30 ottobre 2010
Tra Alba e Tramonto – 31° puntata
Devo essere sincero. Ieri sino alle 17:59 avevo una voglia di fare mille cose, tra cui scrivere della settimana trascorse, dei vari alti bassi, delle domande inutili che ricevo e delle risposte lapalissiane da dare, del fatto che la globalizzazione mi sta rubando i giorni di festa, delle telefonate ricevute, del cambio di residenza, dell'evento sportivo, del doppio evento mondano, del sole e della pioggia... ma poi ricevi una notizia, una di quelle che già sai, che ti aspetti, che non dovrebbe sorprenderti ed invece... ti stupisci dall'essere stupito; del ritrovarti a provare un po' di sconforto, anche se quando ti fermi a riflettere in maniera distaccata riesci a capire che è una cavolata, che ci sei già passato. Ed anche se te lo ripeti il tarlo ormai ha trovato la sua casa ed il castello di carte viene giù.
E cosa si può fare?
O si resta lì a contemplare i reali a terra che condividono il giaciglio, in una moderna visione della Livella del Principe De Curtis, con picche e fiori cercando di recuperare i danari tra le coppe rovesciate; o ti rimbocchi le maniche, cerchi di recuperare quello che si è salvato e ricominci a costruire un nuovo castello.
Ci penso.
Ok.
Le scatole ce le ho, magari alcune rotte dalla vita, ma comunque recuperabili. La buona volontà è scarsa, ma spero che aumenterà con il passare del tempo.
Quindi iniziamo a vedere cosa si può salvare.
Di questa settimana salverei alcuni buoni consigli, dati da qualcuno che credo lo abbia veramente fatto per il mio bene.
Salverei il film che sono andato a vedere al cinema. Figli delle Stelle. Una bella commedia italiana , piena di attoroni e personaggi. Ed affianco alle risate, magari ti viene anche da pensare e riflettere su ciò che ti capita intorno.
Salverei le sensazioni di essere più parte di un gruppo, che piano piano si sta formando.
Salverei Rocky IV ed il sogno che:” SE IO POSSO CAMBIARE, VOI POTETE CAMBIARE, ANCHE IL MONDO PUO' CAMBIARE”.
Salverei i piccoli cinema che proiettano film, senza pensare al quattrino ma al bene del mondo.
Salverei la sensazione di armonia che provo quando, dopo aver arrancato sulla salita, la strada scende dolcemente e l'unico pensiero è la strada che scorre sotto la suola delle scarpe.
Salverei le pause caffè e le risate che spezzano i momenti grigi delle giornate lavorative.
Salverei la compagnia davanti al buon cibo, dove chi parte viene salutato degnamente.
Salverei il genio di Elio e le Storie Tese e la loro velocità di fare Satira.
Salverei il sole che è passato a trovare le Langhe regalandomi un po' di calore.
Salverei il tentativo di andare a mangiare piatti di un'altra cultura per poi finire al solito locale a mangiare i soliti piatti che vanno contro ogni idea di salutismo.
Salverei gli amici che con pazienza hanno aspettato il mio arrivo, ahimè con incolpevole ritardo, raccomandandosi di non correre.
Salverei il letto di casa, dove posata la testa sul cuscino tutto finisce per ricominciare al momento del risorgere dalle coperte.
Le cose che butterei per ora le metto da parte, che non si sa mai che ritornino utili in futuro.
Caro Lettore ti auguro buone cose in questo fine settimana dove i riti pagani si mischiano con i Santi per portare gioia e ricordo.
… all'inseguimento del sole …
23 ottobre 2010
Tra Alba e Tramonto – 30° puntata
Questo “scontro” mi ha rovinato la bella sensazione che ero riuscito a costruirmi durante la giornata, ma per fortuna il tempo scarso non mi ha permesso di rimuginarci troppo su. C'era una valigia da fare una partenza all'alba da impostare.
Martedì mi sveglio presto è parto per l'ufficio. Traffico accettabile, ed anche la nebbia passa via. La vita in ufficio è da subito frenetica. C'è da preparare l'ennesima riunione, da sistemare le solite beghe dell'utente e via così. Quando finalmente riesco a tornare in residence, sistemo un paio di cose, cucino, mangio ed a nanna. Mi perdo così l'esibizione di Nevruz o l'uscita cinema. Ma sono davvero stanco.
Mercoledì, rinfrancato dalla dormita mi rimetto sotto e produrre. Le cose ovviamente aumentano, ma nella mia testa si forma l'idea di andare a fare una sgambata, e questo pensiero mi accompagna e mi sostiene. Mi viene finalmente assegnato un pc fisso, per cui sono costretto a lasciare la mia postazione ed occuparne un'altra, più piccola ma se possibile ancora più imboscata.
Si fa tardi anche a questo giro, ma ormai il tarlo ha fatto il suo lavoro, ed anche se scopro di aver preso i pantaloncini corti, concludo la sera con una bella sgambata.
Giovedì mattina ed una delle mie fantasie è lì lì per compiersi. Nella hall del residence una bionda cerca un passaggio e mentre io mi informo per il luogo e faccio finta di cercare le chiavi della macchina, la responsabile del residence si alza da dietro il banco è dice:
” IL SIGNORE VA NELLA DIREZIONE OPPOSTA E CI VA A PIEDI!!! ”
Stroncato.
La bionda tristemente si incammina verso nord mentre io, con le mani in tasca, vado a sud.
Arrivato in ufficio scopro che il destino lavorativo ha voluto mettermi anche il carico da 11. mi tacca perciò rimboccarmi le maniche e produrre produrre produrre.
Quando ormai sono nell'ora degli straordinari, per gli altri, a scrivere mail a destra ed a manca decido che Rocky 3 merita più attenzione del lavoro e me ne torno alla mia fetta di formaggio.
Ed anche se il film è datato, e forse il meno famoso della serie, me lo godo come se fosse la prima volta.
Venerdì il mio unico pensiero è tornare a casa. Si fissa nella mia testa. Lavoro di gran lena, ed anche quando l'utente si dimostra per l'ennesima volta stolto, alcuni colleghi mi rinfilano le loro beghe, sembro anch'io un po' Rocky: testa bassa e sempre avanti.
Riesco a mancare i miei buoni propositi solo di 15 minuti e via verso casa. Il traffico è un po' più sostenuto ma scorrevole. Va tutto bene sino a quando non arrivo alla barriera. Siamo in 3 nella corsia che ho scelto. Con la viacard ci dovrebbe volere un attimo, ma ecco che scende l'autista della prima macchina. Ha dei problemi ma non capisco se con il biglietto dell'autostrada o con la tessera. Passano 30 secondi e scende il passeggero. Vedo che dopo un paio di tentativi questo schiaccia il tasto per chiamare aiuto, ma nulla. Dalla seconda macchina scende una signora, dopo aver cercato di parcheggiare... lei si trovava tra me ed il primo ed ha fatto una manovra che sembrava indicare: questo parcheggio è mio e guai a chi lo tocca. Io intuisco la situazione e faccio retromarcia con molta cautela. Riesco a passare nel casello accanto giusto mentre il passeggero del primo decide di provare l'ebrezza di attraversare tutti i caselli per andare a cercare aiuto.
Supero la barriera, schivo due con il telepass che hanno deciso di riprodurre lo storico sorpasso tra Hakkinen e Schumacher con me nella parte di Zonta a Spa nel 2000, e come lui, mentre i due correvano verso non so quale traguardo io riprendevo a vivere.
Prendo lo svincolo per casa mia è praticamente parcheggio. Un tamponamento in terza corsia ha creato un intasamento degno dei bronchi di un influenzato.
Sono a pochi passi da perdere le speranze di arrivare a casa, quando supero l'evento e riparto. Casa, nella mia testa c'è solo casa.
… all'inseguimento del sole ...
18 ottobre 2010
Tra Alba e Tramonto – 29° puntata

Caro lettore, sono ancora qui. Qui davanti al monitor a pigiare tasti ed a mettere insieme le parole per raccontare le mie avventure, eppure questa settimana appena trascorsa forse meriterebbe più un racconto di ciò che è successo tutto intorno che quello che ha vissuto il tuo consulente con fascino e valigia. Quindi potrei raccontare dei soldati Italiani che hanno perso la vita in una terra lontana al posto delle sensazioni di tristezza che mi prendono ogni tanto; degli scontri durante la partita della Nazionale Italiana con quella Serba, al posto dell'evento sportivo; della liberazione dei minatori cileni al posto dell'evento mondano; delle critiche di Santoro al posto delle telefonate del mio capo; del riconteggio delle schede in Piemonte o dell'ennesimo lavoro noioso affidatomi; potrei anche farlo, ma andrei a snaturare il significato recondito di questa rubrica. Perciò, caro lettore, preparati a leggere dell'ennesima settimana trascorsa tra le colline delle Langhe.
Lunedì mi trovo dopo tanto tempo a fare di nuovo il passeggero nel viaggio da Milano ad Alba, mi trovo di nuovo a chiacchierare di lavoro e di tutto il resto con la mia collega. Il traffico ci fa leggermente tardare in ufficio, ma roba davvero irrisoria, ma quanto basta per sentirmi dire al mio ingresso: “NON TOGLIERTI IL CAPPOTTO CHE DOBBIAMO ANDARE AD UNA RIUNIONE” dalla nuova responsabile dell'ufficio. Va da se che io non ho mai ricevuto alcuna comunicazione di sorte e non so neanche di cosa si andrà a parlare. Vengo pertanto aggiornato nel breve tragitto tra l'ufficio che ci ospita e quello dove si terrà la riunione. Mi trovo così gettato in mezzo a discussioni tecniche di flussi e dati, di sviluppi ed eccezioni. Ala fine mi toccherà anche redigere il rapportino sull'incontro. Tornato in ufficio mi tocca recuperare un lavoro lasciato pendente venerdì sera. Sembra che abbia anche una certa urgenza.
Tornato a sera inoltrata in residence crollo quasi subito e mi risveglio che è già martedì.
Martedì scorre tra fare una cosa e l'altra. E nella totale immobilità non mi rendo neanche conto che si è fatto tardi e che l'evento sportivo lo guarderò in tv anziché viverlo. Corro in residence giusto per il fischio d'inizio, ma questo non c'è. Tra un guazzabuglio e l'altra l'evento va in fumo ed a me non resta che andare a dormire.
Mercoledì lo vivo tutto in attesa dell'evento mondano. Eh sì. Si va a cena a Rivoli e si incontrano i vecchi colleghi con cui ho iniziato le mie avventure. Nella paura di far tardi arriviamo largamente in anticipo, mentre i ritardatari storici non si smentiscono. Si chiacchiera e si nota come alcune cose sono cambiate mentre altre sono sempre le stesse. Ahimè come un novello Cenerentolo devo scappare e tornare ad Alba prima che sia troppo tardi e che ci si trasformi tutti in zucca, ma rivedere i vecchi colleghi mi ha fatto davvero piacere.
Ed eccoci a giovedì. Finalmente concludo il lavoro noioso che mi era stato affidato. Faccio i miei controlli preliminari, un paio di test, e poi vado in produzione. La nuova responsabile resta sbalordita nell'apprendere, ad un orario non più da ufficio, che ho finalmente finito questa impresa bibblica. Sono talmente annoiato dall'attività che non riesco neanche a prendere l'invito di un collega per una uscita serale. Mi scuso e gli dico che non posso perdere Rocky2.
