biglietto, correggi il biglietto, ristampa il biglietto tutto questo senza che la mia collega si accorgesse di nulla.
La scelta del posto ha comportato più fatica di quel che pensavo visto che sembra che martedì scorso tutti avevano cose da festeggiare o da fare per cui tutti i posti risultavano chiusi. Ma se c'è una cosa che ho imparato in quest'avventura e di no arrendermi alla prima difficoltà, ed alla fine ho trovato il locale.
La serata è stata divertente ed il regalo fatto molto apprezzato. Quindi obbiettivo raggiunto.
Ecco che l'indomani, l'altra collega che lascia, vuole una cosa simile.
Lettore, forse qui qualcuno si è dimenticato che io ho anche da lavorare, e con la fuga della collega ho anche un po' di più da lavorare. Va beh, mi tocca. Per fortuna che il regalo l'ho trovato facile, ora mi resta solo da fare il biglietto.
Settimana corta tra le altre cose, perchè dopo il gran mazzo che mi sono fatto per la certificazione, oltre alla pressione dalla sede per far ferie, ho deciso di fare la settimana corta.
Quindi sono scappato dal tempo variegato di Alba per tornare alla terra natia, almeno di passaggio, e proseguire verso est a trovare vecchi amici... ma questa è una storia che si tramanderà solo verbalmente, quindi mi fermo qui.
Ora ti lascio caro Lettore, tutto questo caldo non mi rende lucido e creativo.
...all'inseguimento del sole...

24 giugno 2011

Tra Alba e Tramonto – 59° puntata

Caro Lettore,
come avrai sentito dai media e letto sui vari giornali, questo è periodo si esami. Gli studenti danno gli esami. Le banche sono sotto esame. Le partite di calcio sono sotto esame. Il cuore rosso dei motori italiani è sotto esame con Ducati e Ferrari. L'operato del governo è sotto esame. Quello dei nuovi sindaci è sotto esame.
Il grande Edoardo aveva proprio ragione!
GLI ESAMI NON FINISCONO MAI!!!
Tutto questo preambolo solo per dire che anch'io ero sotto esame. Un esame abbastanza importante. Di quelli che se lo passi hai fatto solo metà del tuo dovere e se vieni bocciato ti verrà rinfacciato a vita.
Un esame che non ho scelto io di fare, ma che mi è stato imposto dalla società per cui lavoro.
È vero che ora sono io che posso vantarmi e godermi di essere CERTIFICATO!!!, anche se ne avrei fatto volentieri a meno. Eh sì, perchè l'esame l'ho passato, questa volta. L'avevo già provato ad Aprile, ma era andato male per una sola domanda, mentre questa volta sono sopra di 4.
Ho rivissuto tutte le angosce del periodo degli studi, con la notte prima degli esami, ripetuta ormai non so quante volte. Quelle notti in cui si dorme poco, si cerca di ripassare. Si viene colti da amnesie totali, che se non fossi sicuro di essere già a casa nel tuo letto, forse non sapresti tornarci. C'è gente che è stata colta da questa perdita momentanea di memoria ed ha vagato per ore tra il salotto e la cucina sino a quando un parente a caso, se non addirittura il gatto, abbia guidato il malcapitato come fino al proprio giaciglio. Una notte da Smemorati di Collegno .
Si controlla ripetutamente la sveglia, ad intervalli regolari di 3 minuti. Ma la cosa incredibile è che se anche sai che suonerà da lì a 30 secondi vieni colto di sorpresa dal suo trillo e quasi rischi un arresto cardiaco.
Ti alzi dal letto e se potessi torneresti indietro di almeno un mese per poter studiare di più, o forse di anni per cambiare scelte di vita ed imbarcarti su un piroscafo battente Bandiera liberiana per fare il giro del mondo.
Fai la doccia nella vana speranza di svegliarti e tranquillizzarti, ma sei cosi teso che potrebbero usarti per spedire una sonda su Marte in maniera ecologica, usandoti come arco.
Esci.
Il traffico ed il caldo ti fanno impazzire.
Controlli l'ora quattrocento volte.
La strada l'hai guardata così tante volte che dovresti averla imparata per osmosi.
Arrivi.
Parcheggi.
Entri e sai che dovrai rimanere sulla graticola almeno un altra ora.
L'aula si riempie a poco a poco e tu leggi, bene o male, la stessa domanda sulla faccia di tutti:
MA CHE CI SONO VENUTO A FARE QUI!!!
Si inizia.
Fai un salto nel passato. Esame di stato. Esame universitario. Esame di maturità. Esame di guida. Esame di terza Media. Esame di quinta Elementare. La testa rimbalza tra questi eventi mentre la vescica continua nel suo viaggio a ritroso tanto che ti ritrovi a fare la minzione ad intervalli regolari di 36 minuti.
Il tempo passa ed arriva il momento della fine... e si la fine qui è immediata. Il risultato si ha quasi subito. Giusto il tempo che i dati facciano un giro in Germania e tornino.
CONGRATURAZIONI!!!
Passati i 5 minuti per leggere e rileggere, far leggere alla collega per conferma e tutto il resto, l'adrenalina ti finisce sotto i piedi. Senti tutta la stanchezza del mondo addosso. Forse anche perchè l'ultima notte che hai dormito più di 4 ore risale ad un po' di tempo fa.
Ora vuoi solo uscire e respirare.
Aria.
Hai bisogno di aria.
Rientro in possesso di tutte le mie facoltà, o almeno di quelle poche che mi servono per capire che non è il caso che mi metta alla guida, quindi decido di pranzare in loco.
Cercare di riprendermi e di trovare un minimo di energia per poter tornare a casa e fare quelle mille telefonate per dare il grande annuncio.
Metto a fuoco che non vedevo l'ora di scrivere questo post, dove all'inizio doveva esserci scritta la sola frase
SON CERTIFICATO
,
ma che poi si è sbrodolato in questo miscuglio di parole.



