01 gennaio 2017

Questionario 2016

Ciao Caro Lettore,
   ecco che un altro anno termina ed un altro ha inizio. L'anno appena trascorso è stato pieno di eventi, belli e brutti  che hanno arricchito la mia valigia di tantissimi ricordi.
Come al solito ti lascio il questionario riassuntivo dell'anno appena trascorso sperando che ti faccia ancora piacere leggere un po' della mia storia.

1.ANNO APPENA TRASCORSO: 2016.
2.BEL RICORDO: La compagna dell’anello (e non è un errore ortografico).
3.BRUTTO RICORDO: Una chiacchierata che doveva essere consolatrice e che invece ha portato solo rabbia.
4.POSTI VISTI: Al di là di 4 fusi orari ed un pochino ho visto meraviglie fatte dall’uomo e dalla natura
5.PROFUMO: Spezie piccanti
6.GUSTO: Orientale.
7.TATTO: Una cicatrice che sta nascendo.
8.VISTA: Il sorriso più bello della mia vita
9.UDITO: Un SI che vuol dire musica.
10.INCONTRO: Tante persone speciali che mi hanno mostrato l’umanità che pensavo perduta.
11.CAMBIAMENTO: Ora siamo in due sotto il tetto.
12.RAMMARICO: Che non ci potessero essere tutti nella foto ricordo.
13.DISPIACERE: Che due cari amici presenti nei momenti così così non ci fossero nel momento più bello.
14.LETTO: Notizie dal MONDO.
15.SPAVENTO: Scontro tra tori.
16.GIOIA: Svegliarsi con qualcuno accanto.
17.AUTOMOBILE: Sempre lei, ora la cugina ha preso casa affianco.
18.LAVORO: Lui c’è…. A mancare è chi dovrebbe guidare.
19.PENSIERO RICORRENTE: Cercare di essere focalizzati e più chiari.
20.EVENTO: 10 dicembre 2016 aggiornamento di STATO CIVILE.
21.CONTINUITÀ: Il parcheggio di San Leo.
22.SPACCATURA: Non sempre si può avere tutto.
23.VIAGGIO: Il viaggio in India
24.LIBRO: Quello comprato e non ancora letto, ahimè
25.FILM: The LOBSTER “Un giorno mentre giocava a golf pensò che è più difficile fingere di provare sentimenti che non si hanno che fingere di non provare sentimenti che invece si hanno"
27.SPORT:
28.RADIO: fedele compagna di viaggi casa lavoro e di racconti notturni.
29.MOTTO: Zitto e nuota.
30.PROPOSITO: Migliorare la comunicazione.


09 settembre 2016

Istanti

Scrivere, ecco cosa vorrei fare da tempo e che continuo a rimandare perchè la mia vita si è riempita di tante cose...
Ed ora, in un momento di pausa che mi vede comunque legato alla sedia, in attesa che la scatola che ho davanti estragga il suo vaticinio per la valutazione dell’ennesimo progetto da fare mi trovo a fantasticare guardando fuori dalla finestra uno degli ultimi soli estivi di quest’anno.
Ora dovrei trovare un argomento non troppo personale e banale su cui dire la mia facendo scorrere fiumi di parole come i Jalisse, ed invece vorrei rimanere qui e guardare le parole apparire su questo foglio come gli amici che vengono a trovarti dopo un periodo di assenza. Scambiare con loro quattro chiacchiere e chiedere loro: “come va?”
Fare qualche commento sui luoghi visti e sulle cose fatte in questo tempo che non ci si è frequentati, con quel po’ di dolce malinconia che si portano dietro i bei ricordi di cose che furono.
La scatola sta sputacchiando i suoi numeri e mi riporta nel tempo reale. Ora devo interpretare, come uno sciamano del nuovo millennio, questo fiume di cifre per capire da dove potrebbe arrivare il prossimo branco di bisonti.

Buona vita caro lettore... alle prossime parole in giro.

