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16 novembre 2020

Autocritica

Caro Lettore,

  mi spiace per il post Think it’s useful. L’idea era valida e se fossi stato capace di trasmettere in parola la telefonata che mi ha fatto pensare a questo post avrei fatto ridere anche te come ho riso io, ma ahimè non ce l’ho fatta.

Rileggo il post e mi rendo conto che è forzato, approssimativo, vuoto… avrei voluto cancellarlo, ma questo non si fa. Che resti a futura memoria per me e per chi passerà di qui. A volte delle ciambelle ti tocca il buco, che non conterrà calorie ma che non dà alcuna soddisfazione.

Se fossi ancora a scuola mi sarei preso un 5/6. Bella l’idea pessima la sua stesura. Tra le altre cose credo di aver preso un giudizio del genere almeno una decina di volte in tutti i miei anni da studente obbligato, ma questa è un’altra storia.

Ora vado e chi sa che non vi venga in mente qualche idea per un prossimo post.

Buona vita

08 novembre 2020

Think it’s useful

 

Caro Lettore,

   oggi, dopo l’ennesima telefonata surreale, mi sono reso conto non si può più usare la parola positivo/a.

Nella maggior parte dei casi si viene fraintesi ottenendo effetti contrari a quelli desiderati. Prova a pensare al significato che le seguenti frasi avevano solo un anno fa e cosa vogliono dire oggi: pensa positivo, siamo positivi, spero in un risultato positivo, cerca di essere positivo, cerca il lato positivo, è una persona positiva, risposta positiva, etc.

Ecco caro Lettore sembra si sia realizzato il sogno del Grande Signore dei Pessimisti: eliminare dall’uso comune parole o cambiare il significato ai termini che sono sempre stati la bandiera del Grande Signore degli Ottimisti.

Per chi ha un po’ di anni saprà che di casi del genere ce ne sono tantissimi: parole con un eccezione che di colpo assumono un altro significato e quindi non vengono usate e ci sentiamo derubati. Lo so caro Lettore, ho usato questo concetto anche in un altro post, quindi per quanto riguarda l’originalità ho perso qualche punto, ma a differenza di quanto scritto allora questa volta vorrei prendere l’occasione per fare un esercizio linguistico.

Come sostituire la parola positivo? Vediamo cosa suggerisce il vocabolario:

buono, favorevole, utile, vantaggioso, propizio, sicuro, accertato, assodato, concreto, effettivo, fondato, reale, tangibile, vero, [di scienza] esatto, affermativo, certamente, indubbiamente, senza dubbio, sicuramente, con ottimismo.

Ora la parte difficile: sostituire la parola positivo con una dei suoi tanti sinonimi.

pensa positivo à pensa in maniera vantaggiosa/utile

siamo positivi à siamo favorevoli a noi

spero in un risultato positivo à spero in un risultato favorevole

cerca di essere positivo à cerca di essere ottimista

cerca il lato positivo à cerca l’aspetto propizio

è una persona positiva à è una persona buona

risposta positiva à risposta affermativa

etc.

Lo so: non suonano uguali… anche se secondo me alcune sono meno vaghe, più chiare e precise.

Magari Lorenzo Cherubini potrebbe dissentire visto che lui ci ha fatto una delle sue canzoni più famose, e chi sa cosa direbbero i guru del marketing e della filosofia new age.

Che dire caro Lettore a questo punto: attendiamoci un nuovo movimento Think it’s useful

Ps. Nel caso vorrei almeno una parte dei diritti d’autore.

26 agosto 2020

BEN TORNATO

Ed ecco che si ritorna in ufficio, non al lavoro perché quello è ricominciato già un paio di giorni fa, ma proprio fisicamente in ufficio.

Le ferie sembrano lontane anche se solo una settimana fa ero sulle pendici dell'Etna a riposare e rilassarmi tra un’uscita con parenti ed amici, una mangiata luculliana ed un pisolino ristoratore.

Il rientro in ufficio quest'anno ha uno strano sapore: distanziamento sociale e mascherine hanno dilatato il mese di Agosto oltre i suoi 31 giorni. Poco traffico, poca gente e tutti attaccati ai cellulari, me compreso. Ogni tanto qualche forestiero chiede indicazioni. Caldo, ma per fortuna non soffocante.

Guardo le fermate della metropolitana scorrere ed ascolto i messaggi diffusi nella speranza, di sentire un COCCO BELLO COCCO, COCCO BELLOOOOO ricordo di vacanze passate, spiagge e mare.

Ogni fermata mi porta più vicino alla meta, intanto osservo chi sale e chi scende. Chi sa che non incontri qualcuno che conosco per ricordare i giorni passati o fare solo quattro chiacchiere, oppure qualche personaggio buffo, di quelli che potrebbero diventare il protagonista di qualche riga di questo post: come ad esempio la signora con un solo guanto, di pizzo bianco, alla mano destra che utilizza per potersi reggere agli appositi sostegni, mentre io sono mesi che faccio l’equilibristi per evitare contatti con le superfici dei mezzi pubblici.

Scendo e seguo diligentemente i percorsi indicati e mi fermo sul mio bollino rosso in attesa della coincidenza che mi porterà sul posto del lavoro.

Su uno dei muri della galleria viene proiettato un video su come preparare non so che piatto, vedo solo alcuni passaggi perché l’arrivo del treno, invece di indicare l’inizio dello spettacolo, ne determina la fine.

Salgo, dopo aver fatto educatamente scendere i passeggeri arrivati.

Poche fermate e ci siamo.

Devo fare attenzione.

Non vorrei sbagliare fermata.

Mi guardo intorno. Cambiano i colori del treno ma la situazione è la stessa trovata sul treno precedente.

Arrivato.

Scendo e seguo il percorso indicato.

Esco all’area aperta e come il Sommo Poeta mi ritrovo nello stesso punto da cui ero partito qualche settimana fa.

Mi sembra di aver fatto un salto nel tempo.

La zona è come l’avevo lasciata.

Poca gente e cantieri ovunque.

Entro.

Ben tornato.

