29 agosto 2010

Tra Alba e Tramonto – 23° puntata

Caro Lettore ben tornato, buona settimana, buona continuazione, buon viaggio, buone vacanze... va beh vedi tu cosa preferisci e cosa si adatta meglio alla tua situazione, per me questa passata e la futura sono ancora settimane lavorative.
Ora come ora non so dirti come sarà la prossima settimana, per questo dovrai aspettare il prossimo post delle avventure del CONSULENTE CON FASCINO E VALIGIA, ma ti posso sicuramente dire che la scorsa settimana è stata pesantissima. Mi sembrava di essere un Obelix, con il suo Menhir sulla schiena, ma senza essere finito da piccolo nella pozione magica.
Due volte sono stato cacciato dall'ufficio perchè dovevano chiudere, le altre due sere ho finito di lavorare in residence. Va detto che ho fatto tardi quasi sempre per colpe e mancanze altrui o perchè quando si lavora in team, e uno è nella m... si è tutti nella m... e quindi bisogna rimboccarsi le maniche e spalare, e come diceva Vince Lombardi:
Pochi sono gli uomini di squadra, perché solo pochi sono così grandi da pensare al bene comune prima che a se stessi.”
Io ho sempre amato gli sport di squadra, e anche quando corro, non corro da solo ma corro con il gruppo di amici che è così matto da alzarsi tutte le domeniche mattine, sole, pioggia, caldo e freddo che ci sia. Forse questo è anche il mio limite. Non sono un individualista... forse è il caso che l'ora d'introspezione la lasci nell'ambito privato.
Dopo tante parole belle ma con poco racconto di vita eccoti, caro lettore, alcuni aneddoti dei sette giorni passati.
Lunedì, mentre tornavamo da pranzo, con il collega che si lamentava del rientro in ufficio, del lavoro, del fatto che abbia dovuto aspettare dieci minuti prima di mangiare e via dicendo sentiamo il fischio di pneumatici che si grattugiano sull'asfalta a pochi metri da noi. Mi volto e vedo un SUV che facendo fumare un po' le ruote sterza nella nostra direzione per evitare non so cosa. Per un attimo, solo un attimo, mi sono visto falciato via, con la mia storia raccontata sul Gazzettino Albese.
Appena tutte le cellule del mio corpo ricominciano a muoversi vedo che la macchina si è fermata almeno a 3 metri da noi, e da dietro spunta un ragazzino con il caschetto e la sua bici che rassicura tutti che non si è fatto male. Tiro un sospiro di sollievo.
Martedì lo ricordo per l'ennesima serata passata a fare un lavoro che non mi porta nessun valore aggiunto. Il che aumenta il mio malumore di fondo. Ovviamente questo lavoro lo fai fuori orario lavorativo perchè tanto voi ad agosto lavorate, ed ad agosto non c'è mai tanto lavoro da fare... ma va a raccogliere le pigne con la testa, che almeno si capisce perchè sei cosi idiota.
Mercoledì lavoro lavoro, mentre la collega fa la stessa cosa ad Istanbul. Alla fine facciamo la riunione di allineamento tra le 23:00 e le 24:40. Ovvio che entrambi sino a quell'ora abbiamo lavorato o meglio spalato.
Giovedì per riuscire ad arrivare in ufficio ho bisogno di un aiuto medico.
A sorpresa vedo arrivare il responsabile delle comunicazioni con il personaggio di cui ho parlato nella scorsa puntata. C'è da sollecitarlo per la conclusione del lavoro. Io non ho intenzione di telefonargli perchè già immagino che farà una scenata, ma lo sprovveduto responsabile, fiducioso della sua caricare organizza comunque una call conference al volo. Scopro così, io e tutti i colleghi che assistono alla telefonata in viva voce, che l'omino è proprio uno scontroso. Dopo dieci secondi è lì che grida e dice una montagna di cavolate sul fatto che noi lo si attacchi con i toni e le parole e tutto quello che abbiamo detto è stato: “il lavoro non è stato consegnato nei giorni pattuiti e che ci sono troppi re work.” Osa dire che non gli abbiamo fornito abbastanza casi di test. Io gli faccio notare che per ogni sviluppo ha avuto almeno 3 casi di test ed in alcuni casi anche una decina. Allora sposta il tiro con “Non è nostra politica rispondere alle telefonate” , “non scriviamo mail di presa incarico del lavoro se no passeremo tutto il tempo a scrivere mail”. Io guardo il responsabile e mi trattengo dal ridere e dal gridare al telefono all'omino che è proprio un idiota.
Il responsabile passa dieci minuti a cercare di calmare l'omino, che si deve essere accorto di aver sbrodolato.
Finiamo la call conference con un nulla di fatto, o almeno è quello che penso. Dopo dieci minuti l'omino telefona per chiedermi di testare il lavoro che avevano fatto. No comment.
Questo è solo l'inizio. A pranzo solite lamentele del collega che ama solo i self service e la loro efficienza. La sera, solo dopo che l'utente ha finito il suo lavoro, inizio il caricamento dei dati in produzione dei dati e mi scontro con diverse realtà:
  1. non si trova chi sappia caricare il file che ho preparato in produzione. Le due persone che hanno fatto sino ad ora questa attività sono via. Per fortuna arriva il gran capo che carica i dati.
  2. Nel cercare chi fosse in grado di caricare i dati mi sono dimenticato di togliere un controllo e tutti i dati vanno in errore.
  3. Scoperto l'errore, per non bloccare l'attività chiedo di caricare anche il secondo file. Anche questo mi aspetto che vada in errore. Tanto poi con la procedura di rielaborazione carico tutto.
  4. Il secondo file viene caricato, va in errore, ma gli errori non sono quelli che mi aspetto. Non hanno fatto l'aggiornamento di lingua di comunicazione. Per fortuna che avevo dimenticato il controllo attivo.
  5. Il gran capo aggiorna il sistema e ricarica il secondo file.
  6. Ora tolgo il controllo e devo rielaborare i dati. Non so come fare la rielaborazione massiva. Per fortuna che trovo un collega ancora in ufficio, a Bologna, che mi da una mano.
  7. Carico i dati. Tutto perfetto.
  8. Faccio l'analisi preventiva per il terzo file e mi scontro con il fatto che manca un'intera parte di sviluppo che era in carico ad un altro gruppo.
  9. Scrivo mail di attività conclusa e segnalo la mancanza dello sviluppo.
Esco dall'ufficio con alle spalle la persona addetta a chiudere gli uffici.
Venerdì un elemento del gruppo che doveva fare gli sviluppi scrive lamentandosi del fatto che abbiamo fatto la segnalazione. No comment.
Io sono tenuto sotto controllo per le attività che faccio perchè devo consuntivare ore in più sul progetto Turchia, e la responsabile ci tiene che io riporti tutto.
A pranzo cambiamo locale, ed il servizio è talmente rapido che il collega non può lamentarsi ma scopre che così ha un sacco di tempo e nulla da dire.
Ed ecco che finisce anche questa giornata e si torna a casa.



… all'inseguimento del sole ...

21 agosto 2010

Tra Alba e Tramonto – 22° puntata

Arrivo ad Alba domenica sera, cercando di scansare un temporale estivo, che comunque bagna la macchina e spegne i progetti di un Ferragosto salterino.
Lunedì è pesante, come tutti i lunedì, con la ciliegina di dover fare un lavoro per il mio ex capo. Un incubo che mi perseguita.
Martedì è una giornata strana. Innanzitutto perchè, mentre vado in ufficio a piede come capita sempre quando sono da solo in trasferta, penso che sia Mercoledì e che all'ora di pranzo avrò raggiunto la metà delle ore di lavoro di questa settimana. Poi, mentre attraverso la strada vedo il cartello luminoso sopra il negozio del ferramenta. Temperatura, ora (che è sbagliata), la data....
AIUTO!!! oggi è solo Martedì!!!
la dura verità è una dura tranvata. Non sono neanche vicino alla metà di questa settimana. E la giornata non è neppure iniziata.
TRISTEZZA.
Se è vero che ai matti si diceva che gli mancasse un Venerdì, a me che manca un Martedì, anzi ne ho uno di troppo, che dire?
Durante la giornata ricevo anche un invito per una serata mondana, ma ho la spada di Damocle del per l'orco. Meglio toglierselo dai piedi il prima possibile. Rinuncio, dando la mia disponibilità per il giorno successivo.
Lavorare dopo cena, con i piatti da lavare e Morfeo che bussa alle pareti del cervello, non è facile, ma la voglia di finire è troppa.
Mercoledì sono un po' abbacchiato, ma l'idea di uscire e vedere posti nuovi mi sostiene. Arriva così il momento dell'evento mondano. Mi ritrovo davanti all'ufficio con altri consulenti che lavorano nello stesso stabile per andare ad una delle tante feste che di parse che riempiono l'estate italica. Una delle ragazze ci pacca all'ultimo momento, ma mi dicono che è una sua abitudine. Questo sarà anche uno dei vari argomenti di chiacchiere durante la serata, passata in un piccolo borgo, non più di quattro case ed una chiesa, in cima ad una collina che spunta tra le vigne di Barolo. Il paesaggio merita già la serata, se ci aggiungi anche il buon cibo e la compagnia che risulta molto allegra. Ecco servita una bella serata.
Giovedì, rinfrancato dalla serata precedente, parto pieno di entusiasmo verso il mio luogo di detenzione retribuita. Il morale mi aiuterà ad affrontare un'altra giornata al limite dell'allucinante. In un attimo le cose da fare si accumulano. Tutti vogliono qualcosa e che questa cosa sia fatto prima di subito. Alcune richieste sfiorano la richiesta di guerra.

“Così non va bene, deve essere fatto così.”
“Fatto”
“Così non va bene, deve essere fatto così”.
“Ma come, avevi detto che...”
“Non è vero”
“OK”

oppure, sono io a chiedere un lavoro.

“ Scusa, sono presenti ancora gli stessi errori di prima “
“Impossibile, abbiamo fatto tutto ”
“ Ti dico che ci sono gli stessi errori di prima. Ma l'avete letta l'analisi che vi ho inviato” (che mi è costata una notte di lavoro)
“ che tono è questo!!! ”
Tre respiri ZEN e contare sino a dieci o questo lo mando a raccogliere noccioline con le orecchie.
“ Scusami, ma se provi a leggere il punto 3 dell'analisi, e lanci il programma vedrai che è presente ancora lo stesso errore. E voi avete scritto che era stato RISOLTO (ho come un dèjà vu)”
“ Aspetta...(lancia il programma e si rende conto, o almeno è quello che penso io... ora si rende conto...) Sono cose che possono accadere”
Tre respiri ZEN e contare sino a dieci o questo lo mando a raccogliere le banane con quello che chiamano fortuna.
“Va bene, l'importante è che si riesca a sistemare”.
“Siamo qui per questo”
….. CENSURA …
Ovvio mi ritrovo a fare anche il lavoro di altri gruppi, perchè chi dovrebbe fare l'attività è in FERIE.
Se non avevo una grande opinione del capo progetto precedente, più che altro perchè mi aveva tagliato fuori dal progetto, ora ho elementi più oggettivi per dire che ha bucato!!!
L'ora di fine della mia giornata è dettata dal fatto che sono l'ultimo nella palazzina e la sicurezza, dopo una certa ora, quella in cui la maggior parte dei bambini sta dormendo da un po', mi caccia.
Venerdì sono ancora invischiato nel marasma del giorno prima. A pranzo vengo addirittura precettato con tutti i colleghi per un problema di sistema. Viene creata una task force in pochissimo tempo, con tutti i più alti capi presenti in ufficio. Va da se che il problema è di sistema per cui noi possiamo fare ben poco, tranne tranquillizzare gli utenti che chiamano da tutto il mondo.
Mi gioco così la pausa pranzo cercando di calmare un utente che chiama dal Sud Africa.
LA giornata sembra non aver fine. Ad ogni minuto che passa scopro un attività che è stata lasciata indietro, non fatta o fatta male.
Questa volta non mi fregano. Alle18:00 inizio le attività di spegnimento del pc. Il lavoro può attendere si no a lunedì.
Saluto Alba che contraccambia con uno scroscio di pioggia e me ne torno a casa.