Venerdì. Nulla tranne l'ennesima dimostrazione della stupidità dell'orco, che dovendosi presentare ad una riunione indetta giorni fa, da lui, chiama per un aiuto quando ormai è al casello dell'Asti-Cuneo. Per fortuna che lui è molto gerarchico e quindi, essendo io di livello inferiore a quello della collega, non vengo considerato. La collega dopo 2 minuti di telefonata è già nera. La telefonata durerà dieci minuti circa e lascerà uno strato di nervosismo che si protrarrà per tutto il pomeriggio, sino a quando, a sera, veniamo convocati per un allineamento su quanto è stato detto. Questo viene fatto durante un aperitivo offerto dall'amministratore, perchè se fosse stato per l'orco ci saremmo dovuti forse accontentare di una telefonata.
Ripartiamo insieme dal parcheggio dell'ufficio. Noi avanti e l'amministratore, con l'orco, dietro. Tempo tre rotonde e li perdiamo; e dire che la collega si è contenuta con la velocità. Chiamiamo per sentire cosa è successo e scopriamo che si sono fermati al pit-stop. Senza più remore la collega spinge per arrivare a casa ed intanto intavoliamo l'ennesima analisi su quanto è successo, arrivando nuovamente alle stesse conclusioni, ma questo è lavoro e non più storia.
...all'inseguimento del sole...
11 ottobre 2010
Tra Alba e Tramonto – 28° puntata
La settimana ha visto alti e bassi, c’è stata la serata cinema, l’evento sportivo e quello mondano, la riunione a sorpresa, l’accusa ingiusta e l’ennesimo Rocky. Un sacco di cose, ma vediamo di metterle in ordine.
Arrivo ad Alba come è ormai consuetudine domenica sera. Cena frugale ed a nanna.
Lunedì si inizia di gran carriera. Aggiusta qui, sistema lì, metti questo qui, ed ecco che il tempo si mette al brutto. Per fortuna che sono preparato, o almeno è quello che penso prima che dio Pluvio decide di dimostrare la sua generosità con succhiellate di pioggia. Una collega, mossa a pietà, mi presta il suo ombrello che almeno attenua il risultato doccia del temporale.
Martedì il tempo inizia a riprendersi ed anch’io vedo un po’ di sole nel mio futuro. Nel frattempo si prepara la festa per la partenza di una collega, o meglio della capa, per il Lussemburgo.
Riesco ad uscire ad un orario quasi decente, a cenare velocemente ed a raggiungere il cinema in tempo. Vado a vedere NIENTE PAURA, il film che racconta la storia del nostro bel paese prendendo spunto dalle canzone del cantante di Correggio. Il film sembra un libro le cui pagine non sono totalmente scritte ma che lasciano a chi guarda la possibilità di riempire i vuoti con il proprio vissuto.
Mercoledì mi ritrovo in una riunione a sorpresa che aggiunge ancora un po’ di sole alla mia avventura. Alla fine di questa dovrò usarne un po’ per evitare che esploda un caso diplomatico tra alcuni gruppi di colleghi che si scaricano le responsabilità a vicenda. Per fortuna riesco a fare il paciere ed a vincere l’ennesimo padulo. Riesco comunque ad inserirci un po’ di attività fisica che serve per lo meno a togliermi quella sensazione di aver perso un po’ di vita vera per stare dietro a delle cavolate.
Giovedì vengo additato di non aver effettuato correttamente un’attività. Verifico e dimostro semplicemente che l’attività in essere è stata fatta quando io non lavoravo qui o successivamente al mio intervento, quindi la colpa era di altri, ma comunque sistemo tutto. La sera la sensazione di solitudine si fa un po’ sentire, e la voglia di vedere gli amici bussa alla porta. Riesco a sentirne un paio con cui organizzo le mie ore milanesi del fine settimana. E poi arriva Rocky con la sua carica ed il buon’umore sale.
Ed arriva il venerdì. Giorno atteso da tutti perché è il giorno della festa e della gita in pulmino. Eh sì, in pulmino. Una collega ha la patente e le conoscenze per avere e guidare un pulmino. Prima però di raccontare la storia del pulmino c’è da scrivere del ritorno a casa della collega dalla Turchia.
Era tutto calcolato, tranne il ritardo del volo. La collega mi aggiorna via SMS di ogni novità, e quando non può mandare messaggio io verifico il volo su internet.
Un paio di telefonate durante il tragitto aeroporto ufficio che meriteranno almeno una segnalazione almeno quando ricevo questa telefonata:
Ciao
Ciao, dove sei? Come va?
Non posso parlare
“penso" Ma allora che chiami a fare
sono ad Asti. Click.
Alla fine della giornata ci troviamo tutti davanti all’ufficio per andare al ristorante. Per comodità abbiamo deciso di prendere un pulmino e non so perché la cosa mi fa divertire un sacco. Mi riporta al tempo delle gite scolastiche e dell’allegria che serpeggiava quando non si andava a lezione tra i muri della scuola ma in giro per quello che all’epoca era il mondo.
Durante il viaggio, perché si tratta di un viaggio vero e proprio a contare le curve ed i sali e scendi.
La cena e gioviale e divertente. Ci raggiunge anche il fidanzato dalla capa, direttamente dal Lussemburgo. Alla fine a qualcuno scappa qualche una lacrimuccia.
La serata si conclude poi con il ritorno al residence, dove ospito un paio di colleghi.
Da qui in poi la storia è solo di chi c’era.
… all’inseguimento del sole …
02 ottobre 2010
Tra Alba e Tramonto – 27° puntata
Eh sì. È tornato l'Orco, anche se ha detti di molto è più debole di prima. La notizia non fa certo piacere, ma a pensarci bene è un'ottima occasione per avere una rivincita. E con questo nuovo mantra affronto la settimana.
Iniziano i movimenti in ufficio in quanto ci sarà a breve un cambio al comando. Ormai le ipotesi si riducono e ci sono sempre più certezze. Chi sostituirà la capa, l'arrivo di un nuovo collega, o almeno la sua ricerca si fa sempre più insistente, feste di saluto e mezzi di trasporto.
Tornato a casa crollo. Tutta la stanchezza del fine settimana mi arriva addosso come un treno merci. Non è finito ancora
Martedì solito tran tran, ma non so come faccio tardi. Ormai uscire in orario non fa quasi più parte del mio DNA. Scopro solo a metà giornata che una collega è assente per malattia... chi sa dove ho la testa. Forse dietro ad una nuova attività che non ha nulla di stimolante, ma che deve essere fatta. Per fortuna che ho ancora in piedi una parte del progetto Lussemburgo, che viene finalmente varato in ambiente di test.
Per festeggiare serata da personaggio di Culicchia. Cena davanti la televisione a vedere X-Factor. Questo perchè non ho frittata di cipolle, birra, rutto libero e partita da vedere, altrimenti sembrerei più il ragionier Ugo Fantozzi, a cui a dire il vero assomiglio nelle forme.
Mercoledì giornata di attesa. Attendo la risposta degli esiti dei test degli utenti, attendo di poter parlare con la responsabile per aver chiarimenti su alcuni passaggi di un programma, attendo la cavolata dell'Orco. L'utente latita, la responsabile è impegnata ma l'Orco non tradisce.
Ecco la sua telefonata con le domande più stupide. Premessa, l'Orco è ben noto per avere il braccino e fare le pulci a tutti. Mi chiama per sentire a voce la descrizione della mia nota spese. Si chiede anche se sono io a pagare l'alloggio dove risiedo ad Alba. Rispondo con pacatezza e calma, e glisso quando le domande puntano verso la nota spesa della collega. Per chi non fosse avvezzo alla compilazione della nota spese, si sappia che uno viene rimborsato solo delle spese che sostiene e giustifica con le pezze (cioè scontrini, fatture e ricevute), quindi le domande fatte non avevano senso, tranne che volesse capire se mettevo in nota spese cose strane o che cercassi di approfittare dell'azienda. Questo per farti capire, caro Lettore, quanta fiducia abbia questo personaggio nei confronti degli altri.
Ammetto che la telefonata un po' mi mette di malumore, e mette in agitazione la collega, che con una splendida mail asettica lo mette in riga.
Per togliermi il senso di frustrazione della telefonata decido per l'evento sportivo. Esco abbastanza presto per andare al supermercato ed a correre.
Il fatto che sia già buio mi fa preferire un percorso che costeggia una delle vie principali della città, che a quell'ora è scarsamente trafficata. Peccato che in un passaggio rischio di essere investito da un autista che si dimentica di tutte le regole del codice stradale. Affronta la rotonda senza dare la precedenza alle auto che già sono in essa accelerando per anticiparle e rischiando di investire il malcapitato, cioè io, che attraversa sulle strisce.
Lo spavento è tanto ma arriva solo dieci minuti dopo l'accaduto, quando metto a fuoco che ci sono andato proprio vicino dall'essere investito.
Tornato in appartamento doccia ristoratrice e cena leggera. E poi a nanna.
Giovedì sembra trascorrere sonnechioso. Rientra il collega da alcuni giorni lampo in cui è andato a ritirare la macchina nuova. A pranzo ci incastriamo tutti dentro, avendo preso lui un coupè, e ci facciamo scarozzare per le vie di Alba con la scusa di andare a pranzo in un locale dall'altra parte della città.
Ormai sono rassegnato a fare tardi oggi e domani, in quanto non è arrivato ancora l'ok per portare in produzione il progetto Lussemburgo, ma ecco che all'ultimo momento...
Mi metto di lena e facendo comunque serata in ufficio riesco a finire tutto, così da salvarmi il venerdì.
Venerdì e mi sento quasi in ferie. La giornata passa tra alti e bassi in ufficio. È il mio turno di prendere la macchina per andare a pranzo, e do spettacolo con la mia non proverbiale capacità nel parcheggio a esse sul lato destro della strada, tanto che un automobilista mosso a pietà mi segnala che sta uscendo e lì il parcheggio è un po' più spazioso.
Va da se che a sinistra, al contrario di quasi la totalità del genere umano, il parcheggio mi viene alla perfezione, ma ormai non c'è più nessuno a guardarmi, neanche la signora con il super SUV che cerca di speronarmi.
Nel pomeriggio poi sembra un fuggi fuggi, ed alle 18 mi trasformo nell'incubo di brunetta. Faccio cadere la penna e scappo a casa.
Dimenticavo, dopo tante mail inutili, questa settimana è arrivata anche la mail del super capo del cliente per ringraziare del lavoro fatto.
A volte basta poco per sentirsi bene.
… all'inseguimento del sole ...
p.s. Questa è stata anche una settimana si partenze ed arrivi. Quindi a tutti voi va un immenso abbraccio e la speranza che troviate sempre una ragione per sorridere.
25 settembre 2010
Tra Alba e Tramonto – 26° puntata
La settimana è caratterizzata dalla sfasatura tra me e la collega con cui condivido la trasferta nella città al centro delle Langhe. Io inizio di lunedì e lei di martedì, anche se alla fine entrambi lavoriamo allo stesso obbiettivo ma in città diverse. Lunedì è anche il giorno in cui ricevo la prima mail inutile, per cui devo mangiarmi uno stufato di rospi, mentre attendo alcune comunicazioni dall'ufficio di Milano. Tutto il resto è la solita routine assurda di richieste dell'utente che arrivano a toccare l'ilarità.
Martedì arriva la collega e con lei un'altra mail inutile, ma questa volta anche offensiva. Allo stufato devo aggiungere anche una tisana. Tutto questo perchè non posso rispondere ad un idiota che l'errore lo trovi ora perchè solo ora ti sei messo a fare le attività che dovevi fare 2 mesi fa. Tutti i propositi di cinema e cose ovviamente saltano e per tirarmi su per fortuna c'è la parmiggiana fatta dalla mia mamma, che in un gesto di infinità bontà decido di condividere con la mia collega. Ed in tutto questo non arriva ancora la mail dall'ufficio.