01 gennaio 2016

Questionario 2015

1.ANNO APPENA TRASCORSO: 2015.
2.BEL RICORDO: L’arrivo di una nuova nipotina.
3.BRUTTO RICORDO: Parole preventive dette per non prendersi troppe responsabilità.
4.POSTI VISTI: Molti, in un viaggio verso SUD pensato dopo un film e regalato da tante persone, alla ricerca di posti che c’erano, che ci sono e che forse non ci saranno più
5.PROFUMO: Di disinfettante.
6.GUSTO: Salumato.
7.TATTO: Carezzevole.
8.VISTA: Mare e Monti.
9.UDITO: Qualcuno che ti chiama e chiede di te.
10.INCONTRO: Incrociato di amici.
11.CAMBIAMENTO: Aver capito cosa significa che nulla è eterno.
12.RAMMARICO: Non aver fatto quella telefonata prima.
13.DISPIACERE: Essere lontano da chi mi è vicino.
14.LETTO: Poco e male.
15.SPAVENTO: Di perdere in un battibaleno una persona cara.
16.GIOIA: Dono di una videomaker in fasce.
17.AUTOMOBILE: Sempre lei, ma con una cugina viaggiatrice.
18.LAVORO: Lui c’è…. A mancare è chi dovrebbe essere di aiuto.
19.PENSIERO RICORRENTE: Cercare di star bene.
20.EVENTO: Annunci di arrivi e di partenze ed anche di qualche ritardo.
21.CONTINUITÀ: Amici vicini e lontani, presenti ed un po’ bigioni.
22.SPACCATURA: In attesa del vaticino dell’uomo del Tubo.
23.VIAGGIO: Un percorso che segue un film, per capire perché siamo il Bel Paese.
24.LIBRO: Quello che faticosamente mi accompagna da mesi e che cerco di convincermi a leggere.
25.FILM: Taxi Teheran. Film semplice che non ti aspetti.
26.CANZONE: Edoardo Bennato Io vorrei che per te
27.SPORT: Thai Chi Chuan
28.RADIO:Sempre con me.
29.MOTTO: Un passo dopo l’altro senza troppa paura.
30.PROPOSITO: Cercare di entrare in quel vestito.

01 gennaio 2015

Questionario 2014


Caro Lettore,
anche il 2014 è trascorso tra mezze stagioni che non esistono più e stagioni che non si sono proprio fatte vedere. I giorni sono passati e dove non è arrivato il sole a scaldare il cuore ci ha pensato una bella maestrina.

1.ANNO APPENA TRASCORSO: 2014.
2.BEL RICORDO: Una mostra fotografica che mi ha regalato un sogno.
3.BRUTTO RICORDO: Una notte di incubi e tormenti che mi ha portato lontano, troppo lontano lasciandomi un po' di paura.
4.POSTI VISTI: Molti, da Est a Ovest, da Sud a Nord, in un viaggio lungo tutta l'Italia.
5.PROFUMO: Di bucato tornando a casa.
6.GUSTO: Trinacriese.
7.TATTO: Morbido da scavare.
8.VISTA: Piena di cose nuove.
9.UDITO: Risate allegre e voci dialettali.
10.INCONTRO: Finalmente quello giusto.
11.CAMBIAMENTO: Uno epocale. Aggiornamento del mio stato sentimentale.
12.RAMMARICO: Aver lasciato qualcosa e forse anche qualcuno indietro.
13.DISPIACERE: Non essere stato in grado di realizzare quello che ora sembra un capriccio.
14.LETTO: Condiviso.
15.SPAVENTO: Di non arrivare in tempo all'aeroporto con l'auto ad uovo.
16.GIOIA: Avere qualcuno a cui augurare il buon giorno.
17.AUTOMOBILE: Sempre la stessa, fedele come un Carabiniere.
18.LAVORO: Pesante, molto pesante con un salto realizzato a metà per la poca rincorsa.
19.PENSIERO RICORRENTE: Quello di aggiungere un'altra lastra dorata sul percorso delle buone intenzioni.
20.EVENTO: Un incontro allargato ed una poesia che mi ha fatto sobbalzare il cuore.
21.CONTINUITÀ: Culinaria a scrocco.
22.SPACCATURA: Incredibile ma vero, la lavatrice funziona.
23.VIAGGIO: Un volo per conoscere meglio chi mi sta accanto.
24.LIBRO: A volteritornano di Niven John, la miglior definizione di Paradiso.
25.FILM: Un insolito naufrago nell'inquieto mare d'Oriente, perché alla fine non siamo così diversi.
26.CANZONE: Pierangelo Bertoli – La prima pioggia
27.SPORT: Divano ad ostacoli.
28.RADIO: Ovunque io vada compagna di viaggio.
29.MOTTO: Tornate sani, tornate amici, arrivate in cima (donato da SteAlto).
30.PROPOSITO: Quello di non farsi prendere troppo dalla malinconia.