… all'inseguimento del sole …

14 agosto 2010

Tra Alba e Tramonto – 21° puntata

Ciao caro lettore, anche oggi che il ferragosto è dietro l'angolo sono davanti al pc a pigiare i tasti per mettere in parola gli eventi della settimana appena trascorsa.
Eh sì il ferragosto si avvicina e con lui tutte le aspettative ad esso legate, ma il tempo sembra se ne sia dimenticato. Anzi direi che lavora proprio contro elargendo un clima più autunnale che estivo.
Per tutti quelli, che come me, credevano che lavorare ad Agosto, ed in particolare nel periodo vicino alla sua metà, giorno consacrato alla Madonna ma anche al rito delle ferie e delle vacanze, fosse augurabile perchè non c'è quasi nulla da fare e tutto è più calmo e rilassato.
Sono solo cavolateeeeeee. Non è così o almeno non lo è stato per me.
Le ore passate in ufficio a mettere insieme il puzzle delle variegate richieste e dei paduli che non mancano mai, soprattutto se sei l'ultimo arrivato. A proposito di paduli, qualcuno sa quando riapre la stagione della caccia che qui sembrano abbondare e volare tutti alla stessa altezza..
Così che le ore passate alla scrivania diventano di più di quelle che il sole trascorre in cielo nel suo eterno girovagare.
Sono talmente stanco la sera che non ho neanche la forza e la voglia di alzare la testa a guardare le stelle dei desideri, che nei giorni passati dovevano essere numerose o così racconta la leggenda. E dire che non avevo tanti desideri per questa settimana, solo tornare a casa venerdì ad un orario decente ed andare a fare una corsettina, tutte cose che non si sono realizzate.
Ci sono state anche cose positive.
L'evento mondano è stata una cena di gruppo a Torino per salutare un vecchio membro del team in cui lavoro ora e che adesso si occupa di altro.
Ho viaggiato beato tra le donne, o almeno questo era il mio pensiero, visto che in auto ero l'unico rappresentante maschio del fascino latino... eh che rappresentante.
Ma i discorsi all'andata sono stati tutti legati a bambini, gravidanze, arredamenti e annessi e connessi. Questo perchè in auto c'erano una mamma, una futura mamma, ed una probabile mamma, forse.
Ed io lì ad ascoltare.
Il ritorno alla vecchia capitale italica è diverso dai precedenti. Non ci sono facce conosciute, strade già percorse, luoghi che ho già vissuto. Sono nella parte di Torino che non ho avuto l'occasione di visitare. Così scopro nuovi angoli della città dove questa lunga storia ha avuto inizio.
La serata è stata allegra e divertente e siamo anche riusciti a non parlare sempre di lavoro. C'è stato anche l'annuncio del futuro matrimonio di uno dei ragazzi del gruppo. Dopo mesi è la prima volta che ci troviamo tutti, o quasi, riuniti fuori dall'ufficio per un normale momento di vita.
Il ritorno è stato accompagnato da meno chiacchiere e più sbadigli.
Lo devo confessare. Questa settimana c'è stato anche il momento osè.
Ho avuto l'occasione di assistere al concorso maglietta macchiata.
A pranzo, in compagnia delle stesse persone con cui ho viaggiato il giorno prima, mi ritrovo seduto al desco di un locale albese per pranzo. Ognuno ha ordinato il suo piatto. Tutto procede normalmente, quando la concorrente con la camicia bianca si schizza la maglietta con il condimento dell'insalata.
Le macchie si sono equamente sparse nella fascia visiva di uno degli elementi che più attirano lo sguardo di noi maschietti.
Tragedia, grida la sfortunata.
Interviene in suo soccorso la cameriera, che estrae una penna magica e comincia a passarla sulle macchie, prima senza malizia e poi vista la posizione di queste malandrine... momento di bavetta... censura...
insomma una di quelle immagini che ricordano i film scollaciati che hanno riempito le fantasie di molti dei ragazzi della mia generazione e non solo.
Ahimè caro lettore, ho assistito anche ad una scena di frizioni tra gruppi, o meglio tra cape, che si litigavano le mie ore di lavoro. Una delle cape è rientrata prima dalla sua trasferta per venirmi a parlare. E dire che era lei che mi aveva lasciato, ma che ora sente la mia mancanza. Mentre l'altra è ben felice di avermi nel suo gruppo o almeno lo spero, visto che mi rifila tutti i paduli che le capitano in giro.Ed io vittima e spettatore.
Ecco il consulente con il FASCINO ha fatto di nuovo colpo.



...all'inseguimento del sole...

07 agosto 2010

Tra Alba e Tramonto – 20° puntata

Caro lettore, scrivo questo post con un po' di torcicollo, con gli occhi ancora pieni di sonno e la testa che è qui mentre la materia grigia probabilmente è in viaggio per altri lidi.
Vista la situazione provo a mettere giù gli eventi un po' come se fosse la lista della spesa, magari ne viene fuori qualcosa anche di buono.
Iniziamo col dire che la settimana non è stata delle più facili e leggere. Questa è la prima settimana in cui faccio parte del gruppo di “Manutenzione”, quindi appena entra la responsabile mi presento nuovamente. Lei mi chiede come va, se ho arretrati di lavoro su altro progetto e via dicendo.
Io le dico che devo finire l'aggiornamento dei dati e che mi ci vorrà l'intera giornata.
Ci aggiorniamo così al giorno successivo.
Io vado avanti come al solito ma mi sento un po' un pesce fuor d'acqua. Lì solo ad arrangiarmi.
Lo spirito poi è di quelli bassi. Motivi i più diversi. Dal lavoro alla vita in genere. Ho la sensazione di remare contro tutto il mondo, ed anche una piccola delusione si trasforma in una tragedia.
Mi sforzo di pensare positivo, ma caro lettore ammetto che non è proprio facile quando il lunedì mattina ti svegli e la trasmissione radio che ti faceva compagnia è andata in ferie ed al suo posto c'è la tristezza, così che ti trovi a fare zapping tra le varie frequenze per scoprire che in agosto il piattume è davvero generalizzato.
Arrivi in ufficio ed un amico ti manda un link ad un forum dal titolo: “QUELLI CHE SCELGONO LA VITA AL SUCCESSO!”.
Poi ti chiama la collega ed anche lei è in crisi, e poi un'altra e tu ti chiedi perchè tutto questo capita a me mentre guardi il collega che riesce anche a schiacciare un pisolino mentre la vicina di scrivania urla al telefono al compagno per non so quale problema con la banca.
Ed io lì a controllare dati. Arrivo a sera che ho il fascino basso tanto che devo chiedere “l'aiuto da casa”.
Ringrazio, a tale proposito, tutte le persone che hanno risposto ed hanno contribuito a risollevare un po' le sorti di questo consulente con la valigia e con il FASCINO altalenante. Grazie.
Devo dire che più passo il tempo lontano e più riscopro il valore dell'amicizia.
Martedì lo passo a leggere varia documentazione per il nuovo compito assegnatomi. Nel pomeriggio mi anticipano anche che probabilmente sarò assegnato al progetto LUSSEMBURGO, per cui ci sarà una riunione giovedì.
Mi trovo così in piena confusione, da una parte studio un argomento che non centra nulla con la mia futura occupazione, e di cui so davvero poco, mentre dall'altra mi viene assegnato un progetto, anche se piccolo da parte del cliente, cosa che per la mia azienda non sarei in grado di fare.
Mal di testa.
Mercoledì chino sui libri a studiare. Devo anche spostare una riunione della collega che si trova da Istanbul. Intanto da Milano arrivano le mail riguardanti la nuova sede.
Mi costringo ad uscire presto per andare a fare un po' di spesa. Va da se che il presto sarebbe considerato moto tardi da persone con un lavoro ed una vita più normale.
Giovedì le cose piano piano si mettono in fila, in qualche modo. Dalla video conference scopro che non ci saranno trasferte in Lussemburgo e che l'attività è molto meno gravosa del previsto. Praticamente nulla rispetto a quanto fatto per la Turchia.
Arrivo così a venerdì un po' più rinfrancato. Ed anche il tempo, che è stato per tutta la settimana assai variabile, si sveglia di buon'umore.
Il programma che ho messo in piedi sembra funzionare. È vero ho perso una mezza giornata dietro ad un errore banale di computazione, ma erano anni che non programmavo più.
Va da se che presentato il risultato del lavoro subito mi viene chiesto un aggiornamento, che all'inizio sembra una banalità e che invece si rileva più complicata del previsto. Intanto il nuovo amministratore delegato ne approfitta per recuperare il pippozzo che non ha fatto alla cena aziendale, con una serie di mail moralizzatrice che a me fan più girare le balle che altro.
Nel fra tempo continuo a sbattere la testa alla ricerca della soluzione per il piccolo aggiornamento richiesto. Mi stacco dal pc solo per lasciarlo ad un collega che deve fare un lavoro per cui ha bisogno di un accesso fuori rete aziendale.
Riappropriatomi del pc arrivano i famosi aggiornamenti richiesti due settimane fa. Gli do un occhiata. Tragedia. Se avessi presentato io un lavoro così avrei rischiato almeno tre giorni di ramanzina e una serie di note negative da poter farci un'opera in quattro atti.
Sono indeciso se iniziare ora a mandare l'analisi con l'elenco degli errori che sarebbe lungo quanto l'inferno di Dante, ma meno poetico o partire e tornare a casa.
Secondo te, caro lettore, cosa ho fatto?



...all'inseguimento del sole...

01 agosto 2010

Tra Alba e Tramonto – 19° puntata

Caro lettore lunedì sono tornato dove tutto ebbe inizio, nella città Sabauda. Mi sono dovuto recare in una delle antiche capitali d’Italia per incontrare, nella loro sede, alcuni sviluppatori per il progetto a cui sto lavorando.
Approfitto di alcune conoscenze, importanti, per evitare la tiritera dei controlli al mio pc e poter iniziare subito a lavorare. Lo so caro lettore, non è molto carino e giusto, ma avevo davvero poco tempo e dovevo fare di tutto per farlo fruttare.
Mentre io faccio la mia scenetta tutto il gruppo è all’aeroporto per partire per Istanbul. Sono sincero questa cosa un po’ mi pesa. Mi sento come chi si è fatto un mazzo per tutto il torneo ed al momento della finale viene lasciato a casa.
Comunque mi metto sotto a lavorare. Alle 18:00 il programmatore va via ed il responsabile mi invita ad andarmene. Resto un po’ stupefatto. Solitamente nelle società di consulenza è difficile sentirsi dire a quell’ora di andare via. Dopo il terzo richiamo perché non avevo finito di scrivere le mail decido di spegnere il computer ed uscire. Approfitto di questa trasferta nella trasferta per incontrare un’amica conosciuta all’inizio di questa lunga avventura.
Il ritorno ad Alba è caratterizzato dal primo viaggio guidato dal navigatore. In realtà dopo cento metri già inizio a litigare con la guida elettronica per la strada da prendere e per il fatto che non si vuole proprio attaccare al parabrezza. Però devo ammettere che questo scout moderno un paio di dritte me le ha date, tra le altre cose verso la fine del viaggio ho trovato anche qualcun altro che fa la mia stessa strada e lo seguo sino al parcheggio del residence.
Martedì la sensazione di non essere stato invitato al gran ballo si fa ancora più grande. A Milano intanto si organizza la gran festa dell’estate compresa di foto di gruppo e lancio di gadget.
Anche ad Istanbul organizzano festeggiamenti con foto, per un lavoro che ho fatto io, ma di cui non godrò i meriti anche se la maggior parte del lavoro l’ho fatto io.
Qualche problemino poi mi fa riapprezzare il fatto che i buoni amici, quando ne hai bisogno, si fan sempre in quattro. GRAZIE STE ALTO. Per fortuna che in serata tutto si sistema.
Mercoledì ci tiriamo un po’ di sfiga addosso da soli, ma per fortuna che sistemiamo tutto entro sera, anche se un po’ in apnea. Come piccoli Bulldozer schiacciamo tutte le asperità.
Giovedì è la fotocopia del giorno precedente.
Ogni buon proposito di uscire prima, in questi giorni, si scontra con le esigenze lavorative e con gli strali del tempo.
La sera, per fortuna, riesco a sentire gli amici sparsi per l’Italia che mi fa sembrare un po’ meno vuote le serate passate nel mio appartamento di consulente, con fascino e valigia, in questa piccola cittadina della provincia piemontese.
Venerdì il mio unico pensiero è tornare a casa. Le ore passano e l’incubo che qualche problema possa nascere proprio poco prima di partire un po’ mi preoccupa, ma ho capito che a pensare positivo ci si guadagna sempre.
Per fortuna la bomba delle 17:55 può essere disinnescata lunedì, quando sarò ufficialmente fuori dal progetto Turchia per entrare in un altro gruppo, ma questo, caro lettore, te lo racconterò nelle prossime puntate.