Mercoledì inizia con il sogno di andare in piscina a fare quattro vasche ed una doccia, ma alla fine cosa ottengo. Un'altra mail inutile dove un responsabile, che probabilmente non conosce bene l'idioma del suo paese, risponde con fare piccato ad una mail che io ho inviato dicendo che le attività devono essere fatte in una certa maniera. Io resto basito perchè la “maniera” che indica questo genio è la stessa che ho scritto io nella mail. Perplesso chiedo alla responsabile del progetto. Sai caro Lettore, dopo la terza mail inutile mi stavano sorgendo dei dubbi sulla mia capacità di scrivere. Per fortuna la responsabile mi tranquillizza e risponde lei a questo nuovo idiomaleso (idioma + leso).
Evento sportivo saltato. La collega sfiora momenti di depressione e devo dire a ben donde. Arrivano mail di richiesta di supporto del tipo:
Non riusciamo a fare questa attività. Il sistema segnala questo errore. I messaggi di errori sono di questo tenore:
- INSERITA DATA ERRATA
- MANCA DATO NEL CAMPO …
- REGISTRAZIONE POSSIBILE SOLO CON TOTALE UGUALE A 0
- VALORE NON ESISTENTE PER CATEGORIA PRESCELTA, CREARE?
L'UTENTE NON DISPONE DELL'AUTORIZZAZIONE PER FARE L'ATTIVITA'
e la chiedono a me, quando c'è un ufficio preposto per queste attività e loro lo sanno bene.
Aggiungici che mi tocca anche venire a sapere che si sono lamentati del fatto che ho scritto a loro troppe mail. Quasi quasi non rispondo più. E la mail dell'ufficio di Milano non arriva.
Giovedì, la collega si perde la sveglia ed io vado da solo in ufficio.
Mail inutili??? si, ma ormai mi scivolano addosso. Rispondo in surplace. Una delle colleghe propone serata mondana ed io accetto subito. Mi serve una scusa per uscire ad un orario decente dall'ufficio. Gli utenti non si sentono ed io riesco a portarmi avanti con alcune attività che ho dovuto tralasciare per seguire le paturnie degli utenti.
Arrivata l'ora di partire, la collega usa una scusa che conosco bene:”Devo scrivere ancora una mail”
Io e l'altra collega decidiamo di uscire comunque, così io ho la possibilità di cambiarmi e di prendere l'auto. Questa volta tocca a me guidare. Il locale è carino. C'è anche la festa di compleanno di una bambina, ed uno schermo che promette di mostrare la partita. Anche i piatti non sono male. Io ho un po' di nostalgia degli utenti polacchi, ed ordino uno stinco che sfigura al confronto con il Golonko, ma almeno la birra e buona, ed anche se le colleghe parlano di lavoro io cerco di distrarmi guardando la partita, che lo schermo, ahimè, regala a tratti. Una visione di alcuni fotogrammi, tanto che mi perso un paio di goal. Da Milano nessuna notizia.
Venerdì e c'è un aria di fuggi fuggi. La giornata scorre e finalmente arrivano le mail dall'ufficio di Milano, peccato che le notizie siano già giunte ed ormai suonano di vecchio.
Io cerco di fare il mio al meglio e poi parto. Ed eccomi bloccato nella prima tratta di lavori in corso. Telefonata: “guarda che hanno chiuso lo svincolo dell'autostrada” ringrazio e studio una nuova strada ed avverto un collega che dovrebbe fare la stessa strada.
Altra telefonata: “ Ciao scusa mi servirebbero urgentemente queste informazioni. Mi puoi spedire una mail?” le informazioni le ho inviate no più tardi di una settimana fa e poi sono in auto e non rientro a casa prima di domani.
Pioggia. Pioggia. Pioggia.
Supero la barriera e trovo TRAFFICO TRAFFICO TRAFFICO. Alla fine verifico i tempi e ci ho messo meno tempo ad arrivare da Alba a Milano che fare il tratto dalla barriera all'ufficio dell'amministratore. Il navigatore poi va in panne e mi tocca tornare al vecchio sistema: “mi scusi sa dove si trova la via...”
… all'inseguimento del sole ...
18 settembre 2010
Tra Alba e Tramonto – 25° puntata
Ci sono alcune novità. La più importante è quella di essermi indebitato per i prossimi 20 anni per realizzare uno dei tanti sogni che la gente comune fa. Eh si. Da qualche giorno sono anch'io tra quelli che investono nel mattone, ma questa è una storia ancora tutta da vivere e scrivere, mentre i giorni passati aspettano di essere fermati prima che la polvere del tempo li ricopra.
Lunedì insieme al ritorno degli studenti a scuola mi reco al punto di ritrovo con la collega. Ormai era tempo che non viaggiavo per Milano con valigia, libro e zainetto e lo sguardo delle signore pronte a lamentarsi per l'ingombro. Sono fortunato che con il fascino riesco a distrarle e non vedono il mio mini trasloco.
Caricato dalla collega lei esordisce con la questione del viaggio di ritorno, infatti ci sono possibilità che lei debba rientrare prima e che io debba fare un po' di autostop.
Per il resto si chiacchiera di lavoro e di vita.
A guardarlo da oggi lunedì è trascorso abbastanza bene. Niente orari assurdi o cosa. Una normale giornata, una piccola riunione e via così. Scopro anche di essere stato invitato alla serata mondana del giovedì. Con la collega cerchiamo di pianificare un po' gli eventi della settimana, provando ad inserire un evento sportivo ed un incontro di allineamento ad un orario umano.
Martedì inizio del crollo della pianificazione. Se non fosse per X-Factor sarebbe stata un'altra giornata da “Non ti preoccupare chiudo io l'ufficio”. Io partecipo ad una riunione in cui dovremmo essere una folla ed alla fine ci troviamo in tre. Ci allineiamo in cinque minuti e fine della riunione. La responsabile di uno dei gruppi, una dei tre, non la prende molto bene e si lamenta apertamente.
Io mi ritrovo così a redigere in una mail di cinque righe quanto è stato detto.
La collega è intanto impegnata ancora a combattere la sua battaglia con gli utenti, ed io da bravo scudiero sono li a supportare ed a sopportare. Ed intanto penso a mercoledì ed all'evento sportivo che dovrebbe essere seguito, come da regola, da una pizza e birra e quattro chiacchiere.
Alla pausa pranzo, che io faccio e la collega no, capisco che non ci sarà nessun evento sportivo ed è a rischio anche la mia cena, infatti non ho quasi nulla in residence.
A sera inoltrata, quando ci accorgiamo che il programma che stiamo analizzando ha smesso di funzionare di colpo perchè qualcuno ha introdotto degli aggiornamenti senza dircelo... bhè rincuorati ed un po' meno incavolati decidiamo di andare almeno a mangiare la pizza.
Si salvano anche le quattro chiacchiere, che sono per la maggior parte di lavoro. Si fanno piani strategici e riflessioni sui possibili scenari futuri.
Giovedì è confermato che la collega rientrerà a Milano in anticipo, ed io mi dovrò sobbarcare il suo lavoro, oltre al fatto che devo trovare un passaggio per tornare a casa.
Sono fortunato ed una collega, che abita a Milano, si offre per riaccompagnarmi alla città natia.
Trovo il passaggio e riesco anche ad uscire presto per cambiarmi, questo perchè le mie attività sono bloccate da persone che non rispondono alle mail.
L'evento mondano è a baso di vino e di buon cibo. Si va in gruppo alla 44° Douja D'Or. Li assaggio alcuni dei vini premiati al 38° Concorso Nazionale Vini a doc e docg "Premio Douja d'Or".
Già un po' alticcio e con il bicchiere pieno di nettare degli dei mi sposto con gli altri al ristorante.
Qui mangio ottimi piatti regionali accompagnati da altro succo d'uva diversamente invecchiato, aneddoti di vita e risate.
Per il ritorno a casa ci si affida al navigatore, ma dopo pochi metri tutti i presenti in macchina pensano che anche questo novello scout elettronico abbia alzato un po' il gomito. Dopo la decima volta che la voce elettronica ripete “AL PROSSIMO INCROCIO SVOLTARE A DESTRA E POI A SINISTRA”, decidiamo di affidarci ai più classici cartelli stradali.
Venerdì è figlio della sua fama. Io mi ritrovo a cavalcare onde di melma per scoprire quasi sempre che la colpa è di qualcun altro. Per fortuna che la collega che mi da il passaggio è categorica ed alle cinque e mezza mi fa spegnere il pc.
A sera mi chiama la collega per raccontarmi com'è andata la giornata di incontri in azienda ed il tono non è dei più allegri. Per concludere degnamente la giornata poi, si parla anche di un possibile ritorno dell'Orco, ma ormai mancano meno di due giri completi della lancetta lunga per arrivare a Sabato e la stanchezza bussa insistentemente nella mia testa. Non resta che dormirci sopra.
… all'inseguimento del sole …
05 settembre 2010
Tra Alba e Tramonto – 24° puntata
Come la maggior parte delle settimane, anche questa è iniziata con un lunedì. In questo periodo di rientri la cosa non è vera per tutti. Per chi ha avuto la fortuna di raggiungere terre natie o esotiche o soltanto non essere in ufficio a volte la settimana non inizia di lunedì. Per la collega, appena rientrata da due settimane davvero provanti ad Istanbul, ad esempio la settimana inizia di martedì. Questo mi ha permesso di dedicarmi per un po' anche alle altre attività che sto seguendo.
La prima cosa che scopro è che rischio di dover buttare quasi dieci giorni di lavoro per un errore nel programma di estrazione dei dati... a qualcuno sembrerà cosa da poco, ma dopo aver inserito più di cento trentamila dati a mano, scorrendo ad uno ad uno i record presenti che erano più di un milione, potete capire che io non fossi di buon umore. La cosa deve averla recepita anche il sistema che inizia a lavorarmi contro, anzi si vede che anche lui odia i lunedì e non ne vuol sapere di lavorare al meglio.
A pranzo, con poco fieno nella cascina vengo portato, per la gioia di alcuni colleghi, a pranzo nella mensa che ha appena riaperto.
La giornata continua tra alti e bassi e con l'ennesima mail da parte della responsabile sulla qualità del servizio fornito da alcuni fornitori.
Esco ad un orario più che lecito ed apprezzabile ed incredibilmente riesco a fare anche una micro spesa, giusto per la sussistenza.
Non sono più abituato a tornare a casa così presto. Penso che finalmente avrò l'occasione di godermi un po' di relax e magari un po' di televisione o una buona lettura ed ecco che tutta la stanchezza accumulata bussa alla mia porta e prima che l'orologio appoggi la sua lancetta più corta per la seconda volta sul numero nove io già dormo sul divano.
Martedì l'aria è frizzantina e la dormita un po' di energia me l'ha ridata.
Rientra anche la collega ed io passerò l'intera giornata a cercare di allinearla sulle attività, ma per un motivo o per un altro... pensa lettore che a pranzo, quando finalmente pensavo di... ecco che le vicine di tavolo ci interrompono e ci chiedono per quale società lavoriamo. Ricevuta la risposta una di lor mi guarda e mi dice che lo sapeva che non potevo lavorare per quella azienda perchè ho una cravatta colorata ed una certa dose di fascino. E quindi, salvati dalla tristezza del discorso, ci mettiamo a parlare di ferie sognate e fatte.