 

 

08 luglio 2020

Compagno di viaggio


Caro Lettore, 
     mi ritrovo nuovamente su un treno sbagliato; finito al capolinea sbagliato; così che il pensiero di essere stato fortunato a prendere la metropolitana al volo si è trasformato in un colpo di sfiga...oppure no.
In questo tempo allungato del viaggio ho il modo di leggere qualche vecchio post e chissà di scriverne uno nuovo.
E così la mente inizia il suo di viaggio e così ritorna alla giornata di oggi in cui ho "trovato" due colleghi, che per motivi diversi, hanno vissuto un’esperienza analoga alla mia in ufficio. 
Nel primo caso era come sentir parlare il proprio omino del cervello. Eravamo una decina di persone in call ed inizio a sentire una serie di considerazioni che io ripeto al mio nuovo capo ogni giorno. La cosa buffa è che anche il mio capo era collegato in call e quindi abbiamo iniziato a commentare via chat la cosa facendoci anche una risata su. 
Poche ore dopo scopro che ad un collega hanno fatto un'infamata simile a quella che subì io qualche anno fa, e cavoli la cosa mi ha fatto rosicare assai, proprio come allora. Sembra che certi personaggi siano riusciti a laurearsi anche se in Storia avevano 3 e continuano a fare gli stessi errori. Sono dei serial idioti. Stesso modus operandi, stessa tipologia di vittima, stessa minchiata!!!
Riflettendo sulla caso auto pontificavo che: alla fine nella vita le cose capitano, la differenza è solo nel modo in cui le prendi, questo fa davvero la differenza o forse la differenza la fa dove le prendi…mah.
Ed allora si può passare il tempo a pensare se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, oppure della forma sbagliata, o berne il contenuto e passare oltre, magari cercando l'ispirazione per fare o pensare ad altro.
Cercare il lato positivo oppure cercare un'altra forma…ok la smetto prima che qualcuno inizi a pensare che questo sia un altro post di autocoscienza che cerca di motivare qualcuno a parole (cioè me stesso). Lungi da me.
Volevo solo un po' di compagnia durante questo viaggio che mi riporterà a casa.
Grazie Lettore di esserci. 

15 giugno 2020

Piccoli passi verso la normalità...forse.


Dopo mesi chiuso a casa con spostamenti limitati e solo con mezzi propri mi trovo a prendere la metropolitana per andare in ufficio. 
Fa specie vedere sulla banchina solo altre 2 persone oltre me. Ci siamo messi in automatico a distanza di “sicurezza”, uno all’inizio, io in mezzo e l’altro passeggero in fondo. Mi sono sentito come uno di quei giocatori dei cartoni animati Hollye Benji in cui i giocatori a volte sembrano così distanti da poter percepire la curvatura terrestre.
Sui treni ci sono adesivi che indicano dove poter sostare trasformando così il vagone in una specie di scuola di ballo, ma non è questo che mi impressiona di più ma il fatto che oltre il 90% dei passeggeri sia donna.
Intanto che il treno prosegue il suo viaggio nelle gallerie sotto Milano mi vengono in mente una serie di riflessioni:
1) la donna, consapevole di essere più forte, infatti meno colpita dal covid , prende tranquillamente la metropolitana mentre gli uomini cercano di godersi la superficie della città dove c’è meno traffico e meno pedoni.
2) mi sembra di essere finito per sbaglio in una festa araba per sole donne. Tutte mascherate che mi guardano in maniera sospettosa... chi sa se pensano a cosa si nasconde sotto la mascherina o se hanno pensieri più pruriginosi.
3) giochi di equilibrismo per riuscire a fare tutto il viaggio senza tenersi agli appositi sostegni, un po' come facevamo da bambini con la scusa di non sapere leggere e la fantasia che trasformava la metropolitana in una giostra tipo il tagada. 
4) la mascherina ed il distanziamento sociale sembra aver reso ancora più forte la sensazione di isolamento nella folla che abitano le grandi città. 
5) camminare seguendo un percorso fatto di adesivi tondi e colorati più che ad un novello pollicino mi fa pensare ad un PAC-MAN tridimensionale. 
6) Superman avrebbe avuto ancora bisogno di occhiali e ciuffo per nascondere la sua identità? o sarebbe bastata la mascherina?
7) che fastidio mi danno le persone che non seguono le regole e non sostano sui bollini ma si piazzano vicino a te per farti sentire la loro telefonata e farti sapere che loro non hanno paura del covid...che se ne fottono e non capiscono che essere fottuti siamo tutti.

Ed eccomi finalmente arrivare alla macchina, lasciata sulle righe dei puffi che sono gratis in questi giorni, e sentire quel senso di piacere che solo le cose a gratis riescono a trasmetterti.