… all'inseguimento del sole …

18 giugno 2011

Tra Alba e Tramonto – 58° puntata

Caro Lettore, come una cambiale ecco un altro post sulle mie avventure lontano da casa.
Ogni tanto mi soffermo a pensare che chi sa se a qualcuno interessa leggere di questo consulente che da ormai più di tre anni vive con la valigia in mano e si sperde in varie direzioni a fare il suo onesto lavoro. Chi sa se quando finirà quest'ennesima avventura ce ne sarà un'altra da raccontare e se a qualcuno mancherà questa strana rubrica.
Questa settimana è la settimana di arrivi e partenze. È arrivato nel gruppo una faccia conosciuta. Un personaggio che è già passato in questa rubrica molto tempo fa, dove la scenografia era la città della FIAT. Sono arrivati anche due utenti turchi, a cui ho dovuto fare un po' da babysitter. Ci sono state anche partenze, chi per le ferie e chi per non tornare più, o almeno così si racconta.
Settimana piena, con mille cose da fare, riunioni a cui partecipare in cui il mio ruolo era verificare che non venissero proposte cavolate. Giusto per raccontarne una. Grande gruppone con vari responsabili. Io li a fare da spettatore a diatribe varie. Una delle responsabili, dopo 20 minuti di discussioni, esce con la frase: ma si può fare così... io guardo la soluzione applaudita dal resto della corte. Ok, bella soluzione, peccato che ci sia un piccolo errore. Manca una riga nei calcoli. La riga di partenza. Quella per cui siamo tutti qui.
Altro giorno altra riunione. Siccome gli utenti turchi sono in ritardo inizio un altra attività che alla fine mi fa arrivare con un paio di minuti di ritardo. Vengo accolto con la frase: questo delta è dovuta all'attività che ha fatto lui e vengo indicato. Ok, vogliamo scaricare le colpe a me. Bene. Sono tre giorni che dormo poco perchè oltre al mio lavoro presso il cliente devo fare anche quello che mi richiede la mia società. Quindi non è che sono proprio di buon umore, metteteci che di solito quando vengo attaccato rispondo come il Milano di Sacchi, con un bel contropiede. Eccomi lì che chiedo che mi venga spiegato dove avrei sbagliato, visto che l'attività l'ho fatta dopo aver avuto certificazione da parte di tutti gli astanti ed aver verificato tutto ben quattro volte.
Ecco che iniziano con una serie di estrazioni e confronti, che so già dove porteranno, visto che ho capito dov'è l'anomalia, ma perchè perdermi il piacere di vederli lavorare. Dopo quasi un'ora mi alzo e faccio notare una cosa. Stano cercando l'errore sull'esercizio fiscale sbagliato. L'errore è stato fatto dall'altro gruppo nell'agosto scorso, periodo in cui io non ero staffato su progetto, e dove i responsabili erano i quattro caballeros seduti di fronte a me.
Il gruppo si zittisce e poi mi guarda incredulo. Ed ora? Ora qualcuno dovrebbe prendersi le sue responsabilità.
Alla fine della settimana, facendo la somma i problemi sono tutti relativi ad attività che dovevano fare altri. Io dovevo fare da supervisor giusto per rassicurare gli utenti che hanno una certa fiducia sul mio operato. Noto che non solo i turchi ma anche altre persone degli altri team vengono ormai a rivolgersi direttamente a me.
In mezzo a questo un serrato scambio epistolare con la società che ha creato il programma ERP che usiamo per dimostrare che hanno rilasciato un programma che fa schifo e che le note correttive sono ancora più schifose. Alla fine installo 6 note di aggiornamento, due workaround, ed una serie non meglio definita di parolacce.
E già così sarebbe più che sufficiente, ma c'è un russo che si deve fare odiare, aprendo ticket di cui conosce la soluzione solo per il piacere di verificare che noi gli si risponda nella stessa maniera.
Ma non pensate che sia finita così. Il giro del mondo di richieste non è finito. Gran Bretagna, India, Polonia, Italia, Spagna, Lussemburgo, Francia... fermate il mondo che voglio scendere.
Per fortuna che tra pranzi e compleanni vari sono riuscito a ritagliarmi un paio di momenti di tranquillità.
Ho mancato l'evento mondano, anzi due eventi mondani. I turchi mi hanno invitato da uscire con loro per fare il giro dei locali, mentre la sera dopo sono andati in gita a Portofino ed io invece nella mia stanzetta del residence a lavorare.
Caro lettore scusa lo sfogo. Non volevo che questo post fosse così. Lo immaginavo più come un trattato sulle storie che iniziano e che poi proseguono, e piano piano un po' si trascinano e che si rialzano o perchè arrivano alla conclusione o perchè scendono nel buoi di qualche tunnel o perchè trovano nuove energie e stimoli in qualche cambiamento... ma l'elefante ha partorito un topolino ed io ho scritto malino.



...all'inseguimento del sole ...

11 giugno 2011

Tra Alba e Tramonto – 57° puntata

Caro Lettore, eccomi di nuovo qui a raccontarti di un'altra settimana dove sono letteralmente sopravvissuto alle vicissitudine e no della vita in trasferta.
La settimana è partita con un tour delle provincie piemontesi. Domenica pomeriggio sono andato a vedere una mostra a Vercelli, ho poi preso un aperitivo con alcuni amici a Cossato in provincia di Biella e poi sono andato a fare la nanna ad Alba.
Questo per dirti che i mille eventi della scorsa settimana, anche se hanno intaccato la mia salute non hanno ridotto la mia voglia di vivere, di vedere, di conoscere, di incontrare.
La settimana appena trascorsa sarà ricordata come la settimana della sopravvivenza.
Sono sopravvissuto alla discesa dell'Orco, che sembra non aver fatto tanti danni, anzi forse con l'aiuto della mia capa è riuscito ad allungare la catena che mi tiene a lavorare nelle terre langhesi e che forse mi riporterà nel centro della pianura padana.
Sono sopravvissuto ai colleghi che ti chiedono come stai solo perchè hanno bisogno di un favore da fare entro ieri, come se non ci fossero già abbastanza cose da fare. Vedere poi il proprio CV che viaggia di nuovo verso terre fredde o degne di un esaurimento... mette i brividi.
Sono sopravvissuto alla guida sportiva della collega, che non ha ben chiaro il significato di rotonda e del cartello dare precedenza tanto che ho visto metà della mia vita scorrere sul parabrezza di un furgoncino bianco.
Sono sopravvissuto allo spavento di vedere un collega cadere in moto mentre faceva un sorpasso sotto la pioggia. Io ero in macchina dietro di lui ad una cinquantina di metri. L'ho visto scivolare per 200 mt nella corsia opposta. Per fortuna non arrivavano altre macchine da quella parte e lui non si è fatto male. Pensa che ha recuperato anche il video delle telecamere di un benzinaio dove si vede la sua scivolata.
Sono sopravvissuto all'evento mondano che mi ha portato a Torino a rivedere i vecchi colleghi in una serata di grande pioggia, ma anche di grande allegria.
Sono sopravvissuto all'utente che non sa leggere e che continua a fare domande di una stupidità allucinante. Se il sistema ti dice che per fare una determinata registrazione devi inserire un testo valido in un determinato campo, se io per sicurezza lo avevo scritto sia nella mail che nel manuale che era “obbligatorio” compilare tale campo, ma perchè mai mi scrivi e mi chiedi perchè non funziona allegandomi un print screen dove c'è scritto: COMPILARE IL CAMPO TESTO!!!
Sopravvissuto alla collega che cerca di rifilarmi l'ennesimo padulo, che risulta essere doppio perchè su tale attività ho gli occhi del capo addosso, per vedere come gestisco la situazione.
Sopravvissuto all'ennesimo lavoro palloso che nessuno vuol fare e siccome io so usare Excel lo devo fare io.
Sopravvissuto alla coppetta di gelato piccola due gusti, che è risultata essere in formato piccolo per giganti.
Sopravvissuto alla pioggia sulla strada del ritorno ed alla voglia di fermarmi e schiacciare un pisolino.
Sopravvissuto alla guida del solito autista pigro che ti sorpassa cercando veramente di sverniciarti una fiancata.
Sopravvissuto al ritorno dell'autunno... perchè era giugno?
Ecco sono sopravvissuto e sono ancora qua, come canta Vasco, con il mio mal di gola ma sempre agguerrito e non disposto ad arrendermi. Pronto a raccontare altre storie ed avventure.