La sera decidiamo di cenare fuori ed io ormai non ho più voglio di parlare di lavoro, quindi seduti davanti ad una buona pizza chiacchieriamo un po' di vita e di storia.
Mentre camminiamo per le via delle città che ci ospita veniamo affiancati da un gruppo di adolescenti, molto allegri che ci offrono da bere e da mangiare, e siccome non si rifiuta mai un dono, io accetto ben volentieri il salatino e la bottiglietta di aperitivo che mi farà compagnia per tutta la settimana.
Mercoledì inizia Settembre ed arrivano le prime notizia. Uno dei progetti che dovrò seguire ha ricevuto l'ok, il concerto che dovevo andare a sentire venerdì è saltato perchè il gruppo si è sciolto, devo cercare di ottenere l'ok da parte degli utenti turchi per le ultime attività e cercare di non organizzare una spedizione punitiva per colpire il gruppo di sviluppatori che sviluppano al massimo l'odio nei loro confronti da parte di chi ha la sfortuna di avere a che fare con loro.
Mercoledì è il terzo giorno consecutivo che esco presto, tanto che anche la ragazza che è alla reception si preoccupa.
Sono così ben disposto che decido non solo di fare una corsetta ma di tentare un nuovo percorso. Questa mattina ho chiesto al tuttofare del residence. Comprensibilità delle indicazioni davvero scarse, tanto che sarò costretto a chiedere a più di una persona se sono sulla via giusta. Questo mi ha fatto pensare che gli abitanti di questa città non saranno mai guide scout.
Riesco anche a sentire un paio di amici sparsi per l'Italia, prima di andare a letto.
Giovedì, giornata pienissima. Lavoro ininterrottamente sino a quando la ragazza alla reception arriva per cacciarmi. In un giorno ho fatto il lavoro che avrebbero dovuto fare altri tre gruppi solo per poter portarmi a casa un paio di ok per procedere con le ultime attività aperte sul progetto Turchia.
Il sistema pensa di essere nel periodo che precede la quaresima e non in pieno ramadan, e quindi confondendo gli eventi ci regala un errore che non avevo mai incontrato. La collega mi chiede, ma io non so che dire. Lei si scervella, ed anch'io spremo le meningi, ma ormai non c'è più nulla. A questo punto chiedo aiuto alla responsabile, che candidamente ci spiega il dilemma. Nell'azienda per cui lavoriamo l'anno fiscale inizia con il 1° Settembre, e quindi vedendo che i dati fanno riferimenti all' “anno precedente” attiva un suo controllo, che io che ho fatto tutti test ad Agosto non ho mai incontrato. Risolviamo e per “punizione” mi tocca fare la documentazione da inviare agli utenti.
Venerdì per la prima volta in sei mesi arrivo tardi in ufficio. Sono davvero stanco. Anche il pc è stanco e passo due ore per farlo andare. Intanto la collega riceve una richiesta da parte di un altro gruppo che la fa imbestialire. Passerà due ore buone a lamentarsi a nastro, mentre io son lì a fare documentazione ed a mantenere la calma nei confronti di certi personaggi.
Per fortuna il fascino è ancora alto e vado a pranzo con ben quattro colleghe. Mi sarei fatto gli applausi da solo.
Il pomeriggio scorre, tra mail di ringraziamento per il lavoro svolto e piccole cose da sistemare.
La collega scappa prima di me dall'ufficio, mentre io me la prendo comoda.
Il viaggio di ritorno è caratterizzato da uno dei più grandi spaventi che mi sono preso in questo continuo andare avanti ed indietro. Mentre a cento venti chilometri all'ora percorro l'autostrada mi trovo di colpo una tanica vuota che rotola sull'autostrada. Per evitare danni peggiori con una sterzata improvvisa, decido di prenderla in pieno sperando nella buona sorte.
La tanica si incastra sotto la macchina. Mi fermo nella corsia di emergenza e la tiro fuori. Verifico che non ci siano danni rilevanti e riparto.
Da lì fino a quando non parcheggio la macchina vicino a casa mi rimarrà un fono di agitazione e di paura che si scioglieranno appena messo piede in casa.
Dimenticavo caro Lettore. La prossima settimana sarò nella mia città per sbrigare alcune faccende burocratiche, quindi ci rivediamo tra due settimane.
… all'inseguimento del sole...
29 agosto 2010
Tra Alba e Tramonto – 23° puntata
Ora come ora non so dirti come sarà la prossima settimana, per questo dovrai aspettare il prossimo post delle avventure del CONSULENTE CON FASCINO E VALIGIA, ma ti posso sicuramente dire che la scorsa settimana è stata pesantissima. Mi sembrava di essere un Obelix, con il suo Menhir sulla schiena, ma senza essere finito da piccolo nella pozione magica.
Due volte sono stato cacciato dall'ufficio perchè dovevano chiudere, le altre due sere ho finito di lavorare in residence. Va detto che ho fatto tardi quasi sempre per colpe e mancanze altrui o perchè quando si lavora in team, e uno è nella m... si è tutti nella m... e quindi bisogna rimboccarsi le maniche e spalare, e come diceva Vince Lombardi:
“Pochi sono gli uomini di squadra, perché solo pochi sono così grandi da pensare al bene comune prima che a se stessi.”
Io ho sempre amato gli sport di squadra, e anche quando corro, non corro da solo ma corro con il gruppo di amici che è così matto da alzarsi tutte le domeniche mattine, sole, pioggia, caldo e freddo che ci sia. Forse questo è anche il mio limite. Non sono un individualista... forse è il caso che l'ora d'introspezione la lasci nell'ambito privato.
Dopo tante parole belle ma con poco racconto di vita eccoti, caro lettore, alcuni aneddoti dei sette giorni passati.
Lunedì, mentre tornavamo da pranzo, con il collega che si lamentava del rientro in ufficio, del lavoro, del fatto che abbia dovuto aspettare dieci minuti prima di mangiare e via dicendo sentiamo il fischio di pneumatici che si grattugiano sull'asfalta a pochi metri da noi. Mi volto e vedo un SUV che facendo fumare un po' le ruote sterza nella nostra direzione per evitare non so cosa. Per un attimo, solo un attimo, mi sono visto falciato via, con la mia storia raccontata sul Gazzettino Albese.
Appena tutte le cellule del mio corpo ricominciano a muoversi vedo che la macchina si è fermata almeno a 3 metri da noi, e da dietro spunta un ragazzino con il caschetto e la sua bici che rassicura tutti che non si è fatto male. Tiro un sospiro di sollievo.
Martedì lo ricordo per l'ennesima serata passata a fare un lavoro che non mi porta nessun valore aggiunto. Il che aumenta il mio malumore di fondo. Ovviamente questo lavoro lo fai fuori orario lavorativo perchè tanto voi ad agosto lavorate, ed ad agosto non c'è mai tanto lavoro da fare... ma va a raccogliere le pigne con la testa, che almeno si capisce perchè sei cosi idiota.
Mercoledì lavoro lavoro, mentre la collega fa la stessa cosa ad Istanbul. Alla fine facciamo la riunione di allineamento tra le 23:00 e le 24:40. Ovvio che entrambi sino a quell'ora abbiamo lavorato o meglio spalato.
Giovedì per riuscire ad arrivare in ufficio ho bisogno di un aiuto medico.
A sorpresa vedo arrivare il responsabile delle comunicazioni con il personaggio di cui ho parlato nella scorsa puntata. C'è da sollecitarlo per la conclusione del lavoro. Io non ho intenzione di telefonargli perchè già immagino che farà una scenata, ma lo sprovveduto responsabile, fiducioso della sua caricare organizza comunque una call conference al volo. Scopro così, io e tutti i colleghi che assistono alla telefonata in viva voce, che l'omino è proprio uno scontroso. Dopo dieci secondi è lì che grida e dice una montagna di cavolate sul fatto che noi lo si attacchi con i toni e le parole e tutto quello che abbiamo detto è stato: “il lavoro non è stato consegnato nei giorni pattuiti e che ci sono troppi re work.” Osa dire che non gli abbiamo fornito abbastanza casi di test. Io gli faccio notare che per ogni sviluppo ha avuto almeno 3 casi di test ed in alcuni casi anche una decina. Allora sposta il tiro con “Non è nostra politica rispondere alle telefonate” , “non scriviamo mail di presa incarico del lavoro se no passeremo tutto il tempo a scrivere mail”. Io guardo il responsabile e mi trattengo dal ridere e dal gridare al telefono all'omino che è proprio un idiota.
Il responsabile passa dieci minuti a cercare di calmare l'omino, che si deve essere accorto di aver sbrodolato.
Finiamo la call conference con un nulla di fatto, o almeno è quello che penso. Dopo dieci minuti l'omino telefona per chiedermi di testare il lavoro che avevano fatto. No comment.
Questo è solo l'inizio. A pranzo solite lamentele del collega che ama solo i self service e la loro efficienza. La sera, solo dopo che l'utente ha finito il suo lavoro, inizio il caricamento dei dati in produzione dei dati e mi scontro con diverse realtà:
- non si trova chi sappia caricare il file che ho preparato in produzione. Le due persone che hanno fatto sino ad ora questa attività sono via. Per fortuna arriva il gran capo che carica i dati.
- Nel cercare chi fosse in grado di caricare i dati mi sono dimenticato di togliere un controllo e tutti i dati vanno in errore.
- Scoperto l'errore, per non bloccare l'attività chiedo di caricare anche il secondo file. Anche questo mi aspetto che vada in errore. Tanto poi con la procedura di rielaborazione carico tutto.
- Il secondo file viene caricato, va in errore, ma gli errori non sono quelli che mi aspetto. Non hanno fatto l'aggiornamento di lingua di comunicazione. Per fortuna che avevo dimenticato il controllo attivo.
- Il gran capo aggiorna il sistema e ricarica il secondo file.
- Ora tolgo il controllo e devo rielaborare i dati. Non so come fare la rielaborazione massiva. Per fortuna che trovo un collega ancora in ufficio, a Bologna, che mi da una mano.
- Carico i dati. Tutto perfetto.
- Faccio l'analisi preventiva per il terzo file e mi scontro con il fatto che manca un'intera parte di sviluppo che era in carico ad un altro gruppo.
- Scrivo mail di attività conclusa e segnalo la mancanza dello sviluppo.
Venerdì un elemento del gruppo che doveva fare gli sviluppi scrive lamentandosi del fatto che abbiamo fatto la segnalazione. No comment.
Io sono tenuto sotto controllo per le attività che faccio perchè devo consuntivare ore in più sul progetto Turchia, e la responsabile ci tiene che io riporti tutto.
A pranzo cambiamo locale, ed il servizio è talmente rapido che il collega non può lamentarsi ma scopre che così ha un sacco di tempo e nulla da dire.
Ed ecco che finisce anche questa giornata e si torna a casa.
… all'inseguimento del sole ...
21 agosto 2010
Tra Alba e Tramonto – 22° puntata
Lunedì è pesante, come tutti i lunedì, con la ciliegina di dover fare un lavoro per il mio ex capo. Un incubo che mi perseguita.
Martedì è una giornata strana. Innanzitutto perchè, mentre vado in ufficio a piede come capita sempre quando sono da solo in trasferta, penso che sia Mercoledì e che all'ora di pranzo avrò raggiunto la metà delle ore di lavoro di questa settimana. Poi, mentre attraverso la strada vedo il cartello luminoso sopra il negozio del ferramenta. Temperatura, ora (che è sbagliata), la data....
AIUTO!!! oggi è solo Martedì!!!
la dura verità è una dura tranvata. Non sono neanche vicino alla metà di questa settimana. E la giornata non è neppure iniziata.