03 giugno 2020

HATER C19


Ciao Caro Lettore,
    come va? Com’è andata la quarantena? … io ho aumentato il mio stato di stress ed il mio “hate” verso il mondo degli utonti, soprattutto quelli maleducati.
Una cosa che mi manda in bestia è quando ti scrivono messaggi del tipo
Ciao Carmine, come stai? Avrei un problema bla bla bla bla”
Tutto scritto in un fiato.
Cavoli se mi chiedi come sto, aspetta almeno che te lo dica, altrimenti va bene anche un semplice saluto e poi puoi scrivere la dimostrazione che avere il pollice opponibile non indica che il tuo QI sia per forza più alto del ventre di una biscia.
Non se te, Caro Lettore, ma il dover passare molto più tempo davanti al monitor per poter avere anche quel contatto umano che si chiama Vita Sociale, ha ridotto di molto il mio livello di sopportazione della maleducazione altrui. Sono diventato insofferente e forse tra i sintomi del C19 ci sarà anche la trasformazione da persona quasi normale ad hater.
Ormai non sopporto chi ti vede impegnato sul sistema di messaggistica aziendale e ti scrive o ti chiama e vuole una risposta subito. E se gli scrivi: “scusa sono in call possiamo sentirci dopo”, ti risponde candidamente: “ è cosa di un attimo bla bla bla”.
Allora gli spieghi che ci sono canali ufficiali per fare certe richieste, come da prassi aziendale, e lì esce il furbetto che c’è dentro l’utonto che con una sottospecie di supplica ti chiede solo per questa volta… e tu pensi: cavoli ho imparato a contare sulle dita prima dei 5 anni, usavo il pallottoliere ed il regolo calcolatore alle elementari, ho imparato il sistema binario ed esadecimale ed anche sistemi a base diversa da quella decimale, mi sono anche esercitato a contare sino a 10 con una mano sola come fanno in Cina, e quindi se vi dico che non è solo una volta potete fidarvi.
Poi ci sono quelli che non concepiscono che anche se lavori da casa certi bisogni li hai ancora, tipo mangiare, fare la minzione, pausa caffè, dormire e quindi ti scrivono a qualsiasi ora e poi si stupiscono se non gli rispondi subito.
Capitolo a parte per quelli che ti mandano una mail e un secondo dopo ti scrivono in chat: hai letto la mia mail? E tu vorresti spiegargli che umanamente solo Babbo Natale potrebbe aver trasportato, aperto e letto al tua lettera in così breve tempo…ma sono sicuro che anche lui concorderebbe con me nel chiedere alla Befana di sommergerti di carbone, così nel caso prendessi fuoco per autocombustione ci arrostirei le salsicce.
Non so se vi è capitato di notare che in ogni CALL in cui non si parla di lavoro ci si lamenta… avevo predisposto una callo settimanale con i colleghi per conservare lo spirito di gruppo che si forgia alla macchinetta del caffè, ma all’ennesima lista delle sfighe/recriminazioni dei colleghi ho preferito smettere.
Caro Lettore lo so che anch’io non ho fatto altro che lamentarmi per tutto il post ma che ci posso fare: SE NON PUOI BATTERLI, CON UNA MAZZA, ALLORA ALLEATI A LORO dice un vecchio adagio.
Buona vita

04 settembre 2019

Votate per noi


Ciao Caro lettore,
scusa il mezzo poco ortodosso ma in fondo al post c'è un link con una foto: metti il tuo like se vuoi aiutarmi a vincere un viaggio alle 5 terre...e diffondete pure!
Più like più possibilità di vincere...😉🙏🏼😘

Grazie mille


01 giugno 2019

Ritorno stagionale


Caro Lettore rieccomi qui davanti al foglio a scrivere.
Di tempo ne è passato dall'ultima volta, forse troppo. In questo ultimo anno ho pensato spesso ha chiudere il blog, a salutarlo… ma non ce l’ho fatta. Ogni giorno mi ripromettevo di scrivere, anche poche righe, solo per far battere ancora un po’ il cuore di questo blog.
Ed allora eccomi qui a provare a raccontare qualcosa, quindi caro lettore porta pazienza.

In questi giorni, in cui le stagioni si racchiudano in una sola giornata, per la città mi capita di vedere persone che indossano piumini e sandali, cappelli di lana e pantaloncini, sciarpe e t-shirt.
Tutti con vari tipi di cuffie ad isolarli dal mondo esterno per essere collegati con mondi lontani, ed allora mi chiedo se la mattina appena svegli ascoltano le quattro stagioni di Vivaldi (a proposito chi di voi le ha mai ascoltate tutte e quattro?).
Non so se vi capita ma, a me, negli ultimi giorni capita di andare a dormire che è autunno, ci si sveglia in pieno inverno, si passa dalla primavera a pranzo e poi ci si trova in un pomeriggio d’estate. Ed alla sera, mentre le stelle iniziano a trapuntare il cielo magari nascoste da nuvoloni, tutti quanti ci si ritrova in farmacia tra colpi di tosse ed anti influenzali.
La tosse, ormai, non è più cronica ma gemella siamese.
I fazzoletti di carta, a breve, saranno accusati del cambiamento climatico a causa del disboscamento globale.
Nei freezer al supermercato si troveranno, tra i cibi esotici precotti anche brodi di gallina o tazze di cioccolata calda… no, quelle no!!! Potrei avere una reazione peggiore di quella di Fracchia la Belva Umana.
Immaginate una gita in un agriturismo per vedere gli animali e leggendo le targhette che indicano la tipologia faunistica che si sta osservando potreste leggere: Tosse Asinina, Influenza: Aviaria o Suina, Febbre da Cavallo… e poi ci si chiede perché esistono i Vegani.
Ed in questo pezzo non poteva mancare una delle frasi più gettonate in questo periodo: “Non esistono le mezze stagioni”. Solo che ormai le stagioni non sono più  intere, a tre quarti, a metà, appena iniziate e già finite ma sono quelle dei: Saldi, girone d’andata e di ritorno, del calcio mercato, di Sanremo, dei concerti negli stadi, della tua trasmissione preferita, del “non c’è nulla in tv”, “ancora i film di Bud Spencer e Terence Hill, o di Banfi e la Fenech” che poi guardiamo con la speranza che ci tengano giovani, del tormentone musicale, del “che si fa questa sera”, del si ritorna a scuola, di compro i regali ora così risparmio.
Ed ora bisogna trovare un modo per chiudere questo pezzo. Potrei cercare una frase d’effetto, una serie frase a metà che rimanda ad un possibile altro post oppure alzarmi ed andare a preparare dei fumenti per curare questa tosse.
Alla prossima volta caro lettore.

01 gennaio 2018

Questionario 2017

Caro Lettore,
   sono passati 365 giorni ed eccomi di nuovo qui a scrivere. Poche righe perchè forse sono troppe le cose da dire e non sempre ci si riesce. Chi sa se il 2018 sarà maggiormente foriero di lettere battute...