… all'inseguimento del sole...

03 giugno 2011

Tra Alba e Tramonto – 56° puntata

Caro Lettore,
come stai? Spero bene. Io ho un forte mal di gola che non mi permette di godere a pieno di questo ponte che per alcuni momenti è sembrato quello sullo Stretto, una pura utopia.
Dall'ultima volta che ho scritto sono successe tante cose che hanno fatto da cornice alla settimana lavorativa. Eventi mondani a ripetizione, ribaltoni politici, partenze verso luoghi con cambio di consonante, distribuzione di merendine, terremoto nella pianificazione delle ferie, panico da cetriolo killer, evento eno-gastro-sportivi e riflessioni chilometriche.
Allora vediamo un po' di descrivere cosa è successo.

EVENTI MONDANI A RIPETIZIONE
appena ho finito di pubblicare il post della scorsa settimana è iniziata alacre l'attività preparatoria al doppio evento matrimoniale, che prevedeva l'impaccamento degli ultimi regali, la scelta delle cravatte e delle camicie dei due abiti, doccia, pranzo frugale, piccolo riposino e poi via verso il luogo dell'appuntamento. Prima ora X sono le 16:00 davanti all'ufficio.
Si parte per la prima chiesa, per la prima cerimonia, per la prima serie di foto, per il primo lancio di riso, per il primo bacio alla Sposa, per il primo spostamento verso il ristorante, per il primo brindisi agli sposi, per la cena nuziale, per il primo giro di racconti, per il primo giro di piatti e vino spesso, un ottimo Barbaresco in bottiglia Magnum.
Tutto questo turbion ha però una scadenza. A mezzanotte io e le mie compagne di viaggio, due colleghe e mezza saremmo dovuti partire per rientrare. L'autista perchè come organizzatore avrebbe dovuto presenziare ad una gara di fuori strada, la collega e mezza si stanca subito avendo in grembo una piccola inseguitrice di conigli bianchi, ed il sottoscritto che ha già puntato la sveglia ad un orario albeggiante.
La partenza subisce un piccolo ritardo a causa dell'attacco di un gruppo di diversamente giovani nei confronti dell'autista. Per fortuna che l'intervento del consulente con FASCINO e valigia li disperde liberando la malcapitata, non prima però che il più arzilla proponga un contratto con molti zeri per caricare vita natural durante il figlio.
Dopo un paio di incroci errati e quasi una settantina di chilometri ecco che vengo depositato davanti alla porta del residence. Salgo. Mi spoglio e svengo sul divano.
Alle 4:15 suona la prima sveglia. In stato più o meno frastornato mi butto sotto la doccia. Li mi accorgo di non aver trascritto l'indirizzo del punto di ritrovo, punto Y, del secondo matrimonio. Mentre preparo la colazione, accendo il pc e ricontrollo la lista di cose da prendere. I sacchetti con i regali sono già in macchina, mi manca sola la borsa con le bibite, mentre i vestiti sono già imbustati.
Poco dopo le 5:00 sono in macchina direzione SUD. Appuntamento ore 11:00 a Monteriggioni, al Bar dell'Orso.
Seguo in modalità automa le indicazioni dello scout elettronico. Mi ritrovo così tra le varie gincane e gallerie delle autostrade vicino a Genova. Percorro poi varie autostrade sino ad arrivare a Firenze Certosa, la mia uscita. Sulla statale che porta a Siena viene il momento di fare il cambio di abiti. Avevo provato a farlo in un parcheggio di un autogrill ma un pullman di pellegrini mi aveva giusto parcheggiato a fianco.
Arrivo con una mezz'ora di anticipo. Mi nascondo nel bar in attesa che arrivino tutti. La mia presenza deve essere una sorpresa, come l'evento. Mentre io ordino un succo e due brioches, la guida mi mette fame, un paio di ragazze dell'est ordinano un paio di panini che a livello di grassi potrebbe far concorrenza alla mia cena del giorno prima. Si susseguono personaggi di vario tpo, ciclisti più o meno organizzati, motociclisti, camperisti ma tutti accomunati dall'acquisto di questi super panini.
Arriva l'ora. La sorpresa in parte è saltata, ma è difficile passare inosservati se gli invitati sono solo i genitori degli sposi ed i figli degli sposi, oltre ai testimoni e poi non siamo nella Provincia Grande, ma in una più piccina. Sono così passato da un matrimonio con 240 invitati ad uno con 10 invitati dove solo in 4 sapevamo che sarebbe celebrato un matrimonio.
Le colline delle Langhe hanno lasciato il posto a quelle Senesi sullo sfondo delle foto. Entrambi i ricevimenti si sono tenuti in un castello, ma mentre il primo era più una riserva di caccia il secondo era una vera e propria fortificazione, con tanto di ponte levatoio e mure di cinta.
Qui si brinda con un Brunello di Montalcino, in bottiglia Magnum, ovviamente. Finite le libagioni ci si sposta per le foto. Dopo le foto ci si sposta ognuno verso casa propria. Io chiedo ospitalità agli sposi per cambiarmi. Vorrei evitare di essere arrestato per atti FASCINOSI in luogo pubblico.
Ecco riparto. Questa volta decido per strada semplice, e conosciuta, anche perchè la radio parla di traffico e code sulla strada fatta in mattinata.
Arrivo ad Alba che sono quasi le 23:00. rassicuro il gruppo di persone in pensiero per il mio tour de force.

RIBALTONI POLITICI
Lunedì mattina sono uno straccio. Mi tengo insieme con la sola gravità molecolare. Vado in ufficio perchè dovrebbe esserci la riunione saltata venerdì.
Iniziano le battute e lo scambio di foto.
Faccio comunque tardi, senza che della riunione se ne sappia nulla.
Riesco a tornare in qualche modo in residence. Alle 21:45 sto già dormendo, mentre in giro per l'Italia il popolo arancione festeggia la fine degli anni '80 o una rimonta insperata. Vuoi vedere che sono riusciti a sbiancare il giaguaro?

PARTENZE VERSO LUOGHI CON CAMBIO DI CONSONANTE
Martedì un po' mi sono ripreso, ma inizia a farmi male la gola. Il lavoro non manca, e le cose da fare mi riempiono la giornata senza farmi ben capire come sono arrivato a sera.
Due colleghi, il neo sposo ed il salentino, partono in serata rispettivamente per Bali e Bari, roba da Bersaglio delle parole crociate o Cambio di Lettera.

DISTRIBUZIONE DI MERENDINE
Mercoledì il mal di gola si è fatto insistente. Le medicine che ho preso hanno solo ridotti i dolori diffusi come le nuvole in una giornata uggiosa, lasciando così spadroneggiare il mal di gola. In ufficio vengono distribuite alcune merendine, che per quanto c'è scritto sull'incarto, non hanno una prospettiva di lunga vita.

TERREMOTO NELLA PIANIFICAZIONE DELLE FERIE
Scopro durante il giorno che le mie ferie sono messe a rischio, perchè il collega che mi sostituirà rischia di farsi Agosto a testa in giù, cioè nell'emisfero australe, nella terra dei Canguri, dei Koala e di altre speci esotiche ed io rischio di conseguenza di rimanere ammanettato alla scrivania.