TRISTEZZA.
Se è vero che ai matti si diceva che gli mancasse un Venerdì, a me che manca un Martedì, anzi ne ho uno di troppo, che dire?
Durante la giornata ricevo anche un invito per una serata mondana, ma ho la spada di Damocle del per l'orco. Meglio toglierselo dai piedi il prima possibile. Rinuncio, dando la mia disponibilità per il giorno successivo.
Lavorare dopo cena, con i piatti da lavare e Morfeo che bussa alle pareti del cervello, non è facile, ma la voglia di finire è troppa.
Mercoledì sono un po' abbacchiato, ma l'idea di uscire e vedere posti nuovi mi sostiene. Arriva così il momento dell'evento mondano. Mi ritrovo davanti all'ufficio con altri consulenti che lavorano nello stesso stabile per andare ad una delle tante feste che di parse che riempiono l'estate italica. Una delle ragazze ci pacca all'ultimo momento, ma mi dicono che è una sua abitudine. Questo sarà anche uno dei vari argomenti di chiacchiere durante la serata, passata in un piccolo borgo, non più di quattro case ed una chiesa, in cima ad una collina che spunta tra le vigne di Barolo. Il paesaggio merita già la serata, se ci aggiungi anche il buon cibo e la compagnia che risulta molto allegra. Ecco servita una bella serata.
Giovedì, rinfrancato dalla serata precedente, parto pieno di entusiasmo verso il mio luogo di detenzione retribuita. Il morale mi aiuterà ad affrontare un'altra giornata al limite dell'allucinante. In un attimo le cose da fare si accumulano. Tutti vogliono qualcosa e che questa cosa sia fatto prima di subito. Alcune richieste sfiorano la richiesta di guerra.
“Così non va bene, deve essere fatto così.”
“Fatto”
“Così non va bene, deve essere fatto così”.
“Ma come, avevi detto che...”
“Non è vero”
“OK”
oppure, sono io a chiedere un lavoro.
“ Scusa, sono presenti ancora gli stessi errori di prima “
“Impossibile, abbiamo fatto tutto ”
“ Ti dico che ci sono gli stessi errori di prima. Ma l'avete letta l'analisi che vi ho inviato” (che mi è costata una notte di lavoro)
“ che tono è questo!!! ”
Tre respiri ZEN e contare sino a dieci o questo lo mando a raccogliere noccioline con le orecchie.
“ Scusami, ma se provi a leggere il punto 3 dell'analisi, e lanci il programma vedrai che è presente ancora lo stesso errore. E voi avete scritto che era stato RISOLTO (ho come un dèjà vu)”
“ Aspetta...(lancia il programma e si rende conto, o almeno è quello che penso io... ora si rende conto...) Sono cose che possono accadere”
Tre respiri ZEN e contare sino a dieci o questo lo mando a raccogliere le banane con quello che chiamano fortuna.
“Va bene, l'importante è che si riesca a sistemare”.
“Siamo qui per questo”
….. CENSURA …
Ovvio mi ritrovo a fare anche il lavoro di altri gruppi, perchè chi dovrebbe fare l'attività è in FERIE.
Se non avevo una grande opinione del capo progetto precedente, più che altro perchè mi aveva tagliato fuori dal progetto, ora ho elementi più oggettivi per dire che ha bucato!!!
L'ora di fine della mia giornata è dettata dal fatto che sono l'ultimo nella palazzina e la sicurezza, dopo una certa ora, quella in cui la maggior parte dei bambini sta dormendo da un po', mi caccia.
Venerdì sono ancora invischiato nel marasma del giorno prima. A pranzo vengo addirittura precettato con tutti i colleghi per un problema di sistema. Viene creata una task force in pochissimo tempo, con tutti i più alti capi presenti in ufficio. Va da se che il problema è di sistema per cui noi possiamo fare ben poco, tranne tranquillizzare gli utenti che chiamano da tutto il mondo.
Mi gioco così la pausa pranzo cercando di calmare un utente che chiama dal Sud Africa.
LA giornata sembra non aver fine. Ad ogni minuto che passa scopro un attività che è stata lasciata indietro, non fatta o fatta male.
Questa volta non mi fregano. Alle18:00 inizio le attività di spegnimento del pc. Il lavoro può attendere si no a lunedì.
Saluto Alba che contraccambia con uno scroscio di pioggia e me ne torno a casa.
… all'inseguimento del sole …
14 agosto 2010
Tra Alba e Tramonto – 21° puntata
Eh sì il ferragosto si avvicina e con lui tutte le aspettative ad esso legate, ma il tempo sembra se ne sia dimenticato. Anzi direi che lavora proprio contro elargendo un clima più autunnale che estivo.
Per tutti quelli, che come me, credevano che lavorare ad Agosto, ed in particolare nel periodo vicino alla sua metà, giorno consacrato alla Madonna ma anche al rito delle ferie e delle vacanze, fosse augurabile perchè non c'è quasi nulla da fare e tutto è più calmo e rilassato.
Sono solo cavolateeeeeee. Non è così o almeno non lo è stato per me.
Le ore passate in ufficio a mettere insieme il puzzle delle variegate richieste e dei paduli che non mancano mai, soprattutto se sei l'ultimo arrivato. A proposito di paduli, qualcuno sa quando riapre la stagione della caccia che qui sembrano abbondare e volare tutti alla stessa altezza..
Così che le ore passate alla scrivania diventano di più di quelle che il sole trascorre in cielo nel suo eterno girovagare.
Sono talmente stanco la sera che non ho neanche la forza e la voglia di alzare la testa a guardare le stelle dei desideri, che nei giorni passati dovevano essere numerose o così racconta la leggenda. E dire che non avevo tanti desideri per questa settimana, solo tornare a casa venerdì ad un orario decente ed andare a fare una corsettina, tutte cose che non si sono realizzate.
Ci sono state anche cose positive.
L'evento mondano è stata una cena di gruppo a Torino per salutare un vecchio membro del team in cui lavoro ora e che adesso si occupa di altro.
Ho viaggiato beato tra le donne, o almeno questo era il mio pensiero, visto che in auto ero l'unico rappresentante maschio del fascino latino... eh che rappresentante.
Ma i discorsi all'andata sono stati tutti legati a bambini, gravidanze, arredamenti e annessi e connessi. Questo perchè in auto c'erano una mamma, una futura mamma, ed una probabile mamma, forse.
Ed io lì ad ascoltare.
Il ritorno alla vecchia capitale italica è diverso dai precedenti. Non ci sono facce conosciute, strade già percorse, luoghi che ho già vissuto. Sono nella parte di Torino che non ho avuto l'occasione di visitare. Così scopro nuovi angoli della città dove questa lunga storia ha avuto inizio.
La serata è stata allegra e divertente e siamo anche riusciti a non parlare sempre di lavoro. C'è stato anche l'annuncio del futuro matrimonio di uno dei ragazzi del gruppo. Dopo mesi è la prima volta che ci troviamo tutti, o quasi, riuniti fuori dall'ufficio per un normale momento di vita.
Il ritorno è stato accompagnato da meno chiacchiere e più sbadigli.
Lo devo confessare. Questa settimana c'è stato anche il momento osè.
Ho avuto l'occasione di assistere al concorso maglietta macchiata.
A pranzo, in compagnia delle stesse persone con cui ho viaggiato il giorno prima, mi ritrovo seduto al desco di un locale albese per pranzo. Ognuno ha ordinato il suo piatto. Tutto procede normalmente, quando la concorrente con la camicia bianca si schizza la maglietta con il condimento dell'insalata.
Le macchie si sono equamente sparse nella fascia visiva di uno degli elementi che più attirano lo sguardo di noi maschietti.
Tragedia, grida la sfortunata.
Interviene in suo soccorso la cameriera, che estrae una penna magica e comincia a passarla sulle macchie, prima senza malizia e poi vista la posizione di queste malandrine... momento di bavetta... censura...
insomma una di quelle immagini che ricordano i film scollaciati che hanno riempito le fantasie di molti dei ragazzi della mia generazione e non solo.
Ahimè caro lettore, ho assistito anche ad una scena di frizioni tra gruppi, o meglio tra cape, che si litigavano le mie ore di lavoro. Una delle cape è rientrata prima dalla sua trasferta per venirmi a parlare. E dire che era lei che mi aveva lasciato, ma che ora sente la mia mancanza. Mentre l'altra è ben felice di avermi nel suo gruppo o almeno lo spero, visto che mi rifila tutti i paduli che le capitano in giro.Ed io vittima e spettatore.
Ecco il consulente con il FASCINO ha fatto di nuovo colpo.
...all'inseguimento del sole...
07 agosto 2010
Tra Alba e Tramonto – 20° puntata
Vista la situazione provo a mettere giù gli eventi un po' come se fosse la lista della spesa, magari ne viene fuori qualcosa anche di buono.
Iniziamo col dire che la settimana non è stata delle più facili e leggere. Questa è la prima settimana in cui faccio parte del gruppo di “Manutenzione”, quindi appena entra la responsabile mi presento nuovamente. Lei mi chiede come va, se ho arretrati di lavoro su altro progetto e via dicendo.
Io le dico che devo finire l'aggiornamento dei dati e che mi ci vorrà l'intera giornata.
Ci aggiorniamo così al giorno successivo.
Io vado avanti come al solito ma mi sento un po' un pesce fuor d'acqua. Lì solo ad arrangiarmi.
Lo spirito poi è di quelli bassi. Motivi i più diversi. Dal lavoro alla vita in genere. Ho la sensazione di remare contro tutto il mondo, ed anche una piccola delusione si trasforma in una tragedia.
Mi sforzo di pensare positivo, ma caro lettore ammetto che non è proprio facile quando il lunedì mattina ti svegli e la trasmissione radio che ti faceva compagnia è andata in ferie ed al suo posto c'è la tristezza, così che ti trovi a fare zapping tra le varie frequenze per scoprire che in agosto il piattume è davvero generalizzato.
Arrivi in ufficio ed un amico ti manda un link ad un forum dal titolo: “QUELLI CHE SCELGONO LA VITA AL SUCCESSO!”.
Poi ti chiama la collega ed anche lei è in crisi, e poi un'altra e tu ti chiedi perchè tutto questo capita a me mentre guardi il collega che riesce anche a schiacciare un pisolino mentre la vicina di scrivania urla al telefono al compagno per non so quale problema con la banca.
Ed io lì a controllare dati. Arrivo a sera che ho il fascino basso tanto che devo chiedere “l'aiuto da casa”.
Ringrazio, a tale proposito, tutte le persone che hanno risposto ed hanno contribuito a risollevare un po' le sorti di questo consulente con la valigia e con il FASCINO altalenante. Grazie.
Devo dire che più passo il tempo lontano e più riscopro il valore dell'amicizia.
Martedì lo passo a leggere varia documentazione per il nuovo compito assegnatomi. Nel pomeriggio mi anticipano anche che probabilmente sarò assegnato al progetto LUSSEMBURGO, per cui ci sarà una riunione giovedì.
Mi trovo così in piena confusione, da una parte studio un argomento che non centra nulla con la mia futura occupazione, e di cui so davvero poco, mentre dall'altra mi viene assegnato un progetto, anche se piccolo da parte del cliente, cosa che per la mia azienda non sarei in grado di fare.
Mal di testa.
Mercoledì chino sui libri a studiare. Devo anche spostare una riunione della collega che si trova da Istanbul. Intanto da Milano arrivano le mail riguardanti la nuova sede.
Mi costringo ad uscire presto per andare a fare un po' di spesa. Va da se che il presto sarebbe considerato moto tardi da persone con un lavoro ed una vita più normale.