1.ANNO APPENA TRASCORSO: 2017.
2.BEL RICORDO: Un giorno d’estate in giro con amici.
3.BRUTTO RICORDO: Uno spavento per un salto nel buio.
4.POSTI VISTI: 38° parallelo… luogo mistico.
5.PROFUMO: Spuma di mare.
6.GUSTO: Amaro.
7.TATTO: In esaurimento.
8.VISTA: Orizzonti troppo lontani.
9.UDITO: False promesse condite di complimenti.
10.INCONTRO: Quattro amici al bar.
11.CAMBIAMENTO: Buchi della cintura.
12.RAMMARICO: Non essere disponibile.
13.DISPIACERE: La perdita del sorriso.
14.LETTO: Poco ahimè e cose troppo nostalgiche.
15.SPAVENTO: Non essere più in due.
16.GIOIA: Poca.
17.AUTOMOBILE: Cugine che si alternano.
18.LAVORO: Lui c’è ed aiuta anche se a volte è fonte di arrabbiature e dispiaceri.
19.PENSIERO RICORRENTE: Sostegno morale.
20.EVENTO: Doppio addio.
21.CONTINUITÀ: Il livello.
22.SPACCATURA: Se si dice COLLEGA un motivo ci sarà.
23.VIAGGIO: Sicilia del nord
24.LIBRO: Player One di Erners Cline
25.FILM: Easy – un viaggio facile facile di Andrea Magnai
26.CANZONE: Il Conforto di Tiziano Ferro feat Carmen Consoli
27.SPORT: Pedala da fermo
28.RADIO: La volpe che consiglia quando cogliere l’uva
29.MOTTO: Babbo Natale non esiste.
30.PROPOSITO: Resistere.

01 gennaio 2017

Questionario 2016

Ciao Caro Lettore,
   ecco che un altro anno termina ed un altro ha inizio. L'anno appena trascorso è stato pieno di eventi, belli e brutti  che hanno arricchito la mia valigia di tantissimi ricordi.
Come al solito ti lascio il questionario riassuntivo dell'anno appena trascorso sperando che ti faccia ancora piacere leggere un po' della mia storia.

1.ANNO APPENA TRASCORSO: 2016.
2.BEL RICORDO: La compagna dell’anello (e non è un errore ortografico).
3.BRUTTO RICORDO: Una chiacchierata che doveva essere consolatrice e che invece ha portato solo rabbia.
4.POSTI VISTI: Al di là di 4 fusi orari ed un pochino ho visto meraviglie fatte dall’uomo e dalla natura
5.PROFUMO: Spezie piccanti
6.GUSTO: Orientale.
7.TATTO: Una cicatrice che sta nascendo.
8.VISTA: Il sorriso più bello della mia vita
9.UDITO: Un SI che vuol dire musica.
10.INCONTRO: Tante persone speciali che mi hanno mostrato l’umanità che pensavo perduta.
11.CAMBIAMENTO: Ora siamo in due sotto il tetto.
12.RAMMARICO: Che non ci potessero essere tutti nella foto ricordo.
13.DISPIACERE: Che due cari amici presenti nei momenti così così non ci fossero nel momento più bello.
14.LETTO: Notizie dal MONDO.
15.SPAVENTO: Scontro tra tori.
16.GIOIA: Svegliarsi con qualcuno accanto.
17.AUTOMOBILE: Sempre lei, ora la cugina ha preso casa affianco.
18.LAVORO: Lui c’è…. A mancare è chi dovrebbe guidare.
19.PENSIERO RICORRENTE: Cercare di essere focalizzati e più chiari.
20.EVENTO: 10 dicembre 2016 aggiornamento di STATO CIVILE.
21.CONTINUITÀ: Il parcheggio di San Leo.
22.SPACCATURA: Non sempre si può avere tutto.
23.VIAGGIO: Il viaggio in India
24.LIBRO: Quello comprato e non ancora letto, ahimè
25.FILM: The LOBSTER “Un giorno mentre giocava a golf pensò che è più difficile fingere di provare sentimenti che non si hanno che fingere di non provare sentimenti che invece si hanno"
27.SPORT:
28.RADIO: fedele compagna di viaggi casa lavoro e di racconti notturni.
29.MOTTO: Zitto e nuota.
30.PROPOSITO: Migliorare la comunicazione.


09 settembre 2016

Istanti

Scrivere, ecco cosa vorrei fare da tempo e che continuo a rimandare perchè la mia vita si è riempita di tante cose...
Ed ora, in un momento di pausa che mi vede comunque legato alla sedia, in attesa che la scatola che ho davanti estragga il suo vaticinio per la valutazione dell’ennesimo progetto da fare mi trovo a fantasticare guardando fuori dalla finestra uno degli ultimi soli estivi di quest’anno.
Ora dovrei trovare un argomento non troppo personale e banale su cui dire la mia facendo scorrere fiumi di parole come i Jalisse, ed invece vorrei rimanere qui e guardare le parole apparire su questo foglio come gli amici che vengono a trovarti dopo un periodo di assenza. Scambiare con loro quattro chiacchiere e chiedere loro: “come va?”
Fare qualche commento sui luoghi visti e sulle cose fatte in questo tempo che non ci si è frequentati, con quel po’ di dolce malinconia che si portano dietro i bei ricordi di cose che furono.
La scatola sta sputacchiando i suoi numeri e mi riporta nel tempo reale. Ora devo interpretare, come uno sciamano del nuovo millennio, questo fiume di cifre per capire da dove potrebbe arrivare il prossimo branco di bisonti.

Buona vita caro lettore... alle prossime parole in giro.

01 gennaio 2016

Questionario 2015

1.ANNO APPENA TRASCORSO: 2015.
2.BEL RICORDO: L’arrivo di una nuova nipotina.
3.BRUTTO RICORDO: Parole preventive dette per non prendersi troppe responsabilità.
4.POSTI VISTI: Molti, in un viaggio verso SUD pensato dopo un film e regalato da tante persone, alla ricerca di posti che c’erano, che ci sono e che forse non ci saranno più
5.PROFUMO: Di disinfettante.
6.GUSTO: Salumato.
7.TATTO: Carezzevole.
8.VISTA: Mare e Monti.
9.UDITO: Qualcuno che ti chiama e chiede di te.
10.INCONTRO: Incrociato di amici.
11.CAMBIAMENTO: Aver capito cosa significa che nulla è eterno.
12.RAMMARICO: Non aver fatto quella telefonata prima.
13.DISPIACERE: Essere lontano da chi mi è vicino.
14.LETTO: Poco e male.
15.SPAVENTO: Di perdere in un battibaleno una persona cara.
16.GIOIA: Dono di una videomaker in fasce.
17.AUTOMOBILE: Sempre lei, ma con una cugina viaggiatrice.
18.LAVORO: Lui c’è…. A mancare è chi dovrebbe essere di aiuto.
19.PENSIERO RICORRENTE: Cercare di star bene.
20.EVENTO: Annunci di arrivi e di partenze ed anche di qualche ritardo.
21.CONTINUITÀ: Amici vicini e lontani, presenti ed un po’ bigioni.
22.SPACCATURA: In attesa del vaticino dell’uomo del Tubo.
23.VIAGGIO: Un percorso che segue un film, per capire perché siamo il Bel Paese.
24.LIBRO: Quello che faticosamente mi accompagna da mesi e che cerco di convincermi a leggere.
25.FILM: Taxi Teheran. Film semplice che non ti aspetti.
26.CANZONE: Edoardo Bennato Io vorrei che per te
27.SPORT: Thai Chi Chuan
28.RADIO:Sempre con me.
29.MOTTO: Un passo dopo l’altro senza troppa paura.
30.PROPOSITO: Cercare di entrare in quel vestito.