PANICO DA CETRIOLO KILLER
parto da Alba e faccio finalmente ritorno alle terre natali. Arrivato a casa dei miei, dove mio nipote mi aspetta per giocare, mia madre tutta baldanzosa mi accoglie con un sorriso dicendo che il fruttivendolo le ha regalato un po' di verdura, visto che lei è una delle migliori clienti. Noto che tra le verdure donate spiccano anche 4 cetrioli. Le chiedo se ha sentito la notizia del Cetriolo Killer. Mi guarda un po' sorpresa, cercando prima di capire se è uno scherzo o no. Per fortuna che prima mio padre e poi il telegiornale confutano quanto detto. Lei mi rassicura dicendo che tutta la verdura che compra viene dall'Italia, controllo le etichette.
Ora c'è da affrontare mio nipote. Non sembra affatto stanco, anzi. Lo indirizzo sui disegni intanto che cerco di cenare. Per fortuna che poi arriva un amichetto con cui va a giocare, così che io possa verificare la legge di Mendel. Mi addormento sul divano a fianco a mio padre. Se non è questo patrimonio genetico.

EVENTO ENO-GASTRO-SPORTIVI
Giovedì sono in trasferta nuovamente, ma questa volta sul Lago di Garda, per la precisione a Tremosine, dove partecipo insieme ad un gruppo di amici alla gara non competitiva 5 MIGLIA DEL GHIOTTONE. L'evento prevede un percorso fatto di 8 tappe per un totale di 5 miglia.
Al raggiungimento di ogni tappa, si ha il diritto ad una pietanza. Alla fine mi sembra di aver partecipato ad un altro pranzo nuziale, ma itinerante, con salite, sentieri nei boschi, punti panoramici, terrazzi a strapiombo, terrapieni verdissimi popolati di ulivi, discese, borghi antichi e l'oratorio con i suoi parcheggi. Durante il percorso si è parlato di tutto, dalla politica alla filosofia, dai pettegolezzi alla politica del bel paese. Dal riciclaggio alle energie pulite.

RIFLESSIONI CHILOMETRICHE
Rientro a casa pensando che ho fatto davvero molti chilometri, ma che questi avevano tutti gusti diversi. Alcuni erano piacevoli e corti, altri sembravano non finire mai. Alcuni li ho buttati giù in un sorso ed altri hanno messo a rischio la digestione. Chi sa che gusto avranno i prossimi chilometri.



… all'inseguimento del sole...

28 maggio 2011

Tra Alba e Tramonto - 55° puntata

Caro Lettore, ho ormai finito da tempo gli incipit e sempre più riutilizzo la stessa forma. Questo forse è dovuto al fatto che ormai sono passate 55 settimane da quando ho iniziato questa avventura.
È vero di cose ne sono capitate, di persone ne ho incontrate, di posti ne ho visti. La mia valigia è sempre più piena di cose e di esperienze.
Per fortuna che oltre alla valigia anche il FASCINO è in crescita. Vuoi vedere che le rughette ed i primi capelli bianchi, nascosti da un taglio molto corto, abbiano aggiunto un po’ di sale e pepe.
E sì, il Tempo passa, anche se non lo si guarda e si fa finta di niente. Anche se si cerca di ignorarlo il Tempo fa cadere ogni giorno un granellino in più nella tua clessidra. La cosa importante è che quel granellino non sia passato inutilmente.
Per ora sono fortunato, ogni granellino ha portato con se un ricordo, un volto od un’emozione.
Ecco, dopo quest’auto incensimento, forse è il caso di iniziare a raccontare in questo diario virtuale l’ennesima settimana in trasferta.
Questa settimana è stata innanzitutto la settimana successiva alla mia ultima settimana di ferie estive del 2010. E già, del 2010. Avevo sognato viaggi a Berlino, ma poi il destino mi ha portato altrove, a ripercorrere i ricordi della mia gioventù regalandomi nuove emozioni.
Ma questa rubrica si occupa di altro e vediamo di rimanere sulla strada giusta.
Lunedì è iniziato come al solito a bomba, le cose da fare si sono accumulate nella mia settimana di assenza. La sera poi mi aspettava l’evento mondano: una cena a casa della responsabile aziendale per festeggiare compleanni e futuri matrimoni. Abbiamo cenato su un terrazzo che regalava una vista incredibile sulle langhe.







Poi sembrava di essere tornati ad una di quelle feste delle medie in cui bisogna firmare il biglietto di auguri senza farsi scoprire dal festeggiato, e quando i festeggiati sono 3 la cosa si fa molto più difficile. Per fortuna che i regali sono piaciuti, che la serata è stata gioviale, il cibo buono, il vino ottimo e la compagnia grandiosa.
L’unica pecca è stata che fosse di lunedì.
Martedì mi rituffo nel lavoro. Fai questo, studia questo problema, prendi questa patata bollente. Lavora lavora lavora. È arrivata anche la persona che mi sostituirà, quindi ho iniziato il mio passaggio di consegne. Tutto questo ha rubato ancora un po’ di tempo a quello che ho per rispondere alle domande degli utenti.
Queste sono poi delle più assurde. Un’utente ha avuto il coraggio di fare la stessa domanda 6 volte nel giro di un giorno, ricevendo sempre la stessa risposta. Il capo corregge poi una mio lavoro. Non ci sarebbe nulla di male se la sua correzione non fosse errata. Per fortuna che se ne accorge e ripropone la mia. Le patate bollenti ad un certo punto sono così tante che sembra di stare in una friggitoria. Io passo dal monopoli al giro del mondo in 80 utenti. Russia, Belgio, Lussemburgo, Francia, Spagna, Portogallo, Turchia e Polonia. Capite che arrivato a venerdì un po’ di confusione ce l’abbia anch’io, ma mai come quella che ha la responsabile di uno dei gruppi che si trova allo stesso piano dove lavoro io. Mi hanno chiesto di supportarli in un’attività di controllo. Io do la mia disponibilità, in fin dei conti sono stato offerto volontario. Questa indice una riunione. Prima alle 9:00, poi la sposta di un’ora, poi la sposta alle 14:30, poi la sposta di un po’ e poi verso le 17:00 all’ennesimo sollecito ammette di non aver tempo. Io ho passato un’intera giornata a preparare una riunione che non c’è stata. Ma la cosa divertente è che il mio equivalente, dell’altro gruppo non era neanche stato invitato. Va beh, la sindrome di organizzazione alla Filini sembra che colpisca ovunque e chiunque.
Venerdì poi ritrovo un ex collega di FIAT che viene a fare un colloquio per un posto nel mio ufficio. Fa ridere ricordare con lui le giornate passate a Torino, i colleghi, i capi.
Arriva come tutte le settimane l’ora di salutare l’ufficio e buttarsi nel fine settimana. Resto ad Alba, perché sono invitato al matrimonio di cui sopra. In realtà ho anche il matrimonio di uno dei miei migliori amici a Siena, ma per fortuna è di domenica. Approfitto della bella serata, dell’arcobaleno che fa da tetto alla città per andare a fare una corsettina. Ho preso le scarpe sbagliate, ma questo non mi ferma. Cerco un nuovo percorso, e mi ritrovo così a corre lungo il Tanaro, circondato dalla natura, dopo aver superato il confine tracciato dall’Asti-Cuneo. Nel mio sapermi perdere ovunque, finisco poi vicino al canile e di sbarra in sbarra alla casa circondariale. Il sole ormai ha già superato la linea dell’orizzonte ed io devo abbandonare la mia ricerca di scorciatoie e rifare tutta la strada a ritroso. Ammetto che l’ultimo chilometro l’ho fatto a passo lento chiacchierando al telefono con la famiglia e smessagiando con gli amici sparsi per l’Italia.
Tornato i residence mi restano giusto le forze per mangiare un insalatina ed arenarmi prima sul divano e poi sul letto.
Ora, caro Lettore, ti devo salutare e ricominciare a correre dietro le mille cose che devo fare.
…all’inseguimento del sole…

