12 febbraio 2011

Tra Alba e Tramonto – 42° puntata


Caro Lettore, eccomi ancora qua, ancora con la voglia di scrivere e raccontare i giorni passati lontano da casa.
La settimana appena trascorsa era carica di aspettative, di cambiamenti e rivoluzioni, ma alla fine è stata tutta una bolla di sapone.
Lunedì di buon ora parto per l'ennesima volta in direzione ovest. Non è passata neanche mezz'ora ed ecco il primo dispiacere. Un sassolino mi scheggia il parabrezza. Cerco di non farci caso, ma il segno è proprio in mezzo al parabrezza. Più cerco di non farci caso e più mi focalizzo su quel punto. Penso a cosa dovrò fare ora per ripararlo, a quanto mi costerà e via dicendo.
In ufficio la vita è la solita. Tutti presi da mille cose, ed anch'io non scherzo. Nei quattro giorni che passerò nella terre delle Langhe il mio orario sarà a dir poco continuato. Ma ormai sono abituato a questi periodi, anche se devo essere sincero, giovedì non ero proprio la persona più amabile del mondo.
Scontrarsi ogni giorno con utenti che remano contro, capi che vorrebbero che tu fossi un novello Pastamatic con la forza di 20 braccia (immagine che hai più giovani dirà poco, ma chi come me ha vissuto gli anni '80 sa di cosa sto parlando), e facessi almeno 5 cose contemporaneamente. Siccome poi il tempo ce l'hai, perchè se il capo mi avverte con cinque minuti di anticipo che devo partecipare ad una riunione fiume, sul cui argomento non sono proprio ferrato, me la dovrei prendere, tenendo conto che intanto sono in call conference con gli utenti turchi.
Giusto per finire l'elenco delle cose da fare, perchè non metterci che la sera tornato a casa mi tocca fare almeno un paio di ore di studio per prepararmi all'esame di certificazione?
È proprio vero che gli “esami non finiscono mai” e che “o siamo uomini o caporali” ed a me è toccato essere uomo, circondato da caporali.
Ed intanto il mondo va avanti... dimenticavo, la mia responsabile ha preso un impegno a cui io devo far fronte, perchè lei no può.
Per no farmi mancare nessuna esperienza, mi becco anche lite tra gruppi durante una sessione di webex, ed a me tocca fare da pacere.
Arrivano poi gli utenti turchi con le loro richieste assurde, a cui credo di aver risposto almeno 1000 volte, ma loro ci provano ancora. Sono tentato di dirgli: “ Sai che c'è... tutto il giro te lo fai da solo ed a mano, e poi vediamo se torni a più miti consigli”. Ma posso solo pensarlo, ahimè.
Caro Lettore, viene facile capire come mai arrivato a giovedì non sono proprio amabile, ma ho speranze nei cambiamenti che mi hanno prospettato ed invece... la risposta che ricevo, dopo aver sottolineato più volte che sono in attesa di informazioni per fare andare avanti le pratiche è:” scusa ma non siamo riusciti a trovarle, rimandiamo tutto a Settembre.” Ma come non eravate voi che pressavate per fare la cosa subito, che non dovevo preoccuparmi che avrebbero sistemato tutto loro... ed eccomi come un novello Pinocchio ad aspettare che nel giardino degli zecchini d'oro cresca la pianta che mi farà ricco.
Venerdì mi aspettano a Milano, per una sessione di training propedeutica alla certificazione dove dovrei essere interrogato. Motivo per cui ho rinunciato a molte ore di sonno per studiare.
Mi sento anche un po' in colpa perchè dovrò saltare una parte del corso per un appuntamento preso, ed un imprevisto dell'ultimo secondo. Arrivo a pensare che la mia agenda della settimana sia stata scritta e pensata dall'inventore del Monopoli.
Arrivo in ufficio di corsa, perchè sono in ritardo di 5 minuti sull'ora di inizio, e scopro di essere il primo arrivato. Arrivato finalmente il docente scopro che: più della metà degli iscritti al corso sono malati, che il docente è stato avvertito all'ultimo momento che avrebbe tenuto tale sessione, che quindi non potrà dedicargli molto tempo, quindi invece di 8 ore si condenserà tutto in 30 minuti.
In quei 30 minuti riuscirà a metterci anche una serie di commenti alle sue frustrazioni... andiamo bene.
Ci sarebbe da essere felici se non mi toccasse rispondere per l'ennesima volta le stesse cose hai turchi, che ora hanno fretta di concludere l'attività che mi stano facendo trascinare da 3 mesi, che ho un collega messo male da rincuorare, un altro che ha scoperta un baco a poche ore dal rilasco e non sa che pesci pigliare, un altro che visto l'andazzo sta pensando di trasferirsi all'estero, un altro che mi chiede il mio parere, e via così. Dimenticavo, giusto perchè era di passaggio di lì, uno dei capi da cui aspettavo le famose info decide di farmi un colloqui a sorpresa in inglese.
Caro lettore no so se te l'ho già raccontato, ma il mio inglese condivide un appartamento con il mio francese e con il mio spagnolo, in un piccolo paese che si chiama “Tanto tempo fa”.
Ma alla fine anche questa giornata finisce e come la pioggia, mi ha bagnato ma è corsa via ed io sono sempre
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05 febbraio 2011

Tra Alba e Tramonto – 41° puntata

Caro Lettore, eccomi di nuovo qua. Inizio chiedendoti scusa, perchè questa settimana voglio parlarti di una storia che è stata raccontata durante una riunione. A raccontarla è stata il presidente dell'azienda per cui lavoro. Ha detto che è molto famosa in Spagna, paese da cui proviene.
Se prendete una padella e la mettete sul fuoco, la fate riscaldare bene e poi ci mettete dentro una rana, questa farà un balzo.
Se ora prendete la padella, ci mettete dentro la rana, e poi mettete la padella sul fuoco, la rana non si accorgerà che la temperatura varia e morirà.
Ecco, una storia un po' “cruda”, ma come direbbe un mio caro amico amante della Spagna, dura come la vita, ma non è questo quello che mi interessa della storia.
Pensa caro Lettore che volevo dedicare un post tutto suo a questo breve racconto ed invece per vari motivi ho deciso di inserirla in questa rubrica.
Della storia mi interessa il fatto che la rana si accorge solo dei grandi cambiamenti, mentre di quelli piccoli no, così che piano piano, giorno dopo giorno viene bollita.
Questa settimana mi è stato chiesto di prendere una decisione sul mio futuro e sulla mia carriera.
La decisione non è banale, ho due vie, ed entrambe hanno i loro pro ed i loro contro. Mi è stata data anche l'opportunità di rimandare la decisione a settembre, ma ecco che è arrivata la storia della rana, ed allora...
ho pensato e ripensato, ho chiesto consiglio, e sono tornato a pensarci.
Ho messo sulla bilancia vari aspetti, che poi si riportano tutte alla solita cosa. La pecunia, che ha volte è vile ed altre è nobile. Quanto vale la ricerca di una miglior qualità della vita, quanto i sacrifici fatti, a cosa sono disposto a rinunciare per riavere un po' di tempo?
Mentre facevo tutte queste riflessioni o poi pensato quanto questo era legato al brutto periodo che ho passato l'anno scorso? Forse è vero che non tutto il male vien per nuocere. Forse mi ha permesso di ridare il giusto peso e valore alle cose.
Ora la decisione l'ho quasi presa. Mi resta ancora un piccolo dubbio legato più alla burocrazia aziendale che altro.
Della settimana che dire, passata per metà a Milano e per metà ad Alba, ma con un tocco di follia nell'organizzazione. Lunedì a Milano, poi martedì, mercoledì e metà giornata di giovedì ad alba e poi di nuovo a Milano. È stato un po' strano percorrere la strada che mi riporta a casa in un orario così strano, l'ora di pranzo.
Di cose strane ce ne sono state altre. Sono andato sempre a pranzo con la collega e la nuova responsabile del gruppo quando ho pranzato ad Alba. Loro a parlare a nastro di lavoro e del progetto che stanno seguendo, ed io lì seduto che mi sentivo come quando da bambino mia mamma mi portava con lei a trovare qualche amica o parente. Loro a parlare di cose da grandi ed io ad annoiarmi a morte. In questo caso non mi annoiavo ma mi sentivo comunque fuori posto.
Al contrario durante i pranzi a Milano si è parlato sempre di lavoro, ma mi sono sentito più parte del discorso, non so. Ho conosciuto un paio di nuovi colleghi, ho rivisto un paio di quelli vecchi. Ho anche incontrato l'orco, che mi è sembrato un po' abbacchiato. Vuoi vedere che la nuova regina lo ha rimesso in riga?
Ho riassaporato un po' la vecchia vita dell'ufficio e non so, ho sentito per un attimo la mancanza dei colleghi che hanno cambiato strada. È stato insomma un salto nel passato con una finestra sul futuro, non so. Mi sono sentito come avere un piede dentro ieri ed uno dentro domani.
Va bene caro lettore, questa settimana è andata così e come sarà la prossima non so.
Quasi dimenticavo, sembra che dovrò fare la valigia ancora per un po', ma per ora la notizia è ufficiosa, quindi acqua in bocca.



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29 gennaio 2011

Tra Alba e Tramonto – 40° puntata

Eccoci di nuovo qui caro Lettore, io davanti alla tastiera a ricostruire la settimana appena trascorsa e tu a leggere queste mie righe.
Questa è la settimana dopo il caldo mite di Istanbul e con il freddo che ha avvolto le Langhe.
La settimana che preludia un periodo di cambiamenti e di scelte aziendali. Una specie di crocevia.
Questo ha portato il sottoscritto, lunedì sera, a cena con la collega a parlare di futuro e di scelte. Ed il buon cibo ha aiutato lo scorrere delle parole, ed il dialogare di argomenti non proprio leggeri, ma necessari. Non è facile continuare a parlare di lavoro quando arrivi a fine di una giornata lavorativa, dove a volte ti trovi svuotato, ma a volte è giusto così, ahimè.
Dimenticavo di dirti che mi è arrivato un richiamo perchè ho troppe ferie arretrate. Ogni volta che si tocca questo tasto mi innervosisco. Se chiedo ferie mi si dice che il momento è critico, che non c'è possibilità, che per il cliente è un momento critico, che devo tener conto che è meglio usarle alla fine del progetto e cose del genere. Poi mi chiedono come mai ho così tante ferie arretrate, che le devo fare al più presto, ma non ora... Allora se vogliamo quadrare il cerchio, datemi un martello e vediamo cosa ne viene fuori.
Per fortuna che martedì l'evento mondano, cioè la solita uscita per il cinemino, ha un po' alleggerito l'atmosfera. A questa serata si sono aggregati un dipendente italiano, assunto in Lussemburgo che lavora ad Istanbul (potere della burocrazia) e la collega. Ed ecco che dopo tanto tempo mi ritrovo al cinema in compagnia. Il film è carino, con qualche passaggio a vuoto forse, ma carino. Caro lettore te lo consiglio AMERICAN LIFE.
Ed ecco che arrivo a raccontarti il mercoledì appena trascorso senza aver detto nulla del lavoro.
Potrei quindi raccontarti delle mille mail che ho dovuto scrivere all'amministrazione per poter compilare correttamente il rapportino presenze, o di come l'Orco non mi parli perchè non sono il più alto in grado. Non ci crederete ma chiama la mia collega per chiederle cose che riguardano ad esempio la mia nota spese, che lei ovviamente non è tenuta a sapere e che quindi mi deve chiedere. Io le rispondo e lei riporta quanto detto all'Orco. Tutto questo non fa altro che rendere tutto più surreale. Ammetto che poi sono prevenuto quando si parla dell'Orco, forse perchè da l'impressione che non abbia fiducia in noi e che noi si voglia fregare i soldi all'azienda pompando la nota spese, come probabilmente fa lui. Scusa lettore ma questa cosa mi fa imbestialire, ma come puoi pensare che io metta in nota spese la fattura del residence se non l'ho pagata io?!? non si parla proprio di bruscolini. Non è che passa inosservata, eppure lui deve controllare, verificare, rompere e poi si scorda di fatturare al cliente le spese di trasferta od l totale dei giorni lavorativi.
Lasciamo stare.
Mercoledì sera mi trovo solo a fare la spesa, quando incrocio un'altra consulente che lavora nello stesso ufficio. Due chiacchiere e scrocco un passaggio dal supermercato al residence.
Almeno il fascino è ancora a buoni livelli.
Giovedì, ed eccomi qui. Degno di nota solo il mio scervellarmi su un 'attività che pensavo di dominare per giungere alla conclusione che l'errore era nello scenario e non nell'attività, cioè non si possono usare le stesse regole fiscali per paesi diversi. La mia collega se n'è sicuramente accorta, ma come i bravi maestri ha lasciato che io arrivassi alla soluzione da solo.
La sera mi faccio accompagnare nel mondo di Morfeo dall'ennesima partita di Coppa Italia.
Venerdì arriva quasi inaspettato. Quinto giorno della settimana lavorativo, il giorno in cui non ci va la cravatta e la camicia. Mi trovo così a prima mattina a riflettere che ormai misuro lo scorrere del tempo guardando il numero di camice pulite che ho nell'armadio e non i giorni sul calendario. Una nuova specie di datario, del tutto personale. Oggi mi restano ancora tre, due, una camicia pulita...
e poi resta la valigia da rifare, ma questa volta con i panni sporchi.
In ufficio si inizia a viaggiare a ranghi ridotti, due colleghe sono in viaggio verso sud, ed un'altra è impegnata in riunioni esotiche con utenti indiani. Sembra una giornata tranquilla, quando ricevo la telefonata della collega, che è per l'appunto in viaggio verso la capitale nel suo giorno di ferie, che mi dice che l'Orco l'ha chiamata per avere dei numeri di telefono che posso recuperare solo io che sono in ufficio. E ci risiamo. Un'altra triangolazione inutile. Di buono questa situazione ha che io non sento l'orco da Dicembre, e ci ho guadagnato in salute. Arriva anche il solito padulo del venerdì sera, ma lo sbrigo giusto in tempo per uscire una decina di minuti prima con la scusa di accompagnare un collega a recuperare l'auto. E mi ritrovo di nuovo sulla strada che mi riporta a casa.