01 gennaio 2015

Questionario 2014


Caro Lettore,
anche il 2014 è trascorso tra mezze stagioni che non esistono più e stagioni che non si sono proprio fatte vedere. I giorni sono passati e dove non è arrivato il sole a scaldare il cuore ci ha pensato una bella maestrina.

1.ANNO APPENA TRASCORSO: 2014.
2.BEL RICORDO: Una mostra fotografica che mi ha regalato un sogno.
3.BRUTTO RICORDO: Una notte di incubi e tormenti che mi ha portato lontano, troppo lontano lasciandomi un po' di paura.
4.POSTI VISTI: Molti, da Est a Ovest, da Sud a Nord, in un viaggio lungo tutta l'Italia.
5.PROFUMO: Di bucato tornando a casa.
6.GUSTO: Trinacriese.
7.TATTO: Morbido da scavare.
8.VISTA: Piena di cose nuove.
9.UDITO: Risate allegre e voci dialettali.
10.INCONTRO: Finalmente quello giusto.
11.CAMBIAMENTO: Uno epocale. Aggiornamento del mio stato sentimentale.
12.RAMMARICO: Aver lasciato qualcosa e forse anche qualcuno indietro.
13.DISPIACERE: Non essere stato in grado di realizzare quello che ora sembra un capriccio.
14.LETTO: Condiviso.
15.SPAVENTO: Di non arrivare in tempo all'aeroporto con l'auto ad uovo.
16.GIOIA: Avere qualcuno a cui augurare il buon giorno.
17.AUTOMOBILE: Sempre la stessa, fedele come un Carabiniere.
18.LAVORO: Pesante, molto pesante con un salto realizzato a metà per la poca rincorsa.
19.PENSIERO RICORRENTE: Quello di aggiungere un'altra lastra dorata sul percorso delle buone intenzioni.
20.EVENTO: Un incontro allargato ed una poesia che mi ha fatto sobbalzare il cuore.
21.CONTINUITÀ: Culinaria a scrocco.
22.SPACCATURA: Incredibile ma vero, la lavatrice funziona.
23.VIAGGIO: Un volo per conoscere meglio chi mi sta accanto.
24.LIBRO: A volteritornano di Niven John, la miglior definizione di Paradiso.
25.FILM: Un insolito naufrago nell'inquieto mare d'Oriente, perché alla fine non siamo così diversi.
26.CANZONE: Pierangelo Bertoli – La prima pioggia
27.SPORT: Divano ad ostacoli.
28.RADIO: Ovunque io vada compagna di viaggio.
29.MOTTO: Tornate sani, tornate amici, arrivate in cima (donato da SteAlto).
30.PROPOSITO: Quello di non farsi prendere troppo dalla malinconia.

19 marzo 2014

Grazie per lo sciopero


Grazie per lo sciopero.
Eh si caro Lettore, sono qui a ringraziare per lo sciopero dei mezzi pubblici di oggi. La mia non è ironia e non voglio entrare nel merito che ha portato un intero mondo a scioperare. Il mio grazie è dovuto al fatto che il ridotto orario dei mezzi mi ha permesso di uscire prima dall'ufficio. Arrivare ad un orario umano al parcheggio dove lascio solitamente la macchina. Partire e fermarmi quasi subito. Un mega serpentone di auto che si muove più come una lumaca ha cercato di fagocitarmi. Vedo un piccolo parco alla mia destra ed un parcheggio.
Mi fermo.
Prendo il libro che mi fa compagnia nei viaggi in metropolitana e vado alla ricerca di una panchina su cui sedermi.
Il parco è tutto transennato, ma mamme, nonni, papà e bambini sono comunque lì a giocare e chiacchierare. Sulle transenne e sugli alberi ci sono vari messaggi.
Scopro così che gli abitanti della zona hanno trovato un modo civilissimo per protestare su alcuni lavori (Via d'Acqua), che anch'io trovo del tutto inutili. In quei messaggi ci sono poesie ed aforismi, o solo piccoli pensieri per difendere questo piccolo parco che rischia di essere chiuso per EXPO2015, come riporta uno degli striscioni.
Trovo una anchina e mi siedo. Apro il mio libro ed inizio a leggere. Intanto in lontananza sento il rumore del traffico ed il serpentone crescere. Leggo ed ogni tanto do un'occhiata alla situazione viabilistica. Tutto fermo.
Arrivo così alla fine del libro che il sole ormai è prossimo a finire il suo turno. Ritorno alla macchina. Il traffico sta diminuendo ma è ancora troppo per i miei gusti.
Salgo in macchina e decido di riposarmi un po' pensando ai giorni appena trascorsi ed a quelli che verranno.
Magicamente di colpo il traffico non c'è più.
Decido di partire e di fare un paio di commissioni prima di tornare a casa, così da ridurre ancora l'indice traffico e prendere un paio di regalini al mio papà. Perché sciopero o no, traffico o no un pensierino al babbo non potevo dimenticarmelo.
E tutto questo è stato possibile grazie allo sciopero che mi ha regalato un paio di ore per me, solo per me.
Grazie.