… all’inseguimento del sole …

24 luglio 2010

Tra Alba e Tramonto – 18° puntata


Caro Lettore, mai come questa volta queste pagine hanno uno scopo curativo e lenitivo.
No, no, non ti preoccupare nessun problema fisico o cosa, solo che questa è stata la settimana delle consegna delle pagelle e mi hanno bocciato.
Sì, mi hanno bocciato. Mi hanno detto che non ho raggiunto gli obbiettivi per il ruolo che ho, o dovrei avere in azienda. Questa loro dichiarazione è arrivata durante il consueto annual, fatto telefonicamente (per fortuna).
Ad essere sincero il voto me lo meritavo, non ero d'accordo sulle motivazioni e su alcune responsabilità, ma ho imparato che a lavare il maiale si perde solo tempo e sapone, quindi ho cercato di far buon viso a cattivo gioco. L'unica cosa buona di questa call conference, come dicono gli anglofoni, è stata la cena a base di pasta e melanzane in compagnia della collega. Una cena in compagnia, che in questa trasferta è un evento abbastanza raro. E poi fare quattro chiacchiere con lei mi hanno un po' rinfrancato.
Durante la settimana cerco di non fissarmi sulla pagella e manco uno scalino, così scopro che oltre ad Achille anch'io ho il tallone fragile. Mi dedico al lavoro per distrarmi, ed anche lì siamo messi abbastanza male. Ritardi, scarico di colpe, futuro incerto e cose del genere.
Comunque con calma e pazienza, cerco di far quadrare tutto.
Durante la giornata un amico mi chiede come va, ed io gli rispondo che sono a PIGRECO.
Lui ribatte dicendo che è meglio che trovarsi a PI/2, ed io :” Se fossi a PI/2 mi dovrei preoccupare di chi ho dietro, ma sono a PIGRECO e mi preoccupo per chi ho sopra! “.
E con una boutade mi rincuoro un pochino.
La sera il piede mi fa male e faccio ricorso ad un rimedio della nonna. Acqua calda e sale grosso, solo che non ho una bacinella... il bidet!!
Ed ecco che passo un'allegra serata tenendo un piede a mollo nel bidet. E dire che qualche hanno fa sarebbe stato più probabile passarla abbracciata ad un altro pezzo di ceramica del bagno... ma sono tempi passati. I lettori che avranno pensato, anche solo per un attimo, che sono uscito con personaggi molto peggio del cesso... siete solo invidiosi del FASCINO.
Con la tristezza che circondava il mio castello di carte assieme ad ottomani scalzi, coccodrilla rosa e le immancabili capre svizzere cerco alleati. Fortunatamente trovo il Pescatore con la coppia di Cinciallegre che vengono in mio soccorso. Il primo mi dice che l'orco è un bugiardo e che lui ha dato riscontri positivi sul mio operato, e di stare calmo e fregarmene. Le Cinciallegre mi aiutano in modo diverso, chiedendomi aiuto. Ed il poter essere a loro utile non so, mi migliora lo spirito.
La mia collega intanto continua con la mai presentazione a tutti i componenti del team in cui andrò a lavorare. Ovviamente sono tutte persone che lavorano nello stesso ufficio in cui lavoro anch'io e come scritto già in queste pagine a casa di una di loro sono andato anche a pranzo.
Caro lettore, come saprai, o imparerai con l'esperienza i casini da sistemare urgentemente arrivano sempre cinque minuti prima di uscire, e questa settimana non è da meno.
Quindi tra lavoro e scazzi arriviamo a venerdì, giorno dei giorni. La collega è a Milano per una riunione, e come da abitudine non risponde al telefono, peccato che la cerchino in mille. Io arrivato in ufficio presto con la speranza di uscire ad un orario decente, devo aspettare una cavolo di mail per poter proseguire l'attività. Peccato che la mail arrivi solo nel tardo pomeriggio, così un saluto a tornare a casa presto.
Il lato positivo è che tornando a casa non trovo i temporali che hanno reso difficoltosa la circolazione, l'aria è più fresca e sa di pulito, e poi vedo un campo di arcobaleni.
Ad un certo punto penso anche di fermarmi e godermi questo spettacolo. Ed anche tutti questi arcobaleni, con le nuvole che si allontanano aiutano il mio umore. Ed alla fine ecco Milano, con la sua barriera e la tangenziale. Decido di passare a trovare degli amici prima di tornare a casa. Ed ecco che una visita quasi a sorpresa si trasforma in un happening a base di lardo e patatine, innaffiate da un po' di birra.
Caro lettore così finisce questa settimana, con nuvole e pioggia e poi con prati di arcobaleni.



… all'inseguimento del sole ...

18 luglio 2010

Tra Alba e Tramonto – 17° puntata


Caro lettore, scrivo queste righe dal mio appartamento a forma di fetta di formaggio.
Come è mia abitudine sono partito domenica nel tardo pomeriggio, per poter cominciare la prossima settimana senza il trauma della sveglia all’alba, del traffico, degli imprevisti e le probabilità, e del vai in prigione senza passare dal via…
Lungo la strada ho cercato di ripensare alla settimana appena trascorsa, con le sue riunioni, le mille parole, i saluti per chi partiva per le ferie o per chi era appena tornato. Delle mail arrivate, del lavoro che doveva essere finito a metà maggio e che invece è ancora in formato provvisorio, dell’essersi offerto volontario solo perché tutti gli altri si sono tirati indietro e tu sei rimasto da solo su quella maledetta riga.
Di quanto ti sarebbe piaciuto poter fare quelle domande a chi dovrebbe darti le risposte, ma sai che se solo provassi a farle ti taciterebbero di essere il solito rompi pur di non darti una risposta. Del piacere effimero che proveresti a sorprenderli prendendoli a testate. Della ricerca di un mantra che ti rilassi e non ti faccia licenziare per giusta causa, e magari ti eviti anche una gastrite. Di come è bello i paesaggio al tramonto, dove pensi che se avessi un po’ di tempo ti piacerebbe visitare i dintorni.
Di cosa c’è da fare lunedì, delle persone da vedere, delle mail da mandare, della ricerca di un posto dove pranzare, visto che le serrande iniziano a scendere, della piccola spesa da fare, della proposta di iscrivere questo blog ad un aggregatore per aumentarne la visibilità e via dicendo…
Scusa lettore, mi stavo dimenticando di raccontarti di ciò che è stato e non solo immaginato nella mia mente.
Lunedì giornata di riunione per vedere un po’ a che punto siamo e per sottolineare che il sottoscritto tra due settimane sarà fuori dal progetto. Dei ritardi di certi lavori. Delle lamentele di chi doveva fare quel lavoro scaricando le responsabilità sui key user. Dell’ennesima video conference da organizzare, in cui io non sono stato invitato, e dove metà delle domande mi vengono girate perché i partecipanti non ne sanno nulla. La mia collega inizia ad informare tutti che io da agosto cambierò attività progettuale e cerca di capire cosa potrei finire a fare.
martedì mi viene in mente solo lavoro ed il primo contatto con un altro gruppo, che prima della fine della settimana mi chiederà di porre in essere l’attività per cui io aspetto risposta di metà maggio. Martedì è anche il giorno in cui riusciamo a far lavare la macchina aziendale, chiedendo gentilmente alle persone che se ne occupano se facevamo ancora in tempo visto l’approssimarsi dell’orario di chiusura.
Mercoledì la mia testa è sempre più orientata alla consegna delle pagelle ed alla valutazione dei miei colleghi. Per poter pensare ad altro convinco la collega a non fare sera di nuovo in ufficio, così da poter correre un po’. Il caldo si sente ma anche il profumo degli alberi e dei prati. Del grano e del fieno, insomma della natura e non dello smog. La corsa ha fatto bene anche alle mie sinapsi che un po’ si sono sbloccate, anche se sono ancora un po’ incrostate.
Giovedì cerco di lavorare, ma ottengo davvero poco. Mi concentro su cose semplici ed automatiche, così da poter pensare ad altro.
Giovedì sera è anche il momento dell’evento mondano. Si va fuori a bere una birra con una paio di colleghe. Lettore non fare pensieri maliziosi, una è accompagnata e con prole e l’altra è fidanzata, quindi la serata è dedicata a Bacco a quattro chiacchiere e basta.
Andiamo in un locale in un paesino vicino ad Alba, visto che la capitale delle langhe non ha grandi offerte per nottambuli. Pensate che in uno dei giornalini che si trovano nei bar, dove ci sono le indicazioni di locali e ristoranti, nella sezione vita notturna ci sono solo due locali ed uno chiude alle 19:30. La serata inizia in ritardo, il locale è semideserto ma molto caratteristico, la birra è buona e non si mangia male, la musica è bella ed il servizio è gentile.
Venerdì la testa sembra essersi ossigenata bene e produco più di quanto avessi pensato. Tanto che riesco ad uscire ad u orario legale per tornare a casa. Va da se che se hai solo i coperchi, poi qualcuno un paio di pentole te le piazza. Sulla strada del ritorno trovo un incidente che crea un paio di chilometri di coda alla partenza, i soliti lavori in corso, e poi la tangenziale di Milano è bloccata come se fossero le 18 e non le 20 passate.
Stanco arrivo a casa e della prossima settimana cerco di dimenticarmene.
… all’inseguimento del sole …

