26 dicembre 2006

Regali di Natale

Come non parlare del Natale, soprattutto ora che è appena passato. Non ho intenzione di mettermi qui e fare una filippica su cos’è il Natale o cosa dovrebbe essere. Disquisire di consumismo o di pace globale (anche se lo spererei). Voglio, invece, porvi una domanda. Quanti di voi conoscono qualcuno che odia il Natale e questo periodo di feste? Penso un po’ tutti.
Ecco, vi siete mai fermati a chiedervi il perché di ciò?
Io non mi sono fermato, essendo in tangenziale di ritorno a casa dalla cena aziendale, per l’appunto non mi sono fermato ed ho cercato una spiegazione. Le cene aziendali sono una di quelle cose che non ti fanno amare questo periodo. Sei “costretto” a vedere, fuori dall’orario di lavoro, colleghi che già normalmente fai fatica a sopportare. Avendo il tuo capo seduto a fianco, non ti puoi godere neanche la tavola, per non fare brutte figure. L’immagine è molto nel campo della consulenza. Dover ascoltare il solito direttore, che pomposo, parla di cifre e di trading positivo, di sviluppo ed investimenti, ma che se gli chiedi un aumento ti guarda indignato come se ti avesse colto a rubare in chiesa. Colleghi che ti parlano soltanto di lavoro o dei pettegolezzi dell’ufficio. Se ci provi con la segretaria, o con una delle poche colleghe, ti ritrovi sulla bocca di tutti alla pausa caffé il giorno dopo, e dal capo a fine settimana. E per finire monti la faccia di bronzo più lucida che hai e fai gli auguri, meno sinceri, a tutta questa fauna con cui dividi l’habitat aziendale.
Sono anche uno dei fortunati che riceve il pacco dono aziendale. Proprio un pacco. Ma non dovrei lamentarmi c’è chi sta peggio.
E qui nasce tutto. Chi non ama il Natale, a mio avviso non lo ama perché: o non riceve regali o riceve cose che non gli piacciono. È vero che si suol dire “a caval donato non si guarda in bocca”, ma è anche uso rispondere che “i denti glieli tolgono dal c…”. Se ci fate caso, le cose che davvero danno fastidio non sono: le giornate passate freneticamente di negozio in negozio a litigare con la gente per accaparrarvi l’attenzione dello stressantissimo commesso, il quale alla fine vi dice che quello che cercate è esaurito, come lui. O i pranzi/cene con i familiari che potrebbero sfamare un paese del terzo mondo. Lunghi come film di Kieslowski e con la stessa allegria. L’incontro con parenti che ti fanno le solite fastidiose domande su famiglia e lavoro, e se non rispondi che stai per diventare top manager e che la tua fidanzata, bellissima ovviamente, con cui a breve convolerete a giuste nozze per poter aumentare il numero di terrestri, ti fissano con gli occhi che già sbadigliano pensando che sei il solito fannullone poco serio che campa sulle spalle dei genitori.
Ed ecco che arriva lo scambio dei regali. Cosa può succedere:

1. il regalo non ti piace. Odi l’odore delle candele e non indosseresti mai il maglione, di colore improbabile, con ricamato un alce che beve in un laghetto, di tre misure più grande o piccolo, che ti è stato regalato.


2.il regalo ti piace, infatti ne hai ricevuti ben quattro, oltre ad averlo comprato tu stesso un mese prima.


3.il regalo è lo stesso che hai fatto tu a loro l’anno prima, e quando dico lo stesso intendo proprio lo stesso

4.sei allergico a metà dei componenti che costituiscono il regalo, e questo è risaputo


5.il regalo è stato fatto a te ma pensando a tutta la famiglia, cioè appare il tuo nome sul biglietto, ma il regalo non è tuo.


6.il regalo vorrebbe essere utile, solo che non sai come adoperare uno sbuccia mele automatico che sbuccia solo mele geneticamente modificate con forma perfettamente rotonda e superficie liscia come un tavolo da biliardo.


7.il regalo è un libro/disco/film che hai già letto/sentito/visto e ti fa totalmente schifo

8.il regalo è scaduto o non funziona


9.mentre a te regalano, se sei fortunato, il primo modello o quello economico al cugino più antipatico regalano l’ultimo modello o la versione delux

10.uno dei due non ha fatto il regalo all’altro.

Mi fermo qui perché, quando si inizia a catalogare qualcosa, tra eccezioni e precisazioni si potrebbe benissimo andare avanti per giorni.
Ed ecco che tutto si restringe all’aver ricevuto almeno un bel regalo. Un regalo che non solo ti piaccia. Ma che ti sorprenda, ti emozioni, ti faccia ridere e piangere allo stesso momento. Un regalo che vada oltre lo spacchettamento. Un regalo fatto con il cuore e con la testa. Un regalo che ti faccia capire che hai fatto bene e che sei apprezzato o per i più romantici amato.
Quindi ode al consumismo con concetto. E non preoccupatevi c’è sempre la befana ed il suo carbone a vendicarvi dei regali ricevuti.

P.S. chi partecipa alla riffa post natalizia quest’anno?

2 commenti:

alpaox ha detto...

ma detto tra noi alla fine cosa hai ricevuto? ... e la mitica asiugone regina che fine ha fatto

Paolo

Anonimo ha detto...

io onde evitare regali spiacevoli e sbattimento di scatole non faccio mai regali alle feste comandate!così evito anche di ricevere regali insusli. Bel risparmio,no?
poi se vede qualcosa di carino che penso potrebbe piacere a qualche amico glielo prendo e glielo regalo anche senza un'occasione particolare...
marta