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21 gennaio 2011

Tra Alba e Tramonto – 39° puntata ad Istanbul

Caro lettore, eccomi a cercare di imprimere nelle onde del mare di internet. Mentre scrivo mi sento più fuso del fuso orario che ho lasciato alle spalle.
Ma vediamo di andare per ordine, visto che di confusione ne ho già abbastanza.
Lunedì mattina in una splendida giornata nebbiosa ha preso via l'ennesima settimana in trasferta. Se non fosse per la radio che mi fa compagnia mentre il il tempo scorrere, avrei potuto pensare ad un viaggio fatto con il teletrasporto. Niente paesaggio. Prima ero a casa e poi mi trovo in ufficio.
Ovviamente non c'è considerazione per il sottoscritto che si è alzato presto, ha viaggiato nel freddo e nella nebbia. Pre Riunione, poi Riunione vera e poi incontro per definire altra Riunione. Al fine di questo tour mi ritrovo alla mia scrivania, con un bel po' di cose da fare, la collega che mi catechizza, la palpebra che cade.
Appena l'ora è lecita scappo in residence e dopo una cena frugale a letto.
Martedì mattina lo spendo a chiudere gli ultimi punti, a sistemare un paio di cosine e riparto in direzione casa. Peccato che invece che a casa viaggio in direzione aeroporto.
La nebbia è così fitta a tratti che la strada sembra disegnata al momento su un immenso foglio bianco. Mi sento come Linea, con il mondo che gli si creava piano piano davanti.
Arrivo leggermente in anticipo sulla tabella prevista, faccio in tempo a mangiare ed a comprare le parole crociate.
Si parte.
Vorrei consigliare a tutti quelli che volano da Milano ad Istanbul di non guardare mai il film che viene proposto. Non perchè non sia bello, ma perchè è impossibile riuscire a vederlo tutto, e se poi vi beccate il pilota logorroico, che è più fastidioso della pubblicità degli assorbenti o di Howe e della ragazza più fastidiosa del mondo, non avete speranze.
Arrivo ad Istanbul che è sera già iniziata. La città mi accoglie con il suo abito di gala, fatto di luci colorate e scorci mozzafiato.
In albergo crollo.
Mercoledì si inizia a fare sul serio. Arrivo in ufficio addirittura prima dei dipendenti e mi tocca fare anticamera.
L'ambiente è comunque più rilassato dell'altra volta che sono stato qui. L'ufficio è stato ristrutturato e le persone hanno iniziato a capire come funziona il sistema, ma ci sono ancora un paio di problemini e poi ci sono più italiani nei vari uffici.
Finisco alla stessa ora in cui finisco abitualmente ad Ala, solo che qui c'è il fuso e quindi, iniziando loro a lavorare prima e finendo poi... va beh, vado in albergo.
In taxi scorgo un ristorante che mi ispira. Dopo che ho tolto la divisa da ufficio mi ci reco. Mangio bene e vado a farmi un giretto per la via dei negozi, che per fortuna sono ancora aperti.
Faccio in breve un po' il turista.
Rientrato mi collego ad internet per sentire un paio di amici, rispondere ad un paio di mail ed a finire un lavoro.
Appena vede la mia mail l'IT manager mi chiama in camera.
Facciamo il punto della situazione e buttiamo giù la scaletta per il giorno successivo.
Crollo.
Giovedì la sveglia è un pelino più dura. A colazione noto l'incrocio tra Chen che terrorizza l'occidente e l'oriente, il maestro Miaghi ed il sensei del film Nerds.
Il traffico è un po' più sostenuto, ma mi permette di vedere la città e rimanere meravigliato in alcuni passaggi/paesaggi.
La giornata si preannuncia lunga, ed infatti mi ritrovo a sera, in ufficio, con tre turchi a sistemare una cosa che doveva funzionare già da 6 mesi ma che nessuno ha controllato.
Cerco di organizzare la serata con un altro italiano in trasferta, ma il destino ed il pessimo collegamento ad internet fanno saltare tutto. Così mi ritrovo a cenare nuovamente da solo, e rientrare in albergo ad un ora malsana, come la salute di uno dei responsabili italiani di stanza in Turchia, che cerca di attaccare le mie difese immunitarie. Sistemo le ultime cose e vado a nanna.
Arriviamo così a venerdì. In ufficio c'è allegria. Sono tutti contenti, o almeno così a me sembra.
Finisco le ultime cose e scopro che ce ne sono ancora altre ma il tempo scorre veloce come questa giornata e la sveglia suona. Un taxi mi aspetta. Do un passaggio all'IT manager all'aeroporto.
All'aeroporto do fondo a tutte le lire turche comprando regali per i vari compleanni a cui presenzierò nei prossimi giorni.
Il volo è tranquillo, nel senso che rispetto all'altra volta no nci sono liti o situazioni da FINAL DESTINATION ed arrivo a Milano salvo, sul sano ne riparliamo nel prossimo post.



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15 gennaio 2011

Tra Alba e Tramonto – 38° puntata


Caro lettore eccomi qui, un po' infreddolito e raffreddato, grazie all'unzione di alcuni colleghi, a raccontarti la prima settimana di trasferta di questo nuovo Anno.
Partenza lunedì mattina molto presto. Questa volta è dura perchè stavo giusto prendendo il giro di svegliarmi verso le 9:00, ma a quell'ora mi aspettano in ufficio.
Viaggio solo in quanto la collega dovrà fare un po' di avanti ed indietro ed io aspetto una risposta per una visita medica.
Partito c'è un po' di foschia e la radio che mi fa compagnia. Il traffico è il solito, abbastanza scorrevole. Arrivato sul primo scambio di autostrada che mi porta verso sud vengo avvolto da una coltre di nebbia. Già il paesaggio non è proprio tra i memorabili, ma non vedo nulla o quasi. Vedo la riga delle corsie, l'asfalto, i guard rail, e nessun segno di vita. Non viaggia proprio nessuno. Per fortuna che c'è la radio. Altro cambio di autostrada, per andare verso ovest e qui tutto cambia, o quasi. Il clima si fa uggioso, ma ed il traffico cresce. Altro passaggio di autostrada e torno a puntare verso sud. La giornata si fa ancora più uggiosa ed il traffico più significativo, ma certamente non degno di finire raccontato in nessun notiziario.
Arrivo in ufficio e saluto. Accendo il pc e vedo piano piano apparire le 400 mail che mi sono arrivate in questi giorni di ferie. Arriva anche la collega. È super raffreddata.
Il tempo di togliersi il paltò e vengo a scoprire che c'è da traslocare su altre scrivanie. Dal posto finestra/condizionatore siamo finiti all'angolo, altra zona dell'ufficio. In questa maniera io sono in una posizione che fa un po' usciere, e la collega prende il posto a fianco della nuova responsabile.
Mi devo ambientare un po', ma il tempo è tiranno e le cose da fare tante. Mi metto a smaltire la posta ed a lavorare. Arrivo così a sera.
Rientrato in residence sono così sfasato che mangio e mi addormento con il libro in mano e la tv accesa.
Martedì riunione a sorpresa, ma ormai ci sto facendo il callo. E poi sono focalizzato sul film che andrò a vedere al cinema, e diciamo che anche il tempo da il suo aiutino. Dopo la giornata uggiosa questa è bella soleggiata ed anche palindromica con i suoi cinque numeri uno. Ricorda un libro di Hornby, Alta Fedeltà, con il protagonista e le sue classifiche dei cinque migliori...
Faccio tardi, come al solito e corro a casa. Cena a strafogarsi e poi di corsa al cinema. Provo una scorciatoia, o quello che penso possa esserlo, ed invece si rivela essere una piccola strada di montagna che ha deciso di svernare tra le colline. Ci sono anche dei bei tornanti alpini. Vengo colto dal dubbio di non arrivare in tempo quando scollino e mi si presenta per un attimo un bello scorcio di Alba vista dall'alto. Arrivo in tempo, tanto in tempo che sono il secondo ad entrare in sala, eppure non manca tanto tempo. A pochi secondi dall'inizio ecco che arriva la gente, una trentina, ma per un cinemino d'essai, di martedì... il film WE WANT SEX merita di essere visto.
Torno a casa e spero in una bella notte riposante ed invece? La cena ha deciso di riproporsi e passo a fare staffette dal letto al bagno. Non trovo neanche la coperta di scorta.
Mercoledì mattina segnalo la cosa alla responsabile del residence che mi dice che hanno dovuto recuperare le coperte in più per tre nuovi occupanti che dormono con tre coperte per ciascuno e riscaldamento a palla.
Arrivato in ufficio scopro che i tre sono i consulenti indiani con cui lavora una delle colleghe dell'ufficio.
Passo una buona parte della giornata a cercare di far capire ai vari utenti con cui ho a che fare che non è il sistema che non funziona, ma a volte alcune loro sinapsi saltano e sbagliano magari a digitare i tasti, o guardano il problema dal lato sbagliato.
Anche questo giorno passa ed io mi trovo al supermercato a fare un po' di spesina ed a sperare che la collega non mi abbia unto. Per ora sembra che i suoi germi viaggino in senso antiorario, tanto che nei cassetti dei colleghi oltre a fazzoletti di carta sorgono flaconi di medicinali.
Rientrato in appartamento trovo una nuova copertina che subito viene adagiata sul letto.
Dormo come un sasso e mi risveglio che siamo a giovedì.
Solito tran tran. L'unico punto di nota lo vivo al rientro dalla pausa pranzo.
Un dipendente della società per cui presto servizio mi cerca, così esordiscono i miei colleghi quando metto piede in ufficio. Sono un po' sbalordito perchè oltre a conoscere pochi dipendenti, non mi sembra di avere fatto cavolate degne di strigliate vis a vis.
Scopro che la persona che mi cerca è la stessa che per errore aveva mandato gli auguri di Natale a tutti, ma proprio tutti. Dopo un po' arriva e mi ringrazia per la mail che gli ho scritto in risposta. Ha detto che gli ha fatto piacere leggerla.
Lo ringrazio ed un po' imbarazzato mi rimetto a lavorare.
Nel pomeriggio mi vengono assegnate alcune patate bollenti, che mi dovrò smazzare prima di partire per la città delle città la prossima settimana.
Arriviamo così a venerdì. Nell'atrio del residence corro in soccorso della responsabile che non riesce a capirsi con il trio di indiani. Faccio da traduttore, e colto da somma bontà mi offro di accompagnare il trio in ufficio.
A pranzo riceviamo in ufficio la vecchia responsabile con il suo bel pargoletto.
Il pomeriggio passa, tra organizzazione di riunioni, riunioni saltate, gente che si vanta di aver trovato soluzioni che in realtà gli ho dettato io e cose del genere.
La mia visita medica salta al prossimo fine settimana, forse. Posso però accettare l'invito di alcuni amici a cena. Il viaggio di ritorno è un tutto nebbia e foschia, ma ormai ho la strada mandata a memoria, la voglia di tornare a casa e vedere amici e parenti che funge da stimolante, tanto che mi sembra che mi si sia migliorata la vista.
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01 gennaio 2011

Questionario 2010


Siamo arrivati ad un altro inizio. Questo è il periodo dei ricordi, degli oroscopi e dei buoni propositi, e quest'anno non voglio esimermi da una parte di tutto ciò.
Provo così a mettere insieme un riassunto dei 365 giorni appena trascorsi.
Vediamo di creare un questionario da riutilizzare anche per gli anni futuri e che possa magari essere di aiuto anche agli internauti che si trovino a passare da qui.