09 luglio 2010

Tra Alba e Tramonto – 16° puntata

Caro lettore, un po' sudato mi ritrovo nuovamente seduto nella mia postazione cybernautica a cercare di fermare con le parole questa settimana sghemba. Sghemba perchè è iniziata domenica sera con il viaggio verso la piccola città piemontese che da mesi mi ospita, sghemba perchè ho lavorato lì solo 2 giorni e poi 2 giorni di ferie per sistemare la burocrazia arretrata ed un giorno in sede per un corso di aggiornamento.
Di lunedì posso dire di essermi accorto di essere salito sulle montagne russe sbagliate, ma anche che il venditore di dolciumi ha cercato di rifilarmi, o meglio di rifilare alla mia azienda, al posto del motterello solo il bastoncino, facendoci davvero la figura da cioccolataio.
Io incasso il colpo ed anche qualche complimento che fa bene all'animo. La mia collega mi dici di non preoccuparmi, sul contratto le date sono diverse da quello che ci vogliono far credere.
Martedì vien fuori che il cioccolataio a firmato senza leggere bene e si ritrova ora l'intera enciclopedia sull'allevamento delle “capre svizzere” (scusa caro lettore ma questa figura retorica sarà pienamente comprensibile solo ai pochi che hanno avuto il piacere di sentire almeno una volta l'ODE AL BESTIARIO UMANO SECONDO ME).
Questa precarietà, in cui la mia presenza deve essere imposta per contratto non è che mi piaccia molto, ma almeno questa volta non sono l'unico che dovrà far buon viso a cattivo gioco.
Per fortuna che a cena ho un po' delle patate cotte sotto il carbone, ricordo della grigliata di domenica, e di pomodori dell'orto, che sembra poco ma per il morale è più di quanto possa sembrare. Mi godo anche un bel film che però mi mette in una strana posizione (e chi pensa male fa peccato) tanto che poi ho tutta la schiena a pezzi e dormo male.
Martedì scorre all'inseguimento dell'ora di tornare a casa. Le notizie che arrivano dalla mia sede sono tra le più sconfortanti. Per fortuna che vengo preparato al prossimo incontro con quelli che dovrebbero essere i rappresentanti più alti della mia società per la mia area. La cosa più strana è che anche la mia collega è stranita, addirittura più di me.
Faccio come al solito tardi, ma ormai è una malsana abitudine. Mi sfiora anche l'idea di dormire ad Alba e partire l'indomani, ma vedo il mio letto, la mia casa, i famigliari e tutto il resto come un eldorado da raggiungere al più presto e quindi con la partita di sottofondo faccio rotta verso casa.
La stanchezza si fa sentire, soprattutto quando all'ingresso della tangenziale di Milano mi ritrovo troppo vicino ad un bisonte della strada e cerco di farmi piccolo piccolo prima che lui mi faccia stritolato stritolato.
Arrivato a casa mi sembra di aver viaggiato per giorni.
Vi evito la descrizione del mondo della burocrazia lasciandoti il piacere di scoprirlo di persona caro lettore.
Venerdì corso aziendale, che è la cosa migliore che mi è capitata per quanto riguarda il lavoro da tempo. Il corso permette di fare anche divagazioni su diversi argomenti, permettendo una crescita non solo tecnico teorica, ma anche umana.
E poi l sciopero dei mezzi mi strappa da quest'isola che non c'è e mi catapulta in un mezzo pubblico affollato, dove la gente cerca un posto a sedere come se fosse il Graal.
Ed ora vorrei fare un saluto ad una collega che fuggita dall'orco si è rifugiata in un altro regno. Probabilmente non leggerà mai queste parole, ma chi sa, forse con i suoi poteri di “Strega”, magari...
Partita come collega arrivata alla fine del sentiero come amica.
Che la vita sia con te giusta e generosa e ricorda che il mondo non sarà mai così grande, ed il CAPO sarà sempre il CAPO.
Ciao



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05 luglio 2010

Tra Alba e Tramonto – 15° puntata

Caro lettore, innanzitutto mi scuso per il ritardo nella pubblicazione del post relativo alla settimana trascorsa, ma un po’ di dedizione alla vita reale e qualche problema tecnico, come la scadenza della password per l’accesso ad internet in residence hanno reso molto più complicata la pubblicazione di questo post.
Finito con la spiegazione, che mi sembrava dovuta posso concentrarmi nel tessere una nuova storia.
Questa settimana appena finita ha avuto una gestione alquanto dinamica, ed ora vado a spiegare:
sono partito lunedì dalla mia città natale in compagnia della mia collega. Quattro chiacchiere per sapere com’era andata la settimana trascorsa da lei ad Istanbul e dal sottoscritto ad Alba. Vediamo di fare anche un po’ il punto delle varie situazioni aperte.
Lunedì alla fine ricorda molto uno dei primi lunedì di questa trasferta, se non fosse per qualche piccolo particolare. La mia collega martedì riparte per Istanbul insieme ad una delle persone del cliente per sistemare la mamma di tutti i problemi, cose che ci trasciniamo da maggio, e che potevano, secondo me, essere risolte mesi fa con il semplice anticipo di questo viaggio. Comunque lunedì sera nessuno dei due a voglia di cucinare o cosa, motivo per cui ci rechiamo prima a cercare un ristorante cinese, che per mia fortuna e chiuso, e poi andiamo in una dei posti che segnalai in uno dei primi post di questa avventura. Mangiato bene e bevuto meglio, e forse è vero che in vino veritas, visto lo scambio di battute fatte. Il proprietario poi ci deve aver preso in simpatia, tanto che ci fa lo sconto dopo che ha compilato la ricevuta ed abbiamo pagato, o meglio ho pagato visto il mio debito.
Come anticipato Martedì la collega parte all’alba con il personaggio del cliente ed io resto solo ad Alba, come se fosse una strofa di una canzone di Vasco tagliata in post produzione. Lavoro come al solito, seguendo la scaletta che mi sono preparato. Ovviamente, come è ormai abitudine vado un po’ lungo, ma ormai sembra la regola. Mercoledì vive sulla stessa falsa riga, con la differenza che scappo prima del solito per poter fare almeno un po’ di spesa. Le giornate scorrono senza nulla di particolare, se non fosse che l’aria di recessione è arrivata anche in quest’isola felice e si sente parlare di riduzione di budget, taglio di risorse, giornate uomo cancellate e cose del genere, tanto che anche il sottoscritto è a forte rischio. La cosa l’avevo già odorata e la situazione di incertezza si fa ogni giorno più assurda. Su cosa capiterà del consulente con FASCINO e valigia non è dato sapere, almeno per ora. Nella valigia ormai il posto della precarietà è sempre un pelino più grande.
Giovedì la mia collega mi chiama per annunciarmi che ci sono possibilità che la trasferta venga prolungata sino a sabato mattina e quindi il rientro con il volo serale salti. Questo significa che sono senza mezzo di locomozione per arrivare a casa Venerdì. Dopo i soliti 5 sec. di lieve disappunto mi metto alla ricerca di un piano B e tempo 5 min ne ho già tre diversi.
Nel pomeriggio salta di nuovo tutto e la collega mi annuncia il suo rientro con il volo della sera.
Io rientro in residence, ma tutti questi cambi di direzione mi hanno un po’ scosso e decido che è l’ora di cercare una gelateria in questa città. Sul giornale ho letto che c’è anche un concerto in una delle piazze della città.
Alle 21:30 circa, quando arrivo in questa piazza il concerto è già finito e restano solo le ragazzine ad urlare per avere un autografo, una foto, un contatto con i membri del gruppo. Io ripiego su una delle gelaterie del corso. Pieno per la prima volta di persone, tanto che mi sento un po’ a disagio con il mio look “ va beh forse è il caso di uscire un po’ “, disagio che passa abbastanza in fretta, sicuramente più velocemente che il disappunto sulla qualità del gelato comprato.
Decido di fare un giro per la città, e dopo aver fatto la prima vasca dello struscio decido che è il caso di andare in esplorazione di nuovi lidi. Gira qua e gira la vedo una parte nuove della città, che ahimè non ha nulla di caratteristico se non la stazione ed una “lucciola” bruttina. Un po’ deluso anche da questa gita faccio ritorno a casa.
Venerdì rientra la mia collega e mi racconta un po’ di cose, che però non fa alzare la nebbia sul mio futuro, ma almeno mi permette di gongolare un paio di minuti sui complimenti fattimi dal CFO e riportatimi dalla collega.
Venerdì scorre, tra caldo e lavoro. Prima di partire per il rientro, sia la collega che l’umile amanuense di questo post devono passare a ritirare le valigie in residence, cosa che ci permette di metterci in libertà e viaggiare un po’ più comodi.
In macchina si parla di lavoro e di esperienze fatte e come al solito la strada scorre più velocemente delle parole e il fine settimana arriva così un po’ a sorpresa.
… all’inseguimento del sole …

30 giugno 2010

Parole e caldo


L’ora è tarda ed io sono davanti al pc, perché la tv non trasmette nulla che mi interessi ed ho una voglia da giorni di scrivere.
Volevo scrivere un post sull’inasprimento delle pene, delle multe e su come queste cose servano a poco se non si lavora sulla “cultura”, se non si insegna a rispettare le regole giuste ed a protestare contro le ingiustizie con la forza delle idee e delle parole e non del braccio… insomma volevo scrivere un pezzo di fondo, ed invece questo pezzo non sta neanche a galla e quindi… vediamo se nella vena creativa scorre ancora un po’ di arte o il colesterolo lavorativo ha intasato tutto.
Neanche la musica mi è di aiuto. Non trovo l’ispirazione per mettere di seguito parole e punteggiatura ma solo sabbia spinta da un vento caldo ed afoso che soffoca tutto anche il pesciolino rosso che di solito si diverte a nuotare nella mia scatola cranica.
La canicola di questi giorni, appena alleviata dal solito temporale estivo, non è di aiuto e questo pezzo si trascina sempre più come un ubriaco dopo una sagra di paese e quindi è meglio terminarlo qui, come i lavori della Salerno Reggio Calabria.

26 giugno 2010

Tra Alba e Tramonto – 14° puntata

Caro Lettore,
sono qui a cercare di mettere insieme le parole per descrivere gli eventi di questa settimana. A dire il vero avevo già in mente un canovaccio di cose da raccontare e su cui fare anche qualche battuta, ma poi venerdì sera è arrivata una mail da parte di un amico.
Ed ecco che tutti i pensieri hanno preso un'altra direzione. Le cose non sembrano più così importanti. La settimana è trascorsa, ed allora? La mia testa si è concentrata sulla frase: “non è + tra noi”.
Si parla di un compagno di università con cui avevo preparato un esame e che per un breve periodo ha fatto parte della cerchia di persone che frequentavo in università. Dire amico forse è troppo, ma non so. I ricordi si sovrappongono, quelli nitidi e quelli sbiaditi. Il caldo di un estate di anni fa, il gruppo di studio più variegato che si possa pensare, discussioni varie su metodi di studi e tipologie di professori. Pasta fatta in casa e progetti di vacanze post studio. Gelato e sigarette fatte a mano.
Ed ecco un salto al giorno della laurea e poi un altro in una carrozza della metropolitana. Quattro chiacchiere su cosa hai fatto dopo l'università, come ti trovi a lavorare lì, viaggi, non sei stato bene, mi raccomando non perdiamoci di nuovo di vista, a proposito sai che fine ha fatto... e la metro che riparte. Saluti veloci e promesse da marinai di risentirsi.
La vita riprende a scorrere. In un cassettino c'è l'immagine di quell'ultimo saluto, un po' sfocata.

Ed ecco caro Lettore perchè no ho voglia di parlare di giornate interminabili in ufficio, di lavori costati ore di riposo buttati via così, delle partite della nazionale, di compleanni festeggiati, di un gommone che ha creato 3 km di coda sul viaggio del ritorno, della puffo-mobile, delle comunicazioni a distanza con i turchi, delle solite cose del lavoro, del paesaggio che andando piano ha un altro profumo, dello sbagliare strade, di perdersi per trovarsi più convinti, dell'annuncio di nuovi arrivi, di come qualcuno vede l'evento solo come un problema perchè ci sarà una risorsa in meno, delle telefonate origliate, delle risposte che tardano ad arrivare, del cd turco che ho comprato... non so. Mi sembrano cose piccole a confronto.
Quindi caro Lettore, per questa volta la chiudo qui, dedicando a chi non c'è più questa canzone, il cui testo non capisco ma le cui sensazioni assomigliano a quelle che provo ora



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19 giugno 2010

Tra Alba e Tramonto – 13° puntata - Istanbul


Caro lettore eccomi tornato a scrivere su questo diario di avventure. La scorsa settimana lavorativa si può dire essersi conclusa ieri sera, forse.
Il periodo è molto complicato, e se ci si aggiunge che il sottoscritto ci ha messo del suo per aumentare l'entropia del caos, tanto che lavori di pochi minuti mi hanno portato via ore, lavori che credevo ben fatti si sono rilevati tutt'altro, tanto che è dovuta intervenire la mia capo-collega a sistemarle.
Per rendere tutto più facile, orari di lavoro che credevo di poter dimenticare, un incontro con il mio ex-capo che ha solo aggiunto peso al mio malumore, e come carico la notizia che un'altra collega che ha avuto a che fare con lui ha dato le dimissioni.