Giovedì le cose piano piano si mettono in fila, in qualche modo. Dalla video conference scopro che non ci saranno trasferte in Lussemburgo e che l'attività è molto meno gravosa del previsto. Praticamente nulla rispetto a quanto fatto per la Turchia.
Arrivo così a venerdì un po' più rinfrancato. Ed anche il tempo, che è stato per tutta la settimana assai variabile, si sveglia di buon'umore.
Il programma che ho messo in piedi sembra funzionare. È vero ho perso una mezza giornata dietro ad un errore banale di computazione, ma erano anni che non programmavo più.
Va da se che presentato il risultato del lavoro subito mi viene chiesto un aggiornamento, che all'inizio sembra una banalità e che invece si rileva più complicata del previsto. Intanto il nuovo amministratore delegato ne approfitta per recuperare il pippozzo che non ha fatto alla cena aziendale, con una serie di mail moralizzatrice che a me fan più girare le balle che altro.
Nel fra tempo continuo a sbattere la testa alla ricerca della soluzione per il piccolo aggiornamento richiesto. Mi stacco dal pc solo per lasciarlo ad un collega che deve fare un lavoro per cui ha bisogno di un accesso fuori rete aziendale.
Riappropriatomi del pc arrivano i famosi aggiornamenti richiesti due settimane fa. Gli do un occhiata. Tragedia. Se avessi presentato io un lavoro così avrei rischiato almeno tre giorni di ramanzina e una serie di note negative da poter farci un'opera in quattro atti.
Sono indeciso se iniziare ora a mandare l'analisi con l'elenco degli errori che sarebbe lungo quanto l'inferno di Dante, ma meno poetico o partire e tornare a casa.
Secondo te, caro lettore, cosa ho fatto?
...all'inseguimento del sole...
01 agosto 2010
Tra Alba e Tramonto – 19° puntata
Approfitto di alcune conoscenze, importanti, per evitare la tiritera dei controlli al mio pc e poter iniziare subito a lavorare. Lo so caro lettore, non è molto carino e giusto, ma avevo davvero poco tempo e dovevo fare di tutto per farlo fruttare.
Mentre io faccio la mia scenetta tutto il gruppo è all’aeroporto per partire per Istanbul. Sono sincero questa cosa un po’ mi pesa. Mi sento come chi si è fatto un mazzo per tutto il torneo ed al momento della finale viene lasciato a casa.
Comunque mi metto sotto a lavorare. Alle 18:00 il programmatore va via ed il responsabile mi invita ad andarmene. Resto un po’ stupefatto. Solitamente nelle società di consulenza è difficile sentirsi dire a quell’ora di andare via. Dopo il terzo richiamo perché non avevo finito di scrivere le mail decido di spegnere il computer ed uscire. Approfitto di questa trasferta nella trasferta per incontrare un’amica conosciuta all’inizio di questa lunga avventura.
Il ritorno ad Alba è caratterizzato dal primo viaggio guidato dal navigatore. In realtà dopo cento metri già inizio a litigare con la guida elettronica per la strada da prendere e per il fatto che non si vuole proprio attaccare al parabrezza. Però devo ammettere che questo scout moderno un paio di dritte me le ha date, tra le altre cose verso la fine del viaggio ho trovato anche qualcun altro che fa la mia stessa strada e lo seguo sino al parcheggio del residence.
Martedì la sensazione di non essere stato invitato al gran ballo si fa ancora più grande. A Milano intanto si organizza la gran festa dell’estate compresa di foto di gruppo e lancio di gadget.
Anche ad Istanbul organizzano festeggiamenti con foto, per un lavoro che ho fatto io, ma di cui non godrò i meriti anche se la maggior parte del lavoro l’ho fatto io.
Qualche problemino poi mi fa riapprezzare il fatto che i buoni amici, quando ne hai bisogno, si fan sempre in quattro. GRAZIE STE ALTO. Per fortuna che in serata tutto si sistema.
Mercoledì ci tiriamo un po’ di sfiga addosso da soli, ma per fortuna che sistemiamo tutto entro sera, anche se un po’ in apnea. Come piccoli Bulldozer schiacciamo tutte le asperità.
Giovedì è la fotocopia del giorno precedente.
Ogni buon proposito di uscire prima, in questi giorni, si scontra con le esigenze lavorative e con gli strali del tempo.
La sera, per fortuna, riesco a sentire gli amici sparsi per l’Italia che mi fa sembrare un po’ meno vuote le serate passate nel mio appartamento di consulente, con fascino e valigia, in questa piccola cittadina della provincia piemontese.
Venerdì il mio unico pensiero è tornare a casa. Le ore passano e l’incubo che qualche problema possa nascere proprio poco prima di partire un po’ mi preoccupa, ma ho capito che a pensare positivo ci si guadagna sempre.
Per fortuna la bomba delle 17:55 può essere disinnescata lunedì, quando sarò ufficialmente fuori dal progetto Turchia per entrare in un altro gruppo, ma questo, caro lettore, te lo racconterò nelle prossime puntate.
… all’inseguimento del sole …
24 luglio 2010
Tra Alba e Tramonto – 18° puntata

Caro Lettore, mai come questa volta queste pagine hanno uno scopo curativo e lenitivo.
No, no, non ti preoccupare nessun problema fisico o cosa, solo che questa è stata la settimana delle consegna delle pagelle e mi hanno bocciato.
Sì, mi hanno bocciato. Mi hanno detto che non ho raggiunto gli obbiettivi per il ruolo che ho, o dovrei avere in azienda. Questa loro dichiarazione è arrivata durante il consueto annual, fatto telefonicamente (per fortuna).
Ad essere sincero il voto me lo meritavo, non ero d'accordo sulle motivazioni e su alcune responsabilità, ma ho imparato che a lavare il maiale si perde solo tempo e sapone, quindi ho cercato di far buon viso a cattivo gioco. L'unica cosa buona di questa call conference, come dicono gli anglofoni, è stata la cena a base di pasta e melanzane in compagnia della collega. Una cena in compagnia, che in questa trasferta è un evento abbastanza raro. E poi fare quattro chiacchiere con lei mi hanno un po' rinfrancato.
Durante la settimana cerco di non fissarmi sulla pagella e manco uno scalino, così scopro che oltre ad Achille anch'io ho il tallone fragile. Mi dedico al lavoro per distrarmi, ed anche lì siamo messi abbastanza male. Ritardi, scarico di colpe, futuro incerto e cose del genere.
Comunque con calma e pazienza, cerco di far quadrare tutto.
Durante la giornata un amico mi chiede come va, ed io gli rispondo che sono a PIGRECO.
Lui ribatte dicendo che è meglio che trovarsi a PI/2, ed io :” Se fossi a PI/2 mi dovrei preoccupare di chi ho dietro, ma sono a PIGRECO e mi preoccupo per chi ho sopra! “.
E con una boutade mi rincuoro un pochino.
La sera il piede mi fa male e faccio ricorso ad un rimedio della nonna. Acqua calda e sale grosso, solo che non ho una bacinella... il bidet!!
Ed ecco che passo un'allegra serata tenendo un piede a mollo nel bidet. E dire che qualche hanno fa sarebbe stato più probabile passarla abbracciata ad un altro pezzo di ceramica del bagno... ma sono tempi passati. I lettori che avranno pensato, anche solo per un attimo, che sono uscito con personaggi molto peggio del cesso... siete solo invidiosi del FASCINO.
Con la tristezza che circondava il mio castello di carte assieme ad ottomani scalzi, coccodrilla rosa e le immancabili capre svizzere cerco alleati. Fortunatamente trovo il Pescatore con la coppia di Cinciallegre che vengono in mio soccorso. Il primo mi dice che l'orco è un bugiardo e che lui ha dato riscontri positivi sul mio operato, e di stare calmo e fregarmene. Le Cinciallegre mi aiutano in modo diverso, chiedendomi aiuto. Ed il poter essere a loro utile non so, mi migliora lo spirito.
La mia collega intanto continua con la mai presentazione a tutti i componenti del team in cui andrò a lavorare. Ovviamente sono tutte persone che lavorano nello stesso ufficio in cui lavoro anch'io e come scritto già in queste pagine a casa di una di loro sono andato anche a pranzo.
Caro lettore, come saprai, o imparerai con l'esperienza i casini da sistemare urgentemente arrivano sempre cinque minuti prima di uscire, e questa settimana non è da meno.
Quindi tra lavoro e scazzi arriviamo a venerdì, giorno dei giorni. La collega è a Milano per una riunione, e come da abitudine non risponde al telefono, peccato che la cerchino in mille. Io arrivato in ufficio presto con la speranza di uscire ad un orario decente, devo aspettare una cavolo di mail per poter proseguire l'attività. Peccato che la mail arrivi solo nel tardo pomeriggio, così un saluto a tornare a casa presto.
Il lato positivo è che tornando a casa non trovo i temporali che hanno reso difficoltosa la circolazione, l'aria è più fresca e sa di pulito, e poi vedo un campo di arcobaleni.
Ad un certo punto penso anche di fermarmi e godermi questo spettacolo. Ed anche tutti questi arcobaleni, con le nuvole che si allontanano aiutano il mio umore. Ed alla fine ecco Milano, con la sua barriera e la tangenziale. Decido di passare a trovare degli amici prima di tornare a casa. Ed ecco che una visita quasi a sorpresa si trasforma in un happening a base di lardo e patatine, innaffiate da un po' di birra.
Caro lettore così finisce questa settimana, con nuvole e pioggia e poi con prati di arcobaleni.
… all'inseguimento del sole ...
18 luglio 2010
Tra Alba e Tramonto – 17° puntata

Caro lettore, scrivo queste righe dal mio appartamento a forma di fetta di formaggio.
Come è mia abitudine sono partito domenica nel tardo pomeriggio, per poter cominciare la prossima settimana senza il trauma della sveglia all’alba, del traffico, degli imprevisti e le probabilità, e del vai in prigione senza passare dal via…
Lungo la strada ho cercato di ripensare alla settimana appena trascorsa, con le sue riunioni, le mille parole, i saluti per chi partiva per le ferie o per chi era appena tornato. Delle mail arrivate, del lavoro che doveva essere finito a metà maggio e che invece è ancora in formato provvisorio, dell’essersi offerto volontario solo perché tutti gli altri si sono tirati indietro e tu sei rimasto da solo su quella maledetta riga.
Di quanto ti sarebbe piaciuto poter fare quelle domande a chi dovrebbe darti le risposte, ma sai che se solo provassi a farle ti taciterebbero di essere il solito rompi pur di non darti una risposta. Del piacere effimero che proveresti a sorprenderli prendendoli a testate. Della ricerca di un mantra che ti rilassi e non ti faccia licenziare per giusta causa, e magari ti eviti anche una gastrite. Di come è bello i paesaggio al tramonto, dove pensi che se avessi un po’ di tempo ti piacerebbe visitare i dintorni.
Di cosa c’è da fare lunedì, delle persone da vedere, delle mail da mandare, della ricerca di un posto dove pranzare, visto che le serrande iniziano a scendere, della piccola spesa da fare, della proposta di iscrivere questo blog ad un aggregatore per aumentarne la visibilità e via dicendo…
Scusa lettore, mi stavo dimenticando di raccontarti di ciò che è stato e non solo immaginato nella mia mente.