1.ANNO APPENA TRASCROSO: 2010
2.BEL RICORDO: Una firma importante
3.BRUTTO RICORDO: L'essere arrivato così vicino al buoi da aver avuto la paura di perdermi
4.POSTI VISTI: Tanti, freddi e caldi, che hanno arricchito il mio bagaglio umano. L'anno è iniziato con la trasferta in Slovacchia, si è allungata poi nella capitale delle Langhe e ha regalato un piccolo salto nella Città delle Città.
5.PROFUMO: Quello delle fave di cacao che vengono tostate e che riempiono tutto lo spazio e mi costringono a cercare rifugio in luoghi chiusi.
6.GUSTO: I peggiori ravioli mai mangiati. Me ne sono bastati 7, e forse anche meno per capire il mio tragico errore.
7.TATTO: Lo sfiorare una gamba, seduto in un parco a guardare la natura che si sveglia.
8.VISTA: Vedere la felicità di alcuni amici che sono stati toccati da un nuovo arrivo.
9.UDITO: Sentire la voce di un'amica proprio quando ne avevo bisogno e non me lo aspettavo.
10.INCONTRO: Quest'anno ho avuto l'occasione di incontrare molte persone, e alcune di loro mi hanno permesso di crescere un po' di più. Qualcuna è diventata addirittura amica, arricchendo il mio piccolo tesoro.
11.CAMBIAMENTO: Cambio di residenza.
12.RAMMARICO: Aver fatto una scelta con la testa e non con il cuore, ma forse sarebbe stato lo stesso, chi sa.
13.DISPIACERE: aver goduto poco gli amici.
14.LETTO: Lo stesso dell'Anno scorso.
15.SPAVENTO: Diciamo che il mio povero Cuore ha subito qualche sobbalzo, ma forse il più grande è legato ad una notte insonne piena di fantasmi e di vorticosi giri intorno al tavolo.
16.GIOIA: La prima rata del Mutuo.
17.AUTOMOBILE: Quest'anno è stato ricco di auto, vecchie e nuove. Alcune sono passate di mano, altre hanno salutato e sono andate vie.
18.LAVORO: Alti e bassi. L'orco è tornato a mietere vittime. Ha cercato anche di far fuori me, ma io ho la pellaccia dura ed ora una nuova alleata, spero.
19.PENSIERO RICORRENTE: Ce ne sono stati diversi. Alcuni ormai sono parte di me, come le emozioni che mi ha lasciato in dono una persona molto tempo fa; altri hanno bussato alla porta solo quest'Anno come quello di andare in pensione.
20.EVENTO: anche di questi ce ne sono stati molti. Sportivi, politici, nazional popolari, privati e pubblici, ma forse la decisione di tornare a casa di una vera amica è quello che più mi ha segnato. Auguro a lei di trovare la felicità che sta cercando.
21.CONTINUITÀ: L'emblema della continuità sono gli amici, sempre pronti a sostenerti ed a confortarti e consigliarti o solo a condividere il cibo e quattro passi, magari di corsa.
22.SPACCATURA: Ci sono cose che si rompono, si strappano e che è davvero difficile rimettere insieme, forse perchè non c'è il desiderio di sistemarle. Quest'Anno è la rottura di ciò che è risultato essere solo un CALESSE, e niente più.
23.VIAGGIO: Pochi e tutti di lavoro, ahimè. Molti sono rimasti nel cassetto, ma non li ho ho dimenticati e spero di poterli realizzare al più presto per dare posto ad altri.
24.LIBRO: Poche letture, ahimè. Molti libri sono rimasti in sospeso. Resta comunque da segnalare L'ERA DEL PORCO.
25.FILM: Quest'Anno il cinema ha preso il posto delle letture, per farmi sopravvivere anche al freddo della trasferta. Consiglio un film uscito di recente, magari lo trovate ancora al cinema: L'ESPLOSIVO PIANO DI BAZEL.
26.CANZONE: I Ratti della sabina - Tra la luna e la tua schiena
27.SPORT: Quest'anno sono i motori che hanno dato gioie e dolori, ed ad esultare sono stati i cugini.
28.RADIO: Questo è stato l'Anno della riscoperta della radio, come compagno di viaggio e riempitivo dei momenti di solitudine.
29.MOTTO: Più grande è l'impresa, più grande è l'onore.
30.PROPOSITO: Cercare di fare un altro passo verso il paradiso.

Tra Alba e Tramonto – 37° puntata


Caro Lettore ecco l'ultimo post dell'anno che viene scritto nell'anno nuovo per creare una specie di legame. Siccome il tempo passato sembra sempre correre più di quello che abbiamo davanti, partiamo subito a decantare le avventure affrontate nei giorni trascorsi tra le colline delle Langhe.
Lunedì mattina sveglia presto, e dopo la solita routine fatta di doccia, colazione e abbigliamento mi metto in macchina. Fuori la temperatura ha un chè di artico. Il freddo è davvero tangibile, tanto che a pochi metri da casa faccio un lungo con l'auto a causa di una lastra di ghiaccio. Lo spavento mi restituisce una bella dose di adrenalina ed il consiglio di prendermela con un po' più di calma.
Dal benzinaio vedo poi scene incredibili, gente non che non riesce ad aprire il tappo del serbatoio a causa della patina di ghiaccio che ricopre la macchina. Più i chilometri passano e più il teporino nell'abitacolo del veicolo si fa forte e scacchia fuori il freddo.
Nebbia, nebbia, nebbia!!!
Tutto ad un tratto vengo avvolto dalla nebbia e mi ritrovo ad essere l'unico sulla strada. Nessun segno di vita. Penso che poi non è così male, almeno non c'è nessuno che mi possa venire addosso.
Alzata la nebbia il sole ha già iniziato a colorare il cielo ed il paesaggio intorno a me.
Arrivo in ufficio e lo trovo quasi deserto. Molti colleghi sono in ferie, e chi viene da vicino se la prende solitamente con comodo.
Ovviamente le cose da fare sono tante ed il tempo sempre meno. Proprio una trasposizione di quest'anno che sta volgendo al termine. Le richieste che arrivano sono le più astruse. Una mi mette addirittura in difficoltà, ma per fortuna ricordo in tempo la prima regola di chi fa assistenza: “ DUBITARE SEMPRE DI CIO' CHE TI DICE L'UTENTE “. Ed infatti l'errore è dell'utente che ha scritto un riferimento errato, per cui le cose no quadrano. Ed ecco che l'utente cambia tono e pieno d'immacolata innocenza chiede “ ED ORA?”. Io ormai sono agli sgoccioli come i fogli del calendario, e rispondo “ ORA RIFATE TUTTO!”.
Muti. Da quel momento per fortuna non si sentono più, tranne per chiedere l'ennesima conferma della trasferta che mi toccherà fare a gennaio.
Io intanto ho altre gatte da pelare. Il capo ha venduto un programma che non funziona. Quando glielo dico non ci crede, ma io ribadisco ed allora si convince. Il problema è ora dirlo agli utenti. Per ora decidiamo di nicchiare, magari l'utente, tra le mille cose che ha chiesto, questa se la dimentica (non credo) e ne veniamo fuori candidi.
Martedì procede sulla stessa falsa riga, con la differenza che oggi è anche l'ultimo giorno in cui abbiamo accesso al sistema di test, per cui mi ritrovo con il tempo decurtato. Lavoro. Testa bassa a produrre.
Arriva in un balzo la sera e la voglia di andare al cinema. Mi ritrovo così seduto nuovamente in una delle vecchie poltroncine del cinema dell'oratorio a vedere la “LA BELLEZZA DEL SOMARO”. Film carino, ma nulla di eccezionale. Ad un certo punto ho sperato che apparisse SOS TATA, ma vorrei lasciare a te, lettore, il piacere di farti una tua opinione sul film.
Tornato a casa inizio a sistemare la casa. Con l'anno nuovo arriveranno anche ospiti, che si godranno l'appartamento in mia assenza. Mercoledì mattina sono ancora lì a pulire ed a sistemare.
Arrivo comunque in ufficio puntuale, ma già un po' provato.
Con la macchina di test ferma, il mio lavoro si trasforma in un enorme riepilogo delle attività fatte e da fare. Ed ecco che inizio a pensare di potermi godere le ultime ore in relax quando arrivano le mail più assurde. Una mette in dubbio il lavoro fatto, da me. Per fortuna che ho come al solito un elenco di mail che confermano la bontà dell'attività svolta. Per non farmi mancare nulla, mi occupo anche di un problemino della consociata Russa, tanto per allargare gli orizzonti.
Arriva così l'ora dell'ultimo brindisi, dell'ultima fetta di panettone, dell'ultimo augurio, dell'ultimo spegnimento del pc, almeno per quest'anno.
Saluto i pochi rimasti, e scappo. In auto mi accorgo che non ho scritto l'ultima mail... cavoli. Va beh la scriverò da casa. Ora l'unica cosa che conta è mettere i piedi sotto al tavolo, ma quello di casa.
La strada scorre a velocità alterna. Mentre sbircio il conta chilometri mi sembra di non arrivare mai, e poi ogni volta vengo sorpreso dalle uscite dell'autostrada che devo prendere. Per fortuna avvicinatomi a casa riconosco sempre di più il paesaggio, e tutto mi sembra più familiare.
Addio 2010, ben venuto 2011!!!
… all'inseguimento del sole ...