Ammetto di essere stato vicino a rinunciare, ad abbandonare la nave, di partire per un altro viaggio, di arrendermi. Ho sentito andare in fumo tutto quello che avevo fatto sino ad ora. Sacrifici, ore di studi, rinunce e via dicendo. E poi mi sono detto che non era così che si fa. I miei hanno fatto molti più sacrifici di quelli che sto facendo io, e si saranno anche lamentati tra loro, ma poi si sono rimboccati le maniche e sono andati avanti, e così hanno fatto molti dei miei amici, e quindi... e poi ho ancora troppi sogni da realizzare e molte cose da fare che non ho proprio il tempo per farmi prendere dallo sconforto. Ho guardato il fumo salire in cielo e guardato i resti dell'incendio ed ho pensato che se l'ARABA FENICE rinasce più forte dalle sue ceneri perchè non provarlo a fare anch'io.
Sabato mi sono alzato prima dell'alba, con solo un paio di ore di sonno per cercare di recuperare un po' di lavoro. Ho fatto una full immersion paragonabile solo al periodo pre laurea. Lavoro lavoro lavoro. A sera la collega mi avverte che è riuscita a sistemare i miei casini, il che mi ha rincuorato.
Domenica ancora un po' di lavoro da incastrare tra la solita corsettina e gli impegni con la famiglia. Quando ho incontrato il mio socio di corsa gli ho detto che credevo di non riuscire a fare molto. Lui mi ha detto di non preoccuparmi avremmo fatto quello che saremmo riusciti a fare, ma ormai mi conosce e sa che avevo bisogno di abbassare il livello di stress, così che abbiamo fatto più del solito, ed alla fine mi sentivo davvero meglio.
Lunedì si parte per la città delle città. ISTANBUL. Io e la collega ci siamo dati appuntamento per andare all' aereoporto insieme ed ovviamente ci siamo presentati entrambi in anticipo.
Scopro che a Malpensa, per i viaggi No Schengen non esiste la Lounge room e quindi la mia tessera da Frequenty Flyer la posso usare solo come... scegli tu lettore un immagine all'uopo, a me vengono in mente solo utilizzi illegali.
Vengo anche cacciato dai tavolini del bar, perchè per far prima ho ordinato al banco e mi sono portato da solo l'ordinazione al tavolo. Quando ho detto che avrei ordinato altro mi hanno detto che ormai..
In aereo ho avuto il piacere di mangiare il KEBAB a 4000 piedi s.l.m. Ho anche cercato di guardare uno dei film proposti. THE BLIND SIDE, solo che siamo atterrati prima che finisse, quindi se ci fosse qualcuno che potesse raccontarmi la conclusione. Io sono arrivato al momento in cui Big Mike chiama la “mamma” e si ritrovano davanti alla lavanderia dopo che lui ha scoperto che hanno offerto dei soldi per spingerlo a scegliere un certo college.
Atterrati veniamo accolti dal caloroso abbraccio della città. Cioè dai suoi 30 e passa gradi. Il primo contatto poi e con i vari tassisti e con il caotico via vai delle persone.
Prendiamo il taxi e dopo una scenetta impossibile da vedere in Itaia, l'autista che chiede il nr di telefono dell'ufficio dove dobbiamo andare per farsi dare le indicazioni stradale, cosa che farà anche durante il tragitto. Prendiamo l'autostrada per fare prima e scopriamo che ci deve essere un esodo estivo. Io mi disidrato sempre più e non ho la forza di preoccuparmi del modo “sportivo” che ha di guidare l'autista. Abuso della corsia di emergenza, repentini cambi di corsia, uscita in contro mano con inversione a U sulla rampa di uscita dell'autostrada. Lungo la strada avremo visto almeno 30 tamponamenti, una quindicina di mezzi in avaria, persone che attraversavano a piedi le varie corsie o che vendevano acqua e gadget. Ho visto anche una famiglia al completo fare un pic nic su un piccolo prato sul bordo della strada.
La città è davvero immensa. Ci viviono 14.000.000 di abitanti, più di tutti gli abitanti della Grecia.
Arriviamo in ufficio, che si trova in uno dei tanti grattacieli che si alternano con case più basse, e dopo i saluti di rito iniziamo a lavorare. I ritmi sono i soliti. Tanto cha rriviamo in albergo che è quasi martedì, ovviamente prima abbiamo avuto il piacere di provare la guida di un altro tassista, con uno stile di guida più da fuggiasco. Ceniamo dopo la mezzanotte, cosa impossibile nei paesi che mi hanno ospitato in altre avventure, ma qui a quell'ora c'è ancora un sacco di gente in giro e noi siamo vicini ad una delle strade più famose e lunghe per lo “struscio”. Tra le altre cose riesco a malapena a vedere il finale della partita della nazionale ai Mondiali.
La mattina colazione e via. Una sana giornata di lavoro. Primo incontro con gli utenti finali, che parlano solo turco. Riusciamo ad uscirne indenni. Ovviamente finito il training si continua a lavorare per recuperare, preparare, verificare e via così. Mercoledì si vive sugli stessi ritmi, con l'aggiunta della frenesia per l'arrivo dell'italiano dichiarante più ricco per un giro degli uffici.
Giovedì siamo quindi rilegati in un piccolo ufficio, con gli utenti, mentre nella sala accanto c'è il grande incontro ed in ufficio sono tutti in tiro, tanto che all'arrivo del gran capo si sono disposti come in parata.
Durante il corso, mentre spiego all'utente non solo come fare le cose nel nuovo sistema, ma anche cosa è quello che sta facendo, perchè per lui non è chiaro, inizia a piovere in ufficio.
Scopriamo che al piano di sopra stanno facendo le prove antincendio ed hanno usato un po' troppa acqua. Questo non ci ferma. Andiamo avanti per la nostra strada. Ed ecco che salta la linea internet. Ma ormai il mood è a palla e non ci ferma più nessuno.
Alla riunione con il gran capo hanno partecipato anche alcuni amici della mia collega e con loro decidiamo di andare a cena, non prima di aver finito un po' di cose, quindi usciamo un po' prima, cioè solo 4 ore dopo l'orario di chiusura. Andiamo a mangiare in un ristorante che si trova all'ultimo piano di un vecchio palazzo. La vista è molto migliore del cibo ma l'atmosfera è piacevole e gli amici della collega sono davvero affabili. Quindi ne viene fuori una bella serata.
Venerdì. Mezza giornata di lavoro perchè io torno a casa mentre la collega rimane per la seconda settimana di training per cui la mia presenza non è richiesta da parte dal capo progetto che deve tagliare i costi.
Io cerco di chiudere gli ultimi punti aperti e poi via.
Prendo un taxi al volo, come si vede nei film. L'autista parla solo turco ma si fa capire, tanto che intavoliamo anche qualche scambio di battute. Facciamo la strada del mare così ho l'occasione di vedere ancora un po' di questa immensa città. Per fortuna il traffico non è tanto. Arrivo in aeroporto e faccio almeno quattro code, primo controllo dei bagagli per entrare dove fanno i check in, poi check in dove stanno girando un documentario, controllo dei documenti in cui ho dovuto usare il fascino perchè non trovavo il fogliettino con il timbro d'ingresso, coda per entrare nella zona antistante il gate. Ho pensato di non farcela perchè tutte queste code erano ovviamente distribuite per tuta la lunghezza della struttura ma non in modo sequenziale, così che avrò fatto almeno un paio di chilometri. Salito finalmente sul vettore, assisto alla lite tra il mio vicino ed un altro passeggero per l'uso della cappelliera, poi una lunga coda di preti. Roba da Final Destination.
Quando in volo poi l'hostess ha cercato un medico ho iniziato davvero a preoccuparmi. Uno dei colletti “bianchi” della chiesa è svenuto. Per fortuna nulla di grave ha detto il dottore, che comunque lo ha assistito per tutto il viaggio.
Atterriamo in perfetto orario e poi via a casa e penso che Istanbul merita proprio di essere visitata.



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13 giugno 2010

Tra Alba e Tramonto – 12° puntata

Caro lettore,
a causa di problemi tecnici la puntata di questa settimana non andrà in onda.

Questa sarà recuperata al più presto.

Buona settimana

Sempre tuo

Consulente con fascino e valigia

06 giugno 2010

Tra Alba e Tramonto – 11° puntata


Caro lettore, eccomi di nuovo qui a cercare di mettere sotto forma di parole questi giorni trascorsi la dove ero abituato vedere il Sole tramontare.
Parto nel pomeriggio della giornata dedicata alla nostra Repubblica, con o senza banane, e con una domanda per la testa. Una di quelle domande che mi sarò sentito fare mille volte durante la mia ricerca di lavoro: “COME SI VEDE TRA 5 ANNI?”. Mentre penso ad una possibile risposta, scopro che c’è un accordo tra una coppia di automobilisti da stereotipo:
il primo, anziano con cappello sulla cappelliera e moglie a lato, che guida una macchina troppo potente per i riflessi che ha;
il secondo un giovane rampante che guida l’auto di papà ad una velocità non proprio legale.
I due decidono di ridurre le distanze tra generazioni, non facendo caso che io mi trovo in mezzo, come il prosciutto nei toast alla francese. La cosa divertente è che loro attentano prima alla mia vita fisica e poi mi ricoprono di improperi.
Mi ci vogliono almeno venti chilometri per riprendere contatto con la vita terrena e smettere di ringraziare i miei santi ovunque essi siano.
Mi rimetto a pensare alla domanda su citata, ma ogni volta rivedo l’effetto pane e frittata appena evitato e quindi decido di rimandare la riflessione astrofilosofica a tempi migliori.
La puffo machine mi porta con calma a destinazione. Mi da anche il tempo di scaricare le valigie, o meglio un sacchetto, e scappare via di corsa al cinema. Vado a vedere il film di Sabina Guzzanti nel piccolo cinema parrocchiale che ha già avuto il piacere di essere citato tra questi post.
Non commento il film per non togliervi il piacere di farvi un opinione vostra.
Giovedì inizia con una marea di mail da leggere, di casini fatti da altri da sistemare, da piccole cose che si sistemano ed altre che vanno a ciccia. Il mio piano di lavoro si reca a meretrici cinque minuti dopo averlo scritto, così che riesco a fare le attività programmate, e non tutte, solo quando tutti se ne sono andati, con l'ultimo degli stacanovisti che mi chiede se ho le chiavi dell'ufficio.
Caro lettore non pensare che sia tutto qui. Arriva anche la mail che preannuncia la prossima partenza per la Città delle Città. L'informazione è criptata come nei film di spionaggio di Ridolini:

Per favore prenota l'albergo da lunedì a venerdì per le seguenti persone: Nome 1; Nome 2; io; Nome 3. Grazie.