08 febbraio 2014

Parole, soltanto parole


Caro Lettore come stai?
Ormai mi è sempre più difficile riuscire a scrivere con una certa continuità. La vita ed il lavoro mi rapiscono e mi lasciano poco tempo per mettermi nuovamente davanti ad un pc e scrivere, ma ti assicuro che durante il giorno mi ritrovo a pensare al post che potrei scrivere, spaziando dai personaggi strani che incontro nella città; della mia continua lotta contro gli Utonti; degli sfoghi terapeutici; degli eventi mondani più o meno degni di note; dei pensieri da runner di ritorno, con tanto di pancetta; degli stati d'animo condizionati dal tempo e da ciò che mi circonda; di possibili nuove storie da raccontare in questo spazio, per dare vita a nuovi personaggi... Ecco. Tante cose per la testa e poche parole da incanalare nel flusso creativo. Ma tutto questo non mi ha fatto dimenticare che da qualche parte, ogni tanto possa passare qualcuno da queste pagine e cercare qualcosa, magari uno spunto di riflessione, un conforto (“ è proprio vero, anche a me succedono le stesse cose”) in momenti un po' bui, un idea o solamente per caso o curiosità. Sono forse ora più attento a quello che scrivo, o solo pigro e distratto. In fin dei conti non si dice che la vita è fatta di momenti e periodi... forse questo è un periodo così dove occorre fare delle scelte e ponderare un po' di più le cose, perché il tempo è passato dall'apertura di questo blog, ed io come il mondo che ci circonda sono cambiato e sto ancora cercando di cambiare, perché come canta Jovanotti “se non avessi voluto cambiare oggi sarei allo stato minerale”.
Magari piccoli cambiamenti, che in una versione adattata dei principi Darwiniani di adattamento mi permettano non solo di andare avanti, ma anche di andarci nel miglior modo possibile, senza dimenticare la mia storia. Un anello che cerca di abbracciare ieri e domani con non poche difficoltà, ma anche con qualche bella soddisfazione. Ed in questa mia mania di citare testi di canzoni (vedi titolo del post) in maniera magari “populista e poco originale” ecco che prendo in prestito le parole di un poeta che molti chiamano solo cantautore: “un guerriero senza patria e senza spada con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro” (di P. A. Bertoli).
Come già scritto in questo blog a volte ti scervelli per trovare le parole per esprimere un idea o una sensazione e scopri che qualcuno lo ha già fatto e lo ha fatto in modo perfetto.
Ora ti lascio perché alcuni impegni (pulizia della casa) reclamano la mia presenza (anche gli aspirapolvere a volte si sentono soli ed hanno bisogno di un gesto e di una mano che li guidi).
Buona vita.

06 dicembre 2013

Dolce Natalizio


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Caro Lettore,
   come saprai è tradizione che le feste natalizie siano aperte dalla festa dell'Immacolata o, più milanesemente, dalla tradizionale festa di Sant'Ambrogio. Questi sono giorni in cui Milano si riempie di bancarelle e mercatini. In ogni piazza è un sorgere di tende e tavoloni su cui sono distesi prodotti ed oggetti. Alcuni di questi sono storici e tradizionali, altri sono più commerciali tanto da far transumare migliaia di persone verso la nuova fiera alla ricerca di Graal da regalare a parenti od amici o più semplicemente per assaggiare prelibatezze provenienti da tutto il mondo.
Per me è quasi una tradizione andare in giro per la fiera degli Obej Obej con gli amici. Questo è l'evento che apre la stagione natalizia, per me. Negli anni, per vari motivi, questa fiera cittadina ha traslocato in vari luoghi della città meneghina, spostandosi dalla sua sede tradizionale intorno alla chiesa dedicata al patrono milanese per giungere negli ultimi anni a circondare un altro simbolo della città, il Castello Sforzesco.
Mi trovo un po' infreddolito ad aspettare un'amica che arriva da un'altra bellissima città, in cui la tradizione del presepe è una religione quasi per fare un giro per la fiera nella speranza di mantenere viva la tradizione.
Arrivata ci incamminiamo tra le bancarelle colorate alla ricerca di qualcosa che attiri la nostra attenzione. Mentre percorro il circuito creato dalle bancarelle penso a come questo fiera sia cambiata. Ricordo la folla che si spostava quasi fosse un sol uomo per i vicoletti saturati a volte dal profumo del vin brulè, delle frittelle cotte in olio che assomigliava a quello usato per i motori delle vecchie Fiat 127, dello zucchero filato e delle caldarroste, l'odore intenso degli incensi e dei saponi oltre alle acre essenze coloniali. Ci si trovava di tutto: da antichità che strizzavano l'occhio al vintage ad oggettistica fatta a mano degna di opere della pop-art, ad artigianato proveniente dal sud del mondo, cibo e sapori ma soprattutto giocattoli per i bambini da cui il nome della fiera.
Negli anni era diventata tradizione cercare nella folla persone conosciute con cui poi andare a bere un bicchiere di vin brulè in compagnia. Il primo che incontrava qualcuno riceveva in premio un bicchiere offerto dagli altri.
Se penso al Natale quasi subito penso agli Obej Obej. Alla folla, ai colori, ai regali...
Oggi invece non trovo nulla di quello spirito. 
Le bancarelle sono tutte uguali con poco artigianato, tanto che proprio quelle poche attirano la mia curiosità. Non c'è più profumo in questa fiera che ormai sembra più un mercatino. Gli spazzi si sono allargati per rendere più agevole il passaggio delle persone, facendo però perdere un po' di magia e di umanità a questa fiera.
La mia amica è stupita della concomitanza di più ferie e non capisce come mai questa non venga spostata.
Io mi sento ferito. Un'altra tradizione che si perde a causa delle regole del mercato e che le prossime generazioni rischiano di non conoscere neanche.
Cerco di spiegarle la tradizione e tutto il resto ma capisco che le mie parole sono quelle di chi non vuole perdere quel pezzo di storia aggrappandosi a ricordi che ormai sfumano nel secolo scorso e che sono difficili da comprendere da chi non le ha vissute.
Compro un paio di cose: una utile ed una che spero porti il sorriso a chi la troverà sotto l'albero ma non mi sento soddisfatto. Sento ancora un po' di freddo, e non credo che sia dovuto solo al clima, ma forse anche questo è un altro segno che non si è più ragazzi.
Chi sa dove sono finiti tutti i profumi dei miei natali...