25 dicembre 2010

Tra Alba e Tramonto – 36° puntata

Caro Lettore BUON NATALE.
Ecco iniziamo con un incipit adatto al periodo ed al calendario.
Scrivo ora per fuggire ai pranzo natalizio, che come in tutte le famiglie del sud, che si sono dovute adattare ai costumi nordici di festeggiare con il pranzo il giorno di Natale anziché la cena della vigilia, inizia il giorno dell'antavigilia, tocca il suo culmine verso le 14:00 del giorno in cui si festeggia la nascita del “BAMBINELLO” e si conclude, se siete fortunati intorno alle 20:00. Sempre che non arrivi il colpo di coda. Si racconta di pranzi di Natale conclusi all'ora di cena di Santo Stefano, con ricoverati e gioia per i produttori di creme dimagranti e digestivi.
Con la quantità di cibo acquistato si garantisce il futuro scolastico dei figli di una buona parte degli addetti agli alimentari.
Ma credo che non sia questo l'argomento che dovrebbe riempire le righe di questo post.
La settimana inizia in maniera un po' insolita. Prima di partire mi fermo per una piccola revisione fisica. Sono riuscito a farmi fissare la prima Risonanza Magnetica della settimana. Alle ore 7:15 dormivo in un tubo che faceva un rumore da martello pneumatico.
Alle 8:00 già mi districavo nel traffico della tangenziale. Alle 9:43 ero seduto alla mia scrivania ad Alba a produrre, mentre la collega era ancora imbottigliata nel traffico.
È un lunedì di saluti e panettoni. Inizia a sentirsi il sapore del “ROMPETE LE RIGHE”. Peccato che io abbai ancora una montagna di lavoro da fare. La sera si conclude con un boccone dolce amaro. L'amaro è quello di una futura partenza per la Turchia che rovina buona parte delle mie future ferie, fatto più amaro dal mondo con cui viene comunicata la cosa.
Il dolce e il panzerotto con le cipolle tanto decantato dalla collega, e che finalmente ho avuto l'occasione di assaggiare.
Martedì sembra che tutti siano presi da mille cose da fare. Iniziano i primi saluti ed auguri per le prossime festività. La collega fa mezza giornata e non so perchè io esco ad un orario cristiano dall'ufficio. Vorrei andare al cinema ma la palpebra mi cala e mi consiglia di andare a letto presto.
Mercoledì è vissuto tutto nell'attesa della riunione con gli utenti turchi. Ed ecco che riesco a presentarmi in ritardo, perchè ho perso tempo a spiegare all'utente, turco, che i numeri sono sbagliati perchè li hanno inseriti sbagliati e no perchè il sistema è cattivo e gli ha voluto fare un brutto scherzo.
Alla video conference si presenta anche il responsabile dell'ufficio turco, solo che si presenta negli uffici italiani. Dalla riunione si ricava che: tutta questa urgenza di scendere Turchia non c'è, visto che sono in stra ritardo; che io il giorno di Natale non lavoro; che non ho intenzione di dare supporto per attività che riguardano altri gruppi; che il responsabile è un ruffiano ma io compro solo pentole con il coperchio.
Giovedì e siamo proprio in piena area di smobilitazione. Gli uffici sono sempre più deserti e bui.
Io cerco risposte, ma chi dovrebbe essere il custode della conoscenza è ormai partito.
Io combino ben poco, lo ammetto. Anche l'ultimo panettone viene mangiato alla spicciola, e lo scoprire che non si può brindare con alcolici in ufficio un po' mi spiazza. Così che anche l'ultimo brindisi si perde tra la nebbia e la pioggia.
Ed ecco che un po' inaspettato arriva venerdì. Il mio unico pensiero è tornare a casa presto, mentre già dal mattino iniziano i saluti e gli auguri.
Le colleghe mi obbligano addirittura a pranzare in ufficio per guadagnare tempo, peccato che il mio tempo sia concentrato tutto su un nuovo giro di test su di un nuovo flusso.
Nuovo test e nuovi errori che emergono. Vedo così l'ora della mia partenza allontanarsi, ma ecco che lo spirito Natalizio arriva in mio soccorso sotto forma dell'unica dipendente dell'azienda presente negli uffici. Eh già ci sono solo consulenti a lavorare il giorno della vigilia. Ecco che questa ultima eletta la culto delle feste annuncia che lei alle 16:30/17:00 va via e che quindi tutti si deve sloggiare. Io ormai rassegnato al fatto che il mio lavoro è bloccato da chi non c'è mi rassegno e parto. Saluto i pochi rimasti, indosso il mio cappellino da aiutante di Babbo Natale e sulla mia slitta moderna spinta da 100CV corro incontro a Babbo Natale, che secondo il sito www.noradsanta.org il dispensatore di regali era in Russia e si muoveva verso occidente. Quindi mi veniva incontro.
In macchina combatto con il sonno ipnotico da tergicristallo. Riesco ad arrivare a casa sano e salvo chiedendomi come facciano quelli commerciali ed autotrasportatori a viaggiare con il ballare delle spazzole davanti agli occhi. Ma la risposta forse la troverò in un altro viaggio. Ora sono a casa e posso dare il via al fine settimana di Natale.
Auguri caro lettore, che sotto l'albero tu possa trovare tra i vari doni anche 365 sorrisi che ti accompagnino nel nuovo anno.



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18 dicembre 2010

Tra Alba e Tramonto – 35° puntata


Caro lettore, la settimana appena trascorsa è già un ricordo, ma non so ancora dire se uno di quelli che conserverò in un cassetto o che cercherò di dimenticare velocemente.
È iniziata con un corso tenuto da una collega a Milano. Peccato che dei tre partecipanti, per un motivo o per un altro fossimo tutti sfasati. Chi doveva rincorrere richieste del cliente, chi doveva finire un lavoro urgente e chi come me doveva combattere contro un altra notte ad occhi spalancati.
Mettici poi l'insegnate dolorante, le continue interruzioni, ne è scaturita una giornata senza poi tanta gloria. Per fortuna che il dentista, che mi ha dato appuntamento per la sera è magnanimo ed allegro, così che il suo buon umore un po' mi resta appiccicato addosso.
La sera, tornato a casa, preparo armi e bagagli perchè martedì è prevista riunione alle 9:00.
Martedì parto presto, la collega ha dato buca. È a casa malata. Da fine ottobre ad oggi non è mai capitato che entrambi stessimo bene. Il che diventa un po' preoccupante.
Il viaggio comunque è tranquillo ed il paesaggio regala scorci da cartolina.
Arrivo in perfetto orario, anzi anche un po' in anticipo e così scopro che è stato deciso che io non debba partecipare alla riunione, che tra le altre cose ho richiesto io, ma che mi devo preparare per la riunione del pomeriggio, visto che la collega è assente.
Ne approfitto per recuperare un po' di lavoro arretrato.
La riunione del pomeriggio è una video conferenza con la Turchia. L'inizio già mi doveva far capire che era meglio marcare visita. C'è un sacco di gente, ma i turchi salutano solo me, e per tutto il tempo si rivolgeranno prevalentemente al sottoscritto, anche se alla riunione ci sono una ventina di persone che si occupano di cose differenti. I punti da smarcare sono molti, tanto che durante la discussione si buttano già le basi per un altra riunione. Io avevo preso anche un mezzo appuntamento per fare una visita ad una cantina del luogo, ma salta. Quando la riunione finisce in ufficio ci sono solo io e la mia referente.
Arrivato in residence mangio un pasto frugale e vado a nanna, ed incredibile, dormo tutto di un fiato.
Mercoledì mille progetti, per la serata che si infrangono quando scopro di una riunione che è figlia di quella a cui non ho partecipato martedì. Durante questa scopriamo che è un mese che discutiamo su dei dati che vengono modificati di volta in volta dall'utente senza darne avviso. E poi qualcuno si chiede perchè non funziona nulla...
Giovedì ennesima riunione, dove il responsabile di un altro gruppo cerca di scaricare la colpa di alcuni errori su di me, ma poi riesco a dimostrargli che l'errore è loro, peccato che appena se ne sono accorti si siano alzati con una scusa e se ne siano andati. Da allora si sono sempre fatti negare.
Questa è la settimana in cui molte aziende organizzano le cene natalizie, ed anche la mia società lo ha fatto. Peccato che io finisca tardi, che la voglia di mettermi in macchina, andare alla cena per poi rifare la strada di ritorno il giorno successivo. Alcuni colleghi, che come me stanno facendo tardi mi chiedono quali piani ho per la serata. Io gli dico nulla. Cena e letto. Allora vengo invitato ad andare a cena con loro.
Accetto.
Peccato che quando si arrivi al locale scopra di aver dimenticato il portafoglio. La cena poi non è nulla di memorabile, anzi solo il conto e la compagnia sono degni di essere riportati. La compagnia allegra, che festeggia una specie di addio al nubilato di una collega, che settimana prossima ripeterà l'esperienza di dire sì, ma ad un altro uomo. Ed il conto, salato più della carne marinata sotto sala servita da antipasto. Ma che fare. Per fortuna al momento di pagare qualcuno di magnanimo lo trovo e così intasco un debito, che mi riprometto di pagare l'indomani.
Tornati al parcheggio dove ho lasciato la macchina, la ritrovo coperta di ghiaccio, come se fosse stata attaccata da Mr. Freeze. Fa troppo freddo per aspettare che sbrini del tutto, quindi provo a partire lo stesso, ma fatti 4 metri desisto e mi metto in attesa.
Venerdì scorre in attesa che qualcuno risponda alle mie mille richieste, prima dell'ennesima riunione, in cui più volte mi viene chiesto cosa ne penso di tornare in Turchia per un'altra sessione di chiusure. Al che io nicchio, cercando di scaricare la decisione su chi non c'è e che quindi no posso sbilanciarmi.
Finito con la Turchia ecco la telefonata dal Lussemburgo.
Lì scopro che tutti gli utenti, ovunque essi siano, qualsiasi lingua essi parlino o religione professino alla fine si assomigliano tutti.
Alla fine esco nuovamente tardi, e di corsa perchè ho degli amici che mi aspettano per andare ad un concerto.
Il viaggio di ritorno è tranquillo sino a pochi chilometri da casa in cui è fiorito un traffico da neve impressionante. Ci metto più di mezz'ora per coprire gli ultimi chilometri, ma finalmente sono a casa. La settimana è alle spalle e l'unica cosa che voglio è pensare al fine settimana.
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05 dicembre 2010

Tra Alba e Tramonto – 34° puntata

Caro lettore, la mancanza di sonno mi porta davanti al pc ad un orario non consono per buttare giù le impressioni della settimana appena trascorsa.
Settimana che si porta dietro un fine settimana non proprio tranquillo. La testa si satura di pensieri e riflessioni che non riescono a trovare pace o una direzione.
Lunedì mattina nel tragitto che dalla capitale economica mi porta a quella del tartufo espongo le mie perplessità alla collega e lei mi da varie chiave di lettura che hanno l'effetto di tranquillizzarmi. Il rientro in ufficio poi è a bomba. Subito la testa impegnata a risolvere problemi e cose. La giornata scappa via e mi ritrovo mezzo addormentato sulla poltrona del residence.
Martedì si viaggi ancora sulle stesse corde. Si fa sempre tardi in ufficio, tanto fuori il tempo non consente di pensare di fare nulla di che.
Mercoledì segnalo il malfunzionamento dei riscaldamenti, che vengono prontamente risolti mentre io pigio i tasti in ufficio. Ed ecco che un'altra giornata di lavoro e di politica si aggiunge sulle spalle. La collega chiede appoggio morale ed io non so se ho voglia di darglielo.
Riusciamo a fare anche un po' di spesa. Prima di rientrare.
Sembra tutto normale, quando mi sveglio in piena notte con una sensazione di cottura. Mi sono dimenticato di regolare il riscaldamento, che ora funziona ed ora mi ritrovo un appartamento con temperature equatoriali.
Giovedì mezzo rintronato continuo con il lavoro cercando di concentrarmi su attività di bassissimo profilo. Alla fine abbandono in ufficio la collega presa a fare nuovamente il lavoro di tre persone tutta da sola e me ne torno in residence.
Venerdì scorre veloce visto che torno a casa con un'altra collega dell'ufficio che ha la buona abitudine di uscire il venerdì alle 16:00 in punto. È tutta un'altra cosa arrivare a casa quando l'ora non consiglia di andare a letto ma che ti consente ancora di fare qualcosa.
Caro lettore scusami per la brevità ed il non senso di alcuni passaggi ma oggi non riesco ad essere più chiaro di così!
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21 novembre 2010