14 maggio 2011

Tra Alba e Tramonto – 54° puntata


Caro Lettore nei pochi giorni passati mi sono ritrovato a pensare a come viene misurato il tempo. Fin dall'antichità l'uomo ha cercato di misurare il trascorrere della sua vita. Ne ha fatto anche un dio, Crono, figlio di Urano e di Gea. Non proprio uno stinco di santo anzi... ma questa è un'altra storia.
Agli albori della civiltà si usavano gli eventi climatici, il movimento dei pianeti, l'alternarsi di giorno e notte, le lune piene. Poi ha iniziato ad usare i granelli di sabbia, le ombre. Dopo aver cercato varie unità di misure, tra cui le più usate sono: secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni, lustri, decenni secoli etc. ha cercato il punto INIZIO da cui iniziare le sue misurazioni. Ancora oggi viene usato un calendario che vede come anno 0 quello della nascita di Cristo, o della Egira del profeta Maometto. Questi i più famosi, ma ci saranno mille altre possibilità.
Queste possibilità meno diffuse hanno le loro celebrazioni negli anniversari. Si parte già dalla nascita con il giorno del compleanno, poi con gli anniversari di fidanzamento, matrimonio, laurea, morte. Quelli del primo giorno di lavoro, del primo giorno in trasferta, il primo giorno in una nuova casa etc. anche il bel paese quest'anno festeggia il suo 150° Anniversario.
Io uso come metro di questo scorrere il numero di camice pulite che ho appese nell'armadio. Due camice pulite vuol dire che devono passare ancora 3 giorni prima di tornare a casa. Questa è la mia convenzione temporale per individuare in quale punto della settimana mi trovo. Mentre il mio punto d'inizio è il primo giorno trascorso in una nuova città a portare le mie opere di migrante dal colletto bianco. Secondo questo calendario siamo alla 54° settimana dell'avventura Tra Alba e Tramonto, che potrebbe diventare il periodo più lungo di trasferta, iniziato con Torino (60 settimane), seguito da Mezza Trasferta (16 settimane) e giunto sino ad oggi.
Se caro Lettore, la tua curiosità è più pruriginosa e del panegirico scritto sino ad ora ti interessa poco, ma vuoi sapere cosa è successo nella settimana appena trascorsa che dire. Si può dire, a ragion veduta, che ho surfate su un mare di m..., con onde alte ed irregolari.
La prima onda è stato l'annuncio che una collega ha dato le dimissioni. Questo significa che il progetto che sta seguendo non lo porterà sino alla fine e nel nostro lavoro questa è una delle cose più brutte che può succedere. Se ci metti che di messo c'è anche una trasferta in terre esotiche il cui fascino è fuggito appena si è visto il luogo dove sorge lo stabilimento.
Seconda ondata: la riorganizzazione aziendale non mi suona molto bene. Sembra sempre più di vivere nel mondo raccontato da Orwell in 1984, in particolare nella parte:
Andando al lavoro, Winston incontra Parsons, un suo collega attivista tutto contento perché la settimana prossima la razione di cioccolata aumenterà arrivando a ben 25 grammi! Teoricamente è una bella notizia, ma Winston che la mattina stessa aveva corretto un vecchio articolo del Time, sa che la razione sarebbe dovuta aumentare fino a 30 grammi, e la cosa lo disturba molto: Winston dovrebbe dimenticare cose di questo tipo, ma purtroppo se le ricorda.
Ecco, mi sento come Winston.
Terza ondata: la mia settimana di ferie sta andando in fumo. Volevo fare mille cose, ma mi sto rendendo conto che ho un sacco di cose arretrate da affrontare e che no posso continuare a rimandare. Mi ci vorrebbe una settimana di ferie da 14 giorni.
Mentre surfo su questo mare cerco una Bagnina che possa almeno soccorrere la mia anima, ma vedo solo un'ombra molto, anzi, troppo lontana.
Ed intanto la vita va avanti ed arriva la quarta Onda. Appena finita una video conference con l'ufficio di Milano, fatta dalla mia camera del residence decido di scaldare la mia cena.
Inforno il piatto e metto il timer. Intanto controllo se ci sono comunicazioni importatni arrivate durante la riunione.
Sento il suono del campanello. Il piatto è caldo. Lo estraggo e lo appoggio sul tavolo. Mi ricordo di avere in congelatore il pane. Decido di scongelarlo. Lo inforno e pigio il tasto di avvio, ma non mi accorgo di aver lascito le impostazioni sul riscaldamento del piatto. Intanto cerco di conquistare un po' di spazio sul tavolo, tra fogli, appunti, pc etc dove poter consumare la mia cena.
Di nuovo il drin del forno. Mi avvicino e vedo un alito di fumo. Apro lo sportello ed una nuvola di fumo esce dal forno. In un attimo mi trovo nella nebbia più fitta, con gli occhi che mi bruciano. Corro a chiudere le porte della camera da letto e del bagno ed apro tutte le finestre ed accendo la cappa. Mi metto ad arieggiare la casa come meglio posso. Estraggo dal forno la mummia del pezzo di pane. Fuori sembra normale, ma dentro è completamente nero. Lo butto nel lavandino ed paro l'acqua.
Dopo mezz'ora arriva l'amministratore del residence che mi chiede cosa ho combinato e che mi striglia per averlo costretto a venire a vedere cosa stava succedendo. Io mortificato mi prodigo in scuse. Sembra che questo evento eccezionale abbia risvegliato gli animi assopiti dei vicini che lo hanno chiamato parlando di incendio, lingue di fuoco che uscivano dalla finestra e similari e che lui abbia dovuto interrompere le sue attività serali.
Va beh, il lato positivo è che ho mangiato all'aperto, guardato la tv all'aperto, dormito sul divano all'aperto, visto che ho tenuto tutto spalancato sino all'una di notte, con la cappa che continuava con il suo ronzio. Questa l'ho spenta solo la mattina del giorno dopo, appena prima di andare al lavoro. Di nascosto per evitare un altro cazziatone.
Ed eccomi arrivato a venerdì, a scendere veloce dalla cresta dell'onda prima che mi sommerga ed a cercare rifugio in una cena con amici, questa volta loro in trasferta, nella mia città.



… all'inseguimento del sole...