10 agosto 2014

Magie


Di nuovo sulla banchina della metropolitana meneghina ad aspettare. Ecco un nuovo inizio uguale al precedente ma con un'altra sceneggiatura. Ora non era solo, ma in compagnia di colei che aveva occupato in un sol colpo gli aridi territori del suo cuore facendone spuntare fiori e colori. Ora sapeva dove andare e con chi e non si sentiva più solo o smarrito.
Nei minuti che il tabellone dava di attesa iniziarono a parlare di come mai si trovassero lì. L'accento della Principessa tradiva origini esotiche di terre vulcaniche. L'eroe cercava di non sembrare troppo curioso o impiccione, mentre si sorprendeva di come fosse facile parlare con lei. I minuti di attesa indicati dal tabellone intanto scendevano a blocchi di mezzi minuti mentre un paio di ondate di ansia colpivano le pareti del cuore del nostro eroe.
La banchina nel frattempo si riempiva in ogni ordine di posto e grado come in un immenso teatro dove il pubblico si recava ad ammirare il passaggio del treno, perché alla fin fine “il treno è sempre il treno” che sia ultraveloce o metropolitano.
Arrivò anche il loro. Si posizionarono in modo da far scendere prima le persone sulle carrozze, come ripeteva da anni il messaggio registrato, per poi poter salire più agevolmente. Con loro salirono un altro centinaio di persone che andarono a saturare ogni spazio libero. I due si ritrovarono così vicini, come si possono trovare due ballerini di tango. Iniziarono così una danza fatta di accelerazione e frenate, intanto che la città scorreva sopra le loro teste che si riempivano di parole.
Arrivarono alla loro fermata, perché per il nostro eroe ormai tutto era da pensare per due. La fermata era quella che gli ricordava gli anni un po' confusi della scuola media, dove le domande superavano di gran lunga le risposte che riusciva a darsi sulla sua vita e sul suo futuro.
Ma questa è una storia che tornerà buona più avanti nella storia ora all'eroe interessa solo prolungare il cammino con la sua dolce Principessa.
Le porte del vagone si aprirono mentre una voce dall'alto annunciava il nome della fermata e la direzione del treno. Scesero con qualche difficoltà facendo lo slalom tra i vari passeggeri che si frapponevano tra loro e l'uscita. Per un attimo il nostro eroe perse di vista la bella Principessa, e quell'attimo gli sembrò portar via una buon parte della sua vita che la fortuna gli rese subito quando vide la Principessa attenderlo poco più avanti.
Lui l'aveva attesa per un intera vita, la sua, ed ora era lei che lo aspettava. Il cuore iniziò a battergli un po' più forte. Lei vedendolo gli sorrise. Se il nostro eroe non si era sbagliato anche lei era sollevata di averlo ritrovato.
Si incamminarono così verso la prima scalata fatta da 34 scalini che li avrebbe portati al livello del mezzanino. Da li, superati i tornelli avrebbero seguito le indicazioni per l'uscita corretta.
Una volta arrivati fuori anche di quella rampa di scale lui si sorprese.
Si sorprendeva sempre quando usciva dalla metropolitana. Gli sembrava sempre una magia quella che lo portava da una parte all'altra della città. Prima era lì ed ora qui. Prima era in una zona ed ora era in un altra. Da quando aveva preso per la prima volta la metropolitana questa cosa lo aveva sempre stupito. Gli aveva sempre fatto pensare che quel luogo racchiudesse un po' di magia. Ed ora un po' di quella magia gli stava regalando l'incontro della sua vita.