Tra Alba e Tramonto – 33° puntata

Caro lettore, chi sa cosa avrai pensato di questo povero consulente con valigia e fascino, che di colpo non si fa sentire senza dare nessun preavviso. Spero nella tua clemenza, in quanto i motivi della mia latitanza sono legati a motivi di salute.
Eh già, questo povero scrittore ha dovuto abbandonare il luogo di lavoro, i colleghi e poi la capitale del Tartufo bianco per tornare, non senza difficoltà a casa a causa di una presunta infiammazione della cervicale, o così sembrava.
Ma vediamo se la quantità di antidolorifici, antiinfiammatori, reggi braccio e collarino, 5 medici hanno cancellato gli eventi successi.
Ormai si parla di lunedì 8 novembre, sveglia presto perchè alle 10 ho un corso in stabilimento per l'uso di un applicativo del cliente. Ci troviamo in uno stanzone in 5, con un professore, che non ha nulla del professore ma che si capisce che ne sa, e quando ripete per la terza volta: “QUESTO L'HO FATTO IO” vorrei partire con gli applausi, memore di eventi passati dove ben altri eroi si erano lanciati nell'uso di questo enunciato.
Pranzo frugale e poi in ufficio. Giornata come le altre, in attesa del suono della campanella.
Martedì mi sveglio un po' incriccato, ma penso che sia dovuto alla notte un po' agitata.
Vado in ufficio, ma le cose vanno di male in peggio. Decido di anticipare un attimo la pausa pranzo e vado in residence a coricarmi. Torno in ufficio, ma tutti mi dicono che ho una faccia un po' troppo sbattuta. Decido per andare in farmacia e poi a riposo in residence.
Gli antidolorifici attenuano il dolore, e la pomata qualcosa fa, ma il mercoledì mattina faccio fatica ad alzarmi dal letto, chiamo in ufficio e do forfait. Il dolore non si attenua e stare solo in residence non aiuta. Prendo la decisione, imbottito di antidolorifici e pieno di pomata me ne torno a casa.
Riesco a guidare, grazie al fatto che l'autostrada è tutta dritta e messa la 5° la parte destra la posso lasciare a riposo. A 30 km l'effetto dei medicinali inizia a scemare, dal casello a casa è una valle di lacrime, ma stringo i denti e piano piano arrivo sino al caldo casolare.
Passo il resto del giorno tra antidolorifici un po' più forti e pomate miracolose. Giovedì mi faccio accompagnare in ospedale. Ovviamente le cure erano sbagliate.
Nuovo set di medicinali e l'avviso che ci vorrà tempo.
Da allora, sono passati i giorni con me imbacuccato tra collarino e reggi braccio, punturine, creme, rimedi omeopatici, visite del medico fiscale e gran noia.
La rubrica riprenderà il suo scorrere nel nuovo mese, caro lettore. Un po' di pazienza.



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06 novembre 2010

Tra Alba e Tramonto – 32° puntata

Caro Lettore, l’autunno ormai sta volgendo all’inverno. I caldi colori delle foglie stanno lasciando spazio allo scuro dei rami. Continuo ad incontrare le stesse persone sulla mia strada, solo un po’ più imbacuccate, ma con lo stesso sguardo, o quasi. Non sono più una novità, ma anch’io inizio a far parte del paesaggio.
Dopo mesi anche qui mi sto creando dei rituali. Il primo è la riscoperta della radio.
Ormai cerco di organizzare il viaggio in modo che una trasmissione radio CATERSPORT mi faccia compagnia. La mattina a colazione mi fanno compagnia le voci di TUTTI PAZZI PER RDS. E la sera, quando la giornata è ormai conclusa ecco che la musica e le parole di VIRGIN RADIO mi cullano nel mondo di Morfeo.
Un tornare all’antico, quando a casa la televisione c’era solo in salotto ed in cucina, dove si passava la maggior parte del tempo, si chiacchierava e si ascoltava la radio. In camera da letto c’erano solo armadi e letti, e si veniva cullati dalle nenie dei nonni.
Ecco, forse la mia è la ricerca del passato, di quel tempo in cui tutto sembrava semplice e l’unico pensiero era, fatto i compiti, prendere la bici o il pallone? Va beh, un po’ di nostalgia. Ma ora è tempo di parlare dei giorni trascorsi.
Halloween l’ho trascorso ad Alba, visto che il giorno dedicato a TUTTI I SANTI, l’ho passato a lavorare. Chi dovesse pensare che lavorare in giornate di vacanza dovrebbe essere una pacchia perché non c’è nulla da fare, si sbaglia alla grande. Giornata pienissima anche se gli uffici erano vuoti. Alla fine cacciato fuori dalla sicurezza.
Martedì dovrò sentirmi anche le lamentele di una collega che ha dovuto lavorare sino alle 21:00, da casa. Mi trattengo da dirle qualcosa e continuo a lavorare a testa bassa.
Evento mondano è stato il pranzo in un ristorante di Manera, famoso per i suoi molti sughi che accompagnano spaghetti, penne, tortelli e riso. Pranzo organizzato per il rientro della responsabile per l’ultima settimana di lavoro, prima di entrare nel periodo di maternità.
Evento sportivo la sera stessa per poter smaltire, almeno in parte i bagordi del lauto pranzo.
Giovedì niente gnocchi ma l’ennesima giornata in cui si deve rincorrere questo e quello, dove dopo esserti rotto la testa per capire come risolvere l’ennesima cavolata dell’utente, questo candidamente ti dice che non se ne fa più nulla, che ha cambiato idea. Ormai dovrei esserci abituato. La sera la tristezza mi assale, ma per fortuna voci lontane riscaldano il cuore.
Venerdì passa di corsa. Le cose da fare si intrecciano, Italia, Turchia e Lussemburgo. Una patata bollente rimbalza da un gruppo all’altro, e passa anche da me. Io ci metto la buona volontà ma alla fine si capisce che la problematica è dei campioni degli scansa fatiche, ed a loro ritorna.



... all'inseguimento del sole ...

04 novembre 2010

Toc toc - c'è nessuno?

Ed eccomi qui alla ricerca di parole, di suoni, di distrazioni e concentrazione su altro, su qualcosa che non sia il lavoro, i problemi giornalieri, il cattivo tempo.
Ho bisogno di parlare di cose impegnate o di cavolate; di vita, ma di quella vera; di confrontarmi e forse ancor di più di sfogarmi.
Guardavo a ritroso gli ultimi post che ho scritto e sono tutti della stessa famiglia... lavoro.
Ecco cerco l'ispirazione per mettere insieme una storia, un racconto, un aneddoto o anche solo qualcosa che non sia una lamentela.
E mentre i piatti mi guardano dal lavello, la tv mostra due sqadre di calcio che si affrontano, con i tifosi fanno il tifo, io sono qui che parlo con amici ed amiche sparse per l'Italia ed il mondo.
Se ci fosse la luna piena potrei almeno ululare ed invece ecco che mi sfogo apigiando i tasti di questo pianoforte senza note e suoni, ma con lettere e numeri e simboli strani.
Va bhè, meglio ascoltare un po' di musica:

30 ottobre 2010

Tra Alba e Tramonto – 31° puntata

Ciao caro Lettore.
Devo essere sincero. Ieri sino alle 17:59 avevo una voglia di fare mille cose, tra cui scrivere della settimana trascorse, dei vari alti bassi, delle domande inutili che ricevo e delle risposte lapalissiane da dare, del fatto che la globalizzazione mi sta rubando i giorni di festa, delle telefonate ricevute, del cambio di residenza, dell'evento sportivo, del doppio evento mondano, del sole e della pioggia... ma poi ricevi una notizia, una di quelle che già sai, che ti aspetti, che non dovrebbe sorprenderti ed invece... ti stupisci dall'essere stupito; del ritrovarti a provare un po' di sconforto, anche se quando ti fermi a riflettere in maniera distaccata riesci a capire che è una cavolata, che ci sei già passato. Ed anche se te lo ripeti il tarlo ormai ha trovato la sua casa ed il castello di carte viene giù.
E cosa si può fare?
O si resta lì a contemplare i reali a terra che condividono il giaciglio, in una moderna visione della Livella del Principe De Curtis, con picche e fiori cercando di recuperare i danari tra le coppe rovesciate; o ti rimbocchi le maniche, cerchi di recuperare quello che si è salvato e ricominci a costruire un nuovo castello.
Ci penso.
Ok.
Le scatole ce le ho, magari alcune rotte dalla vita, ma comunque recuperabili. La buona volontà è scarsa, ma spero che aumenterà con il passare del tempo.
Quindi iniziamo a vedere cosa si può salvare.
Di questa settimana salverei alcuni buoni consigli, dati da qualcuno che credo lo abbia veramente fatto per il mio bene.
Salverei il film che sono andato a vedere al cinema. Figli delle Stelle. Una bella commedia italiana , piena di attoroni e personaggi. Ed affianco alle risate, magari ti viene anche da pensare e riflettere su ciò che ti capita intorno.
Salverei le sensazioni di essere più parte di un gruppo, che piano piano si sta formando.
Salverei Rocky IV ed il sogno che:” SE IO POSSO CAMBIARE, VOI POTETE CAMBIARE, ANCHE IL MONDO PUO' CAMBIARE”.
Salverei i piccoli cinema che proiettano film, senza pensare al quattrino ma al bene del mondo.
Salverei la sensazione di armonia che provo quando, dopo aver arrancato sulla salita, la strada scende dolcemente e l'unico pensiero è la strada che scorre sotto la suola delle scarpe.
Salverei le pause caffè e le risate che spezzano i momenti grigi delle giornate lavorative.
Salverei la compagnia davanti al buon cibo, dove chi parte viene salutato degnamente.
Salverei il genio di Elio e le Storie Tese e la loro velocità di fare Satira.
Salverei il sole che è passato a trovare le Langhe regalandomi un po' di calore.
Salverei il tentativo di andare a mangiare piatti di un'altra cultura per poi finire al solito locale a mangiare i soliti piatti che vanno contro ogni idea di salutismo.
Salverei gli amici che con pazienza hanno aspettato il mio arrivo, ahimè con incolpevole ritardo, raccomandandosi di non correre.
Salverei il letto di casa, dove posata la testa sul cuscino tutto finisce per ricominciare al momento del risorgere dalle coperte.
Le cose che butterei per ora le metto da parte, che non si sa mai che ritornino utili in futuro.
Caro Lettore ti auguro buone cose in questo fine settimana dove i riti pagani si mischiano con i Santi per portare gioia e ricordo.