09 maggio 2011

Tra Alba e Tramonto – 53° puntata


Caro Lettore perdonami per il ritardo nello scrivere questa nuova puntata delle mie avventure in terre più o meno lontane, ma lo scorso fine settimana ho cercato di inseguire quella che a volte mi sembra solo un sogno lontano. La vita.
Spero tu mi perdonerai.
La scorsa settimana è tornata ad iniziare di domenica sera per ovviare ai lavori in corso sull’autostrada. L’umore non era dei più alti, anche perché era il ripresentarsi in ufficio dopo la sconfitta al torneo di certificazione. E poi mi era rimasto un po’ di amarezza della settimana precedente.
Il lavoro si è presentato al solito, senza sconti o cose. Al delirio si è aggiunto anche un nuovo personaggio. Questo essere mitologico meriterebbe un libro. Da quando sono stato assunto mi hanno sempre parlato di standing e di corretta immagine. Di atteggiamento costruttivo e proattivo. I miei genitori poi mi hanno sempre insegnato il rispetto degli altri, soprattutto di chi lavora e l’educazione. Ecco ho avuto a che fare con l’antitesi di tutto questo. Un personaggio degno delle strisce di Dilbert. Vorrei avere l’abilità di alcuni scrittori del passato per poter dipingere il suo ritratto con le parole, ma quelle che mi vengono in mente sono tutte censurabili, forse l’unica cosa che potrei dirvi è che se avessi potuto sarei sceso nel suo ufficio e gli avrei staccato la lettera M dalla tastiera ed il numero 7 dal telefono. E se mi avanzava un po’ di tempo avrei considerato anche di rigargli il monitor. Il suo piccolo intervento si ripercuote a tutt’oggi con errori mai vasti nel programma di cui stavo seguendo lo sviluppo.
La mia collega ha fatto la settimana cortissima, peccato per lei che non è stato per piacere. Martedì era già di ritorno a Milano per una riunione e per fare da badante/baby sitter all’Orco, che negli ultimi mesi ha dato sfogo alla sua capacità di farsi odiare, oltre al super potere di fare cavolate davanti al cliente.
Un paio di righe le merita il nuovo posto dove siamo andati a mangiare a pranzo. Il nome ha un che di nostalgico: La Bocciofila di Roddi. Il posto merita anche perché sino ad ora non mi era mai capitato di fare una pausa pranzo ed avere davanti agli occhi lo spettacolo delle colline che circondano Alba. L’avere un bosco a pochi passi dai tavolini messi all’aperto. Sono stato colto per un momento dal piacere di recuperare un po’ di tempo, ma di quello buono. Di quello che ti fa stare bene, che ti fa apprezzare la vita con tutti i suoi ma ed i suoi perché. Un bel momento che aiuta ad andare avanti.
Venerdì sono scappato in anticipo per andare dal dentista. Il viaggio è il solito. Lo stesso che faccio da più di un anno, con il piccolo particolare che mi è sembrato più una partita di Monopoli. La Prigione è rappresentata da due simpatici poliziotti che montano un autovelox mentre io decido di sorpassare un altro pendolare con meno fretta di me. Imprevisto è un incidente che fortunatamente non vede feriti, ma che crea un po’ di coda. Parco della Vittoria è il parcheggio che ho trovato vicino allo studio del dentista.
Probabilità è il trovare una casa, vera, che si muove su ruote ed è scortata da due camioncini con scritto TRASPORTO ECCEZIONALE, anche se forse meriterebbe il grado di SPETTACOLARE. La Stazione Ovest con la Società Elettrica formano l’area di servizio dove ormai mi fermo ritualmente per fare il pieno, mentre la Tassa di Lusso è l’assegno che lascio al dentista.
Alla fine arrivo a casa ed inizio a pensare che ci starebbe davvero bene un albergo in Via dei Giardini.
… all’inseguimento del sole…

30 aprile 2011

Tra Alba e Tramonto – 52° puntata

Caro Lettore,
eccoci arrivati anche alla fine di questo mese. Questa è anche la conclusione della cinquantaduesima settimana di trasferta ad Alba. 52 settimane sono quelle che servono per fare un anno. La cosa un po' fa riflettere. In questa settimana poi di cose cene sono state.
Momenti toccanti come il funerale di Pietro Ferrero. 30.000 hanno partecipato alla funzione, e si pensi che Alba dichiara 31.000 abitanti. Questa moltitudine di persone non poteva essere contenuta nel Duomo della città, per cui sono stati allestiti dei megaschermi nelle piazza principali della città da dove i cittadini comuni hanno potuto seguire il rito.
C'erano molte persone importanti, ma la cosa che più mi ha toccato è la frase di un collega di Torino, venuto a posto per dare l'ultimo saluto a Pietro:”Mi sono sentito che dovevo venire”.
Lo stesso pensiero credo che lo abbiano avuti in molti.
In tutte le vetrine dei negozi si vedeva la foto di Pietro. Quasi la totalità degli esercizi ha tenuto le serrande abbassate e non solo perchè era stato proclamato lutto cittadino, ma proprio per l'enorme rispetto di cui gode la famiglia Ferrero ad Alba, e non solo.
Caro Lettore ti evito la cronaca della giornata che ha già riempito telegiornali e pagine di giornali, ma prima di andare avanti volevo lasciare un saluto anch'io:
“CIAO PIETRO”
Ora non è facile continuare questo mio diario, ma la cronaca non è certo nota per essere una gentildonna, anzi più di una volta si è dimostrata avida di notizie e particolari, ma ahimè questa volta non troverà terra fertile.
Caro Lettore spero che tu possa capire.



… all'inseguimento del sole...

25 aprile 2011

Tra Alba e Tramonto – 51° puntata

Caro Lettore,
eccomi a scriverti un ennesimo post, questa volta però da una postazione un po’ strana.
Sono ad Alba, in residence a lavorare da remoto. Eh sì oggi anniversario della liberazione e giorno di Pasquetta, in una unione perfetta di Laicità e Religione io lavoro. Va beh.
Della settimana appena trascorsa potrei raccontare un po’ di cose, ma credo che i più siano stati colpiti dalla morte di Pietro Ferrero. Questa dipartita ha colpito un po’ tutti in ufficio e fuori. Qui nelle langhe almeno un famigliare lavora o ha lavorato per la FERRERO. Questa frase viene ripetuta come un mantra. Tutti poi hanno da raccontare aneddoti sulla famiglia, a partire da nonno Pietro, anche lui venuto a mancare intorno ai cinquant’anni, a nonna Piera che ormai anziana puliva il marciapiede perché gli operai avevano ben altro a cui pensare, a Michele che ha voluto fortemente che l’azienda rimanesse ad Alba, soprattutto dopo l’alluvione del ’94. Ai matrimoni di Pietro e Giovanni. Al fatto che Pietro fosse stato in gioventù un Don Giovanni, il suo andare in bici per le colline seguito dalla scorta, a chi si vanta di aver pagato il caffè a chi è proprietario di tre quarti della città, perché gira sempre senza soldi, alla scorta che ha ricevuto in dono un’auto più prestante per poter stare dietro al “sorvegliato” con la sua auto sportiva. Di papà Michele che domani festeggia il suo compleanno, e della sua voglia di lasciare ai figli un altro prodotto vincente, oltre alla Nutella ed ai tanti che portano il nome di famiglia stampato nell’etichetta. A volte sembra sentire raccontare la storia di uno di famiglia. Qui la famiglia Ferrero fa parte proprio delle vite degli abitanti.
Per i prossimi giorni sono previste esequie, per cui molti uffici saranno chiusi ed anche lo stabilimento rimarrà chiuso.
Io seguendo uno dei pochi paesi che non festeggia la Pasquetta, sono qui a lavorare, e lo sarò anche domani. Per mercoledì invece, giorno in cui è stato indetto lutto cittadino, non so ancora.
In questa atmosfera un po’ mesta non me la sento di scrivere di eventi, e cavolate da ufficio, di mail dal sapore triste, o delle solite mille cavolate dell’Orco. Rimando perciò il tutto a giorni migliori.
… all’inseguimento del sole …