24 settembre 2013

Musica di notte


Caro Lettore,
la notte ormai ha ricoperto tutta la città, e molti sono già sotto le coperte ad attendere che il sole sorga e che un nuovo giorno si affacci. Io mi ritrovo invece qui in mezzo a mille pensieri ed a riflessioni che si avvicinano più alla falegnameria cerebrale che alla filosofia.
Forse dovrei votarmi ai Green Day ed anch'io dovrei cantare di essere svegliato quando Settembre avrà lasciato il passo ad Ottobre.
Strano questo mese di transizione tra il periodo delle ferie estive e l'autunno produttivo. Non so come ma negli ultimi anni, superata la bisettrice di questo mese mi ritrovo ad aspettare che i giorni passino veloci. Forse perchè le promesse dell'estate hanno le gambe così corte da non superare questo mese.
Guardo il calendario e di giorni, ore e minuti ce ne sono ancora un po' prima di girare pagina... ecco forse è questo. Girare pagina, cercare cose nuove lasciando quelle vecchie in qualche cassetto con la speranza che vengano buone in qualche altra occasione, anche se sperare che torni la moda delle giacche con le spalline è un po' da squilibrati.
Cerchiamo cose nuove perchè vogliamo anche noi essere nuovi. Vogliamo tornare ad essere una pagina bianca dove poter scrivere nuove storie che siano differenti dalle passate. Con un lieto fine e magari con la fortuna di incontrare un Capitan Harlok che ci faccia vivere qualche avventure dove noi siamo gli eroi, magari un capitano in gonella e con un bel sorriso. Perchè ci ripetiamo come un mantra: “ queste cose capitano”. In fin dei conti quanti raccontano di amici, conoscenti, familiari a cui queste cose sono capitate? Storie il cui fascino è più nelle parole che nella storia.
L'ora ormai è tarda. La radio inizia a trasmettere musica per nottambuli. Musica fatta per restare svegli o per intraprendere il viaggio verso quei sogni che a volte ritroviamo al risveglio.
Buona notte.
como di note....


23 agosto 2013

Fili, immagini e parole


Caro Lettore a volte si fa fatica a trovare le parole per descrivere i propri stati d'animo, ciò che si sta vivendo o soltanto quello che ci circonda. A malapena si riesce a trascrivere uno scambio di battute tra amici.
Ecco, mentre mi trovo in questo cavolo di blocco dello scrittore (lo so mi sto assegnando un titolo che non merito...ma così è il modo di dire) che probabilmente è dovuto all'attesa di parole che non arriveranno mai; tanto che ho addirittura preso un treno per fuggire da casa mia e per rifugiarmi in una città che mi ha accolto facendo del mio incubo abitativo una realtà. In questa fantomatica città mi trovo per caso a seguire un filo di Arianna, che legando parole ad immagini speravo mi aiutasse ad uscire da questo labirinto emotivo, regalandomi magari un piccolo miracolo. Nel percorrere la strada indicata da un novello Virgilio al femminile, che ha più della sirena che del poeta mi ritrovo a leggere questa iscrizione su un muro:

"Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, Ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l'argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù , labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l'aria. Troppo di tutto, accidenti."
Pulp di C.Bukowski

Cavoli, ho trovato l'insieme delle parole che stavo cercando già in bell'ordine e soprattutto già scritte magistralmente da un altro.
Che colpo di fortuna.
Charles Bukowski and Georgia... by Jocelyne Desforges

18 luglio 2013

7 Anni e nulla da raccontare

Caro Lettore,
  rieccomi qui a scrivere altre parole su questo blog. Il tempo passa ed è passato.
Sono trascorsi più di 7 anni da quando ho aperto questa via di fuga per i miei pensieri.
7 anni in cui molto è cambiato a livello personale e non solo.
Nell’ultimo periodo ho un po’ latitato eppure mi sono messo davanti alla tastiera mille volte, ma quello che ho scritto è rimasto intrappolato in qualche file che si è perso nei meandri di non so più quale supporto tecnologico.
Ho dato così colpa allo strumento e sono tornato a scrivere usando carta e penna… ma anche così la cosa non è migliorata poi tanto. La mattina buttavo giù qualche frase, ma probabilmente cadeva così tanto in basso che non ero più in grado di raccoglierla e metterla in un post.
Eppure sono più di due mesi che non pubblico nulla, ed ora per non dare il falso messaggio che questo è un altro blog naufragato nella noi a nella ruotine ed abbandonato dal suo capitano eccomi a scrivere questa confessione.
Appuntato verbalizzi: l’autore dei post è al momento privo di vena creativa indi per cui procediamo con notifica dell’avvenuto controllo della di lui persona e notifichiamo il suo stato di buona salute a tutti i Lettori. Segnaliamo inoltre che il suo umore ha un abbonamento fisso per le montagne russe, quindi si consiglia di porre molta attenzione e gentilezza quando ci si rivolge alla di lui persona.
Per il resto niente da segnalare.