… all'inseguimento del sole …

23 ottobre 2010

Tra Alba e Tramonto – 30° puntata

Ed anche questa settimana si va ad incasellare con le altre, come settimana trascorsa, anche se ha avuto qualche piccola differenza. Al contrario delle altre è iniziata con un lunedì a Milano, speso nella nuova sede a sistemare aspetti burocratici, rivedere alcuni colleghi, scambiare quattro chiacchiere e presenziare ad una riunione. Sarebbe andato tutto bene se alla riunione non ci fosse stato anche l'Orco, oppure se io fossi riuscito a non discutere con lui, ma il suo gessato da Al Capone mi ha distratto ed i miei buoni propositi sono saltati. Per fortuna che un attimo di lucidità mi ha permesso di zittirmi davanti all'ennesima cavolata sentita, mentre il resto delle persone sbadigliavano.
Questo “scontro” mi ha rovinato la bella sensazione che ero riuscito a costruirmi durante la giornata, ma per fortuna il tempo scarso non mi ha permesso di rimuginarci troppo su. C'era una valigia da fare una partenza all'alba da impostare.
Martedì mi sveglio presto è parto per l'ufficio. Traffico accettabile, ed anche la nebbia passa via. La vita in ufficio è da subito frenetica. C'è da preparare l'ennesima riunione, da sistemare le solite beghe dell'utente e via così. Quando finalmente riesco a tornare in residence, sistemo un paio di cose, cucino, mangio ed a nanna. Mi perdo così l'esibizione di Nevruz o l'uscita cinema. Ma sono davvero stanco.
Mercoledì, rinfrancato dalla dormita mi rimetto sotto e produrre. Le cose ovviamente aumentano, ma nella mia testa si forma l'idea di andare a fare una sgambata, e questo pensiero mi accompagna e mi sostiene. Mi viene finalmente assegnato un pc fisso, per cui sono costretto a lasciare la mia postazione ed occuparne un'altra, più piccola ma se possibile ancora più imboscata.
Si fa tardi anche a questo giro, ma ormai il tarlo ha fatto il suo lavoro, ed anche se scopro di aver preso i pantaloncini corti, concludo la sera con una bella sgambata.
Giovedì mattina ed una delle mie fantasie è lì lì per compiersi. Nella hall del residence una bionda cerca un passaggio e mentre io mi informo per il luogo e faccio finta di cercare le chiavi della macchina, la responsabile del residence si alza da dietro il banco è dice:
” IL SIGNORE VA NELLA DIREZIONE OPPOSTA E CI VA A PIEDI!!! ”
Stroncato.
La bionda tristemente si incammina verso nord mentre io, con le mani in tasca, vado a sud.
Arrivato in ufficio scopro che il destino lavorativo ha voluto mettermi anche il carico da 11. mi tacca perciò rimboccarmi le maniche e produrre produrre produrre.
Quando ormai sono nell'ora degli straordinari, per gli altri, a scrivere mail a destra ed a manca decido che Rocky 3 merita più attenzione del lavoro e me ne torno alla mia fetta di formaggio.
Ed anche se il film è datato, e forse il meno famoso della serie, me lo godo come se fosse la prima volta.
Venerdì il mio unico pensiero è tornare a casa. Si fissa nella mia testa. Lavoro di gran lena, ed anche quando l'utente si dimostra per l'ennesima volta stolto, alcuni colleghi mi rinfilano le loro beghe, sembro anch'io un po' Rocky: testa bassa e sempre avanti.
Riesco a mancare i miei buoni propositi solo di 15 minuti e via verso casa. Il traffico è un po' più sostenuto ma scorrevole. Va tutto bene sino a quando non arrivo alla barriera. Siamo in 3 nella corsia che ho scelto. Con la viacard ci dovrebbe volere un attimo, ma ecco che scende l'autista della prima macchina. Ha dei problemi ma non capisco se con il biglietto dell'autostrada o con la tessera. Passano 30 secondi e scende il passeggero. Vedo che dopo un paio di tentativi questo schiaccia il tasto per chiamare aiuto, ma nulla. Dalla seconda macchina scende una signora, dopo aver cercato di parcheggiare... lei si trovava tra me ed il primo ed ha fatto una manovra che sembrava indicare: questo parcheggio è mio e guai a chi lo tocca. Io intuisco la situazione e faccio retromarcia con molta cautela. Riesco a passare nel casello accanto giusto mentre il passeggero del primo decide di provare l'ebrezza di attraversare tutti i caselli per andare a cercare aiuto.
Supero la barriera, schivo due con il telepass che hanno deciso di riprodurre lo storico sorpasso tra Hakkinen e Schumacher con me nella parte di Zonta a Spa nel 2000, e come lui, mentre i due correvano verso non so quale traguardo io riprendevo a vivere.
Prendo lo svincolo per casa mia è praticamente parcheggio. Un tamponamento in terza corsia ha creato un intasamento degno dei bronchi di un influenzato.
Sono a pochi passi da perdere le speranze di arrivare a casa, quando supero l'evento e riparto. Casa, nella mia testa c'è solo casa.



… all'inseguimento del sole ...

18 ottobre 2010

Tra Alba e Tramonto – 29° puntata


Caro lettore, sono ancora qui. Qui davanti al monitor a pigiare tasti ed a mettere insieme le parole per raccontare le mie avventure, eppure questa settimana appena trascorsa forse meriterebbe più un racconto di ciò che è successo tutto intorno che quello che ha vissuto il tuo consulente con fascino e valigia. Quindi potrei raccontare dei soldati Italiani che hanno perso la vita in una terra lontana al posto delle sensazioni di tristezza che mi prendono ogni tanto; degli scontri durante la partita della Nazionale Italiana con quella Serba, al posto dell'evento sportivo; della liberazione dei minatori cileni al posto dell'evento mondano; delle critiche di Santoro al posto delle telefonate del mio capo; del riconteggio delle schede in Piemonte o dell'ennesimo lavoro noioso affidatomi; potrei anche farlo, ma andrei a snaturare il significato recondito di questa rubrica. Perciò, caro lettore, preparati a leggere dell'ennesima settimana trascorsa tra le colline delle Langhe.

Lunedì mi trovo dopo tanto tempo a fare di nuovo il passeggero nel viaggio da Milano ad Alba, mi trovo di nuovo a chiacchierare di lavoro e di tutto il resto con la mia collega. Il traffico ci fa leggermente tardare in ufficio, ma roba davvero irrisoria, ma quanto basta per sentirmi dire al mio ingresso: “NON TOGLIERTI IL CAPPOTTO CHE DOBBIAMO ANDARE AD UNA RIUNIONE” dalla nuova responsabile dell'ufficio. Va da se che io non ho mai ricevuto alcuna comunicazione di sorte e non so neanche di cosa si andrà a parlare. Vengo pertanto aggiornato nel breve tragitto tra l'ufficio che ci ospita e quello dove si terrà la riunione. Mi trovo così gettato in mezzo a discussioni tecniche di flussi e dati, di sviluppi ed eccezioni. Ala fine mi toccherà anche redigere il rapportino sull'incontro. Tornato in ufficio mi tocca recuperare un lavoro lasciato pendente venerdì sera. Sembra che abbia anche una certa urgenza.

Tornato a sera inoltrata in residence crollo quasi subito e mi risveglio che è già martedì.

Martedì scorre tra fare una cosa e l'altra. E nella totale immobilità non mi rendo neanche conto che si è fatto tardi e che l'evento sportivo lo guarderò in tv anziché viverlo. Corro in residence giusto per il fischio d'inizio, ma questo non c'è. Tra un guazzabuglio e l'altra l'evento va in fumo ed a me non resta che andare a dormire.

Mercoledì lo vivo tutto in attesa dell'evento mondano. Eh sì. Si va a cena a Rivoli e si incontrano i vecchi colleghi con cui ho iniziato le mie avventure. Nella paura di far tardi arriviamo largamente in anticipo, mentre i ritardatari storici non si smentiscono. Si chiacchiera e si nota come alcune cose sono cambiate mentre altre sono sempre le stesse. Ahimè come un novello Cenerentolo devo scappare e tornare ad Alba prima che sia troppo tardi e che ci si trasformi tutti in zucca, ma rivedere i vecchi colleghi mi ha fatto davvero piacere.

Ed eccoci a giovedì. Finalmente concludo il lavoro noioso che mi era stato affidato. Faccio i miei controlli preliminari, un paio di test, e poi vado in produzione. La nuova responsabile resta sbalordita nell'apprendere, ad un orario non più da ufficio, che ho finalmente finito questa impresa bibblica. Sono talmente annoiato dall'attività che non riesco neanche a prendere l'invito di un collega per una uscita serale. Mi scuso e gli dico che non posso perdere Rocky2.

Venerdì. Nulla tranne l'ennesima dimostrazione della stupidità dell'orco, che dovendosi presentare ad una riunione indetta giorni fa, da lui, chiama per un aiuto quando ormai è al casello dell'Asti-Cuneo. Per fortuna che lui è molto gerarchico e quindi, essendo io di livello inferiore a quello della collega, non vengo considerato. La collega dopo 2 minuti di telefonata è già nera. La telefonata durerà dieci minuti circa e lascerà uno strato di nervosismo che si protrarrà per tutto il pomeriggio, sino a quando, a sera, veniamo convocati per un allineamento su quanto è stato detto. Questo viene fatto durante un aperitivo offerto dall'amministratore, perchè se fosse stato per l'orco ci saremmo dovuti forse accontentare di una telefonata.

Ripartiamo insieme dal parcheggio dell'ufficio. Noi avanti e l'amministratore, con l'orco, dietro. Tempo tre rotonde e li perdiamo; e dire che la collega si è contenuta con la velocità. Chiamiamo per sentire cosa è successo e scopriamo che si sono fermati al pit-stop. Senza più remore la collega spinge per arrivare a casa ed intanto intavoliamo l'ennesima analisi su quanto è successo, arrivando nuovamente alle stesse conclusioni, ma questo è lavoro e non più storia.

...all'inseguimento del sole...

11 ottobre 2010

Tra Alba e Tramonto – 28° puntata

Caro lettore, scusa il ritardo nel “postare” l’ennesimo resoconto di un’altra settimana, ma questo fine settimana il tempo l’ho dedicato un po’ a me, un po’ alla mia famiglia, un po’ agli amici ed un po’ a dormire.
La settimana ha visto alti e bassi, c’è stata la serata cinema, l’evento sportivo e quello mondano, la riunione a sorpresa, l’accusa ingiusta e l’ennesimo Rocky. Un sacco di cose, ma vediamo di metterle in ordine.
Arrivo ad Alba come è ormai consuetudine domenica sera. Cena frugale ed a nanna.
Lunedì si inizia di gran carriera. Aggiusta qui, sistema lì, metti questo qui, ed ecco che il tempo si mette al brutto. Per fortuna che sono preparato, o almeno è quello che penso prima che dio Pluvio decide di dimostrare la sua generosità con succhiellate di pioggia. Una collega, mossa a pietà, mi presta il suo ombrello che almeno attenua il risultato doccia del temporale.
Martedì il tempo inizia a riprendersi ed anch’io vedo un po’ di sole nel mio futuro. Nel frattempo si prepara la festa per la partenza di una collega, o meglio della capa, per il Lussemburgo.
Riesco ad uscire ad un orario quasi decente, a cenare velocemente ed a raggiungere il cinema in tempo. Vado a vedere NIENTE PAURA, il film che racconta la storia del nostro bel paese prendendo spunto dalle canzone del cantante di Correggio. Il film sembra un libro le cui pagine non sono totalmente scritte ma che lasciano a chi guarda la possibilità di riempire i vuoti con il proprio vissuto.
Mercoledì mi ritrovo in una riunione a sorpresa che aggiunge ancora un po’ di sole alla mia avventura. Alla fine di questa dovrò usarne un po’ per evitare che esploda un caso diplomatico tra alcuni gruppi di colleghi che si scaricano le responsabilità a vicenda. Per fortuna riesco a fare il paciere ed a vincere l’ennesimo padulo. Riesco comunque ad inserirci un po’ di attività fisica che serve per lo meno a togliermi quella sensazione di aver perso un po’ di vita vera per stare dietro a delle cavolate.
Giovedì vengo additato di non aver effettuato correttamente un’attività. Verifico e dimostro semplicemente che l’attività in essere è stata fatta quando io non lavoravo qui o successivamente al mio intervento, quindi la colpa era di altri, ma comunque sistemo tutto. La sera la sensazione di solitudine si fa un po’ sentire, e la voglia di vedere gli amici bussa alla porta. Riesco a sentirne un paio con cui organizzo le mie ore milanesi del fine settimana. E poi arriva Rocky con la sua carica ed il buon’umore sale.
Ed arriva il venerdì. Giorno atteso da tutti perché è il giorno della festa e della gita in pulmino. Eh sì, in pulmino. Una collega ha la patente e le conoscenze per avere e guidare un pulmino. Prima però di raccontare la storia del pulmino c’è da scrivere del ritorno a casa della collega dalla Turchia.
Era tutto calcolato, tranne il ritardo del volo. La collega mi aggiorna via SMS di ogni novità, e quando non può mandare messaggio io verifico il volo su internet.
Un paio di telefonate durante il tragitto aeroporto ufficio che meriteranno almeno una segnalazione almeno quando ricevo questa telefonata:

Ciao
Ciao, dove sei? Come va?
Non posso parlare
“penso" Ma allora che chiami a fare
sono ad Asti. Click.


Alla fine della giornata ci troviamo tutti davanti all’ufficio per andare al ristorante. Per comodità abbiamo deciso di prendere un pulmino e non so perché la cosa mi fa divertire un sacco. Mi riporta al tempo delle gite scolastiche e dell’allegria che serpeggiava quando non si andava a lezione tra i muri della scuola ma in giro per quello che all’epoca era il mondo.
Durante il viaggio, perché si tratta di un viaggio vero e proprio a contare le curve ed i sali e scendi.
La cena e gioviale e divertente. Ci raggiunge anche il fidanzato dalla capa, direttamente dal Lussemburgo. Alla fine a qualcuno scappa qualche una lacrimuccia.
La serata si conclude poi con il ritorno al residence, dove ospito un paio di colleghi.
Da qui in poi la storia è solo di chi c’era.