16 aprile 2011

Tra Alba e Tramonto – 50° puntata


Caro Lettore, eccomi qui un'altra volta. Le settimane ormai si sommano e stanno iniziando a formare una bella collinetta, come quelle che circondano la città che mi ospita.
Il sole in questa settimana ha fatto un po' di capricci e ci ha regalato un inizio caldo facendoci sognare il mare, i falò e romantiche passeggiate per poi concludere con un po' di pioggia e quella temperatura che non è né calda né fredda ma solo raffreddore ed influenza.
Comunque sono sopravvissuto e questo è l'importante, mettendo in tasca ancora un po' di esperienza e di vita.
La settimana è stata caratterizzata da piccoli ostacoli, cose che non andavano per il verso giusto, che in un periodo diverso mi avrebbero abbattuto mentre questa settimana le ho vissute come un allenamento alla vita. Ok, le cose non sono andate come pensavo? Vediamo cosa si può salvare e come posso migliorarle.
Questo è il mantra.
Sono passato dalla ragazza allo sportello della banca, che mi dice: “si la banca è del gruppo XXX, ma è un'altra banca, quindi dovrebbe pagare la normale commissione, quindi non le conviene pagare il bollettino qui”. Al pomodoro che affascinato dalla stoffa dei miei pantaloni ci si tuffa, proprio il giorno dopo che anche i peperoni avevano provato a fare la stessa cosa. All'orco che mi rovina la digestione con il suo cercare di essere simpatico, ma avete mai visto sorridere uno con un gatto attaccato ai gioielli di famiglia?. Al serio rischio di essere sbattuti fuori dal residence perchè l'amministrazione si era dimenticata di pagare gli alloggi, ma per fortuna che il fascino è arrivato in aiuto per tranquillizzare la signora che lo gestisce. Di piccoli fastidi ce ne sono stati, ma ognuno è stato affrontato con un sorriso, o almeno un tentativo, ed ala fine di cose positive ne ho recuperate così che la bilancia dell'umore almeno ha chiuso in equilibrio.
Caro Lettore vorrei parlarti della riunione telefonica a cui ho partecipato, in cui l'unica cosa che ho capito è che tra noi poveri “operai” del terzo millennio e chi dovrebbe gestire l'azienda c'è una visione delle cose totalmente diversa. Frase principe è stata quella del presidente, che ad una serie di lamentele ha risposta che per loro quello non era un “problema”, mentre per la “massa” era tutto il contrario. Vorrei parlarti delle sere passate a cercare di studiare dopo un'ennesima giornata a rincorrere i desideri degli utenti, ma non credo che possa interessarti. Vorrei parlarti di quanto siano stati utili, a livello di morale, gli amici che in vari modi si sono fatti sentire per scambiare quattro chiacchiere e farti sapere che ci sono, con tutti i loro sogni e problemi, ma ci sono.
Invece ti parlerò di una notte. La notte di ieri. Dopo essere tornato a Milano ad un orario decente per una visita medica, essere uscito con degli amici per partecipare ad uno dei tanti eventi legati al Salone del Mobile, aver girato un po' per la zona di Brera, tirata a lucido per l'evento su detto, a dare indicazioni stradali in varie lingue ad un po' di turisti spersi per la mia città, ecco che mi trovo ad un orario improbabile a camminare (Grazie a chi diceva che avrebbero potenziato i mezzi pubblici per il Salone del Mobile) per una delle linee rosse che colorano spesso le cartine.
Mi ritrovo così a rivedere alcuni posti che nel passato ero uso frequentare, tragitti fatti mille e mille volte in compagnia o anche da solo alla ricerca delle bellezze, poco pubblicizzate, di questa grande città. Mi ritrovo così a ripercorrere le vie che facevo da studente molto fuori corso; a farmi stupire nuovamente dal Posto Marta, abbellito per i 150 anni della mia Nazione; alla Milano Liberty, al centro senza folla, al Duomo che sta facendo l'ennesima cure di bellezza, al fascino della Galleria, alla Storia che si respira davanti a Palazzo dei Giureconsulti o Piazza Mercanti. Cerco anche la “Scrofa Mediolanuta” che fa parte di alcune leggende sulla nascita di questa città che mi ha dato i natali.
In piazza Cordusio trovo un gruppo di ragazzi, che dall'accento sembra che vengano da mille posti diversi, giocare con un calcetto balilla (a volte penso che queste cose possano capitare solo qui) e mi tornano alla mente alcune parole di un canzoniere emiliano dedicate alla città degli Sforza.
Eccomi che via Dante saluta, con in fondo il Castello Sforzesco, la Torre del Filarete, la fontana degli Sposi.
Decido di prendere un'altra strada. Una strada più stretta, con un alternanza di palazzi storici e palazzi ricostruiti nel dopo guerra. Qui si muovevano politici e soldi, una volta. Arrivo sino al refettorio abbellito da una delle più famose opere di Leonardo da Vinci ed alla bellissima chiesa che gli fa da spalla. Qui un tramviere molto gentile mi fa salire sul suo mezzo che sta andando in deposito. Facciamo quattro chiacchiere mentre vedo passare molte delle vie che ero uso percorrere da ragazzo mentre ero alla ricerca di non ricordo più quale sogno o dietro quale gonna.
Arrivato in prossimità della mia automobile scendo dalla carrozza d'acciaio e saluto questo moderno Samaritano. Ed eccomi nella mia zona, in quella che mi ha visto iniziare a camminare, dove ho speso le mie prime lacrime, i miei primi amori, dove ho trovato i miei primi amici, dove sono cresciuto.
La stanchezza di colpo si fa sentire appena salgo in macchina, ma per fortuna che ormai potrei fare la strada da questa zona a casa anche ad occhi bendati (una volta ci l'ho fatto, ma questa è davvero un'altra storia), ma non ora che devo guidare. Riconosco i luoghi ed i posti e la sensazione è davvero strana.
Milano a quest'ora è davvero bella.