12 luglio 2014

Linee colorate


Si trovò in piedi senza sapere come avesse fatto.
L'istinto di sopravvivenza lo spingeva avanti, tra la folla che intasava i corridoi del metrò a quell'ora. Persone di tutti i tipi, provenienza, colore, credo politico o religioso ed orientamenti sessuali si incrociavano in una certa armonia ed uguaglianza sogno realizzato ma effimero del 3° articolo della costituzione.
Lui però in quel momento non pensava affatto ai padri costituenti ma alla bella Principessa che l'aveva riportato a galla. Doveva raggiungerla e trovare un modo per... almeno per parlarle e sentire la sua voce. Il suo cervello stava elaborando milioni di possibilità alla ricerca di una scusa per attaccare bottone senza sembrare troppo imbranato o spaventarla.
Ecco nell'era della comunicazione la cosa più difficile sembrava parlare con un altro essere umano. Con transistor e microchip sembrava tutto più facile ma quando ci si doveva confrontare con un proprio simile le cose non sapeva perché si complicavano. Ma bando alla filosofia, pensò. Doveva trovare una soluzione e la doveva trovare subito.
Il grande sceneggiatore della sua vita allora decise di svegliarsi dal suo torpore e regalargli una scena magari banale ma molto reale. La principessa infatti si fermò davanti ai tabelloni che rappresentavano in maniera schematica le linee della metropolitana. Questi serpentoni colorati e maculati, in cui ogni puntino ha un suo nome. Arterie variopinte che si dipanavano all'interno del corpo della città incrociandosi in maniera studiata nel suo centro per poi diramarsi verso le sue estremità.
Lei cercava di tradurre quelli che per lei erano poco più di geroglifici, o almeno questo sembrava dal suo sguardo. Il nostro super eroe allora si bloccò a pochi passi valutando quale fosse la mossa migliore da mettere in campo in quell'infinita partita a scacchi che qualcuno chiama vita.
Lei estrasse nel frattempo una di quelle cartine pieghevoli che mostrano il profilo della città vista dall'alto dando sfogo alla toponomastica ed ai colori. Intanto si guardava in giro cercando di individuare la stella polare che le indicasse dove fosse il nord.
Lui allora ingoio tutte le sue paure e remore ed avvicinandosi le chiese semplicemente se poteva essere di aiuto.
Lo sceneggiatore pensò che neanche questa volta avrebbe vinto qualche premio internazionale per questa trovata ma a lui forse interessavano altri riconoscimenti e tornò a scrivere sul libro del fato.
Lei lo guardò prima un po' stupita, poi cercò di soppesarlo ed infine con uno sguardo che racchiudeva tutti i colori dell'arcobaleno e della gratitudine gli indicò un punto della cartina rivolgendogli quelle che sarebbero state le prime parole che lui incise nel suo cuore:” Grazie, dovrei andare in zona San Siro”. Assaporò il tono della sua voce che trasportava un che di allegro.
Conosceva bene la zona e come raggiungerla. Tutti gli anni da tesserato della squadra cittadina a qualcosa erano serviti oltre a fargli spargere alternativamente lacrime di gioia e di tristezza. Trovò anche il tempo per ringraziare lo scriba che era addetto alla storia della sua vita (lo sceneggiatore allora si concessa di gongolare per alcuni istanti).
Lui le mostrò le varie possibilità, aggiungendo anche qualche indicazione turistica ed il colpo che sperava decisivo: “ anch'io vado da quelle parte. Se vuoi possiamo fare un pezzo di strada insieme”.
Il pezzo che aveva in mente il nostro super eroe andava da lì fino alla fine del tempo, ma questo la principessa lo ignorava, forse.
Lei sorrise e pronunciando i ringraziamenti del caso feci sì con la testa.
Così si incamminarono verso la banchina da cui sarebbe partito il treno che li avrebbe condotti verso quello che lui sapeva essere il viaggio più importante della sua vita.

20 aprile 2014

Vuoto e Pieno



Era confuso, molto confuso.
Cosa stava succedendo?
Le gambe a malapena lo sorreggevano, ed a dire il vero neanche il resto del corpo era di grande aiuto, così si era ritrovato seduto su una di quelle gelide panchine del metro. Faceva fatica a respirare. Più cercava di inspirare e meno aria entrava nei suoi polmoni. Tutti i pensieri erano ovattati. Aveva la netta sensazione che il suo cervello stesse galleggiando in pessime acque e non si scorgeva nessuna nave all’orizzonte che potesse salvarlo.
Cercava di focalizzare le sue idee, ma non ne aveva. Le lenti di Archimede in questo caso non potevano far un gran che. Non si poteva concentrare il vuoto della sua mente, né dentro se stesso né al di fuori.
Si sarebbe detto in stato catatonico, con le poche funzioni vitali ancora attive ma non era così.
Una piccola parte del suo essere era cosciente del suo stato, solo che non riusciva a trovare la chiave di volta per uscirne. Il suo istinto di sopravvivenza era l’unica parte del suo essere che lo teneva ancora legato alla realtà. Al presente. All’adesso.
Cosa doveva fare? Neanche a questa domanda riusciva rispondere, anzi non riusciva neanche a porsela.
Un naufrago ad un passo dalla disperazione o forse dalla pazzia. Così si sentiva.
Intanto il mondo intorno a lui continuava a girare come se nulla fosse.
I treni passavano, le persone scendevano, altre salivano. I vari annunci si susseguivano, come il chiacchiericcio di fondo dei passeggeri di passaggio. Lui rimaneva intanto immobile, per non sprecare le poche energie che sentiva ancora scorrergli dentro, a scrutare i possibili segnali di una squadra di salvataggio.
Come capita in molti racconti di disastri, ecco che l’eroe si salva per una serie di coincidenze fortuite. In questo caso la coincidenza era stata l’incrocio di sguardi tra lui ed una favolosa principessa, titolo nobiliare assegnato direttamente dall’eroe quando aveva sentito il primo battito di ali di farfalla nel suo stomaco.
E dire che pensava di diventare vegetariano.
La principessa gli passò accanto e prosegui. 
Fu tutto velocissimo.
D'un tratto tutto il suo corpo ricominciò a funzionare. Tutto era tornato in ordine. 
Ma non come era prima.
Meglio.
Le gambe sembravano più reattiva. L’aria profumata. I pensieri si formulavano alla velocità della luce. Capiva tutto, anche quello che gli era rimasto oscuro per tanti anni.
Si sentiva più di un eroe.
Si sentiva un super eroe.