… all’inseguimento del sole …

02 ottobre 2010

Tra Alba e Tramonto – 27° puntata

Caro Lettore, ormai iniziano a scarseggiare gli incipit. Ho scritto più di cento resoconti riguardanti le mie trasferte in giro, e questa appena trascorsa doveva essere una settimana decisiva per il mio futuro nella città tanto famosa per il suo tartufo, ed invece nulla di fatto. E dire che io ero pronto. Lunedì mattina mi presento un po' in anticipo, ben rasato, pettinato... va beh si fa per dire, profumato e con il vestito nuovo, e scopro che l'incontro è stato rinviato. E mentre scopro tutto questo, la collega è in viaggio per Istanbul. La giornata passerebbe così lieve se non arivasse l'annuncio che il precedente gestore è stato sostituito dall'Orco.
Eh sì. È tornato l'Orco, anche se ha detti di molto è più debole di prima. La notizia non fa certo piacere, ma a pensarci bene è un'ottima occasione per avere una rivincita. E con questo nuovo mantra affronto la settimana.
Iniziano i movimenti in ufficio in quanto ci sarà a breve un cambio al comando. Ormai le ipotesi si riducono e ci sono sempre più certezze. Chi sostituirà la capa, l'arrivo di un nuovo collega, o almeno la sua ricerca si fa sempre più insistente, feste di saluto e mezzi di trasporto.
Tornato a casa crollo. Tutta la stanchezza del fine settimana mi arriva addosso come un treno merci. Non è finito ancora
Martedì solito tran tran, ma non so come faccio tardi. Ormai uscire in orario non fa quasi più parte del mio DNA. Scopro solo a metà giornata che una collega è assente per malattia... chi sa dove ho la testa. Forse dietro ad una nuova attività che non ha nulla di stimolante, ma che deve essere fatta. Per fortuna che ho ancora in piedi una parte del progetto Lussemburgo, che viene finalmente varato in ambiente di test.
Per festeggiare serata da personaggio di Culicchia. Cena davanti la televisione a vedere X-Factor. Questo perchè non ho frittata di cipolle, birra, rutto libero e partita da vedere, altrimenti sembrerei più il ragionier Ugo Fantozzi, a cui a dire il vero assomiglio nelle forme.
Mercoledì giornata di attesa. Attendo la risposta degli esiti dei test degli utenti, attendo di poter parlare con la responsabile per aver chiarimenti su alcuni passaggi di un programma, attendo la cavolata dell'Orco. L'utente latita, la responsabile è impegnata ma l'Orco non tradisce.
Ecco la sua telefonata con le domande più stupide. Premessa, l'Orco è ben noto per avere il braccino e fare le pulci a tutti. Mi chiama per sentire a voce la descrizione della mia nota spese. Si chiede anche se sono io a pagare l'alloggio dove risiedo ad Alba. Rispondo con pacatezza e calma, e glisso quando le domande puntano verso la nota spesa della collega. Per chi non fosse avvezzo alla compilazione della nota spese, si sappia che uno viene rimborsato solo delle spese che sostiene e giustifica con le pezze (cioè scontrini, fatture e ricevute), quindi le domande fatte non avevano senso, tranne che volesse capire se mettevo in nota spese cose strane o che cercassi di approfittare dell'azienda. Questo per farti capire, caro Lettore, quanta fiducia abbia questo personaggio nei confronti degli altri.
Ammetto che la telefonata un po' mi mette di malumore, e mette in agitazione la collega, che con una splendida mail asettica lo mette in riga.
Per togliermi il senso di frustrazione della telefonata decido per l'evento sportivo. Esco abbastanza presto per andare al supermercato ed a correre.
Il fatto che sia già buio mi fa preferire un percorso che costeggia una delle vie principali della città, che a quell'ora è scarsamente trafficata. Peccato che in un passaggio rischio di essere investito da un autista che si dimentica di tutte le regole del codice stradale. Affronta la rotonda senza dare la precedenza alle auto che già sono in essa accelerando per anticiparle e rischiando di investire il malcapitato, cioè io, che attraversa sulle strisce.
Lo spavento è tanto ma arriva solo dieci minuti dopo l'accaduto, quando metto a fuoco che ci sono andato proprio vicino dall'essere investito.
Tornato in appartamento doccia ristoratrice e cena leggera. E poi a nanna.
Giovedì sembra trascorrere sonnechioso. Rientra il collega da alcuni giorni lampo in cui è andato a ritirare la macchina nuova. A pranzo ci incastriamo tutti dentro, avendo preso lui un coupè, e ci facciamo scarozzare per le vie di Alba con la scusa di andare a pranzo in un locale dall'altra parte della città.
Ormai sono rassegnato a fare tardi oggi e domani, in quanto non è arrivato ancora l'ok per portare in produzione il progetto Lussemburgo, ma ecco che all'ultimo momento...
Mi metto di lena e facendo comunque serata in ufficio riesco a finire tutto, così da salvarmi il venerdì.
Venerdì e mi sento quasi in ferie. La giornata passa tra alti e bassi in ufficio. È il mio turno di prendere la macchina per andare a pranzo, e do spettacolo con la mia non proverbiale capacità nel parcheggio a esse sul lato destro della strada, tanto che un automobilista mosso a pietà mi segnala che sta uscendo e lì il parcheggio è un po' più spazioso.
Va da se che a sinistra, al contrario di quasi la totalità del genere umano, il parcheggio mi viene alla perfezione, ma ormai non c'è più nessuno a guardarmi, neanche la signora con il super SUV che cerca di speronarmi.
Nel pomeriggio poi sembra un fuggi fuggi, ed alle 18 mi trasformo nell'incubo di brunetta. Faccio cadere la penna e scappo a casa.
Dimenticavo, dopo tante mail inutili, questa settimana è arrivata anche la mail del super capo del cliente per ringraziare del lavoro fatto.
A volte basta poco per sentirsi bene.



… all'inseguimento del sole ...
p.s. Questa è stata anche una settimana si partenze ed arrivi. Quindi a tutti voi va un immenso abbraccio e la speranza che troviate sempre una ragione per sorridere.

25 settembre 2010

Tra Alba e Tramonto – 26° puntata

Caro lettore, non so dove trovo la forza per scrivere queste righe. Oggi per partecipare al 2° Raduno della Protezione Civile a Milano mi sono dovuto alzare prima del panettiere. Evito la cronaca che sarebbe fatta di tanti momenti morti e di molta, forse troppa, pioggia. La cronaca la si potrà leggere sulla carta stampata domani. Quindi con ancora un po' di freddo ed umido nelle spalle eccomi qui seduto davanti alla tastiera con gli occhi che tendono a chiudersi.
La settimana è caratterizzata dalla sfasatura tra me e la collega con cui condivido la trasferta nella città al centro delle Langhe. Io inizio di lunedì e lei di martedì, anche se alla fine entrambi lavoriamo allo stesso obbiettivo ma in città diverse. Lunedì è anche il giorno in cui ricevo la prima mail inutile, per cui devo mangiarmi uno stufato di rospi, mentre attendo alcune comunicazioni dall'ufficio di Milano. Tutto il resto è la solita routine assurda di richieste dell'utente che arrivano a toccare l'ilarità.
Martedì arriva la collega e con lei un'altra mail inutile, ma questa volta anche offensiva. Allo stufato devo aggiungere anche una tisana. Tutto questo perchè non posso rispondere ad un idiota che l'errore lo trovi ora perchè solo ora ti sei messo a fare le attività che dovevi fare 2 mesi fa. Tutti i propositi di cinema e cose ovviamente saltano e per tirarmi su per fortuna c'è la parmiggiana fatta dalla mia mamma, che in un gesto di infinità bontà decido di condividere con la mia collega. Ed in tutto questo non arriva ancora la mail dall'ufficio.
Mercoledì inizia con il sogno di andare in piscina a fare quattro vasche ed una doccia, ma alla fine cosa ottengo. Un'altra mail inutile dove un responsabile, che probabilmente non conosce bene l'idioma del suo paese, risponde con fare piccato ad una mail che io ho inviato dicendo che le attività devono essere fatte in una certa maniera. Io resto basito perchè la “maniera” che indica questo genio è la stessa che ho scritto io nella mail. Perplesso chiedo alla responsabile del progetto. Sai caro Lettore, dopo la terza mail inutile mi stavano sorgendo dei dubbi sulla mia capacità di scrivere. Per fortuna la responsabile mi tranquillizza e risponde lei a questo nuovo idiomaleso (idioma + leso).
Evento sportivo saltato. La collega sfiora momenti di depressione e devo dire a ben donde. Arrivano mail di richiesta di supporto del tipo:
Non riusciamo a fare questa attività. Il sistema segnala questo errore. I messaggi di errori sono di questo tenore:
  • INSERITA DATA ERRATA
  • MANCA DATO NEL CAMPO …
  • REGISTRAZIONE POSSIBILE SOLO CON TOTALE UGUALE A 0
  • VALORE NON ESISTENTE PER CATEGORIA PRESCELTA, CREARE?
Ovviamente tutti questi messaggi appaiono in turco ed io devo trovare la traduzione usando il codice dell'errore. Rendendo in giro quando mi girano il messaggio:
L'UTENTE NON DISPONE DELL'AUTORIZZAZIONE PER FARE L'ATTIVITA'
e la chiedono a me, quando c'è un ufficio preposto per queste attività e loro lo sanno bene.
Aggiungici che mi tocca anche venire a sapere che si sono lamentati del fatto che ho scritto a loro troppe mail. Quasi quasi non rispondo più. E la mail dell'ufficio di Milano non arriva.
Giovedì, la collega si perde la sveglia ed io vado da solo in ufficio.
Mail inutili??? si, ma ormai mi scivolano addosso. Rispondo in surplace. Una delle colleghe propone serata mondana ed io accetto subito. Mi serve una scusa per uscire ad un orario decente dall'ufficio. Gli utenti non si sentono ed io riesco a portarmi avanti con alcune attività che ho dovuto tralasciare per seguire le paturnie degli utenti.
Arrivata l'ora di partire, la collega usa una scusa che conosco bene:”Devo scrivere ancora una mail”
Io e l'altra collega decidiamo di uscire comunque, così io ho la possibilità di cambiarmi e di prendere l'auto. Questa volta tocca a me guidare. Il locale è carino. C'è anche la festa di compleanno di una bambina, ed uno schermo che promette di mostrare la partita. Anche i piatti non sono male. Io ho un po' di nostalgia degli utenti polacchi, ed ordino uno stinco che sfigura al confronto con il Golonko, ma almeno la birra e buona, ed anche se le colleghe parlano di lavoro io cerco di distrarmi guardando la partita, che lo schermo, ahimè, regala a tratti. Una visione di alcuni fotogrammi, tanto che mi perso un paio di goal. Da Milano nessuna notizia.
Venerdì e c'è un aria di fuggi fuggi. La giornata scorre e finalmente arrivano le mail dall'ufficio di Milano, peccato che le notizie siano già giunte ed ormai suonano di vecchio.
Io cerco di fare il mio al meglio e poi parto. Ed eccomi bloccato nella prima tratta di lavori in corso. Telefonata: “guarda che hanno chiuso lo svincolo dell'autostrada” ringrazio e studio una nuova strada ed avverto un collega che dovrebbe fare la stessa strada.
Altra telefonata: “ Ciao scusa mi servirebbero urgentemente queste informazioni. Mi puoi spedire una mail?” le informazioni le ho inviate no più tardi di una settimana fa e poi sono in auto e non rientro a casa prima di domani.
Pioggia. Pioggia. Pioggia.
Supero la barriera e trovo TRAFFICO TRAFFICO TRAFFICO. Alla fine verifico i tempi e ci ho messo meno tempo ad arrivare da Alba a Milano che fare il tratto dalla barriera all'ufficio dell'amministratore. Il navigatore poi va in panne e mi tocca tornare al vecchio sistema: “mi scusi sa dove si trova la via...”