Buon vento

C noto come quello con il FASCINO

07 aprile 2013

Sabato mattina alla ricerca di Ricordi


Lo scorso sabato, per motivi vari, mi sono recato nella fu ''Capitale Morale'' del Bel Paese ad un orario conosciuto più dai panettieri e dai pendolari che dalla popolazione media. La città a quell'ora mostra la parte migliore di se, quella pulita, quella acqua e sapone. Peccato che po inizi a truccarsi con traffico e smog per cercare di assomigliare alla parte peggiore di una grande città internazionale, proprio come fanno i ragazzini quando vogliono sembrare più grandi.
Finite le mie commissioni mi ritrovo con un bonus di ore da spendere per arrivare all'ora di pranzo.
Cerco di pensare ad un modo per utilizzare al meglio questo tempo vinto e mi torna in mente di aver letto che, non molto lontano dalla zona Fiera che non ha nessun riferimento a moti di orgoglio ma solo al mercato, ci sarà una Passeggiata d'Autore (chi volesse saperne di più può far riferimento al seguente link http://passeggiatedautore.blogspot.it/).
Decido così d'impegnare questa mattinata alla scoperta di una parte di Milano che conosco poco anche se per vari motivi mi sono trovato a vivere per breve tempo.
Mi reco così all'appuntamento all'incrocio tra via Mac Mahon e via Monte Ceneri per partecipare alla:


Arrivo con largo anticipo sul luogo dell'appuntamento così da poter fare un piccolo sopralluogo. La zona in parte la conosco. Lì c'è la sede della seconda azienda per cui ho prestato servizio in qualità di consulente e dove ho mosso i primi passi nel mondo dei sappisti. Lì abita una cara amica dei tempi dell'università. Lì vicino ho sudato il mio certificato TOEFL per cui sono arrivato addirittura a farmi biondo... ma questa è un'altra storia.
Arriva, dopo alcuni momenti di noia che mi hanno quasi fatto desistere dal partecipare, l'ora x. Mi ritrovo sul posto cercando di capire quale dei quattro angoli è quello giusto in una specie di versione moderna della caccia al tesoro.
A poco a poco si aggiungono altre persone che iniziano a guardarsi in giro con il mio stesso stato d'animo tanto che sono tentato di chiedere se anche loro sono lì per la Passeggiata. Dopo poco arriva l'organizzatore a prenderci annunciandoci che il punto di ritrovo è stato leggermente spostato per motivi di comodità. Mi ritrovo così insieme a poche altre persone che, da come salutano la guida, devono aver partecipato ad altri eventi simili. Sono un po' stupito dall'esiguo numero dei partecipanti ma ecco che piano piano il gruppo aumenta e la curiosità delle persone che vivono, o passano di lì, aumenta di pari passo.
Che mai ci faranno tutte quelle persone davanti alla chiesta? Ci sarà un matrimonio o un funerale? Il loro abbigliamento sembra più quello di pellegrini... questi sono i pensieri che mi sembra di leggere nei loro sguardi.
Dopo aver pagato la quota di partecipazione la mia curiosità si sposta sugli altri partecipati alla manifestazione. La maggior parte di loro ha quell'età che fa pensare che il loro datore di lavoro sia ormai l'INPS o qualche istituto simile anche se dimostrano una vivacità molto giovanile. Tra loro c'è anche una ragazza dai capelli neri lisci e lunghi che stona molto con l'ensamble che si è formato. Scoprirò da li a poco che è Elena Mearini.
Alla fine il gruppo è formato da una quarantina di persone e sembriamo più una scolaresca che una comitiva di turisti.
Insieme alla guida c'è la scrittrice Elena Mearini, che sarà il fulcro di questa passeggiata con i suoi racconti e le sue letture.
Ci muoviamo così verso la prima tappa,via Monte Ceneri ai piedi del Ponte della Ghisolfa. Elena inizia a raccontare di Giovanni Testori, questo personaggio a me ignoto sino a quel momento, ma che scopro essere un artista poliedrico; scrittore, drammaturgo, pittore, critico d’arte, poeta, regista, attore.
Per chi volesse approfondire la storia Giovanni Testori rimando al sito dell'associazione che riporta il suo nome ( http://www.associazionetestori.it/ ). Racconta un po' della sua storia e del loro “incontro”. E da inizio al viaggio tra I Segreti di Milano. Il breve brano che legge mi rapisce ed accende la mia curiosità. Ho voglia di sapere di più.
Per la seconda tappa cambiamo scenario e ci spostiamo in una piccola traversa di via Mac Mahon, dove il tempo sembra essersi fermato ai primi del novecento. Anche lì la curiosità degli abitanti si fa sentire: “Ma quanta bella gente che c'è”. Frase realmente detta da una delle signore che assistevano al cammino del gruppo verso la seconda tappa e sentita dal sottoscritto.
Piano piano vengo nuovamente rapito dalla lettura dei vari brani che Elena fa. Quei luoghi che ho visto così tante volte sembrano così cambiare aspetto, sino a darmi la sensazione di viaggiare nel tempo. In alcuni momenti, aiutato anche dai commenti di alcune delle partecipanti, mi è sembrato di essere tornato al 1943, subito dopo i bombardamenti, e poi al primo dopoguerra.
Per la terza tappa ci spostiamo in Piazza Prealpi e mi ritrovo di colpo negli anni della ricostruzioni... mi sembra quasi di essere lo spettatore partecipante di un film neorealistico... a sensazione è poi confutata dalla scoperta che la quarta tappa ci porterà poco lontano da dove è stato girato Rocco ed i suoi fratelli. Altra scoperta è che il film è ispirato proprio ad uno dei racconti di Testori, Il ponte della Ghisolfa. Alcuni dei passanti, incuriositi dal capannello di persone si avvicina ed ascolta un attimo prima di tornare alle proprie faccende.
Quarta ed ultima tappa è il giardino che porta il nome di Giovanni Testori. Questi giardini, dedicati proprio al cantore di questo scorcio di Milano, sorgono dietro la ferrovia della Bovisa. La sensazione temporale è cambiata. Ora mi sembra di essere tornato molto più indietro nel tempo. Non ci sono i viali del liceo di Atene o Aristotele che tiene le sue lezioni, ma mi sento un peripatetico che insieme ai suoi compagni accresce la conoscenza di se e di ciò che lo circonda. Arriva così l'ora del commiato.
Il tempo, che all'inizio sembrava andare all'indietro, ora di colpo ha fatto un balzo in avanti.
Un veloce saluto ed eccomi tornare ai nostri tempi, con il traffico rumoroso, l'autobus pieno di persone che arrivano da tutto il mondo, mentre milano ha indossato nuovamente il suo grigio vestito che va tanto di moda. Mi ritrovo a chiedermi cosa avrebbero creato Testori e Visconti vedendo questa multi-etnicità riunita su un autobus che abbraccia tutta Milano in un girotondo giornaliero.
Apro il libro che mi fa compagnia in questi giorni e mi tuffo così in un'altra storia.