Lunedì giornata di riunione per vedere un po’ a che punto siamo e per sottolineare che il sottoscritto tra due settimane sarà fuori dal progetto. Dei ritardi di certi lavori. Delle lamentele di chi doveva fare quel lavoro scaricando le responsabilità sui key user. Dell’ennesima video conference da organizzare, in cui io non sono stato invitato, e dove metà delle domande mi vengono girate perché i partecipanti non ne sanno nulla. La mia collega inizia ad informare tutti che io da agosto cambierò attività progettuale e cerca di capire cosa potrei finire a fare.
martedì mi viene in mente solo lavoro ed il primo contatto con un altro gruppo, che prima della fine della settimana mi chiederà di porre in essere l’attività per cui io aspetto risposta di metà maggio. Martedì è anche il giorno in cui riusciamo a far lavare la macchina aziendale, chiedendo gentilmente alle persone che se ne occupano se facevamo ancora in tempo visto l’approssimarsi dell’orario di chiusura.
Mercoledì la mia testa è sempre più orientata alla consegna delle pagelle ed alla valutazione dei miei colleghi. Per poter pensare ad altro convinco la collega a non fare sera di nuovo in ufficio, così da poter correre un po’. Il caldo si sente ma anche il profumo degli alberi e dei prati. Del grano e del fieno, insomma della natura e non dello smog. La corsa ha fatto bene anche alle mie sinapsi che un po’ si sono sbloccate, anche se sono ancora un po’ incrostate.
Giovedì cerco di lavorare, ma ottengo davvero poco. Mi concentro su cose semplici ed automatiche, così da poter pensare ad altro.
Giovedì sera è anche il momento dell’evento mondano. Si va fuori a bere una birra con una paio di colleghe. Lettore non fare pensieri maliziosi, una è accompagnata e con prole e l’altra è fidanzata, quindi la serata è dedicata a Bacco a quattro chiacchiere e basta.
Andiamo in un locale in un paesino vicino ad Alba, visto che la capitale delle langhe non ha grandi offerte per nottambuli. Pensate che in uno dei giornalini che si trovano nei bar, dove ci sono le indicazioni di locali e ristoranti, nella sezione vita notturna ci sono solo due locali ed uno chiude alle 19:30. La serata inizia in ritardo, il locale è semideserto ma molto caratteristico, la birra è buona e non si mangia male, la musica è bella ed il servizio è gentile.
Venerdì la testa sembra essersi ossigenata bene e produco più di quanto avessi pensato. Tanto che riesco ad uscire ad u orario legale per tornare a casa. Va da se che se hai solo i coperchi, poi qualcuno un paio di pentole te le piazza. Sulla strada del ritorno trovo un incidente che crea un paio di chilometri di coda alla partenza, i soliti lavori in corso, e poi la tangenziale di Milano è bloccata come se fossero le 18 e non le 20 passate.
Stanco arrivo a casa e della prossima settimana cerco di dimenticarmene.
… all’inseguimento del sole …
09 luglio 2010
Tra Alba e Tramonto – 16° puntata
Di lunedì posso dire di essermi accorto di essere salito sulle montagne russe sbagliate, ma anche che il venditore di dolciumi ha cercato di rifilarmi, o meglio di rifilare alla mia azienda, al posto del motterello solo il bastoncino, facendoci davvero la figura da cioccolataio.
Io incasso il colpo ed anche qualche complimento che fa bene all'animo. La mia collega mi dici di non preoccuparmi, sul contratto le date sono diverse da quello che ci vogliono far credere.
Martedì vien fuori che il cioccolataio a firmato senza leggere bene e si ritrova ora l'intera enciclopedia sull'allevamento delle “capre svizzere” (scusa caro lettore ma questa figura retorica sarà pienamente comprensibile solo ai pochi che hanno avuto il piacere di sentire almeno una volta l'ODE AL BESTIARIO UMANO SECONDO ME).
Questa precarietà, in cui la mia presenza deve essere imposta per contratto non è che mi piaccia molto, ma almeno questa volta non sono l'unico che dovrà far buon viso a cattivo gioco.
Per fortuna che a cena ho un po' delle patate cotte sotto il carbone, ricordo della grigliata di domenica, e di pomodori dell'orto, che sembra poco ma per il morale è più di quanto possa sembrare. Mi godo anche un bel film che però mi mette in una strana posizione (e chi pensa male fa peccato) tanto che poi ho tutta la schiena a pezzi e dormo male.
Martedì scorre all'inseguimento dell'ora di tornare a casa. Le notizie che arrivano dalla mia sede sono tra le più sconfortanti. Per fortuna che vengo preparato al prossimo incontro con quelli che dovrebbero essere i rappresentanti più alti della mia società per la mia area. La cosa più strana è che anche la mia collega è stranita, addirittura più di me.
Faccio come al solito tardi, ma ormai è una malsana abitudine. Mi sfiora anche l'idea di dormire ad Alba e partire l'indomani, ma vedo il mio letto, la mia casa, i famigliari e tutto il resto come un eldorado da raggiungere al più presto e quindi con la partita di sottofondo faccio rotta verso casa.
La stanchezza si fa sentire, soprattutto quando all'ingresso della tangenziale di Milano mi ritrovo troppo vicino ad un bisonte della strada e cerco di farmi piccolo piccolo prima che lui mi faccia stritolato stritolato.
Arrivato a casa mi sembra di aver viaggiato per giorni.
Vi evito la descrizione del mondo della burocrazia lasciandoti il piacere di scoprirlo di persona caro lettore.
Venerdì corso aziendale, che è la cosa migliore che mi è capitata per quanto riguarda il lavoro da tempo. Il corso permette di fare anche divagazioni su diversi argomenti, permettendo una crescita non solo tecnico teorica, ma anche umana.
E poi l sciopero dei mezzi mi strappa da quest'isola che non c'è e mi catapulta in un mezzo pubblico affollato, dove la gente cerca un posto a sedere come se fosse il Graal.
Ed ora vorrei fare un saluto ad una collega che fuggita dall'orco si è rifugiata in un altro regno. Probabilmente non leggerà mai queste parole, ma chi sa, forse con i suoi poteri di “Strega”, magari...
Partita come collega arrivata alla fine del sentiero come amica.
Che la vita sia con te giusta e generosa e ricorda che il mondo non sarà mai così grande, ed il CAPO sarà sempre il CAPO.
Ciao
… all'inseguimento del sole ...
05 luglio 2010
Tra Alba e Tramonto – 15° puntata
Finito con la spiegazione, che mi sembrava dovuta posso concentrarmi nel tessere una nuova storia.
Questa settimana appena finita ha avuto una gestione alquanto dinamica, ed ora vado a spiegare:
sono partito lunedì dalla mia città natale in compagnia della mia collega. Quattro chiacchiere per sapere com’era andata la settimana trascorsa da lei ad Istanbul e dal sottoscritto ad Alba. Vediamo di fare anche un po’ il punto delle varie situazioni aperte.
Lunedì alla fine ricorda molto uno dei primi lunedì di questa trasferta, se non fosse per qualche piccolo particolare. La mia collega martedì riparte per Istanbul insieme ad una delle persone del cliente per sistemare la mamma di tutti i problemi, cose che ci trasciniamo da maggio, e che potevano, secondo me, essere risolte mesi fa con il semplice anticipo di questo viaggio. Comunque lunedì sera nessuno dei due a voglia di cucinare o cosa, motivo per cui ci rechiamo prima a cercare un ristorante cinese, che per mia fortuna e chiuso, e poi andiamo in una dei posti che segnalai in uno dei primi post di questa avventura. Mangiato bene e bevuto meglio, e forse è vero che in vino veritas, visto lo scambio di battute fatte. Il proprietario poi ci deve aver preso in simpatia, tanto che ci fa lo sconto dopo che ha compilato la ricevuta ed abbiamo pagato, o meglio ho pagato visto il mio debito.
Come anticipato Martedì la collega parte all’alba con il personaggio del cliente ed io resto solo ad Alba, come se fosse una strofa di una canzone di Vasco tagliata in post produzione. Lavoro come al solito, seguendo la scaletta che mi sono preparato. Ovviamente, come è ormai abitudine vado un po’ lungo, ma ormai sembra la regola. Mercoledì vive sulla stessa falsa riga, con la differenza che scappo prima del solito per poter fare almeno un po’ di spesa. Le giornate scorrono senza nulla di particolare, se non fosse che l’aria di recessione è arrivata anche in quest’isola felice e si sente parlare di riduzione di budget, taglio di risorse, giornate uomo cancellate e cose del genere, tanto che anche il sottoscritto è a forte rischio. La cosa l’avevo già odorata e la situazione di incertezza si fa ogni giorno più assurda. Su cosa capiterà del consulente con FASCINO e valigia non è dato sapere, almeno per ora. Nella valigia ormai il posto della precarietà è sempre un pelino più grande.
Giovedì la mia collega mi chiama per annunciarmi che ci sono possibilità che la trasferta venga prolungata sino a sabato mattina e quindi il rientro con il volo serale salti. Questo significa che sono senza mezzo di locomozione per arrivare a casa Venerdì. Dopo i soliti 5 sec. di lieve disappunto mi metto alla ricerca di un piano B e tempo 5 min ne ho già tre diversi.
Nel pomeriggio salta di nuovo tutto e la collega mi annuncia il suo rientro con il volo della sera.
Io rientro in residence, ma tutti questi cambi di direzione mi hanno un po’ scosso e decido che è l’ora di cercare una gelateria in questa città. Sul giornale ho letto che c’è anche un concerto in una delle piazze della città.
Alle 21:30 circa, quando arrivo in questa piazza il concerto è già finito e restano solo le ragazzine ad urlare per avere un autografo, una foto, un contatto con i membri del gruppo. Io ripiego su una delle gelaterie del corso. Pieno per la prima volta di persone, tanto che mi sento un po’ a disagio con il mio look “ va beh forse è il caso di uscire un po’ “, disagio che passa abbastanza in fretta, sicuramente più velocemente che il disappunto sulla qualità del gelato comprato.
Decido di fare un giro per la città, e dopo aver fatto la prima vasca dello struscio decido che è il caso di andare in esplorazione di nuovi lidi. Gira qua e gira la vedo una parte nuove della città, che ahimè non ha nulla di caratteristico se non la stazione ed una “lucciola” bruttina. Un po’ deluso anche da questa gita faccio ritorno a casa.
Venerdì rientra la mia collega e mi racconta un po’ di cose, che però non fa alzare la nebbia sul mio futuro, ma almeno mi permette di gongolare un paio di minuti sui complimenti fattimi dal CFO e riportatimi dalla collega.
Venerdì scorre, tra caldo e lavoro. Prima di partire per il rientro, sia la collega che l’umile amanuense di questo post devono passare a ritirare le valigie in residence, cosa che ci permette di metterci in libertà e viaggiare un po’ più comodi.
In macchina si parla di lavoro e di esperienze fatte e come al solito la strada scorre più velocemente delle parole e il fine settimana arriva così un po’ a sorpresa.
… all’inseguimento del sole …
30 giugno 2010
Parole e caldo

Volevo scrivere un post sull’inasprimento delle pene, delle multe e su come queste cose servano a poco se non si lavora sulla “cultura”, se non si insegna a rispettare le regole giuste ed a protestare contro le ingiustizie con la forza delle idee e delle parole e non del braccio… insomma volevo scrivere un pezzo di fondo, ed invece questo pezzo non sta neanche a galla e quindi… vediamo se nella vena creativa scorre ancora un po’ di arte o il colesterolo lavorativo ha intasato tutto.
Neanche la musica mi è di aiuto. Non trovo l’ispirazione per mettere di seguito parole e punteggiatura ma solo sabbia spinta da un vento caldo ed afoso che soffoca tutto anche il pesciolino rosso che di solito si diverte a nuotare nella mia scatola cranica.