… all'inseguimento del sole …

09 aprile 2011

Tra Alba e Tramonto – 49° puntata

Caro Lettore, eccomi qui per questo ennesimo sabato mattina a mettere per iscritto un'altra settimana trascorsa tra le Langhe.
Qualcuno dice che i miei ultimi post sono tristi e malinconici, e forse ha davvero ragione. In questo scoppio di primavera mi sembra che tutto rinasca tranne la mia voglia di continuare a remare. Anche in ufficio ho la netta percezione che gli unici che cercano di migliorare la situazione siamo io e la mia collega, ma a che pro.
Questa settimana ho anche dato l'annuncio della mia futura uscita dal progetto e l'unica cosa che hanno saputo dire i colleghi è stata:
“e poi chi seguirà i Turchi?”
per fortuna che almeno una collega con un briciolo di umanità mi ha chiesto come mai questa decisione, mentre per tutti gli altri l'unica cosa era chi si sarebbe dovuto sobbarcare questo “problema”.
E poi ci si chiede perchè sono sempre di mal'umore.
Torno a Milano il mercoledì per l'ultima riunione ed anche lì l'atmosfera no è delle migliori. L'orco ha mangiato altre due teste. Come si diceva nei bar una volta : “Ecco che ha calato il carico da 11”.
Torno ad Alba e la mia collega si stupisce che io sia giù. Che sia polemico, che veda tutto nero. Giusto per non farci mancare nulla, il cliente ha iniziato a farci le pulci per le ore consuntivate, per il lavoro che facciamo ed abbiamo fatto. Come se il fatto che i casi in cui sia uscito tardi dall'ufficio siano solo per mio diletto. Questa cosa non so perchè mi fa sembrare che il cliente non si fidi, che pensa che noi si “rubi”. Ho solo 300 mail degli utenti turchi che dimostrano il contrario.
Ma cavoli,a questo punto, sarà nel mio diritto essere di mal'umore, di non vedere sempre tutto rosa e fiori come i viali di ciliegi che colorano alcuni giardini? Lei mi dice di tenere duro, che tutto si aggiusterà, che ci sono segnali, che... e forse ha anche ragione, ma io mi voglio godere questi 5 minuti di sconforto.
Per fortuna che in questi momenti ci sono sempre gli amici, vicini o lontani nello spazio ma non nel mio cuore, che con una telefonata, una mail od un semplice saluto ti sanno tirare su di morale e pensare che la vita e altro, che tutto si aggiusta e si sistema. Che le cose importanti, ma davvero importanti sono fuori e mi aspettano.
Non so, questo aiuto mi ha ridato la carica, ed anche se venerdì mi sembrava di giocare contro un baro che si divertiva a giocare questi suoi carichi, il CFO Turco e le sue fisime, il lavorare il 25 Aprile, il fatto che tutti sapessero che dovevo fare l'esame di certificazione tranne io, che mi devo caricare anche un po' del lavoro della collega che è presa tra riunioni ed altro, mi scivola addosso. Mi godo il mio gelato a pranzo, le risate che riesco a rubare in ufficio, il paesaggio che mi accompagna nel tragitto a casa, la musica, le voci amiche, il pensiero di mio nipote che mi aspetta a casa per giocare con lo Zio, la mia casa...ecco.
Le cose davvero importanti sono altre ed a volte sono invisibili agli occhi, come diceva chi era nobile non solo per titolo ma anche per animo. E forse il principio di attrazione ha ragione, il pensiero positivo ti può migliorare la vita e realizzare cose incredibili.
Caro lettore alla prossima e non arrenderti mai, perchè c'è sempre qualcuno che fa il tifo per te.



… all'inseguimento del sole ...

26 marzo 2011

Tra Alba e Tramonto – 48° puntata

Caro Lettore, anche questa settimana è trascorsa, come sono trascorse le precedenti. Questa ha lasciato un'amarezza che spero i prossimi giorni asciugheranno.
Un'altra settimana divisa a metà tra Alba e Milano, una settimana divisa tra presente e passato, tra allegria e tristezza, con una voglia repressa di mandare tutti, ed in particolare l'orco, a dar via parti del proprio corpo, soprattutto la parte dove risiede la fortuna.
La settimana inizia già con il conto alla rovescia per la sua fine. Per distrarmi mi impelago con altri mondi e rispondo a richieste di supporto dalla Russia e dalla Polonia, visto che i Turchi sono in ferie. Con i polacchi mi va bene, mentre con i russi sono meno fortunato, ma ho l'occasione di imparare nuove procedure.
Si lavora e si perde tempo. Sulla mia pelle ho dovuto vedere come problemi di infima quantità mi abbiano fatto perdere un sacco di tempo perchè chi ne aveva incarico tergiversava, girava intorno e via dicendo. Questa volta però ho fatto buon viso a cattivo gioco.
Ho iniziato poi il processo “Questa cosa non è di nostra competenza”. Vediamo se gli altri gruppi prendono coscienza che devono lavorare anche loro.
Ed intanto il tempo passo. Aspetto la risposta di un manager per la mia consuntivazione, ma questo latita. Ok, mi sento combattivo, ora ci penso io.
Chiedo al collega di fornirmi il codice della commessa e di mettere in copia un po' di persone, ed ecco che in meno di 10 minuti arrivano risposte e chiarimenti. Con certa gente si deve far sempre così... li devi mettere alle strette perchè facciano il loro lavoro. Di mercoledì sera già ho detto e quindi passo oltre.
Giovedì con l'animo in subbuglio arriva anche la notizia che verrà annunciato al cliente la nostra uscita, e l'annuncio sarà dato dall'Orco. Il fatto di doverlo vedere non mi fa piacere. Durante la giornata poi le notizie tristi e inca... non mancano. Arrivo così alla sera che non sono poi di così buon umore. Metteteci poi l'Orco che non perde l'occasione di uscire con frasi e gesti pochi rispettosi. Si lamenta che si è fatto tardi, mentre per noi ormai è prassi comune fare certi orari. Si lamenta di dover guidare per 2 ore, e noi lo facciamo da tempo, si lamenta di non aver cenato, perchè invece noi ci siamo dati a baccanali e feste. Poi parla alla mia collega considerandomi come un appendice, tanto che mi apostrofa durante i discorsi con un “LUI”, come se io non fossi al tavolo con loro, tra uno sbadiglio ed un altro. Ringrazio solo di non avere con me un badile altrimenti...
va beh passiamo oltre.
Venerdì lavoro alacremente nella speranza di uscire presto, ma mi hanno incastrato con una riunione nel tardo pomeriggio. Cerco di chiudere tutti i punti aperti che ho nel fra tempo.
Il pranzo del venerdì che di solito dovrebbe essere quello più rilassato si trasforma in un'ennesima shampata. Ammetto che la collega ha ragione, ma ha scelto davvero il momento sbagliato. I miei sogni di andar via in orario si infrangono appena scopro che i partecipanti alla riunione sono in ritardo e che qualcuno che si professava amico ha sganciato la bomba.
Mi ritrovo così ad uscire dall'ufficio che il collegamento per la partita della nazionale è iniziato.
La telecronaca mi accompagnerà per un bel tratto del viaggio, mentre non riesco a togliermi dalla testa le ultime beghe del lavoro, speriamo nella notte.
Tra le cosa che ho dimenticato di raccontare anche quella che è un anno che sono qui nelle Langhe, e sembra che l'unico che abbia voglia di festeggiare sia il tempo.



...all'inseguimento del sole...