Ecco come scopro che partirò. Da qui si innesca tutto il solito circo di trovare anche i voli, che coincidano negli orari e via di seguito e passare tutte queste informazioni a chi deve prenotare, e fidatevi non sempre la cosa è semplice come sembra.
Esco che anche l'ora della cena è trascorsa. La temperatura ora è piacevole e torno in residence con calma ed inizio a scrivere queste righe.
Venerdì mattina e butto i panni sporchi nella mia valigia super de luxe che farebbe invidia a un senza tetto, forse.
La puffo machine mi accompagna nel breve tratto dal residence all'ufficio. Parcheggio e penso che forse dovrei mettergli un po' di crema solare.
In ufficio vengo proiettato subito sulle attività da fare, il gruppo in Turchia arriva con mille richieste, e non tutte a me direttamente riconducibili. Io mi sento sempre più come Don Abbondio, ma a differenza sua io non mi faccio spaventare dai vasi di ferro e vado avanti. Cerco di sistemare un po' tutto. Ecco che mi becco le lamentele di un collega su come sta procedendo l'attività, ed io a spiegargli che sono bloccato in attesa di un autorizzazione che non vuol arrivare, perchè nessuno si prende la responsabilità,
Ed io a tranquillizzarlo. E poi a fare telefonate qua e la per sistemare almeno il minimo indispensabile, così scopro che non sono stato messo a conoscenza di alcune decisioni che riguardano anche il mio lavoro. Io intasco ed indosso il mio miglior viso, visto che il gioco non è proprio buono. Le ore passano e vedo che on sono l'unico messo male. Qualche tecnico deve aver combinato un casino ad orologeria che scoppia appena passate le 18:00. I colleghi iniziano a lamentarsi sempre più ad alta voce. Io che non volevo essere il primo ad andar via sono costretto a rimanere ancora un po'. Alla fine i due più alti in grado rimangono a sistemare ed io scappo che manca poco alle 19:00.
uscendo scambio due chiacchiere con la ragazza all'ingresso sul caldo afoso. Mi chiedo se ho l'aria condizionata in auto... le rispondo come nel più classico modo dei tempi che furono: ma quale aria condizionata, finestrino giù, braccio fuori, radio a palla e testa ciondolante a ritmo di musica, e così è.
Dovrei far incidere sul cruscotto della puffo machine la scritta CHI VA PIANO VA SANE E VA LONTANO, ma sarà forse in un'altra storia.



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29 maggio 2010

Tra Alba e Tramonto – 10° puntata

Caro lettore chiedo venia. Mi dispiace ma non ho proprio voglia di raccontarti la settimana trascorsa, anche perchè quello che ci sarebbe da dire sarebbe prettamente lavorativo, e non proprio edificante.
Quindi la settimana appena trascorsa andrà con il suo peso ad aggiungersi alle fondamenta di questa esperienza, con la speranza che gli insegnamenti ricevuti siano innanzitutto da me compresi e poi messi a frutto per avere un ricco raccolto.
Non ti preoccupare lettore,qualcosa da raccontare di più edificante ce l'ho. L'EVENTO MONDANO. Questa settimana c'è stato il MATRIMONIO di F&C.
Partiamo dall'organizzazione, non del matrimonio, ma degli invitati, roba da sceneggiatura di Staino e se non ci credi leggi lo stralcio di questa mail:

domani ci troviamo a casa di S. 9.45
io ho l'auto, troviamo qualcuno che la guidi al ritorno perchè in
ogni caso NON sarò in condizioni di guidare ;-)

quindi io A&A e D, andiamo assieme

parto da casa mia alle 9.15 e passo da D,
poi torno a prendere A&A che saranno in ritardo.

A&A abitano a due passi da CZ che ha inviato la mail.
Io la sera prima del rendez-vous scopro di non avere più un auto, quindi mendico ai famigliari il prestito dell'auto dei puffi (vedi colore blu puffo).
All'appuntamento i puntuali sono solo S&S, ma era immaginabile ed il sottoscritto che per sicurezza è partito con largo anticipo perchè non si sa mai.
Alla spicciolata arriva il trio P&L&d con la macchina del babbo di P. Il piccolo d ci allieta con le sue risate e la sua aria spensierata alla scoperta del mondo, mentre noi si chiacchiera in attesa dei perenni ritardatari, tutti e quattro messi in una macchina sola.
Comunque arrivano con un ritardo ragionevole, e dopo l'ampia sfilata di moda simil sicula, fatta di gessati e coppole, eccoci partire per questo piccolo paesino della bassa, luogo del grande giorno.
Già alla partenza i primi intoppi. Le velocità dei mezzi sono molto differenti e ci si da appuntamento all'uscita dell'autostrada, dove noi, cioè io ed S&S arriviamo con 5 minuti di vantaggio sugli inseguitori. Appena si riforma il gruppo eccoci partire per statali e stradine tra le risaie dove sarebbe difficile il passaggio di un auto e di una rana. Arrivati ad un passaggio a livello ecco che pensiamo tutti a Frittole ed a “millequattro quasi mille e cinque”. Per fortuna che lo scout elettronico ci guida per questi sentieri e ci porta sino a destinazione.
La cittadina vede nella stessa piazza il comune e la chiesa, proprio com'era il paese raccontato da Guareschi nel suo Don Camillo, anche se di dimensioni più piccole.
Ed ecco che spuntano da ogni angolo persone con l'abito della festa e facce note. Iniziano i racconti di avventure passate che a volte sfiorano la leggenda (vedi “ COME CAMBIAI IL MIO NOME IN SALVATORE").
Lo sposo è in leggero ritardo, mentre la sposa risulta essere in largo ritardo tanto che si inizia a mormorare, ma lo sposo è sicuro e quindi anche noi. Nel mentre una coppia di improbabili giornalisti mette in piede una serie di interviste e riprese.
Il sindaco con il messo comunale iniziano a spazientirsi quando la sposa spunta nel suo abito giallo primavera ed insieme a lei il fotografo che dirige le danze. Voi qui loro il padre della sposa là, la madre dello sposo invece di là. In tanto è arrivata l'ora della pappa e molti dei bambini invitati anticipano il lauto e con l'aiuto delle mamme mettono in piedi un piccolo refettorio per piccini.
La cerimonia è molto essenziale e non c'è neanche il tempo di una foto di gruppo che ci spostiamo al ristorante che dista qualche centinaio di metri dal comune. Il posto è molto bello e si mangia davvero bene. Il giardino arriva in soccorso degli invitati, che tra una portata e l'altra hanno il tempo di prendere aria e fare un po' di spazio per il piatto successivo.
Tra i vari momenti ricorderò sempre la gentilezza fatta al sottoscritto dagli sposi che hanno scelto una torta senza cioccolato memori della mia allergia. Per tutti gli altri ci sono le mille foto fatte con le macchine fotografiche lasciate incustodite dagli amici. A quella di CZ ho fatto fuori le pile in meno di un ora, mentre P si troverà almeno un centinaio di foto non fatte né da lui né da L o dal piccolo d. M non mi ha fatto neanche avvicinare alla sua macchina fotografica, sempre ben custodita nella borsetta.
Come tutte le volte che ci si diverte il tempo ha galoppato e così ci siam trovati al momento dei saluti. Ancora un po' di confusione a causa della macchina di P che non parte e della solita discussione di quale sia il modo migliore per ovviare a ciò. Cinque uomini ed un problema meccanico ed ecco che nasce un dibattito, a cui a sorpresa partecipa anche un indigeno che passava di lì o meglio, che lì ci abita. Riusciamo a far partire l'auto evitando di ricorrere alla forza bruta. Sai che spettacolo: quattro uomini con l'abito della festa che spingono una vecchia auto, dopo aver partecipato in maniera più che attiva ad un pranzo di nozze.
Ricomponiamo i vari equipaggi e facciamo ritorno a casa.
In autostrada la colonna di auto si disgrega a causa di velocità e diverse destinazioni, ma io cerco di conservare il ricordo della giornata. Ed anche se fisicamente sono provato mentalmente la stanchezza ha un buon sapore, uno di quelli che spero di non dimenticare mai.
Arrivati da S&S li saluto e faccio rotta verso casa ed in tangenziale incrocio P&L&d che però non mi riconoscono e probabilmente ancora adesso si staranno chiedendo chi è quel pazzo che sbraccia da quell'auto color puffo.
Ed ecco una piccola dedica per F&C



…all'inseguimento del sole...

22 maggio 2010

Tra Alba e Tramonto – 9° puntata

Caro lettore altri sette giorni, più o meno, sono passati. Sette giorni fatti di ore e minuti, fatti di un sacco di parole e di qualche risata, di una corsettina e di cibo in scatola, di grigliata e pasticcini e di pranzi saltati, di aspettative e di rabbia, di sorprese e di tristi conferme. Una settimana come tutte le altre o forse diversa da tutto ciò che è stato e che sarà.
Come la maggior parte delle settimane anche questa inizia di lunedì. La collega mi aspetta come al solito alla fermata della metropolitana. Il pensare che staremo in Piemonte solo quattro giorni, mi aiuta. Non so come ne perchè ma la settimana mi pesa in preventivo, prima ancora di iniziare. Per fortuna che un triplo compleanno porta un po' di allegria, e di pizzette innaffiate da aranciata e tè.
Con questo lauto spizzicare decidiamo di saltare il pasto, per mantenere la linea e lavorare.
Preso dalla folla, dei festeggiamenti, dai diciotto sistemi aperti tutti con lo stesso front end, la pressione dell'ennesima riunione e via dicendo commetto il mio primo errore, ma lo scoprirò solo l'indomani, io ed altri cento, per lo meno. Comunque non anticipiamo i passaggi.
Prima c'è stata la consegna degli obbiettivi per questo progetto, e se pensate che è iniziato già da due mesi, va beh lasciamo stare. Comunque si parla di cosa l'azienda si aspetta da me, cosa si aspetta il team leader ed il progetto e cosa mi aspetto io da tutti loro.
Si fa come al solito tardi, ed inizia l'epopea del cibo in scatola.
Martedì scoppia il caso del mio errore. Ovvio che questo viene sbandierato ai quattro venti da un gruppo di burocrati repressi che si sono sentiti scavalcati dalla mia azione. Seguono almeno venti mail di responsabili e cose. Io mi prendo la sciacquata di capo e cerco di farmi piccolo, anche se ho una gran voglia di rigare la macchina a certi personaggi. Vedo di concentrarmi sul lavoro da fare, sull'analisi e sul resto. La team leader ripropone il suo refrain di voler uscire presto, ed infatti usciamo così tardi che la convinco ad andare fuori a cena. In pizzeria abbiamo anche la fortuna di trovare un cameriere che ci intrattiene con i suoi discorsi ed i racconti della sua vita, interrompendo a caso le chiacchiere che io e la collega cerchiamo di intavolare.
La pizza non è male mentre a guardare il caffè macchiato ha davvero un brutto aspetto, ma non sono amante di certe droghe, quindi mi tange poco.
Mercoledì ed io risento ancora del giro di mail che riguardano il mio errore. Per questo vengo anche preso in giro dai colleghi che cercano di tirarmi un po' su di morale.
Sento la voglia di scaricare un po' di stress correndo e riesco a convincere la collega ad uscire un po' prima, il che significa dieci minuti prima dell'ora del tg serale. Una telefonata di un amico mi fa fare tardi, e sono quasi tentato di non uscire più, ma non posso. Sento proprio il bisogno di uscire a respirare un po' d'aria. Esco e decido di non allontanarmi troppo, visto l'ora tarda. Vedo che oltre a me c'è qualche altro ritardatario della corsettina, che come me a deciso di fare un paio di giri del parchetto vicino alla piscina. Faccio i miei giri e poi torno un po' più rasserenato in residence, doccia e cena con un po' di tv, che vedo ma non guardo. I piatti se non si laveranno da soli nella notte dovrò rimproverarli e fare a loro una bella lavata di capo.
Giovedì. Nero. Vorrei proprio rimanere in residence. Non andare a lavorare e non fare nulla. Ma per fortuna che questo pensiero com'è venuto così va via e mi rimetto in pista. Lavo i piatti, rassetto un po' la camera, preparo la valigia e via. Tanto questa sera si torna a casa.
Sul lavoro la concentrazione è poca, e per evitare danni, mi metto a studiare flussi e procedure. Confesso alla collega il mio stato e lei mi assegna un compitino che in realtà avevo già iniziato a fare, e che a dire il vero mi fa passare il pomeriggio, ed anche un pezzettino di serata, visto che come al solito siamo gli ultimi ad uscire dall'ufficio.
Il viaggio di ritorno è fatto di guida a warp 2 con vari improperi a tutti i mal capitati che incrociavano, a torto o a ragione, la nostra traiettoria. Arrivo salvo e non so quanto sano a casa. È giovedì ma respiro già aria di fine settimana. Peccato che domani si debba andare in ufficio.
Venerdì è il grande giorno. Arrivo in ufficio, che è stranamente affollato, tanto che ricomincia la caccia alla sedia. Io vengo ospitato dal mio primo gruppo di lavoro. Tra chiacchiere e pause caffè arriva l'ora di andare dal dentista. Al ritorno si ricomincia tutto da capo, con mail assurde, richieste nebulose e cose di questo tipo. Scopro poco prima dell'inizio della riunione che ci ha portato ad essere a Milano, che del mio pre lavorato la collega non ha tenuto nulla, quindi le sere passate a lavorarci sono state forse buttate. La riunione a dire il vero risulta essere una delle meno noiose degli ultimi quattro anni, cioè da quando sono in questa azienda. Ci sono anche notizie di chi viene (una collega è in dolce attesa) e di chi va (una collega passa alla concorrenza). Ovviamente si sfora come al solito con gli orari. La sera poi l'evento mondano è la cena offerta a chi è sopravvissuto ed ha ancora la forza di restare con gli altri. Le chiacchiere, aiutate dal vino, si fanno sempre più leggere e la serata risulta anche essere piacevole. E poi viene il momento dei saluti e del ritorno, stanco, a casa.