La canicola di questi giorni, appena alleviata dal solito temporale estivo, non è di aiuto e questo pezzo si trascina sempre più come un ubriaco dopo una sagra di paese e quindi è meglio terminarlo qui, come i lavori della Salerno Reggio Calabria.
26 giugno 2010
Tra Alba e Tramonto – 14° puntata
sono qui a cercare di mettere insieme le parole per descrivere gli eventi di questa settimana. A dire il vero avevo già in mente un canovaccio di cose da raccontare e su cui fare anche qualche battuta, ma poi venerdì sera è arrivata una mail da parte di un amico.
Ed ecco che tutti i pensieri hanno preso un'altra direzione. Le cose non sembrano più così importanti. La settimana è trascorsa, ed allora? La mia testa si è concentrata sulla frase: “non è + tra noi”.
Si parla di un compagno di università con cui avevo preparato un esame e che per un breve periodo ha fatto parte della cerchia di persone che frequentavo in università. Dire amico forse è troppo, ma non so. I ricordi si sovrappongono, quelli nitidi e quelli sbiaditi. Il caldo di un estate di anni fa, il gruppo di studio più variegato che si possa pensare, discussioni varie su metodi di studi e tipologie di professori. Pasta fatta in casa e progetti di vacanze post studio. Gelato e sigarette fatte a mano.
Ed ecco un salto al giorno della laurea e poi un altro in una carrozza della metropolitana. Quattro chiacchiere su cosa hai fatto dopo l'università, come ti trovi a lavorare lì, viaggi, non sei stato bene, mi raccomando non perdiamoci di nuovo di vista, a proposito sai che fine ha fatto... e la metro che riparte. Saluti veloci e promesse da marinai di risentirsi.
La vita riprende a scorrere. In un cassettino c'è l'immagine di quell'ultimo saluto, un po' sfocata.
Ed ecco caro Lettore perchè no ho voglia di parlare di giornate interminabili in ufficio, di lavori costati ore di riposo buttati via così, delle partite della nazionale, di compleanni festeggiati, di un gommone che ha creato 3 km di coda sul viaggio del ritorno, della puffo-mobile, delle comunicazioni a distanza con i turchi, delle solite cose del lavoro, del paesaggio che andando piano ha un altro profumo, dello sbagliare strade, di perdersi per trovarsi più convinti, dell'annuncio di nuovi arrivi, di come qualcuno vede l'evento solo come un problema perchè ci sarà una risorsa in meno, delle telefonate origliate, delle risposte che tardano ad arrivare, del cd turco che ho comprato... non so. Mi sembrano cose piccole a confronto.
Quindi caro Lettore, per questa volta la chiudo qui, dedicando a chi non c'è più questa canzone, il cui testo non capisco ma le cui sensazioni assomigliano a quelle che provo ora
...all'inseguimento del sole...
19 giugno 2010
Tra Alba e Tramonto – 13° puntata - Istanbul

Caro lettore eccomi tornato a scrivere su questo diario di avventure. La scorsa settimana lavorativa si può dire essersi conclusa ieri sera, forse.
Il periodo è molto complicato, e se ci si aggiunge che il sottoscritto ci ha messo del suo per aumentare l'entropia del caos, tanto che lavori di pochi minuti mi hanno portato via ore, lavori che credevo ben fatti si sono rilevati tutt'altro, tanto che è dovuta intervenire la mia capo-collega a sistemarle.
Per rendere tutto più facile, orari di lavoro che credevo di poter dimenticare, un incontro con il mio ex-capo che ha solo aggiunto peso al mio malumore, e come carico la notizia che un'altra collega che ha avuto a che fare con lui ha dato le dimissioni.
Ammetto di essere stato vicino a rinunciare, ad abbandonare la nave, di partire per un altro viaggio, di arrendermi. Ho sentito andare in fumo tutto quello che avevo fatto sino ad ora. Sacrifici, ore di studi, rinunce e via dicendo. E poi mi sono detto che non era così che si fa. I miei hanno fatto molti più sacrifici di quelli che sto facendo io, e si saranno anche lamentati tra loro, ma poi si sono rimboccati le maniche e sono andati avanti, e così hanno fatto molti dei miei amici, e quindi... e poi ho ancora troppi sogni da realizzare e molte cose da fare che non ho proprio il tempo per farmi prendere dallo sconforto. Ho guardato il fumo salire in cielo e guardato i resti dell'incendio ed ho pensato che se l'ARABA FENICE rinasce più forte dalle sue ceneri perchè non provarlo a fare anch'io.
Sabato mi sono alzato prima dell'alba, con solo un paio di ore di sonno per cercare di recuperare un po' di lavoro. Ho fatto una full immersion paragonabile solo al periodo pre laurea. Lavoro lavoro lavoro. A sera la collega mi avverte che è riuscita a sistemare i miei casini, il che mi ha rincuorato.
Domenica ancora un po' di lavoro da incastrare tra la solita corsettina e gli impegni con la famiglia. Quando ho incontrato il mio socio di corsa gli ho detto che credevo di non riuscire a fare molto. Lui mi ha detto di non preoccuparmi avremmo fatto quello che saremmo riusciti a fare, ma ormai mi conosce e sa che avevo bisogno di abbassare il livello di stress, così che abbiamo fatto più del solito, ed alla fine mi sentivo davvero meglio.
Lunedì si parte per la città delle città. ISTANBUL. Io e la collega ci siamo dati appuntamento per andare all' aereoporto insieme ed ovviamente ci siamo presentati entrambi in anticipo.
Scopro che a Malpensa, per i viaggi No Schengen non esiste la Lounge room e quindi la mia tessera da Frequenty Flyer la posso usare solo come... scegli tu lettore un immagine all'uopo, a me vengono in mente solo utilizzi illegali.
Vengo anche cacciato dai tavolini del bar, perchè per far prima ho ordinato al banco e mi sono portato da solo l'ordinazione al tavolo. Quando ho detto che avrei ordinato altro mi hanno detto che ormai..
In aereo ho avuto il piacere di mangiare il KEBAB a 4000 piedi s.l.m. Ho anche cercato di guardare uno dei film proposti. THE BLIND SIDE, solo che siamo atterrati prima che finisse, quindi se ci fosse qualcuno che potesse raccontarmi la conclusione. Io sono arrivato al momento in cui Big Mike chiama la “mamma” e si ritrovano davanti alla lavanderia dopo che lui ha scoperto che hanno offerto dei soldi per spingerlo a scegliere un certo college.
Atterrati veniamo accolti dal caloroso abbraccio della città. Cioè dai suoi 30 e passa gradi. Il primo contatto poi e con i vari tassisti e con il caotico via vai delle persone.
Prendiamo il taxi e dopo una scenetta impossibile da vedere in Itaia, l'autista che chiede il nr di telefono dell'ufficio dove dobbiamo andare per farsi dare le indicazioni stradale, cosa che farà anche durante il tragitto. Prendiamo l'autostrada per fare prima e scopriamo che ci deve essere un esodo estivo. Io mi disidrato sempre più e non ho la forza di preoccuparmi del modo “sportivo” che ha di guidare l'autista. Abuso della corsia di emergenza, repentini cambi di corsia, uscita in contro mano con inversione a U sulla rampa di uscita dell'autostrada. Lungo la strada avremo visto almeno 30 tamponamenti, una quindicina di mezzi in avaria, persone che attraversavano a piedi le varie corsie o che vendevano acqua e gadget. Ho visto anche una famiglia al completo fare un pic nic su un piccolo prato sul bordo della strada.
La città è davvero immensa. Ci viviono 14.000.000 di abitanti, più di tutti gli abitanti della Grecia.
Arriviamo in ufficio, che si trova in uno dei tanti grattacieli che si alternano con case più basse, e dopo i saluti di rito iniziamo a lavorare. I ritmi sono i soliti. Tanto cha rriviamo in albergo che è quasi martedì, ovviamente prima abbiamo avuto il piacere di provare la guida di un altro tassista, con uno stile di guida più da fuggiasco. Ceniamo dopo la mezzanotte, cosa impossibile nei paesi che mi hanno ospitato in altre avventure, ma qui a quell'ora c'è ancora un sacco di gente in giro e noi siamo vicini ad una delle strade più famose e lunghe per lo “struscio”. Tra le altre cose riesco a malapena a vedere il finale della partita della nazionale ai Mondiali.
La mattina colazione e via. Una sana giornata di lavoro. Primo incontro con gli utenti finali, che parlano solo turco. Riusciamo ad uscirne indenni. Ovviamente finito il training si continua a lavorare per recuperare, preparare, verificare e via così. Mercoledì si vive sugli stessi ritmi, con l'aggiunta della frenesia per l'arrivo dell'italiano dichiarante più ricco per un giro degli uffici.
Giovedì siamo quindi rilegati in un piccolo ufficio, con gli utenti, mentre nella sala accanto c'è il grande incontro ed in ufficio sono tutti in tiro, tanto che all'arrivo del gran capo si sono disposti come in parata.
Durante il corso, mentre spiego all'utente non solo come fare le cose nel nuovo sistema, ma anche cosa è quello che sta facendo, perchè per lui non è chiaro, inizia a piovere in ufficio.
Scopriamo che al piano di sopra stanno facendo le prove antincendio ed hanno usato un po' troppa acqua. Questo non ci ferma. Andiamo avanti per la nostra strada. Ed ecco che salta la linea internet. Ma ormai il mood è a palla e non ci ferma più nessuno.
Alla riunione con il gran capo hanno partecipato anche alcuni amici della mia collega e con loro decidiamo di andare a cena, non prima di aver finito un po' di cose, quindi usciamo un po' prima, cioè solo 4 ore dopo l'orario di chiusura. Andiamo a mangiare in un ristorante che si trova all'ultimo piano di un vecchio palazzo. La vista è molto migliore del cibo ma l'atmosfera è piacevole e gli amici della collega sono davvero affabili. Quindi ne viene fuori una bella serata.
Venerdì. Mezza giornata di lavoro perchè io torno a casa mentre la collega rimane per la seconda settimana di training per cui la mia presenza non è richiesta da parte dal capo progetto che deve tagliare i costi.
Io cerco di chiudere gli ultimi punti aperti e poi via.
Prendo un taxi al volo, come si vede nei film. L'autista parla solo turco ma si fa capire, tanto che intavoliamo anche qualche scambio di battute. Facciamo la strada del mare così ho l'occasione di vedere ancora un po' di questa immensa città. Per fortuna il traffico non è tanto. Arrivo in aeroporto e faccio almeno quattro code, primo controllo dei bagagli per entrare dove fanno i check in, poi check in dove stanno girando un documentario, controllo dei documenti in cui ho dovuto usare il fascino perchè non trovavo il fogliettino con il timbro d'ingresso, coda per entrare nella zona antistante il gate. Ho pensato di non farcela perchè tutte queste code erano ovviamente distribuite per tuta la lunghezza della struttura ma non in modo sequenziale, così che avrò fatto almeno un paio di chilometri. Salito finalmente sul vettore, assisto alla lite tra il mio vicino ed un altro passeggero per l'uso della cappelliera, poi una lunga coda di preti. Roba da Final Destination.
Quando in volo poi l'hostess ha cercato un medico ho iniziato davvero a preoccuparmi. Uno dei colletti “bianchi” della chiesa è svenuto. Per fortuna nulla di grave ha detto il dottore, che comunque lo ha assistito per tutto il viaggio.
Atterriamo in perfetto orario e poi via a casa e penso che Istanbul merita proprio di essere visitata.
… all'inseguimento del sole ...