… all'inseguimento del sole ...

18 settembre 2010

Tra Alba e Tramonto – 25° puntata

Caro Lettore eccomi di nuovo qui a raccontare di un'altra settimana trascorsa nelle Langhe.
Ci sono alcune novità. La più importante è quella di essermi indebitato per i prossimi 20 anni per realizzare uno dei tanti sogni che la gente comune fa. Eh si. Da qualche giorno sono anch'io tra quelli che investono nel mattone, ma questa è una storia ancora tutta da vivere e scrivere, mentre i giorni passati aspettano di essere fermati prima che la polvere del tempo li ricopra.
Lunedì insieme al ritorno degli studenti a scuola mi reco al punto di ritrovo con la collega. Ormai era tempo che non viaggiavo per Milano con valigia, libro e zainetto e lo sguardo delle signore pronte a lamentarsi per l'ingombro. Sono fortunato che con il fascino riesco a distrarle e non vedono il mio mini trasloco.
Caricato dalla collega lei esordisce con la questione del viaggio di ritorno, infatti ci sono possibilità che lei debba rientrare prima e che io debba fare un po' di autostop.
Per il resto si chiacchiera di lavoro e di vita.
A guardarlo da oggi lunedì è trascorso abbastanza bene. Niente orari assurdi o cosa. Una normale giornata, una piccola riunione e via così. Scopro anche di essere stato invitato alla serata mondana del giovedì. Con la collega cerchiamo di pianificare un po' gli eventi della settimana, provando ad inserire un evento sportivo ed un incontro di allineamento ad un orario umano.
Martedì inizio del crollo della pianificazione. Se non fosse per X-Factor sarebbe stata un'altra giornata da “Non ti preoccupare chiudo io l'ufficio”. Io partecipo ad una riunione in cui dovremmo essere una folla ed alla fine ci troviamo in tre. Ci allineiamo in cinque minuti e fine della riunione. La responsabile di uno dei gruppi, una dei tre, non la prende molto bene e si lamenta apertamente.
Io mi ritrovo così a redigere in una mail di cinque righe quanto è stato detto.
La collega è intanto impegnata ancora a combattere la sua battaglia con gli utenti, ed io da bravo scudiero sono li a supportare ed a sopportare. Ed intanto penso a mercoledì ed all'evento sportivo che dovrebbe essere seguito, come da regola, da una pizza e birra e quattro chiacchiere.
Alla pausa pranzo, che io faccio e la collega no, capisco che non ci sarà nessun evento sportivo ed è a rischio anche la mia cena, infatti non ho quasi nulla in residence.
A sera inoltrata, quando ci accorgiamo che il programma che stiamo analizzando ha smesso di funzionare di colpo perchè qualcuno ha introdotto degli aggiornamenti senza dircelo... bhè rincuorati ed un po' meno incavolati decidiamo di andare almeno a mangiare la pizza.
Si salvano anche le quattro chiacchiere, che sono per la maggior parte di lavoro. Si fanno piani strategici e riflessioni sui possibili scenari futuri.
Giovedì è confermato che la collega rientrerà a Milano in anticipo, ed io mi dovrò sobbarcare il suo lavoro, oltre al fatto che devo trovare un passaggio per tornare a casa.
Sono fortunato ed una collega, che abita a Milano, si offre per riaccompagnarmi alla città natia.
Trovo il passaggio e riesco anche ad uscire presto per cambiarmi, questo perchè le mie attività sono bloccate da persone che non rispondono alle mail.
L'evento mondano è a baso di vino e di buon cibo. Si va in gruppo alla 44° Douja D'Or. Li assaggio alcuni dei vini premiati al 38° Concorso Nazionale Vini a doc e docg "Premio Douja d'Or".
Già un po' alticcio e con il bicchiere pieno di nettare degli dei mi sposto con gli altri al ristorante.
Qui mangio ottimi piatti regionali accompagnati da altro succo d'uva diversamente invecchiato, aneddoti di vita e risate.
Per il ritorno a casa ci si affida al navigatore, ma dopo pochi metri tutti i presenti in macchina pensano che anche questo novello scout elettronico abbia alzato un po' il gomito. Dopo la decima volta che la voce elettronica ripete “AL PROSSIMO INCROCIO SVOLTARE A DESTRA E POI A SINISTRA”, decidiamo di affidarci ai più classici cartelli stradali.
Venerdì è figlio della sua fama. Io mi ritrovo a cavalcare onde di melma per scoprire quasi sempre che la colpa è di qualcun altro. Per fortuna che la collega che mi da il passaggio è categorica ed alle cinque e mezza mi fa spegnere il pc.
A sera mi chiama la collega per raccontarmi com'è andata la giornata di incontri in azienda ed il tono non è dei più allegri. Per concludere degnamente la giornata poi, si parla anche di un possibile ritorno dell'Orco, ma ormai mancano meno di due giri completi della lancetta lunga per arrivare a Sabato e la stanchezza bussa insistentemente nella mia testa. Non resta che dormirci sopra.



… all'inseguimento del sole …

05 settembre 2010

Tra Alba e Tramonto – 24° puntata

Caro lettore, eccomi ancora qui a raccontarti le mie avventure e disavventure in questo mese di Agosto appena passato e di Settembre che ha appena messo il piede oltre l'uscio.
Come la maggior parte delle settimane, anche questa è iniziata con un lunedì. In questo periodo di rientri la cosa non è vera per tutti. Per chi ha avuto la fortuna di raggiungere terre natie o esotiche o soltanto non essere in ufficio a volte la settimana non inizia di lunedì. Per la collega, appena rientrata da due settimane davvero provanti ad Istanbul, ad esempio la settimana inizia di martedì. Questo mi ha permesso di dedicarmi per un po' anche alle altre attività che sto seguendo.
La prima cosa che scopro è che rischio di dover buttare quasi dieci giorni di lavoro per un errore nel programma di estrazione dei dati... a qualcuno sembrerà cosa da poco, ma dopo aver inserito più di cento trentamila dati a mano, scorrendo ad uno ad uno i record presenti che erano più di un milione, potete capire che io non fossi di buon umore. La cosa deve averla recepita anche il sistema che inizia a lavorarmi contro, anzi si vede che anche lui odia i lunedì e non ne vuol sapere di lavorare al meglio.
A pranzo, con poco fieno nella cascina vengo portato, per la gioia di alcuni colleghi, a pranzo nella mensa che ha appena riaperto.
La giornata continua tra alti e bassi e con l'ennesima mail da parte della responsabile sulla qualità del servizio fornito da alcuni fornitori.
Esco ad un orario più che lecito ed apprezzabile ed incredibilmente riesco a fare anche una micro spesa, giusto per la sussistenza.
Non sono più abituato a tornare a casa così presto. Penso che finalmente avrò l'occasione di godermi un po' di relax e magari un po' di televisione o una buona lettura ed ecco che tutta la stanchezza accumulata bussa alla mia porta e prima che l'orologio appoggi la sua lancetta più corta per la seconda volta sul numero nove io già dormo sul divano.
Martedì l'aria è frizzantina e la dormita un po' di energia me l'ha ridata.
Rientra anche la collega ed io passerò l'intera giornata a cercare di allinearla sulle attività, ma per un motivo o per un altro... pensa lettore che a pranzo, quando finalmente pensavo di... ecco che le vicine di tavolo ci interrompono e ci chiedono per quale società lavoriamo. Ricevuta la risposta una di lor mi guarda e mi dice che lo sapeva che non potevo lavorare per quella azienda perchè ho una cravatta colorata ed una certa dose di fascino. E quindi, salvati dalla tristezza del discorso, ci mettiamo a parlare di ferie sognate e fatte.
La sera decidiamo di cenare fuori ed io ormai non ho più voglio di parlare di lavoro, quindi seduti davanti ad una buona pizza chiacchieriamo un po' di vita e di storia.
Mentre camminiamo per le via delle città che ci ospita veniamo affiancati da un gruppo di adolescenti, molto allegri che ci offrono da bere e da mangiare, e siccome non si rifiuta mai un dono, io accetto ben volentieri il salatino e la bottiglietta di aperitivo che mi farà compagnia per tutta la settimana.
Mercoledì inizia Settembre ed arrivano le prime notizia. Uno dei progetti che dovrò seguire ha ricevuto l'ok, il concerto che dovevo andare a sentire venerdì è saltato perchè il gruppo si è sciolto, devo cercare di ottenere l'ok da parte degli utenti turchi per le ultime attività e cercare di non organizzare una spedizione punitiva per colpire il gruppo di sviluppatori che sviluppano al massimo l'odio nei loro confronti da parte di chi ha la sfortuna di avere a che fare con loro.
Mercoledì è il terzo giorno consecutivo che esco presto, tanto che anche la ragazza che è alla reception si preoccupa.
Sono così ben disposto che decido non solo di fare una corsetta ma di tentare un nuovo percorso. Questa mattina ho chiesto al tuttofare del residence. Comprensibilità delle indicazioni davvero scarse, tanto che sarò costretto a chiedere a più di una persona se sono sulla via giusta. Questo mi ha fatto pensare che gli abitanti di questa città non saranno mai guide scout.
Riesco anche a sentire un paio di amici sparsi per l'Italia, prima di andare a letto.
Giovedì, giornata pienissima. Lavoro ininterrottamente sino a quando la ragazza alla reception arriva per cacciarmi. In un giorno ho fatto il lavoro che avrebbero dovuto fare altri tre gruppi solo per poter portarmi a casa un paio di ok per procedere con le ultime attività aperte sul progetto Turchia.
Il sistema pensa di essere nel periodo che precede la quaresima e non in pieno ramadan, e quindi confondendo gli eventi ci regala un errore che non avevo mai incontrato. La collega mi chiede, ma io non so che dire. Lei si scervella, ed anch'io spremo le meningi, ma ormai non c'è più nulla. A questo punto chiedo aiuto alla responsabile, che candidamente ci spiega il dilemma. Nell'azienda per cui lavoriamo l'anno fiscale inizia con il 1° Settembre, e quindi vedendo che i dati fanno riferimenti all' “anno precedente” attiva un suo controllo, che io che ho fatto tutti test ad Agosto non ho mai incontrato. Risolviamo e per “punizione” mi tocca fare la documentazione da inviare agli utenti.
Venerdì per la prima volta in sei mesi arrivo tardi in ufficio. Sono davvero stanco. Anche il pc è stanco e passo due ore per farlo andare. Intanto la collega riceve una richiesta da parte di un altro gruppo che la fa imbestialire. Passerà due ore buone a lamentarsi a nastro, mentre io son lì a fare documentazione ed a mantenere la calma nei confronti di certi personaggi.
Per fortuna il fascino è ancora alto e vado a pranzo con ben quattro colleghe. Mi sarei fatto gli applausi da solo.
Il pomeriggio scorre, tra mail di ringraziamento per il lavoro svolto e piccole cose da sistemare.
La collega scappa prima di me dall'ufficio, mentre io me la prendo comoda.
Il viaggio di ritorno è caratterizzato da uno dei più grandi spaventi che mi sono preso in questo continuo andare avanti ed indietro. Mentre a cento venti chilometri all'ora percorro l'autostrada mi trovo di colpo una tanica vuota che rotola sull'autostrada. Per evitare danni peggiori con una sterzata improvvisa, decido di prenderla in pieno sperando nella buona sorte.
La tanica si incastra sotto la macchina. Mi fermo nella corsia di emergenza e la tiro fuori. Verifico che non ci siano danni rilevanti e riparto.
Da lì fino a quando non parcheggio la macchina vicino a casa mi rimarrà un fono di agitazione e di paura che si scioglieranno appena messo piede in casa.
Dimenticavo caro Lettore. La prossima settimana sarò nella mia città per sbrigare alcune faccende burocratiche, quindi ci rivediamo tra due settimane.



… all'inseguimento del sole...