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15 maggio 2010

Tra Alba e Tramonto – 8° puntata


Buon giorno caro lettore vorrei iniziare con il dire che queste righe, oggi mi sembrano un po' più pesanti del solito.
Ieri è stata una giornata da stazione dei treni. Gente che viene e gente che va ed io su una giostra a vedere questo via vai di persone. Facciamo così, caro Lettore, oggi mi concedo di non seguire nessun filo logico, ma metterò tutto lì, come sul bancone del supermercato, poi decidi tu cosa prendere e cosa lasciare, tanto alla casse non c'è nessuno.
Come ti scrivevo ieri è stata una giornata un po' così. Innanzitutto ero a Milano e non in trasferta e la mia città mi ha accolto con un temporale di quelli estivi, con i suoi fulmini e tuoni ed una spolverata di grandine. Quel temporale che m'inseguiva giovedì sera mentre facevo ritorno alla città meneghina per gentile concessione della macchina che ha deciso di fare la brava e di partire. Già “ha deciso di partire”. Nel viaggio di andata, fatto di domenica pomeriggio, a causa delle pochissime ore di sonno e della ricca libagione, mi fermo all'autogrill per bere un po' di acqua e decidere se è il caso di fare una pennichella prima di ripartire. Il parcheggio è pieno di tifosi dell'Inter e di alpini che tornano a casa. Troppo rumore e via vai per dormire. Anche se davvero stanco decido di ripartire, ma la macchina non ne vuole sapere. Provo e riprovo ma nulla. Telefono al pronto intervento (cioè al mio babbo) per chiedere consiglio. Appena gli dico i sintomi parte il caziatone:
“ dove hai fatto benzina?”
“ in zona Bisceglie”
“ perchè non sei andato dal nostro benzinaio?”
“ ero di fretta”
“bravo, hai fatto benzina sporca”
“ ed ora cosa faccio?”
“ aspetta un po' che lo sporco scenda, compra un additivo per pulire il motore, fai il pieno con la 98 e poi riprova”.
Mi metto di buzzo buono a dormire in macchina. Passa una mezz'ora, mi sveglio e faccio quanti mi è stato detto.
La macchina parte e tra additivo e 98, la sento anche più brillante.
Arrivato a parcheggiare la macchina si ferma a 2 metri dall'arrivo. Provo a farla ripartire, ma lei non ne vuole sapere. La spingo, la scarico dei bagagli, la chiudo e me ne vado in residence a dormire.
Se ti chiedi perchè sono partito di domenica e tornato di giovedì la cosa è presto detta: visite mediche. Venerdì devo prima fare il tagliando dal dentista e poi ho la visita medica aziendale, ne approfitto anche per fare un giro in ufficio e sentire un po' come va.
Lì scopro che l'ufficio si sta trasformando in una stazione, c'è anche il deposito bagagli. Scopro che ci sono nuovi arrivi, che ci saranno nuove partenze, che qualcuno ha già prenotato per l'estate un treno carico di felicità mentre qualcuno ha già dato. E poi ci sono quelli a cui hanno cancellato la partenza o perso il bagaglio o che hanno dovuto rincorrere il capo stazione per segnalare problemi e via dicendo. Ed i pendolari che ormai ci hanno fatto il callo e si rassegnano ad andare avanti ed indietro senza più dire nulla.
Cosa dire del resto della settimana. Non sono stato un gran che bene, sarà l'età.
Mi sono scontrato con un gruppo che si potrebbe benissimo trasferire a fare uno spot sul concetto di statale burocratizzato.
Seguo le loro regole ed i dettami, e noto che per la quarta volta mi inviano lo stesso file con lo stesso errore. Essendo loro i responsabili chiedo chiarimenti.
Il loro capo manda una mail, leggermente incazzata, dicendo che non è compito loro dare spiegazioni ma dovrei chiedere al cliente. Tempo 30 secondi e la responsabile del progetto chiama la mia collega gridando e cosa. Dopo mezz'ora, dove vedo la mia collega applicare tecniche zen di respirazione la capa si calma e capisce che l'errore è loro e non nostro. Che anzi noi non abbiamo fatto altro che seguire le loro indicazioni. In tutto questo io non sono neanche stato nominato. La collega intanto è stravolta. Per la prima volta è lei a pressare per andare a casa. È davvero arrabbiata. Ed io che credevo di essere l'unico a non aver fatto il callo a certi comportamenti, ed invece. Durante la settimana vedo che il giochetto che hanno tentato di fare con noi lo ripropongono con tutti i gruppi, ed intanto noi stiamo andando sempre più lunghi, solo perchè un gruppetto si è intestardito e vuole almeno 8 livelli di approvazione per iniziare a fare il proprio lavoro. Insomma ad un certo punto volevo chiedergli se avevano anche l'appalto per la Salerno Reggio Calabria. Ma lasciamo stare.
Tutto il resto è coreografia e scenografia, e visto il mio basso senso artistico evito di prolungarmi.
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09 maggio 2010

Tra Alba e Tramonto – 7° puntata


Buona FESTA DELLA MAMMA caro lettore.
Eh già, oggi è il giorno in cui si dovrebbe ringraziare tutte le mamme, ed io ne approfitto per ringraziare la mia.
GRAZIE MAMMA.
Ed ora torniamo al nostro settimanale resoconto delle avventure del consulente con fascino e valigia in giro per l'Europa (verrà forse il giorno in cui anche queste avventure supereranno le frontiere Europee???).
La prima cosa è il ritorno della collega, capa ed autista, dalla sua settimana di malattia. Quindi il viaggio di andata è stato nuovamente caratterizzato di chiacchiere e parole, mentre il tempo faceva un po' di bizze.
Lunedì si svolge come al solito, riunione, cose da fare, cose da programmare, punti da smarcare e via dicendo. Intanto si inizia a parlare di un paio di paduli probabilmente in arrivo, ma non ho avuto voglia o testa per mettermi a preoccuparmi. Quando il latte sarà versato vederemmo il da farsi.
Martedì inizia con una sveglia anticipata, senza colazione in “camera” perchè c'è da portare la macchina dal gommista. Faccio perciò colazione con la collega in un bar di Alba. La brioches non è proprio un gran che, il tè segue la falsa riga della brioches, e poi senza miele..., sul servizio stendiamo un velo pietoso. Almeno la spremuta era decente.
Ritiriamo la macchina giusto per arrivare con un ritardo accettabile in ufficio.
Martedì la pioggia, i minuti da recuperare, ed un po' di pigrizia ci consigliano di mangiare a pranzo un paio di panini alle macchinette. Così non siamo neanche costretti a combattere contro gli strali di dio Pluvio. Martedì altra giornata a fare ore piccole in ufficio, e per fortuna il periodo brutto doveva essere passato.
Mercoledì la dispensa inizia a reclamare a gran voce di essere rimpinguata e costringo la collega a portarmi a fare la spesa all'ora di pranzo, perchè la sera vorrei andare a fare una sgambata. Inizio così a farle pressione per andar via già dalle 19:00, così che tra un attimo, ho quasi fatto, aspetta leggo l'ultima mail e poi andiamo e via così... riesco ad essere alle 20:00 vestito di tutto punto per fare un giretto di corsa per le vie di Alba. Le nuvole sconsigliano giri sulle colline e quindi mi lancio per le vie del centro e della periferia. Peccato che all'inizio una zaffata di cioccolata mi trasmette la sensazione di annaspare in una tazza gigante colma della su detta bevanda, il che mi fa accelerare il passo e studiare un ritorno che mettesse case, vie, giardini tra me e e la fabbrica.
Ritorno a “casa” dopo meno di un oretta di corsa con una maggiore serenità. Giovedì inizia con una serie di parolacce ripetute. Nell'open space risuonano le seguenti parole: FUORI DAI C.....ONI ripetute come un mantra. La prima volta ci siamo guardati tutti in faccia, pensando di non aver capito, e quindi ci siamo azzittiti, ed il ripetersi più volte ci ha incuriositi. Finita la cantilena abbiamo mandato una spia a cercare di capire cosa fosse successo. Uno dei precari per antonomasia, con un contratto super precario, con l'incubo di essere lasciato a casa da un giorno all'altro, ha presentato le dimissioni al suo capo, e siccome il contratto aveva la clausola di “nessun preavviso è dovuto” da entrambe le parti, e sino a giovedì era stata l'arma per tenere il povero consulente per i gioielli di famiglia. Ed ecco la grande rivalsa. Consegnata la lettera di dimissioni, il suo capo la presa davvero male, ma questo novello eroe ha mantenuto una calma serafica e senza fare neanche una piega, ha raccolto le sue cose e se n'è andato.
Tutto questo è stato reso più burlesco dal fatto che per la sera del giorno dedicato a Giove era previsto l'evento mondano. Il festeggiamento dei compleanni di alcune persone dell'open space, tra cui anche il mal capitato capo stritolatore.
Va da sé, caro lettore, che se hai già letto gli altri post, avrai già immaginato che all'evento siamo arrivati in ritardo a causa del padulo serale, per cui la mia capa è entrata in trip, come dicono i giovani, e non si poteva staccare dal PC sino a quando non avesse capito dove era l'inghippo. Caro lettore se sei uno di quelli assidui nella lettura di questo improbabile diario, saprai anche del mio super potere di perdermi anche con la mappa in mano. Il che mi permette di vedere sempre posti nuovi, cosa non apprezzata dalla capa, ma comunque in un modo o nell'altro arriviamo all'osteria, dove il buon cibo, il vino, le parole, le risate, sono quelle cose che ti fanno apprezzare di più i posti lontani da casa.
Venerdì speso tra l'ennesima riunione, in cui la capa progetto ha dimostrato nuovamente la sua “incapacità” ad affrontare alcuni eventi. Durante la presentazione della video conference ha tranquillamente “schifato” me ed un'altra ragazza, non essendo noi considerati “esperti”. E fin qui potrei anche sorvolare, ma quando chiedendo alla mia capa, davanti a me ma come se non ci fossi, cosa ci facevo lì... beh la respirazione ZEN aiuta in certi casi.
Nel pomeriggio incontriamo dal vivo alcuni utenti turchi che sono venuti in Italia per dei corsi. Con loro passiamo un pomeriggio di spiegazioni e domande, che ci trasmettono anche un po' di fiducia sulla nostra avventura ottomana.
Il ritorno a casa è fatto di parole dette a caso nel vero senso del termine. Una specie di dibattito sull'aria fritta.
Poi solo casa, famiglia, notizie, cena e letto.
Dedica speciale all'Eroe della settimana

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01 maggio 2010

Tra Alba e Tramonto – 6° puntata


Buona festa dei lavoratori caro Lettore.
Questa festa come non mai la sento “dovuta” questa settimana. Eh già, questa è stata una settimana molto complicata, iniziata con un SMS domenica ricevuto intorno alle 22:00 in cui la collega mi informava che non stava bene e che mi sarei dovuto arrangiare per la trasferta di quella settimana. Peccato che io avevo appena finito un fine settimana un po' pieno, avevo chiesto a mio padre di portare la macchina dal meccanico per fare un paio di controlli, la macchina quindi era in riserva strategica, ed altre piccole cose, ed invece ribalta tutto e per uno come me che tende a programmare con un minimo anticipo perchè è sicuro che altrimenti invece di una se ne dimentica dieci di cose, la situazione non è bella, ma ormai ho imparato ad affrontare questi “”piccoli” ostacoli.
Lunedì mattina sono in auto, riesco a fare benzina al pelo prima di entrare in autostrada facendo anche un paio di manovre non del tutto lecite, cerco di tenermi sveglio ascoltando musica e cercando di ricapitolare tutte le riunioni e le cose che devo fare questa settimana. Arrivo in ufficio che sono già stressato. Ho un sacco di cose da fare prima della riunione di avanzamento, e non ho notizie della collega, quindi non so molto dei suoi avanzamenti e mi aspetto domande in proposito.
Al SAL scopro anche che c'è il capo al cubo, cioè il capo del capo del capo, bene, e si siede al mio fianco, meglio. Riesco a barcamenarmi alla meglio, superando la prova con una dignitosa sufficienza, almeno spero.
Finita la riunione ho giusto il tempo di mangiare, cercare di perdermi, cercare di parcheggiare sul sagrato di una chiesa durante un funerale, cercare di trovare parcheggio con un caldo assurdo, cercare di perdermi a piedi per trovare la sede della riunione prima per strada e poi nel labirinto dei cunicoli visto che neanche la segretaria all'ingresso sa dove sia l'ufficio dove mi aspettano. Arrivo e dopo cinque minuti di riunione sono già convinto che la riunione sia inutile, c'è metà degli invitati, e tutti cercano di scaricare responsabilità sugli altri, presenti o no. Io scopro che il collega che doveva seguire una parte del lavoro non ha fatto nulla, e siccome si era proposto per darmi una mano, mi è toccato fare tutto da solo. La prima sera ad Alba arriva ma a me sembra di aver già lavorato per tre. Ed ecco che martedì la conferenza telefonica salta, a causa di nessuna risposta dall'altro capo del telefono. Non perdo la speranza, anche se il mal di testa consiglierebbe di andare a casa e farla finita così. Incomincio ad attivare un po' di conoscenze, così che ricevo la telefonata dal mare Egeo che aspettavo, dove ad ogni mia domanda ricevo almeno tre risposte diverse ed ovviamente una l'opposta dell'altra. Ma ricevo garanzia che il lavoro sarà fatto come richiesto.
Ed ecco che il lavoro si accumula come il mal di testa. Arrivata sera, mi sembra che vada sempre peggio. Mia madre è dovuta partire all'improvviso per il paesello dov'è venuta a mancare una sua zia. Sono uno straccio.
Mercoledì mattina duro risveglio. Non c'è acqua calda. Mi tocca fare la doccia con acqua fredda e questo non aiuta il mio stato fisico. Passo l'intera giornata ad organizzarmi per la riunione di domani, cercando di recuperare un po' di lavoro. E quando penso di essere a buon punto ecco un altra mail. Faccio la mia analisi e poi scapo a casa. Questa sera c'è anche “la partita”. Ma sono stanchissimo. Vedo la partita a tratti, solo quando gli occhi restano aperti ed in tanto i piatti si accumulano nel lavello.
Giovedì mattina ed ho una serie di sveglie per essere sicuro di non fare tardi alla riunione. Riunione che si rivela fiume. Io cerco di rimanere concentrato, ma alcuni passi lo ammetto li perdo. La sala è afosissima, l'audio fa come al solito i capricci, ed io non sono ancora in forma. Metteteci che non tutti sono allineati, il che significa inutili perdite di tempo.
Passo il primo pomeriggio a preparare i documenti post riunione, e la seconda parte a spiegare al capo che io il lavoro richiesto l'ho fatto che probabilmente non si è accorta che il sistema visualizza solo i primi 15 file e non tutti, ed essendo il mio il 16° file era nella pagina seguente. Ovviamente a questo punto ho dovuto dettarle tutte le modifiche fatte perchè lei aveva già iniziato a lavorare sul 15° file. Mi ha ovviamente chiesto chiarimenti su un punto che gestisce la collega malata, quindi mi sono dovuto allineare al volo e scrivere mail sullo stato dell'arte a tale proposito. Insomma avevo progettato di uscire presto e sono uscito ancora più tardi del solito.
Venerdì è arrivato come il sabato del villaggio. Tutti i capi erano impegnati, e quindi io avevo un po' meno fiato sul collo. Sono riuscito a concludere il mio lavoro, più o meno, ed anche la mail delle 17:50 non mi ha dato tanto fastidio. Ho iniziato a dare un occhiata, segnalando le cose principali e rimandando l'analisi di dettaglio a lunedì. Alle 18:07 sono uscito finalmente dall'ufficio e sono partito in direzione casa. Per non pensare all'ufficio ed al lavoro ho infilato nell'autoradio una vecchia cassetta di musica spagnola e via, ed anche se la macchina ha sposato la politica dei cowboy, lasciandomi senza frecce, arrivo a casa sano e salvo avendo collezionato una quantità ragionevole di insulti.
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24 aprile 2010

Tra Alba e Tramonto – 5° puntata

Buon fine settimana caro Lettore. Ti chiederai perchè inizio questo post con una frase che tipicamente si dovrebbe trovare in calce, mi dispiace ma non ho una risposta valida da darti. Per questa volta ti dovrai accontentare di questo incipit.
In questo post non vorrei perdermi in un panegirico di parole e cercare di andare subito al sodo.

Cavoli, caro Lettore, ho scritto quattro righe è ci sono dentro così tante parole poche usate che mi faccio quasi paura. Ora dovrei usare la formula “BANDO ALLE CIANCE E DIAMO FUOCO ALLE POLVERI” e perchè esimermi dal farlo... aiuto il vocabolario mi è andato di traverso.

Comunque so che quello che più ti incuriosisce è sapere cosa è successo questa settimana nelle Langhe ed allora ecco il resoconto... va bhè caro Lettore oggi va così con le frasi fatte.

Sono partito domenica sera, da solo, perchè per vari motivi c'era la necessità di essere autonomi. Quindi lunedì mattina arrivo in ufficio e mi metto in attesa della collega che doveva avere una riunione in un altro dei tre palazzi sparsi per Alba, appartenenti al cliente per cui lavoriamo.
Lei arriva prima del previsto dicendo che si era sbagliata e che la riunione era venerdì mattina non lunedì. Comunque questo non ferma il normale flusso degli eventi ormai standardizzati come la riunione del lunedì mattina. La giornata scorre poi come tutti i lunedì con attività da fare e cose da vedere ed imparare. Inizia anche la mia vera formazione da senior aziendale, con prima indicazione degli obbiettivi e cose. Inizio così anche un attività d'introspezione personale.
Martedì sono io l'autista del team. La macchina della collega è dal meccanico a riparare un regalino lasciatole nel parcheggio. La cosa più rilevante è un'altra. L'evento mondano. Siamo andati al cinema a vedere una bella commedia francese: IL PICCOLO NICOLAS ED I SUOI GENITORI.
Il cinema è il classico cinema da oratorio, nulla a che vedere con le multisala metropolitane. Arriviamo un po' prima perchè pensavo di trovare folla, ed invece ci classifichiamo terza e quarto. Trascorsi 5 minuti siamo ancora solo in quattro nella sala, tanto che penso ad una proiezione privata ed al fatto che la contemporanea semifinale di Champions Legue abbia catalizzato tutti davanti al televisore. Dopo 10 minuti però inizia ad arrivare gente, ed alla fine saremo noi due quelli che alzano un po' l'età media degli spettatori. Il film è molto divertente ed aiuta anche a distogliere la mente dal lavoro, che sembra ormai l'unico argomento di discussione.
Mercoledì il duro scontro con una realtà a me lontano. Assisto al dialogo tra la mia collega ed un'altra ragazza. Loro hanno una visione del lavoro che è l'antitesi della mia. Per loro il lavoro sembra essere la parte più importante della propria vita. Usano anche frasi uguali per esprimere il concetto, ed il che un po' mi spaventa, ma forse sarà dovuto al fatto che hanno una formazione lavorativa molto simile, visto che hanno lavorato/lavorano per la stessa società, che ha dirla tutta è anche una di quelle per cui non andrei mai a lavorare, ma questa è un'altra storia.
I loro racconti di vita lavorativa un po' mi spaventano e mi turbano. Vuoi vedere che sono io che non ho capito nulla della vita, io che vedo il lavoro come una parte della vita, ma non di certo la principale, anzi nella mia classifica non entrerebbe neanche in semifinale.
Comunque provo a capire, sforzandomi, le loro motivazioni.
Giovedì è una giornata tragica. Io sono ancora un po' turbato, la collega non sta bene, e si respira aria cattiva. Tra le altre cose sono sempre più deluso dal comportamento ignavo dei miei colleghi. Solo in pochissimi hanno risposto alla mia mail d'invito, e la maggior parte dei pochi che hanno risposto lo hanno fatto dopo mia sollecitazione. Questo si trasforma in un altro argomento di discussione che però porta al voler combattere questa apatia generale proponendo altri eventi. Tanto che la collega propone l'organizzazione di un Vespertino.
Nel pomeriggio ricevo risposta ad una mail inviata agli utenti. Il primo commento alla lettura della loro risposta è che sono degli idioti, cosa che pensano anche le altre persone del gruppo. Ci ritroviamo quindi in tre a rispondere, ognuno per la propria area, alla mail. Io per la prima volta devo fare quello che smussa gli animi e deve cercare di non fare polemica. INCREDIBILE. Il lavorare però tutti insieme ci porta alla decisione di cercare di organizzarci anche per i giorni futuri in tal modo.
Per fortuna che anche giovedì in qualche modo passa, perchè anche prepararmi la cena mi è sembrato un ostacolo insormontabile.
Venerdì, sbrigate le faccende di routine, scendo ad incontrare gli altri e cominciamo a lavorare. Si forma un bel clima ed il lavoro sembra un po' meno pesante.
La serata che avevo cercato di organizzare con i colleghi è definitivamente saltata a causa della defezione di metà di quelli che dovevano venire, che non hanno avuto neanche il coraggio di scrivere di persona ma hanno mandato un portavoce. La DELUSIONE davanti a questi personaggi ed al loro modo di fare è davvero tanta. Mentre scrivo la mail dove avverto che la serata è saltata a causa della bassissima partecipazione, mi trovo a riscrivere la frase di saluto più volte. Vorrei far capire a questi personaggio cos'è l'educazione e cosa significa “partecipare” ma i tono mi sembrano sempre polemici o cosa ed allora mi accontento di un semplice SALUTI e rimando questa mia rivalsa a queste righe ed alla canzone che non ho potuto dedicargli ma che tu, caro lettore, troverai di seguito.

… all'inseguimento del sole ...